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Raccomandata: che fare se si smarrisce l’avviso di ricevimento

10 Marzo 2019


Raccomandata: che fare se si smarrisce l’avviso di ricevimento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Marzo 2019



L’attestazione dell’ufficio postale per provare la notifica della raccomandata può sostituire l’avviso di ricevimento?

Immagina di aver spedito un’importante raccomandata a/r e di dover ora dimostrare che il destinatario l’ha effettivamente ritirata. Si può trattare della disdetta di un contratto di affitto per evitare il suo automatico rinnovo, di una diffida di pagamento che possa interrompere i termini della prescrizione, di una contestazione al fisco o alla pubblica amministrazione, della domanda di partecipazione a un concorso; le ipotesi sono innumerevoli. Ti accorgi però di aver smarrito il cartoncino bianco con l’avviso di ricevimento inviatoti dall’ufficio postale. Come farai a dimostrare di aver adempiuto all’onere della spedizione? Se non dovessi riuscire a trovare più il documento, hai la possibilità di chiedere un duplicato oppure sei destinato a soccombere alla controparte?

Bene, se questi sono i tuoi problemi non ti devi preoccupare: c’è una soluzione e te la illustreremo a breve. In questo articolo ti spiegheremo infatti che fare se si smarrisce l’avviso di ricevimento della raccomandata.

Lo faremo tenendo conto di una importante ordinanza della Cassazione [1] emessa proprio qualche giorno fa. La Corte si è trovata a dirimere un interessante conflitto: dinanzi a una situazione come quella che abbiamo appena descritto, ai giudici è stato chiesto se l’attestazione rilasciata dall’ufficio postale, con cui un normale dipendente allo sportello dichiara l’avvenuta consegna della raccomandata, per come gli appare dallo schermo del computer, è sufficiente a sostituire l’avviso di ricevimento della raccomandata stessa? Oppure a quest’ultimo cartoncino deve essere assegnata una efficacia privilegiata? Ecco qual è stata la soluzione adottata dai giudici supremi.

A che serve l’avviso di ricevimento della raccomandata?

Prima però di spiegare che fare se si smarrisce l’avviso di ricevimento della raccomandata, cerchiamo di capire che valore essa ha.

La legge assegna ai postini il ruolo di pubblici ufficiali. Le loro attestazioni quindi hanno valore legale, costituiscono cioè «piena prova» dei fatti da questi stessi dichiarati. Il che, in termini pratici, significa che, laddove l’avviso di ricevimento dovesse riportare la conferma della consegna della busta al destinatario e la relativa data, tale circostanza non può essere contestata (se non con un particolare procedimento dal nome «querela di falso», particolarmente complesso).

In questo modo il cartoncino con l’avviso di ricevimento serve per dimostrare, in un eventuale successivo contenzioso, di aver effettivamente spedito la raccomandata.

Lo stesso valore oggi è stato riconosciuto anche alla posta elettronica certificata: pure la Pec ha la stessa capacità di dimostrare non solo la spedizione, il ricevimento, la data e l’ora, ma anche il testo del messaggio.

Che fare se si perde l’avviso di ricevimento?

Cerchiamo di capire che fare se dovessimo perdere l’avviso di ricevimento di una importante raccomandata e di dovercene servire per dimostrarne la spedizione.

La prima soluzione potrebbe essere quella di andare sul sito internet di Poste Italiane alla pagina “Cerca spedizioni” dove è possibile rintracciare la raccomandata. Il servizio ti consente di verificare se la busta è stata già consegnata, è in transito o ancora in giacenza. Tuttavia, secondo la giurisprudenza della Cassazione [2], la stampa di uno screenshot della schermata della funzione «Cerca Spedizioni» non ha alcun valore legale e non può sostituire l’avviso di ricevimento cartaceo. In senso contrario si segnala una sentenza del Tar di Catanzaro [3] che ha riconosciuto il valore di prova della avvenuta consegna della raccomandata alla produzione di un estratto del sito delle Poste Italiane da cui risulta la spedizione.

Esiste però un’altra soluzione per chi ha smarrito l’avviso di ricevimento: è farsi rilasciare un duplicato all’ufficio postale. Secondo infatti la Suprema Corte, basta un’attestazione delle Poste per dimostrare la notifica della raccomandata priva dell’avviso di ricevimento.

Difatti, nessuna norma prevede che la prova della consegna della raccomandata possa essere data solo dall’avviso di ricevimento e non anche tramite un’attestazione dell’ufficio postale da cui risultino le modalità e la data della notifica medesima. Anzi, è la legge stessa [4] che riconosce a tale certificazione lo stesso valore della cartolina a/r.

Come farsi dare l’attestazione di consegna della raccomandata?

Vediamo ora cosa è necessario per ottenere l’attestazione di consegna della raccomandata e come averla. Purtroppo qui arriva la dolente nota: non è sufficiente indicare il nome del mittente o quello del destinatario. La posta ha bisogno del codice a barre della raccomandata. Lo trovi riportato nella ricevuta di spedizione che ti è stata consegnata quando hai consegnato la busta all’ufficio postale. Lì infatti hai dovuto compilare un foglietto la cui copia ti è stata rilasciata dopo il pagamento. Ebbene, proprio tale combinazione di numeri consentirà di risalire, tramite il terminale, all’esito della spedizione. Del resto questo stesso codice a barre ti viene richiesto anche dal servizio “Cerca Spedizioni” di cui abbiamo parlato prima. Se però lo hai perso, non hai più possibilità di ottenere l’attestazione in duplicato.

Dopo che avrai esibito il codice a barre della raccomandata, l’ufficio postale ti chiederà di compilare un modulo e su quello stesso ti verrà stampata l’attestazione dell’ufficio che vale come duplicato “ufficiale” dell’avviso di ricevimento.

note

[1] Cass. ord. n. 6857/19 dell’8.03.2019.

[2] Cass. sent. n. 19387/2012.

[3] Tar Catanzaro, sent. n. 1050/2010.

[4] Art. 8 del d.P.R. 655/82


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1 Commento

  1. Chiedo scusa, ma non riesco a trovare nemmeno su Italgiure, il riferimento alla ordinanza [1] del 2019.
    Non trovo il riferimento nemmeno su altri portali.
    Aspetterò comunque qualche giorno ancora.
    Nel mio caso, le Poste si sono rifiutate di rilasciarmi una copia della CAD, e nemmeno una dichiarazione equipollente prevista dal codice postale ex art. 6 c. 1 L. 890/1982.

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