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Videosorveglianza con audio: è legale?

27 Marzo 2019 | Autore:
Videosorveglianza con audio: è legale?

Riprese audio e video: quando sono legali e quando costituiscono reato? Come installare legalmente una videosorveglianza audio?

Oggi la videosorveglianza è più diffusa che mai: ciò è dovuto in parte perché i cittadini sono molto sensibili al problema della sicurezza personale, soprattutto quando essa si unisce alla tutela del proprio domicilio; in parte perché lo sviluppo tecnologico consente di effettuare riprese in maniera più semplice rispetto al passato. Installare un sistema di videosorveglianza è sicuramente più agevole rispetto ad un tempo. Al di là dei sistemi di ripresa montati ad hoc per la sicurezza, non bisogna dimenticare che, oggi, è sufficiente avere con sé uno smartphone per effettuare una filmato. La grande diffusione di mezzi di questo tipo fa a pugni con il crescente interesse per la tutela della privacy. Ti sei mai chiesto se una videosorveglianza con audio è legale?

Se è vero che è tuo diritto quello di sorvegliare (e, quindi, videosorvegliare) la tua proprietà al fine di garantire la sicurezza personale e quella dei tuoi beni, è altrettanto vero che non puoi fare tutto ciò che vuoi; in altre parole, devi rispettare la riservatezza delle altre persone, non potendo giustificare ogni azione con il pretesto della sicurezza. Con questo articolo cercheremo di fornire una risposta al seguente quesito: è legale la videosorveglianza con audio?

Videosorveglianza: quando è lecito filmare un luogo privato?

Affrontiamo il tema della videosorveglianza cominciando a capire se è legale filmare un luogo privato, cioè un ambiente non accessibile a tutti, come una casa, un ufficio o altra proprietà. Inutile dire che, in casa propria, si può fare ciò che si vuole: pertanto, è perfettamente lecito installare un sistema di videosorveglianza all’interno della propria dimora.

Il discorso cambia quando si parla di luoghi privati altrui. Installare delle telecamere all’interno dell’abitazione di un’altra persona costituisce reato: la legge punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita che si svolge nei luoghi di privata dimora. Alla stessa pena soggiace chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati [1].

La norma è chiaramente posta a tutela della privacy ed intende proteggere la vita privata all’interno delle abitazioni, cioè tra le mura di casa. Quindi, chi riprende di nascosto una persona che si trova a casa sua, convinta di essere lontana da sguardi indiscreti, commette reato.

Videosorveglianza esterna: è lecita?

Il caso più frequente, però, non è quello che abbiamo visto nel paragrafo precedente; ciò che accade spesso è che l’impianto di videosorveglianza sia posto anche all’esterno della propria abitazione, in modo tale da riprendere una porzione di proprietà privata altrui. Pensa alla classica telecamera puntata verso il cortile di casa, idonea però a filmare anche ciò che avviene sull’uscio di casa del vicino. Cosa fare in questo caso?

Ebbene, se il sistema di videosorveglianza è talmente invasivo da superare i normali limiti della proprietà privata altrui, si integrerà il reato di interferenze illecite che ho riportato sopra. Questo significa che, se punti una telecamera del tuo sistema di videosorveglianza verso la finestra o la porta del tuo vicino, in modo tale, quindi, da violare la sua riservatezza, rischierai di rispondere del reato di interferenze illecite.

Una videosorveglianza più discreta non costituirà reato, ma potrà ugualmente farti incorrere in responsabilità civile per violazione della privacy; e allora, se vuoi installare una telecamera davanti casa tua senza incorrere in conseguenze legali, dovrai attenerti a queste semplici regole:

  • l’unico scopo deve essere quello di tutelare la tua abitazione;
  • la telecamera deve riprendere solo gli spazi di tua proprietà, senza sconfinare in quelli comuni dell’edificio (pensa ad un condominio) o di proprietà esclusiva di altre persone.

V’è da dire, però, che la giurisprudenza si è mostrata sensibile alle esigenze di sicurezza dei cittadini, tanto da stabilire che, ai fini della integrazione del reato di interferenze illecite nella vita privata, deve escludersi che le scale condominiali ed i relativi pianerottoli siano luoghi di privata dimora cui estendere la tutela penalistica alle immagini ivi riprese, trattandosi di zone che non assolvono alla funzione di consentire l’esplicazione della vita privata al riparo di sguardi indiscreti, essendo destinati all’uso di un numero indeterminato di soggetti [2].

Videosorveglianza con audio: è lecita?

