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Se uno solo degli eredi paga i debiti del defunto che succede?

10 Marzo 2019


Se uno solo degli eredi paga i debiti del defunto che succede?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Marzo 2019



Il coerede che paga una rata del debito verso il fisco ha immediato diritto di regresso verso i condebitori.

Tuo padre è deceduto un paio di anni fa. Insieme a te, ad ereditare il suo piccolo patrimonio ci sono anche i tuoi due fratelli e vostra madre, ancora in vita. Nel frattempo sono arrivate delle cartelle esattoriali e degli avvisi da parte dell’Agenzia delle Entrate per imposte mai versate. Tra tutti gli eredi, tu sei l’unico che ha qualcosa da rischiare, avendo uno stipendio fisso e una casa intestata. Temendo un pignoramento, hai perciò deciso di pagare subito gli importi richiesti dal fisco, anche la quota dei tuoi fratelli i quali, invece, hanno fatto finta di niente. Ora però ti tocca recuperare le loro quote. Non vuoi entrare in causa con i tuoi familiari, ma sei ugualmente determinato a far valere i tuoi diritti. Dunque ti chiedi: se uno degli eredi paga i debiti del defunto che succede? Come può ottenere la restituzione delle somme anticipate? La questione è stata affrontata da una recente ordinanza della Cassazione [1].

Per comprendere però la decisione dei giudici supremi è necessario fare un passo indietro e verificare come si dividono i debiti fiscali di un defunto.

Come si dividono i debiti fiscali di un defunto

Quando subentra una successione, dei debiti fiscali del defunto rispondono solo coloro che hanno accettato la sua eredità; ne rispondono solo da tale momento e non prima. Per cui, se l’Agenzia delle Entrate Riscossione dovesse agire contro uno dei chiamati all’eredità, sulla base di un semplice stato di famiglia, che dimostra l’appartenenza allo stesso nucleo familiare, la sua pretesa sarebbe illegittima se ancora questi non avesse formalmente dichiarato, dinanzi al notaio o ad altro pubblico ufficiale, l’accettazione dell’eredità.

In secondo luogo, si dividono tra gli eredi solo le imposte non corrisponde dal defunto, non anche le sanzioni. Queste ultime infatti non si trasmettono mai agli eredi (leggi Gli eredi devono pagare le sanzioni sulle tasse?).

Una volta appurato che i debiti fiscali, e non anche le sanzioni, passano agli eredi solo dopo l’accettazione dell’eredità, non resta che capire come si ripartiscono tra loro queste somme e che succede se uno di questi paga anche per conto degli altri.

Come abbiamo già spiegato nell’articolo Chi paga i debiti di un genitore defunto, bisogna distinguere a seconda del tipo di imposta.

Per le imposte sui redditi (Irpef, Irap, Ires) e le imposte di successione vale la regola della «responsabilità solidale»: tutti gli eredi sono obbligati al pagamento dell’intero importo e, ovviamente, il pagamento da parte di uno libera anche gli altri. In altri termini il fisco può chiedere l’integrale versamento dell’importo anche a un solo erede, a prescindere dalla quota da questi ereditata, salvo poi il suo diritto di rivalersi sugli altri eredi per le rispettive quote. Quindi se un solo erede versa all’Agenzia delle Entrate solo una parte del debito fiscale ereditato – quello corrispondente alla propria quota di eredità – in realtà non sta scongiurando un possibile pignoramento, ben potendo questi intervenire ugualmente per le residue parti. Per mettere a tacere l’erario e dormire sonni tranquilli dovrebbe corrispondere l’intera cifra.

Invece per tutte le altre imposte (ad esempio Iva, registro, Imu, Tasi, Tari, ipotecaria, bollo auto, canone Rai, ecc.) vale la regola opposta, quella della responsabilità pro quota: ciascun erede risponde solo nei limiti della quota di eredità spettatagli. Per esempio, in presenza di tre fratelli, ciascuno erede al 33%, l’Agenzia delle Entrate può chiedere a ciascuno di questi solo un terzo dell’Iva non corrisposta dal defunto e non oltre.

Le stesse regole valgono per le cartelle esattoriali.

Queste disposizioni valgono solo per i debiti sorti prima della morte del defunto. Mentre ben potrebbero sorgerne di successivi, che ricadono invece su tutti gli eredi (si pensi al bollo auto della macchina caduta in successione, per le annualità seguenti al decesso) e di cui questi rispondono quindi in via solidale.

Se nel corso della rateazione il contribuente muore

Potrebbe succedere che il contribuente, che ha chiesto una rateazione delle cartelle esattoriali, muoia prima di estinguere l’intero debito. Che succede in questi casi?

In relazione alle residue rate ancora da versare, gli eredi non devono pagare le somme ancora dovute a titolo di sanzione (comprese quelle eventualmente dovute per il ritardo nel pagamento delle rate ovvero in caso di decadenza dal beneficio del piano di rateazione). L’ufficio, acquisita notizia del decesso del debitore direttamente o su comunicazione degli eredi, comunica alle parti interessate il computo dei nuovi importi delle rate dovute (al netto delle sanzioni gravanti sul defunto).

Se l’erede non effettua il pagamento della rata entro il termine previsto – considerando l’eventuale proroga di 6 mesi prevista per i termini pendenti alla data della morte del contribuente – le sanzioni previste in caso di ritardato pagamento o di decadenza dalla rateazione, si applicano agli eredi.

Se uno degli eredi paga i debiti fiscali al posto degli altri

Come nell’esempio fatto in apertura, potrebbe succedere che un erede, che ha qualcosa in più da perdere rispetto ai familiari, oltre alla propria quota paghi anche quella degli altri eredi. Ciò ha senso solo nel caso della responsabilità solidale, ossia per le imposte sui redditi e sulla successione, poiché solo in queste ipotesi il fisco potrebbe chiedergli l’integrale pagamento. Per le altre imposte, infatti, dell’omissione dei coeredi, il singolo non risponde.

Ebbene, chi paga le quote di tutti i coeredi ha diritto di regresso: può cioè agire contro ognuno di loro per ottenere quanto gli è dovuto. Ma attenzione: ad ognuno può chiedere solo la rispettiva quota e non anche quella degli altri. Difatti la regola della responsabilità solidale vale solo nei rapporti con il fisco e non anche tra gli stessi eredi. Quindi, per recuperare l’intera cifra anticipata, il coerede deve agire singolarmente contro tutti gli altri eredi.

Se poi il coerede paga una singola rata della dilazione delle cartelle ha immediato diritto di regresso verso i condebitori. Il pagamento ha infatti una sua autonomia anche se fa parte di un’obbligazione più ampia. Lo ha affermato la seconda sezione civile della Cassazione [1].

note

[1] Cass. ord. n. 6803/19 dell’8.03.2019.


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