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Telefonate commerciali moleste: ora c’è la legge

24 Dicembre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 24 Dicembre 2017



 Stop alle chiamate commerciali indesiderate su cellulari e numeri fissi a tutte le ore

Le continue telefonate dei call center e le loro offerte pubblicitarie possono diventare davvero insistenti e tramutarsi in un fastidio insopportabile. Vero è che dall’altro capo del telefono c’è comunque qualcuno che sta lavorando. Il più delle volte, però, neanche a farlo apposta, le chiamate si concentrano all’ora di pranzo o di cena e magari anche nel weekend. Non a caso, infatti, si parla di telemarketing selvaggio, e un po’ tutti abbiamo avuto, nostro malgrado, occasione di provarlo direttamente.

In Italia, infatti, esistono attualmente circa 115 milioni di linee telefoniche fisse e mobili, ma solo poco più di 1,5 milioni di numeri fissi godono di una certa protezione dal telemarketing selvaggio, grazie all’iscrizione nel Registro pubblico delle opposizioni. Questa iscrizione, però, è limitata ai soli numeri pubblicati negli elenchi e, solitamente, si rivela insufficiente a proteggere dalle telefonate commerciali moleste anche chi vi è iscritto.  Ancora meno tutelati i 95 milioni di utenti di telefonia mobile per i quali non esiste neppure un Registro pubblico delle opposizioni al quale iscriversi.

Telefonate commerciali: il registro delle opposizioni

Il Registro pubblico delle opposizioni è lo strumento mediante il quale il cittadino decide di non voler più ricevere telefonate per scopi commerciali. Infatti, con l’iscrizione al Registro pubblico delle opposizioni si intendono revocati tutti i consensi precedentemente espressi –  con qualsiasi forma o mezzo e a qualsiasi soggetto – che autorizzano il trattamento delle proprie numerazioni telefoniche fisse o mobili effettuato mediante operatore con l’impiego del telefono per fini di pubblicità o di vendita, o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

Gli operatori che utilizzano i sistemi di pubblicità telefonica e di vendita telefonica o che compiono ricerche di mercato o comunicazioni commerciali telefoniche hanno l’obbligo di consultare mensilmente, e comunque precedentemente all’inizio di ogni campagna promozionale, il Registro pubblico delle opposizioni e di provvedere all’aggiornamento delle proprie liste, cancellando – così – i numeri di chi non intende più ricevere chiamate. In mancanza di cancellazione, invece, nulla vieterà agli operatori di continuare a telefonare.

Il limite del Registro delle opposizioni, però, era rappresentato dal fatto di essere limitato ai soli numeri di telefonia fissa iscritti negli elenchi telefonici. Da più parti, dunque, era stata avvertita l’esigenza di una legge che estendesse l’iscrizione per tutti i numeri – fissi e mobili, riservati e non – al Registro delle opposizioni.

Telefonate commerciali: la nuova legge

La nuova legge in tema di telemarketing e telefonate commerciali [1], introduce importanti novità proprio in relazione a ciò che riguarda l’iscrizione al Registro delle opposizioni. Fino a oggi l’iscrizione era consentita solo ai numeri pubblicati negli elenchi telefonici. Ora, invece, possono iscriversi al Registro delle opposizioni (su richiesta) tutte le utenze fisse e mobili. La richiesta vale anche per più utenze contemporaneamente. Inoltre gli utenti, in qualunque momento, anche per telefono o mail, possono revocare l’iscrizione al Registro anche per periodi limitati e far decadere temporaneamente il divieto a ricevere telefonate commerciali dalle società indicate.

La legge prevede altresì che la società che ordina la campagna promozionale risponde anch’essa delle violazioni commesse dal call center al quale ha affidato il compito di effettuare le chiamate. Ed inoltre, impone ai call center di rendere identificabile la telefonata commerciale attraverso l’adozione di due prefissi identificabili e distinti che precedano il numero: uno per le chiamate commerciali e uno per le chiamate a fini statistici. Per gli operatori, inoltre, il divieto di utilizzare i consensi rilasciati in passato per usare i numeri di telefono a scopi commerciali, con la previsione che la violazione dei divieti introdotti determina a loro carico pesanti sanzioni, fino alla sospensione e alla revoca della licenza.

note

[1] approvata in Commissione Trasporti del Senato, riunita in sede deliberante il 22.12.2017.


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