Quanto detto sinora a proposito della videosorveglianza vale anche quando le tecniche di ripresa si accompagnino alla registrazione del sonoro: il reato di interferenze illecite nella vita privata, infatti, punisce indifferentemente l’utilizzo di strumenti di ripresa visiva o sonora, quando finalizzati a carpire informazioni della vita privata di altre persone.

Pertanto, se la videosorveglianza non si limita a filmare immagini, ma si estende anche a registrare suoni, costituirà reato nei limiti sopra visti, e cioè:

  • se la videosorveglianza con audio è diretta a captare informazioni private, e quindi va ben oltre la semplice protezione dei propri interessi, allora si tratterà di reato;
  • se la videosorveglianza con audio è ristretta alla propria proprietà, ma è ugualmente in grado di registrare dati privati (audio e video), c’è il rischio di incorrere in responsabilità per violazione della privacy, a meno che le informazioni di altre persone così apprese non siano irrilevanti (ad esempio, registrazione di voci non distinguibili di persone terze non lede la loro riservatezza).

Videosorveglianza audio con ripresa in luogo pubblico: è legale?

Il reato di interferenze illecite più volte richiamato nei paragrafi precedenti scatta solamente quando le riprese indebite avvengano in un luogo di privata dimora: ciò significa che non si potrà integrare un delitto di questo genere se le riprese vengono fatte in luogo pubblico oppure in aree condominiali. Questo non significa, però, che fare riprese audio e video in pubblico sia perfettamente lecito: lo sbarramento deriva sempre dal diritto alla riservatezza.

Nel paragrafo precedente, abbiamo visto cosa succede se il sistema di videosorveglianza (anche audio) non limita il proprio raggio d’azione alla proprietà privata presso cui è installato, ma si estende, per ragioni di sicurezza, anche a parte delle proprietà altrui. Cosa succede se, anziché riprendere nella proprietà del vicino, la videosorveglianza sia puntata in strada, cioè in una via pubblica? Pensa a chi installa un sistema di telecamere al di fuori del proprio cancello, in modo da riprendere l’ingresso e tutto ciò che sta fuori. È legale filmare i passanti e registrare quello che si dicono?

Anche in un’ipotesi come questa, occorre bilanciare il proprio diritto alla sicurezza con quello alla privacy: di conseguenza, un sistema di videosorveglianza di questo genere sarà lecito se le immagini e gli audio provenienti dall’esterno non ledano effettivamente la riservatezza altrui. Ad esempio, una telecamera puntata immediatamente al di fuori del proprio cancello, in grado solamente di riprendere i piedi dei passanti e di non registrare conversazioni, sarà perfettamente lecita; al contrario, se la videosorveglianza fosse in grado di riprendere i volti delle persone e registrarne i dialoghi, sarebbe illecita perché violerebbe la privacy. Si tratta, quindi, di effettuare un bilanciamento tra contrapposti diritti in gioco: la sicurezza non può essere un pretesto per registrare tutto ciò che si vuole.

Possiamo quindi concludere questo paragrafo dicendo che un sistema di videosorveglianza esterno che sia in grado di catturare immagini e suoni della via pubblica non integra una condotta delittuosa, ma illecita sì, se viola la privacy: la legge vieta la diffusione di immagini che non sia autorizzata dal diretto interessato [3].

Videosorveglianza con registrazione audio: i problemi di privacy

Giunto a questo punto avrai capito che:

  • captare immagini (mediante telecamere) o suoni (pensa alle cosiddette “cimici”) all’interno di una proprietà privata senza alcun consenso costituisce reato;
  • fare lo stesso in un luogo pubblico oppure condominiale non costituisce reato, ma violazione della privacy.

Il problema della videosorveglianza audio è che il suo raggio d’azione può estendersi anche dove l’occhio non vede: ad esempio, una telecamera puntata contro un muro sicuramente non lederà la privacy di alcuno, mentre lo stesso non può dirsi della sorveglianza audio, in grado di registrare suoni provenienti da zone in cui la ripresa non riesce ad accedere.

Per tali ragioni, la videosorveglianza audio deve essere calibrata con cura per evitare di incorrere in condotte illegali; e così, se ,per non incorrere in inconvenienti, basterà puntare le telecamere esclusivamente all’interno della propria proprietà al fine di non catturare immagini riservate, nel caso di sistema di sorveglianza audio occorrerà anche che l’impianto non sia in grado di registrare conversazioni private.

La videosorveglianza per motivi di ordine pubblico

Quanto detto sino a questo momento è parzialmente derogato in caso di videosorveglianza (anche audio) installata per ragioni di ordine pubblico. Gli strumenti di videosorveglianza possono essere installati in luoghi pubblici solamente quando vi siano comprovati e giustificati motivi di pubblica sicurezza. Questa valutazione è rimessa interamente all’amministrazione pubblica che vorrà avvalersene.

