Diritto e Fisco | Articoli

Bisogna iscrivere i collaboratori familiari all’Inps?

27 Marzo 2019 | Autore:
Bisogna iscrivere i collaboratori familiari all’Inps?

I collaboratori familiari vanno denunciati all’Inps e hanno diritto ai contributi in base al numero di ore di lavoro svolto

Sei custode di un parco giochi per bambini o di una sala giochi, oppure hai un’impresa artigiana, o una giostra al luna park, o uno stabilimento balneare e vorresti farti aiutare da tua moglie o dai tuoi figli nella gestione dell’attività. Ti chiedi dunque se ci siano particolari iter da seguire per evitare sanzioni da parte dell’Ispettorato del lavoro e per regolarizzare la collaborazione dei tuoi familiari nell’attività. Bisogna iscrivere i collaboratori familiari all’Inps? Poi, ti chiedi se devi versare i contributi in loro favore; se devi assicurarli anche all’Inail. A maggior ragione ti domandi come devi comportarti se ad aiutarti è la tua compagna, con la quale convivi di fatto, senza essere sposato. Vediamo, allora, come devono essere gestiti e regolarizzati i collaboratori familiari, quando si è obbligati a versare i contributi, quali comunicazioni inviare all’Inps e all’Inail. Il Ministero del Lavoro, infatti, ha emanato una specifica circolare proprio in materia di collaborazione familiare per fare chiarezza.

Collaboratori familiari: chi sono?

Il Ministero del Lavoro ha previsto la possibilità per gli imprenditori dei settori artigianato, commercio ed agricoltura di farsi aiutare nello svolgimento della propria attività da familiari [1].

Per familiari devono intendersi il coniuge, i parenti e gli affini entro il terzo grado. In agricoltura questa possibilità viene estesa anche ai parenti ed agli affini entro il quarto grado.

Si tratta, in pratica di:

  • genitori e figli;
  • nonni, fratelli e sorelle, nipoti (figli dei figli);
  • bisnonni, zii, nipoti (figli di fratelli e sorelle), pronipoti (figli dei nipoti di secondo grado);
  • suoceri;
  • nonni del coniuge, cognati;
  • bisnonni del coniuge, zii del coniuge, nipoti (figli dei cognati).

Queste persone possono collaborare con il titolare dell’impresa, sia che questa sia organizzata come società di persone (ad esempio una ditta individuale), sia come società a responsabilità limitata.

I conviventi di fatto

Se a collaborare è il proprio compagno o compagna con il quale si convive senza essere sposati, cosa succede?

L’Inps assimila al coniuge collaboratore familiare, il convivente vincolato da unione civile, mentre non riconosce come collaboratore familiare il convivente di fatto, che dunque dovrà essere assunto come lavoratore dipendente [2].

Occasionalità della prestazione e obblighi contributivi

Il collaboratore familiare non è necessario che venga iscritto all’Inps, purché collabori occasionalmente con l’imprenditore, titolare dell’attività artigiana, commerciale o agricola.

In proposito, si presume che la collaborazione sia sempre occasionale per i parenti e affini che:

  • siano pensionati;
  • svolgano parallelamente un’attività di lavoro dipendente a tempo pieno.

Diversamente l’occasionalità si valuta caso per caso, in base alla frequenza con cui il familiare effettivamente collabora all’interno dell’impresa, a prescindere della presenza del titolare: il Ministero del Lavoro ha precisato sul punto che la collaborazione è occasionale quando non supera le 720 ore all’anno solare o comunque i 90 giorni nel corso dell’anno.

In pratica, quindi, se collaboratore è un familiare:

  • pensionato;
  • titolare di rapporto di lavoro dipendente a tempo pieno;
  • comunque impiegato per meno di 720 ore all’anno (o 90 giornate);
  • non è necessaria alcuna comunicazione all’Inps e non è dovuto alcun versamento contributivo.

In caso di controllo da parte dell’Ispettorato del Lavoro, la prova del superamento di questi limiti è a carico degli ispettori.

L’iscrizione all’Inps

Nel caso in cui, invece, fosse necessaria l’iscrizione all’Inps del collaboratore familiare, è necessario procedere attraverso l’invio della Comunicazione Unica in via telematica o su supporto informatico, all’ufficio del Registro delle imprese presso le Camere di Commercio.

La Comunicazione Unica, o ComUnica, vale infatti sia per assolvere a tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese, ma anche ai fini previdenziali e assistenziali, nonché per ottenere l’assegnazione del codice fiscale e della partita Iva.

Obblighi assicurativi

L’obbligo di contribuzione Inail è più cogente rispetto a quello previdenziale, in quanto riguarda l’assicurazione per gli infortuni sul lavoro.

Se dunque l’iscrizione all’Inps e il versamento dei contributi entro certi limiti e per alcune categorie di collaboratori non è dovuto; è invece doveroso iscrivere il collaboratore familiare all’Inail se svolge attività presso l’impresa per una o due volte nell’arco dello stesso mese, a condizione che nell’anno le prestazioni complessivamente effettuate non siano superiori a 10 giornate lavorative.


note

[1] Circolare Ministero del Lavoro prot. n. 37/0010478/MA007.A001 10/06/2013; Circolare Inps n. 150 del 15/03/2018

[2] Circolare Inps n. 66 del 31/03/2017


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube