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Agevolazione Imu prima casa: non basta la residenza

10 Marzo 2019


Agevolazione Imu prima casa: non basta la residenza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Marzo 2019



Paga l’imposta sulla casa chi si è limitato a stabilire solo la residenza all’interno dell’immobile. È necessario che vi dimori tutta la famiglia.

Per non pagare l’Imu e la Tasi sulla prima casa non basta trasferire, all’interno dell’immobile, la propria residenza. Ci sono altri, e più stringenti requisiti che deve rispettare chi vuol usufruire dell’agevolazione fiscale in commento. A chiarire come stanno le cose è un’ordinanza della Cassazione dello scorso 7 marzo [1]. La Corte in realtà afferma un principio ormai assodato, tuttavia l’equivoco è piuttosto frequente. Spesso, infatti, i contribuenti sono portati a pensare che, per non pagare l’Imu e la Tasi sulla prima casa, sia sufficiente fare una dichiarazione all’anagrafe civile del Comune e spostare, all’interno dell’immobile in questione, la propria residenza. Nulla di più sbagliato. La legge, infatti, richiede che, all’interno dell’immobile in questione, sia fissata anche la dimora. E non solo la dimora del titolare dell’immobile ma anche di tutta la sua famiglia. Un grosso problema per chi ha una seconda casa e crede di poter fruire dell’agevolazione intestandola magari alla moglie. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di comprendere perché, ai fini dell’agevolazione Imu sulla prima casa non basta la residenza.

Come avere l’agevolazione fiscale sulla prima casa

Anche se non dovrebbe essere così, spesso avviene che i contribuenti fissino la propria residenza dove più gli conviene. Invece la residenza non può essere una scelta arbitraria. La residenza deve per forza coincidere con il luogo della propria abituale dimora, ossia dove di norma si vive, si dorme e si mangia. È pertanto illegale la, sia pur diffusa, pratica con cui i coniugi fissano la propria residenza ciascuno in una abitazione diversa, pur convivendo sotto lo stesso tetto. Un comportamento del genere, finalizzato a non pagare le tasse sulla seconda casa, costituisce da un lato un’evasione fiscale (che, in caso di accertamento, obbligherà l’interessato a pagare Imu e Tasi degli ultimi 5 anni più le relative sanzioni) ma anche un reato, quello di falso in atto pubblico (l’atto pubblico è costituito dal registro dell’anagrafe a cui si è rilasciata una dichiarazione non veritiera).

Oggi la legge [2] consente di non pagare le imposte locali sulla casa, ossia l’Imu e la Tasi, sulla cosiddetta abitazione principale. Cosa si considera con questo termine? L’abitazione principale non è più solo quella ove il titolare risiede, ma anche ove vive. In altri termini non basta la semplice residenza, ma è necessaria pure la dimora. Certo, può sembrare un’inutile precisazione visto che, come abbiamo appena detto, la residenza deve sempre coincidere con la dimora. E così sarebbe in un popolo rispettoso delle leggi. Ma gli artifici per non pagare le tasse sono sempre dietro l’angolo. Leggi anche Non pagare Imu se residenza e domicilio sono diversi.

Dunque, il legislatore, per evitare comportamenti fraudolenti da parte dei contribuenti, con il passaggio dall’Ici all’Imu ha modificato le regole ed oggi, per ottenere le agevolazioni Imu e Tasi non basta avere la semplice residenza nell’immobile ma è necessario anche avere all’interno di esso la dimora abituale. Questo significa che può considerarsi abitazione principale quella in cui il possessore risieda anagraficamente e dimori abitualmente insieme ai suoi familiari.

È proprio su questo aspetto che interviene la sentenza più recente: per specificare che non basta la dimora del proprietario dell’immobile, ma ci vuole quella di tutti i componenti della famiglia. Cerchiamo di capire meglio come stanno le cose.

Cosa significa abitazione principale per non pagare le tasse?

Ai fini dell’agevolazione Imu l’abitazione principale non è quella acquistata nel luogo dove si ha la residenza o si lavora ma è la dimora abituale di tutta la famiglia. È onere del contribuente dimostrare che anche coniuge e figli vivono nella stessa casa.

La vicenda da cui ha avuto origine la decisione dei giudici supremi è abbastanza esemplificativa. Ad un uomo era stato notificato un accertamento Imu. Lui si era difeso sostenendo che l’immobile era situato nel Comune presso il quale era collocata la sua sede di lavoro. Ma per l’ente locale la circostanza era del tutto irrilevante dal momento che dai documenti era risultato che la moglie e i figli vivessero altrove. La tesi dell’amministrazione è risultata vincente.

Niente Imu se c’è oltre alla residenza anche la dimora di tutta la famiglia

I Supremi giudici hanno motivato la decisione ricordando che in tema di Imu «ai fini della spettanza della detrazione prevista, per le abitazioni principali (per tale intendendosi, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica), [3] occorre che il contribuente provi che l’abitazione costituisce dimora abituale non solo propria, ma anche dei suoi familiari, non potendo sorgere il diritto alla detrazione ove tale requisito sia riscontrabile solo per il medesimo».

Leggi anche Agevolazioni prima casa: la residenza.

note

[1] Cass. ord. n. 6634 del 7.03.2019.

[2] Art. 13, comma 2 del dl 201/11.

[3] Art. 8 del d.lgs. n. 504 del 1992 (come modificato dall’art. 1, comma 173, lett. b), della L. n. 296 del 2006, con decorrenza dall’1 gennaio 2007.

Autore immagine uomo va via di casa di nuvolanevicata 


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5 Commenti

  1. ho una casa nel comune di isola che abito con mio marito è l,altra apalermo che vi abita mio figlio con mpoglie è figlio anche disoccupato ma devo pagarne le tasse perchè è come second a casa ma perchè ????

  2. Buongiorno Ma se i figli studiano fuori della città in cui marito moglie sono residenti Allora anche se prima casa bisogna pagare l’IMU?

  3. Cari.., I sindaci sono “””combattuti””” tra il verificare l’effettiva residenza del soggetto….. e il voto dello stesso… quindi non fa i controlli di legge, crea danno erariale all’ ENTE e genera EVASIONE……se verificasse che il soggetto non risiede e dimora stabilmente nel suo Comune, riscuoterebbe l’ IMU 2° casa …..ma perderebbe il VOTO… capisci a me, direbbe Di Pietro…

  4. Salve…sono Riccardo, vorrei sapere una cosa, se qualcuno mi può delimitare: sono separato , MA il giudice fortunatamente in questi tre anni mi ha permesso di restare nella mia abitazione di proprietà , al piano terra, MA siccome abbiamo qualche difficolà economica avendo ancora due figli in casa da mantenere, per far prendere il reddito di cittadinanza a la mia ex moglie, devo uscire obbligatoriamente dallo stato di famiglia, E per fare ciò, sono obbligato ad cambiare residenza, domanda: se VADO ad abitare nella casa della mia nuova compagna, in termini di Ici o IMU, cosa mi cambia ? O comporta?..GRAZIE!.

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