Un soggetto pubblico può effettuare attività di videosorveglianza solo ed esclusivamente per svolgere funzioni istituzionali. Anche quando un’amministrazione è titolare di compiti in materia di pubblica sicurezza o prevenzione dei reati, per installare telecamere deve comunque ricorrere un’esigenza effettiva e proporzionata di prevenzione o repressione di pericoli concreti. Qualora si decidesse di procedere in tal senso, il provvedimento di autorizzazione dovrebbe stabilire limiti e modalità della videosorveglianza, quale apparecchiatura installare, da chi acquistarla e come adoperarla. L’ente dovrebbe individuare anche gli incaricati a visionare i filmati.

Il principio generale in materia stabilisce che chiunque installi un sistema di videosorveglianza deve provvedere a segnalarne la presenza, facendo in modo che qualunque soggetto si avvicini all’area interessata dalle riprese sia avvisato della presenza di telecamere già prima di entrare nel loro raggio di azione.

Le riprese effettuate per fini di sicurezza e tutela dell’ordine pubblico, con particolare riferimento alla prevenzione di reati o atti di vandalismo e alla sicurezza sul lavoro, costituiscono un’eccezione, e non necessitano dell’obbligo di segnalazione.

Normalmente, per installare un sistema di videosorveglianza, non è necessario l’assenso da parte del Garante della privacy; fanno però eccezione tutti i casi in cui sussiste il rischio di ledere i diritti e le libertà fondamentali o la dignità degli individui ripresi.


note

[1] Art. 615-bis cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 34151 del 12 luglio 2017.

[3] Art. 96, legge n. 633/1941.

Autore immagine: Unsplash.com


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10 Commenti

  1. ma la video sorveglianza alla persona e legale?
    in specifico una persona puo’ essere inquadrata da una telecamera mentre effettua il proprio lavoro?

    1. Secondo l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, se sussistono le finalità che giustificano il controllo a distanza con la videosorveglianza (ad esempio, ragioni di sicurezza sul lavoro, tutela del patrimonio aziendale), l’obiettivo può anche inquadrare direttamente i lavoratori, senza che sia necessario introdurre limitazioni quali l’angolo di ripresa della telecamera o l’oscuramento del volto dell’operatore. Ciò in quanto lo stato dei luoghi e il posizionamento delle merci o degli impianti produttivi è spesso oggetto di continue modificazioni nel corso del tempo (si pensi ad esempio alla rotazione delle merci nelle strutture della grande distribuzione) e pertanto rendono scarsamente utile una analitica istruttoria basata su planimetrie che nel corso del breve periodo non sono assolutamente rappresentative del contesto lavorativo. Puoi trovare ulteriori informazioni nel nostro articolo Videosorveglianza: può inquadrare il dipendente? https://www.laleggepertutti.it/195970_videosorveglianza-puo-inquadrare-il-dipendente

  2. Salve. Lavoro in un’azienda. A seguito di alcune situazioni spiacevoli, il datore di lavoro ha deciso di mettere le telecamere di sorveglianza. Ora, mi chiedo se è legale la videosorveglianza sul posto di lavoro. I dipendenti non avrebbero diritto alla privacy? E poi, mi chiedo se la telecamera può riprendere ed essere puntata su un unico dipendente? E’ lecito?

    1. Gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per le seguenti e tassative finalità: esigenze organizzative e produttive; sicurezza del lavoro; tutela del patrimonio aziendale. Per evitare abusi la legge prevede la necessità di ottenere un’autorizzazione per procedere all’installazione delle telecamere. Le opzioni percorribili sono due: procedura sindacale o procedura amministrativa. Ovviamente il datore di lavoro dovrà rispettare le condizioni poste nell’accordo sindacale o nel provvedimento autorizzativo dell’Ispettorato del lavoro. Secondo l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, se sussistono le finalità che giustificano il controllo a distanza con la videosorveglianza (ad esempio, ragioni di sicurezza sul lavoro, tutela del patrimonio aziendale), l’obiettivo può anche inquadrare direttamente i lavoratori, senza che sia necessario introdurre limitazioni quali l’angolo di ripresa della telecamera o l’oscuramento del volto dell’operatore. Per maggiori informazioni leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/195970_videosorveglianza-puo-inquadrare-il-dipendente

