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Matrimonio civile e religioso: differenze

1 Aprile 2019 | Autore:
Matrimonio civile e religioso: differenze

Quali sono le differenze tra matrimonio civile, religioso e concordatario? Cos’è il matrimonio acattolico e come funziona? Cos’è il matrimonio canonico?

Il matrimonio è sempre un passo importante, uno degli eventi più significativi della vita di una persona: da esso sorgono diritti e obblighi in capo ad entrambi i coniugi, oltre ai doveri nei riguardi dell’eventuale prole. Devi sapere che, sia che tu decida di sposarti in chiesa, con rito cattolico, oppure civilmente presso la casa comunale, per la legge non cambia nulla: gli effetti legali che derivano dal matrimonio concordatario (cioè, quello cattolico) e da quello civile sono i medesimi. Molti ignorano, però, che la legge italiana non conosce un unico matrimonio religioso: in altre parole, ci si può sposare anche con un rito religioso diverso da quello cattolico. La differenza, però, è che solo quello cattolico (cioè, il matrimonio concordatario) riceve una disciplina giuridica specifica: le restanti forme di matrimonio religioso differiscono solamente per pochissimi aspetti formali, rimanendo per il resto in tutto e per tutto matrimonio civili. Con questo articolo vorrei parlarti proprio delle differenze tra matrimonio civile e religioso, partendo dal presupposto, sopra già specificato, per cui solo l’unione celebrata con rito cattolico beneficia di una speciale disciplina: per tutti gli altri, si tratta solamente di sostituire l’ufficiale dello stato civile (in genere, il sindaco) con il ministro di culto. Vediamo allora quali sono le principali differenze tra matrimonio civile e religioso.

Matrimonio civile: cos’è?

Il matrimonio civile altro non è che quello celebrato davanti all’ufficiale dello stato civile (il sindaco o un suo delegato), regolato in tutto e per tutto dalla legge dello Stato. Per farti comprendere meglio, il matrimonio civile è quello si si svolge presso la casa comunale, presieduto dal sindaco che legge ai futuri coniugi i diritti e i doveri derivanti dalla loro unione.

Il matrimonio civile è preceduto dalle pubblicazioni [1], una formalità curata sempre dall’ufficiale dello stato civile che ha lo scopo di portare a conoscenza di tutti il futuro matrimonio, in modo tale che chiunque vi abbia interesse e sia a conoscenza di un impedimento (ad esempio, lo status di coniugato di uno dei due sposi) possa fare opposizione.

La pubblicazione deve essere richiesta dai futuri sposi (o da persona da essi delegata) all’ufficiale dello stato civile del comune ove uno degli sposi ha la residenza ed è fatta nei comuni di residenza di ambedue i nubendi [2].

Matrimonio concordatario: cos’è?

Il matrimonio concordatario è il matrimonio celebrato con rito cattolico davanti al ministro di culto, cioè il sacerdote. Si tratta di un matrimonio religioso in piena regola, solamente che, a differenza delle altre unioni religiose, cioè di quelli celebrati con altro rito, quello cattolico beneficia della disciplina derivante direttamente dagli accordi lateranensi tra Stato e Chiesa cattolica [3].

Il matrimonio concordatario è celebrato davanti ad un ministro del culto cattolico secondo le norme del diritto canonico; l’unione acquista effetti civili a seguito della sua trascrizione nei registri dello stato civile. In assenza di quest’ultimo adempimento, il matrimonio rimane un atto puramente religioso, vincolante come sacramento ma irrilevante dal punto di vista giuridico: si parla, in questo caso, di matrimonio canonico.

Il sacerdote che procede alla celebrazione del matrimonio concordatario deve leggere agli sposi gli articoli del codice civile dedicati ai reciproci diritti ed obblighi, nonché quello che indica i doveri verso la prole; deve altresì spiegare chiaramente che l’unione che si sta celebrando avrà anche effetti civili. Dopo la cerimonia, il sacerdote deve compilare due originali dell’atto di matrimonio e trasmetterne uno all’ufficiale di stato civile affinché proceda, nelle ventiquattro ore successive al ricevimento, alla sua trascrizione.

Matrimonio concordatario: quando non si può trascrivere?

Il matrimonio concordatario non può essere trascritto (e, pertanto, rimarrà valido solamente come matrimonio canonico, privo di effetti civili):

  • quando gli sposi non hanno l’età minima richiesta dalla legge per la celebrazione del matrimonio (cioè, quando gli sposi non sono maggiorenni, salvi i casi in cui ricorrano gravi motivi che giustifichino il matrimonio di chi abbia compiuto i sedici anni [4]);
  • quando sussiste un impedimento al matrimonio considerato inderogabile dalla legge. Si tratta dei casi in cui uno degli sposi è interdetto per infermità di mente oppure è già coniugato; quando uno degli sposi ha ucciso oppure tentato di uccidere il coniuge dell’altro; quando tra di essi sussiste un rapporto di parentela in linea retta oppure in linea collaterale entro il secondo grado.

Matrimonio religioso: cos’è?

Nonostante il nostro Paese abbia una profonda tradizione cattolica, esistono e sono professate in Italia numerose altre religioni. Potrebbe dunque accadere che due persone vogliano celebrare il proprio matrimonio secondo le regole proprie di un culto acattolico e che intendano far acquistare a tale unione effetti civili: si parla in questi casi di matrimonio religioso acattolico, ovvero matrimonio celebrato davanti a ministri dei culti ammessi dallo Stato [5].

Il matrimonio religioso celebrato davanti ad un ministro di un culto diverso da quello cattolico non costituisce un ulteriore tipo di matrimonio che si aggiunge a quello civile e a quello concordatario: esso è semplicemente una particolare forma di matrimonio civile al quale si applicano tutte le norme relative al matrimonio civile, con l’unica differenza che la celebrazione è tenuta da un ministro di un determinato culto, il quale opera come delegato dell’ufficiale di stato civile. Anche il matrimonio acattolico acquista effetti civili a seguito della trascrizione: senza di essa, l’unione avrebbe un valore meramente religioso.

Quante forme di matrimonio esistono in Italia?

Tirando le fila di quanto detto sinora, possiamo dire che:

  • in Italia esistono due forme di matrimonio: quello civile e quello concordatario, che sarebbe il matrimonio cattolico che acquista anche effetti civili a seguito di trascrizione;
  • per matrimonio religioso si intende quello celebrato innanzi al ministro di un culto ammesso dallo Stato: non si tratta, però, di una terza specie di matrimonio, ma di un matrimonio civile in piena regola, con l’unica eccezione derivante dal fatto che la celebrazione non è tenuto dall’ufficiale dello stato civile bensì dal ministro del culto, delegato dall’ufficiale;
  • anche il matrimonio cattolico può rimanere privo di effetti civili, nel caso in cui gli sposi non trascrivano l’atto: in questa circostanza, si parla di matrimonio canonico.

note

[1] Art. 93 cod. civ.

[2] Artt. 94 e 96 cod. civ.

[3] Il famoso Concordato del 11.02.1929, poi modificato nel 1984.

[4] Art. 84 cod. civ.

[5] Art. 83 cod. civ.

Autore immagine: Unsplash.com


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