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Se la moglie tradisce ha diritto agli alimenti?

10 Marzo 2019
Se la moglie tradisce ha diritto agli alimenti?

Quando il tradimento è lecito e non comporta l’addebito: il giudice, nel negare il mantenimento, deve investigare sulle ragioni effettive che hanno determinato la crisi coniugale.

Se la moglie va via di casa perché sfinita dai continui litigi col marito; se gli confessa di non amarlo più e, per questo, di voler chiedere la separazione; se dice di sentirsi confusa e di non riconoscersi più in quella persona che, un tempo, aveva voluto sposarsi; o se anche vuol divorziare nonostante il marito l’ami ancora, ebbene, in tutti questi casi la donna ha diritto agli alimenti (o meglio, al “mantenimento”). Questo perché la legge sul divorzio stabilisce che l’assegno mensile che il marito è tenuto a versare all’ex non è una sorta di punizione, ma un modo per compensare le disparità economiche tra i due, al fine di garantire a chi è più povero di mantenersi da solo. Solo una violazione di uno dei doveri del matrimonio può comportare la perdita del mantenimento. Ma quali sono questi doveri? Se la moglie tradisce ha diritto agli alimenti?

La domanda potrebbe apparire scontata e, a prima vista, retorica. In realtà non è così come sembra, tant’è che non poche sentenze della Cassazione hanno affrontato questo delicato problema. Secondo la Corte, infatti, bisogna indagare sulle ragioni del tradimento per stabilire se la moglie infedele ha diritto al mantenimento. 

Di tanto parleremo in questo articolo. Ti spiegheremo quali sono i diritti del marito, quali quelli della moglie in caso di separazione con addebito, quando l’infedeltà è vietata e, soprattutto, quando si perde la possibilità di chiedere gli “alimenti”.

Il tradimento: conseguenze legali

Il tradimento è vietato dal Codice civile che impone il dovere di fedeltà tra coniugi (lo stesso dovere non vale invece per le coppie di conviventi che possono tradirsi l’un l’altro senza alcuna conseguenza legale).

Tuttavia la violazione dell’obbligo di fedeltà non dà origine a sanzioni o a risarcimenti del danno (salvo eccezionali ipotesi). L’unica conseguenza del tradimento è il cosiddetto addebito. L’addebito non è altro che il riconoscimento ufficiale, da parte del giudice, della colpa in capo a uno dei due coniugi per il fallimento del matrimonio. Quando il giudice verifica che l’unione è fallita a causa di un adulterio, dichiara responsabile chi si è macchiato di tale comportamento. Vediamo però quali sono le conseguenze pratiche di tale accertamento. 

Il coniuge fedifrago perde due diritti:

  • quello di chiedere il mantenimento;
  • quello di subentrare, a titolo ereditario, nel patrimonio dell’ex coniuge qualora questi dovesse morire tra la data della separazione e quella di divorzio. Difatti in tale arco di tempo, si è ancora eredi dell’ex per non esserlo più dopo la definitiva pronuncia di divorzio.

Ebbene, solo queste sono le conseguenze legali di un tradimento. Ma non sono scontate. Risultato: il coniuge infedele non può chiedere il mantenimento. 

Ritornando al quesito dal quale siamo partiti, possiamo tracciare la regola generale: se la moglie tradisce non ha diritto agli alimenti.

Ma, in alcuni casi, il tradimento è lecito e non implica alcun effetto: non comporta cioè l’addebito e, quindi, non fa venir meno il mantenimento. Vediamo quando si verifica tale situazione.

Quando il tradimento non è causa di addebito

Come detto, il giudice, nel pronunciare l’addebito, deve verificare in concreto, chi dei due coniugi ha determinato, con il proprio comportamento colpevole, la crisi del matrimonio. Non deve fare una valutazione astratta ma deve indagare sulle ragioni interne alla coppia che hanno portato all’allontanamento. 

Quindi, se un comportamento come il tradimento non è stata la causa della separazione ma solo l’effetto di una crisi coniugale già conclamatasi in precedenza, non è possibile dichiarare l’addebito. Detto in altri termini, è lecito tradire il coniuge con cui non si hanno più rapporti, quando ormai il matrimonio è alle corde.

Esempi in cui la moglie che tradisce ha diritto agli alimenti

Facciamo qualche esempio concreto. L’uomo lascia la moglie a casa e se ne va all’estero, confessandole di non voler più tornare. Se la donna si trova l’amante non può essere ritenuta responsabile del fallimento del matrimonio poiché questo evento è stato causato piuttosto dalla condotta dell’uomo. Sarà quindi quest’ultimo a subire l’addebito. Risultato: l’assegno di mantenimento è dovuto.

Altro tipico caso: il marito picchia la moglie, la umilia, la sottopone a continue vessazioni. Anche qui, un eventuale tradimento da parte di quest’ultima non potrebbe essere considerato causa della separazione che piuttosto trae origine dalle colpe dell’uomo.

Ultimo esempio. Marito e moglie non vanno più d’accordo. Litigano in continuazione e hanno anche smesso di fare l’amore. La moglie intrattiene una relazione parallela con un altro uomo confessandogli che il proprio matrimonio è ormai finito, situazione evidente ormai a tutti, compresi gli amici. Se il marito dovesse scoprirla, difficilmente potrebbe ottenere l’addebito e l’esonero dal versare gli alimenti. Difatti, alla donna basterebbe dimostrare – anche con testimoni – che l’unione era già sull’orlo del precipizio, per altre ragioni (non necessariamente colpevoli) per evitare di perdere il mantenimento. 


3 Commenti

  1. Mia moglie mi ha tradito. Doppio tradimento. Non posso perdonarla anche perché è successo nello stesso periodo con due uomini. Neanche quelli sapevano di essere a loro volta traditi… Non mi esprimo che è meglio.

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