  3. Per quanto tempo possono essere conservati i filmati della videosorveglianza? Potete darmi maggiori informazioni?

    1. In realtà non c’è un solo termine ultimo, volendo parlare in gergo giuridico, per conservare i filmati dei sistemi di videosorveglianza, bensì vari e diversi. Ecco i tempi per la conservazione dei filmati: poche ore o al massimo 24 ore successive alla rilevazione: è questa la fattispecie, potremmo dire, standard; dilazione oltre le 24 ore dalla rilevazione dati: ricorre questa evenienza in caso di speciali esigenze che giustifichino l’ulteriore conservazione in relazione a giorni di festività o chiusura di uffici o esercizi, nonché nel caso in cui si debba ottemperare ad una specifica richiesta investigativa dell’autorità giudiziaria o di polizia giudiziaria; una settimana dal giorno della rilevazione dati (informazioni e immagini): solo in alcuni casi, per peculiari esigenze tecniche o per la particolare rischiosità dell’attività svolta dal titolare del trattamento (si consideri il caso delle banche) può ritenersi ammissibile un tempo più ampio di conservazione dei dati che non dovrebbe comunque superare l’arco di una settimana. Rientrano sempre in questa fattispecie anche i casi in cui l’attività di videosorveglianza sia finalizzata alla tutela della sicurezza urbana, si pensi a questo riguardo alle attività relative alla sicurezza pubblica espletate dai comuni; ulteriore conservazione oltre una settimana: sono questi i casi in cui ci si trovi in presenza di speciali esigenze di ulteriore conservazione dei dati raccolti, siano essi informazioni o immagini. Pertanto laddove si voglia procedere ad un allungamento dei tempi di conservazione dati per un periodo superiore alla settimana, è bene sapere che una richiesta in tal senso dovrà essere sottoposta all’attenzione del Garante della privacy, al fine di consentire una verifica preliminare dell’eccezionalità del caso. Puoi trovare maggiori informazioni nel nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/277472_conservazione-filmati-videosorveglianza

  4. Come funziona la conservazione dei filmati della videosorveglianza? C’è un termine ultimo entro il quale i filmati possono essere conservati? A volte, sembra di essere nel Grande fratello. George Orwell ci aveva visto lungo. Se da una parte ci sentiamo protetti, dall’altra mi viene l’ansia al solo pensiero che la mia privacy è totalmente violata. Grazie la legge per tutti. Nel vostro sito trovo sempre le risposte alle mie domande

    1. Oggi la videosorveglianza è più diffusa che mai: ciò è dovuto in parte perché i cittadini sono molto sensibili al problema della sicurezza personale, soprattutto quando essa si unisce alla tutela del proprio domicilio; in parte perché lo sviluppo tecnologico consente di effettuare riprese in maniera più semplice rispetto al passato. Installare un sistema di videosorveglianza è sicuramente più agevole rispetto ad un tempo. Al di là dei sistemi di ripresa montati ad hoc per la sicurezza, non bisogna dimenticare che, oggi, è sufficiente avere con sé uno smartphone per effettuare una filmato. La grande diffusione di mezzi di questo tipo fa a pugni con il crescente interesse per la tutela della privacy. In realtà non c’è un solo termine ultimo, volendo parlare in gergo giuridico, per conservare i filmati dei sistemi di videosorveglianza, bensì vari. Per conoscere le diverse tempistiche per la conservazione dei filmati e scoprire le nuove disposizioni più stringenti e circostanziate sulla videosorveglianza emesse dal Garante per la protezione dei dati personali, ti consigliamo di leggere il nostro articolo sulla conservazione dei filmati di videosorveglianza https://www.laleggepertutti.it/277472_conservazione-filmati-videosorveglianza

  5. Salve volevo sapere se ascoltare delle conversazioni registrate o in diretta con un sistema di sorveglianza in casa mia quando non sono presente possano essere un invasione di privacy nei confronti di mia figlia e di mio padre che vivono con me.
    Grazie

    1. Simona per trovare maggiori approfondimenti sull’argomento, ti consigliamo la lettura dei nostri articoli:
      -Si possono registrare le conversazioni di nascosto? https://www.laleggepertutti.it/173180_si-possono-registrare-le-conversazioni-di-nascosto
      -Registratori e microspie vietati https://www.laleggepertutti.it/128659_registratori-e-microspie-vietati
      -Prove: la registrazione di una conversazione che valore ha in causa? https://www.laleggepertutti.it/109217_prove-la-registrazione-di-una-conversazione-che-valore-ha-in-causa
      -Denuncia se lui registra le conversazioni con una microspia https://www.laleggepertutti.it/184862_denuncia-se-lui-registra-le-conversazioni-con-una-microspia
      -Registrazione di conversazioni tra privati: quando è possibile https://www.laleggepertutti.it/88940_registrazione-di-conversazioni-tra-privati-quando-e-possibile

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