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Cosa significa lavoratore categorie protette?

11 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Marzo 2019



Quali sono i lavoratori disabili che hanno diritto al collocamento mirato e alla tutela della Legge 68.

La normativa sul reddito di cittadinanza [1] esonera dagli adempimenti collegati al patto per il lavoro i disabili lavoratori che appartengono alle categorie protette. Che cosa significa lavoratore categorie protette? Chi sono i lavoratori che appartengono alle categorie protette? Appartengono alle cosiddette categorie protette i lavoratori tutelati dalla legge 68 [2], la legge che tutela le persone svantaggiate nell’inserimento nel mercato del lavoro attraverso il collocamento mirato.

In base a questa legge, in particolare, le aziende che occupano almeno 15 dipendenti sono tenute a riservare una parte dei posti disponibili ai lavoratori svantaggiati che appartengono alle categorie protette: grazie a questo beneficio, detto quota di riserva, ai lavoratori svantaggiati tutelati dalla legge 68 è offerta dunque la priorità per l’inserimento nelle aziende. L’insieme degli interventi finalizzati alla tutela occupazionale delle categorie protette è detto collocamento obbligatorio, termine che è stato poi sostituito da “collocamento mirato”, in quanto il lavoratore svantaggiato non deve essere valutato in base ai suoi limiti, ma in base alle sue competenze e capacità.

Per garantire una tutela completa e il coinvolgimento nel mercato del lavoro delle persone svantaggiate, sono stati istituiti servizi per l’impiego specifici che, in collaborazione coi servizi sociali, sanitari, educativi e formativi costituiscono le liste relative alle categorie protette, programmano e realizzano interventi mirati e provvedono all’avviamento al lavoro degli iscritti nelle liste. Ma procediamo per ordine, e vediamo chi sono, nel dettaglio, i lavoratori che rientrano nelle categorie protette, chi si può iscrivere alle liste e in che cosa consistono i benefici connessi al collocamento mirato.

Quali sono i lavoratori che appartengono alle categorie protette?

Appartengono alle categorie protette i seguenti lavoratori disabili:

  • le persone in età lavorativa con minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo, in possesso di un’invalidità (riduzione della capacità lavorativa) superiore al 45%;
  • gli invalidi del lavoro, con un grado di invalidità, accertato dall’Inail, superiore al 33%;
  • i ciechi assoluti o con un residuo visivo non superiore a 1/10 a entrambi gli occhi;
  • i sordomuti, cioè le persone colpite da sordità sin dalla nascita o prima dell’apprendimento della parola;
  • le persone che percepiscono l’assegno di assistenza per gli invalidi civili parziali, o pensione d’invalidità civile, per accertamento da parte dell’Inps di una riduzione permanente a meno di 1/3 della capacità lavorativa;
  • gli invalidi di guerra, gli invalidi civili di guerra e gli invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla 1° all’8° categoria.

Possono beneficiare di una particolare tutela anche le seguenti categorie di lavoratori non disabili:

  • orfani e coniugi superstiti dei lavoratori deceduti per causa di lavoro, guerra o servizio, o per l’aggravarsi dell’invalidità derivante da tali cause;
  • coniugi e figli di grandi invalidi di guerra, di servizio o di lavoro;
  • profughi italiani rimpatriati;
  • familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Chi è invalido totale appartiene alle categorie protette?

Chi risulta totalmente invalido, o inabile (con percentuale di invalidità pari al 100%) può iscriversi nelle liste delle categorie protette per accedere al lavoro o a percorsi di inserimento mirato, ma soltanto se possiede ancora una residua capacità lavorativa.

Non può iscriversi chi ha un’inabilità totale e permanente a qualsiasi attività lavorativa.

Liste di collocamento mirato

Per beneficiare delle tutele occupazionali previste dalla legge 68 non basta appartenere alle categorie protette, ma è necessario anche iscriversi alle liste di collocamento mirato.

Chi può iscriversi alle liste di collocamento mirato?

Nello specifico, per poter risultare iscritto negli elenchi della Legge 68, il lavoratore appartenente alle categorie protette deve risultare in stato di disoccupazione o in situazioni lavorative compatibili con il mantenimento di questa condizione.

Nel dettaglio, si mantiene lo stato di disoccupazione, o meglio di non occupazione (per approfondire: Differenza tra stato di disoccupazione e di non occupazione), necessario all’iscrizione nelle graduatorie, se:

  • si è occupati con rapporto di lavoro subordinato di durata fino a 6 mesi (in questo caso lo stato di disoccupazione è sospeso);
  • il lavoro svolto, subordinato o parasubordinato, produce un reddito inferiore ad 8mila euro lordi all’anno;
  • il lavoro svolto produce un reddito inferiore a 4.800 euro lordi all’anno, se autonomo;
  • il lavoro è svolto, a prescindere dai limiti di reddito, per attività lavorative nell’ambito di particolari progetti.

Se non viene svolto alcun lavoro dipendente la persona disabile iscritta nell’elenco della Legge 68 deve presentarsi spontaneamente al centro per l’impiego, almeno una volta all’anno, per riconfermare (sottoscrivendo un apposito modulo) la propria immediata disponibilità al lavoro (si tratta della cosiddetta conferma Did).

Se la conferma della disponibilità non viene effettuata, il disabile perde lo stato di disoccupazione, con conseguente cancellazione dall’elenco della Legge 68.

Come ci si iscrive alle liste di collocamento mirato?

La procedura per l’iscrizione nelle liste delle categorie protette è piuttosto lunga ed articolata, e prevede anche un colloquio e una relazione da parte dell’apposita commissione sanitaria.

L’ente competente per la stesura degli elenchi (la graduatoria è unica per tutte le disabilità) è il servizio per l’inserimento mirato dei disabili. Per saperne di più: Come iscriversi alle liste di collocamento mirato.

Come si rientra nella quota di riserva delle aziende?

Le aziende che occupano almeno 15 dipendenti sono tenute a riservare una parte dei posti disponibili ai lavoratori svantaggiati che appartengono alle categorie protette.

Nel dettaglio, i datori di lavoro, sia pubblici che privati, sono tenuti ad avere alle loro dipendenze i lavoratori disabili appartenenti alle categorie protette nella seguente misura:

  • se occupano oltre 50 dipendenti, la quota di riserva deve essere pari al 7% dei lavoratori occupati;
  • se occupano da 36 a 50 dipendenti, la quota è pari a 2 lavoratori;
  • da 15 a 35 dipendenti, è sufficiente un lavoratore.

Per i lavoratori tutelati non appartenenti alla categoria dei disabili, invece, è riservata una quota pari all’1%, solo nelle aziende che occupano oltre 50 dipendenti.

È possibile computare nella quota di riserva sia i lavoratori che diventano disabili successivamente all’assunzione, sia quelli che, sebbene già disabili al momento dell’assunzione, non siano stati avviati per il tramite del collocamento mirato, purché abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 60%, o al 45% se disabili psichici, o al 33% se invalidi del lavoro.

Per poter computare il disabile all’interno della quota di riserva, è sufficiente che l’azienda presenti un’apposita richiesta d’inserimento di persona con disabilità nella quota d’obbligo.

Per approfondire: Assunzione obbligatoria di disabili.

note

[1] DL 4/1999.

[2] L. 68/1999.


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