Diritto e Fisco | Articoli

Guida stato ebbrezza: quando non serve l’avvocato?

26 Marzo 2019 | Autore:
Guida stato ebbrezza: quando non serve l’avvocato?

L’avvocato è sempre necessario in caso di alcoltest? Cos’è il blow test? Cosa succede se si rifiuta l’etilometro? Cosa sono gli atti urgenti e irripetibili?

Mettersi alla guida dopo aver bevuto è un comportamento penalmente perseguibile: sicuramente avrai sentito parlare della ben nota guida in stato di ebbrezza. Ebbene, chi viene colto in flagrante con un tasso di alcol nel sangue superiore ai limiti consentiti, non solo rischia di dover pagare una bella multa, ma addirittura di dover affrontare un processo penale. In poche parole: la guida in stato di ebbrezza costituisce reato. Ma non sempre: se il tasso alcolemico è di poco superiore alla soglia consentita, scatta solamente una sanzione amministrativa. In ogni caso, il punto è il seguente: come si fa a sapere se una persona che sta guidando è ubriaca o meno? A quali metodi la polizia si può affidare? Esiste solo l’alcoltest? In caso di guida in stato di ebbrezza, l’avvocato serve sempre? Certo, se una persona non si regge in piedi, è facile capire che ha bevuto come una spugna; ma in tutti gli altri casi? Se l’argomento ti interessa, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo insieme cosa ha detto la Corte di Cassazione a proposito della guida in stato di ebbrezza e della presenza dell’avvocato.

Guida in stato di ebbrezza: conseguenze legali

Prima di vedere quando non serve l’avvocato in caso di guida in stato di ebbrezza, spieghiamo brevemente in quali conseguenze può incorrere chi si mette al volante dopo aver bevuto. La soglia di rilevanza della guida in stato di ebbrezza è rappresentata dal tasso alcolemico superiore allo 0,5 grammi per litro: in questi casi, scatta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 532 a 2.127 euro. All’accertamento della violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi.

La soglia di rilevanza penale, invece, è leggermente più alta: 0,8 g/l. Superata questa, non soltanto si dovrà pagare una sanzione economica (rappresentata dall’ammenda), ma si rischierà addirittura l’arresto. Infatti, se il tasso rilevato si assesta tra 0,8 g/l e 1,5 g/l le sanzioni sono:

  • ammenda da ottocento a 3.200 euro (l’ammenda è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore ventidue e prima delle sette del mattino);
  • arresto fino a sei mesi;
  • sospensione della patente di guida da sei mesi a un anno.

Qualora il tasso alcolemico risulti addirittura superiore a 1,5 g/l, si avrà:

  • ammenda da 1.500 a 6.000 euro (anche in questo caso, aumentata da un terzo alla metà se il reato è commesso tra le ventidue e le sette del mattino);
  • arresto da sei mesi a un anno;
  • sospensione della patente di guida da uno a due anni (il periodo di sospensione va da due a quattro anni se il veicolo appartiene a persona estranea al reato) [1].

Guida in stato di ebbrezza: come si misura il tasso alcolemico?

Cosa c’entra l’avvocato con la guida in stato in ebbrezza? Per spiegartelo bisogna fare un passo indietro e capire come viene rilevato il tasso di alcol presente nel sangue del conducente (cosiddetto tasso alcolemico). Per misurare questa percentuale si utilizza un etilometro, cioè un apparecchio in grado di misurare la quantità di alcol (o meglio, di etanolo) presente nel sangue di una persona: l’alcol, infatti, entra in circolazione prima di essere espulso e per questa ragione può essere rilevato dall’etilometro sotto forma di gas, cioè tramite il respiro.

Un altro metodo infallibile per misurare il tasso alcolemico è quello del prelievo del sangue: questa procedura è posta in essere soprattutto nei casi di sinistri stradali, quando le persone coinvolte nell’incidente devono essere trasportate in ospedale. Si può procedere a prelievo, tuttavia, anche qualora la polizia non sia munita di etilometro oppure quando l’apparecchio non sia perfettamente funzionante.

Guida in stato di ebbrezza: a cosa serve l’avvocato?

Finalmente entra in gioco l’avvocato. A cose serve un legale nella guida in stato di ebbrezza? Te lo spiego subito: la misurazione del tasso alcolemico (attraverso alcoltest oppure prelievo del sangue) rappresenta uno dei cosiddetti «atti urgenti e irripetibili» di indagine. Cosa significa? Vuol dire che l’operazione di rilevamento del tasso alcolemico non può essere differita in un secondo momento: o viene compiuta immediatamente, oppure sarebbe inutile. Oltre a ciò, si tratti di un atto di indagine dal valore fondamentale, in quanto, se dovesse confermare la presenza di alcol oltre i limiti, rappresenterebbe una prova certa di colpevolezza.

Proprio perché l’alcoltest rischia di inchiodare alla propria responsabilità il conducente che ha alzato il gomito, è suo diritto essere assistito da un avvocato durante il compimento dell’atto di indagine; di conseguenza, è dovere dell’autorità procedente avvisare il guidatore che ha facoltà di nominare un avvocato di fiducia, purché giunga sul posto tempestivamente [2]. L’avvertimento è obbligatorio anche qualora il conducente abbia già manifestato il suo rifiuto di sottoporsi all’alcoltest.

Guida stato ebbrezza: quando l’avvocato non è necessario

Abbiamo appena detto che la polizia stradale che procede ad effettuare l’alcoltest deve avvisare il conducente del diritto a nominare un avvocato: questi potrà presenziare alle operazioni solamente se prontamente reperibile. Secondo la Corte di Cassazione [3], nel caso di guida in stato di ebbrezza l’avvocato non serve sempre: l’avvertimento, infatti, non è necessario ogni volta che la polizia voglia accertare preliminarmente lo stato di ebbrezza attraverso strumenti alternativi, meramente sintomatici, quali la verifica dell’alitosi da alcol o l’invito a passeggiare per constatare un eventuale passo malfermo.

Sempre secondo i giudici, addirittura non sarebbe necessario l’avvertimento di nominare un avvocato nel caso di blow test: trattasi di un piccolo macchinario che consente l’analisi del respiro mediante un accertamento non invasivo, con funzione meramente preliminare a quello poi eseguito mediante etilometro.

Pertanto, secondo i giudici supremi, l’avviso di farsi assistere da un avvocato è obbligatorio (a pena di nullità della prova raccolta) solamente nel caso di atti urgenti e irripetibili come quello dell’etilometro o del prelievo del sangue, effettuati non in via “esplorativa” (cioè, quando non ci sono altri elementi idonei a dimostrare l’ubriachezza), ma quando si abbia già il fondato sospetto che il tasso alcolemico superi i limiti di legge.

Rifiuto alcoltest: cosa succede?

Se la polizia stradale non ti avverte del tuo diritto di nominare un difensore di fiducia, l’alcoltest eseguito con l’etilometro potrà essere dichiarato inutilizzabile. Ma cosa succede se rifiuti di sottoporti all’esame? Ed infatti, nessun può obbligarti a sottoporti ad alcuna analisi. Devi sapere che, pur essendo un tuo preciso diritto quello di rifiutare l’alcoltest, la legge sanziona aspramente questa tua scelta: se non accetti il controllo, verrà presunto che tu ti sia messo alla guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, con conseguente applicazione del massimo della pena.


note

[1] Art. 186 codice della strada.

[2] Artt. 356 cod. proc. pen. e 114 disp. att. cod. proc. pen.

[3] Cass., sent. n. 10081/2019.

Autore immagine: Unsplash.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube