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Affidamento esclusivo alla madre: ultime sentenze

22 Agosto 2022
Affidamento esclusivo alla madre: ultime sentenze

Tutela del minore; allontanamento dal domicilio coniugale e presenza incostante del padre; conflittualità tra genitori; episodi di violenza; risarcimento danni. Quando l’affido condiviso è pregiudizievole per il minore?

Affidamento esclusivo dei figli minorenni alla madre

L’affidamento esclusivo dei figli minorenni alla madre non blocca l’autorizzazione a far trascorrere a questi weekend alternati con il padre, pernottamenti compresi, né la definizione di un preciso calendario di visite e incontri, qualora la conflittualità tra i genitori ostacolerebbe un’organizzazione rimessa alla volontà materna. A dirlo è la Cassazione negando le ragioni di una madre che in virtù del regime di affido deciso dai giudici, reclamava ampio potere discrezionale nel valutare volta per volta la sussistenza delle condizioni degli incontri con il papà, sempre e soltanto nell’interesse del piccolo. Tesi però bocciata in ogni grado di giudizio. Per la Suprema corte, infatti, la pianificazione dettagliata delle frequentazioni si è resa necessaria proprio per prevenire l’insorgere di contrasti tra i coniugi, visti i loro rapporti improntati a una costante tensione e dal comportamento dell’ex coppia.

Cassazione civile sez. I, 03/03/2022, n.7090

Gravi carenze nelle capacità genitoriali

Va disposto l’affido esclusivo dei figli minori alla madre qualora tale misura sia giustificata dall’evidente e persistente disinteresse mostrato dal padre nei confronti della prole. Infatti la violazione dell’obbligo di mantenimento dei figli e la discontinuità (se non addirittura la latitanza) nell’esercizio del diritto di visita rappresentano comportamenti altamente sintomatici della totale inidoneità del genitore ad affrontare un affidamento condiviso, con la conseguenza che in questi casi si configura una situazione di contrarietà all’interesse del figlio ostativa, per legge, ad un provvedimento di affidamento condiviso.

Tribunale Bari sez. I, 05/10/2021, n.3486

Frequentazioni padre-figlio

Il provvedimento che costituisce misure cautelari e provvisorie, pur coinvolgendo diritti soggettivi non statuisce su di essi a definizione di una controversia, né ha attitudine ad acquistare autorità di giudicato sostanziale, con la conseguente inimpugnabilità con ricorso per cassazione ex articolo 111 della Costituzione.

(Nella specie, il decreto del tribunale, emesso nel procedimento promosso ex articoli 337 e seguenti del Cc, aveva disposto l’affidamento esclusivo del minore alla madre, in attesa della relazione di aggiornamento sulla situazione del minore stesso e dei genitori da parte dei servizi sociali, sospendendo le frequentazioni padre-figlio e incaricando i Servizi sociali di prendere in carico il nucleo familiare e di monitorare la situazione e prevedendo, infine, che il minore e i genitori intraprendessero percorsi individuali e specializzati di supporto, sì che doveva escludersi che un tale atto giurisdizionale rivestisse valenza di provvedimento decisorio rebus sic stantibus, in quanto finalizzato a essere superato, aperta la discussione del merito, con l’adozione del provvedimento definitivo).

Cassazione civile sez. I, 13/09/2021, n.24638

Provvedimenti limitativi della responsabilità genitoriale

I provvedimenti limitativi della responsabilità genitoriale adottati in via provvisoria nel corso dei giudizi ex art. 337 bis c.c. non possono essere impugnati con il ricorso straordinario per cassazione, trattandosi di provvedimenti privi dei caratteri della decisorietà, poiché sprovvisti di attitudine al giudicato “rebus sic stantibus”, ed anche della definitività, in quanto non emessi a conclusione del procedimento, e perciò suscettibili di essere revocati, modificati o riformati dallo stesso giudice che li ha emessi anche in assenza di sopravvenienze.

(Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso riguardante la statuizione assunta nel corso di un giudizio ex art. 337 bis c.c., con la quale, in attesa della relazione di aggiornamento dei servizi sociali, il tribunale aveva disposto, in via provvisoria, l’affidamento esclusivo della minore alla madre, sospendendo le frequentazioni del padre, autorizzato ad effettuare solo visite protette, e prescrivendo percorsi a sostegno della genitorialità).

Cassazione civile sez. I, 13/09/2021, n.24638

Violenze da parte del padre e affido esclusivo alla madre

In sede di separazione coniugale, per quanto concerne i provvedimenti relativi alla prole, va disposto l’affidamento esclusivo dei figli minori alla madre qualora venga accertata una condotta gravemente aggressiva e violenta tenuta dal padre in famiglia perfino in presenza dei figli.

Tribunale Teramo sez. I, 15/04/2021, n.393

Divorzio: ipotesi di affidamento esclusivo della prole

Va disposto l’affidamento esclusivo del figlio alla madre qualora venga accertato lo stato di irreperibilità del padre, posto che detta soluzione è certamente rispondente all’interesse del minore soprattutto qualora lo stesso, dopo l’abbandono del genitore, venga sostenuto e curato esclusivamente dalla madre, sia sotto il profilo materiale, che sotto il profilo morale: In particolare, la circostanza che la madre non conosca il luogo in cui il padre si sia trasferito una volta abbandonata la casa coniugale, né quello in cui attualmente si trovi, può indurre il giudice di merito ad escludere che le parti possano condividere la responsabilità genitoriale nell’interesse del figlio.

Tribunale Messina sez. I, 26/03/2021, n.639

Comportamenti gravemente destabilizzanti del padre

Deve disporsi l’affidamento esclusivo della prole alla madre nel caso in cui i comportamenti posti in essere dal padre risultino gravemente destabilizzanti, emotivamente e psicologicamente, per i figli, integrando una condotta pregiudizievole per gli stessi ex art. 333

Tribunale Matera, 13/07/2020

Affidamento super esclusivo e bigenitorialità

Il Tribunale di Brescia, in un procedimento giudiziale di cessazione degli effetti civili del matrimonio, dispone l’affidamento c.d. super-esclusivo della figlia della coppia alla madre, autorizzandola ad assumere autonomamente anche le decisioni di maggiore importanza per la minore.

Il Tribunale ha così stabilito poiché il padre, pur avendo sempre provveduto al mantenimento della figlia e partecipato agli incontri protetti con la bambina, ha interrotto il percorso di cura che stava seguendo presso il CPS per il disturbo di tipo paranoide di cui soffriva e ha iniziato ad assumere “…un atteggiamento dichiaratamente evitante nei confronti della figlia…”, situazione che è andata peggiorando durante la pandemia da Covid 19 tuttora in atto

Tribunale Brescia sez. III, 29/10/2020, n.2182

Affidamento esclusivo alla madre: la relazione dell’educatore del Comune

La relazione dell’educatore del Comune non è assimilabile ad una relazione di CTU in senso proprio. Pertanto, nonostante l’estromissione dell’esperto di parte, nominato dal padre, durante il periodo di monitoraggio del nucleo familiare, la relazione sociale è legittima ed utilizzabile ai fini dell’affidamento esclusivo alla madre dei figli se, dalla relazione stessa, emerge che i minori venivano “sub-affidati” dal padre ai nonni paterni, durante i periodi riservati al suo accudimento.

Cassazione civile sez. I, 21/01/2020, n.1191

Affidamento del minore ed episodi di violenza

Posto che il giudice provvede all’affidamento dei figli minori (nella specie, di genitori non coniugati) prendendo anche in considerazione gli episodi di violenza che rientrano nel campo di applicazione della convenzione di Istanbul, ratificata con l. n. 77 del 2013, va disposto l’affidamento esclusivo alla madre di una bambina di circa sei anni di età, affetta da grave patologia (autismo), in considerazione dell’altissima conflittualità tra i genitori, causata principalmente dalle condotte aggressive e violente del padre, tali da rendere difficile e anzi pericolosa la gestione condivisa della responsabilità genitoriale (l’uomo, già destinatario di misure interdittive e condannato, pur se con sentenza penale non ancora definitiva, per il reato di maltrattamenti in famiglia, ha reiteratamente aggredito la ex compagna e anche il padre di quest’ultima, procurando loro lesioni; egli inoltre non ha neppure corrisposto il pur modesto assegno a suo carico per il mantenimento della figlia).

Tribunale Roma sez. I, 21/09/2018

Affidamento super esclusivo alla madre: a quali condizioni?

In tema di separazione dei coniugi, il disinteresse mostrato dal padre per l’effettivo esercizio della responsabilità genitoriale, desumibile anche dal comportamento processuale dello stesso, rimasto contumace nel procedimento, è indicativo di una condizione di verosimile scarsa adeguatezza all’assunzione di un consapevole ruolo genitoriale. Ciò può giustificare una concentrazione della responsabilità genitoriale in capo alla madre, anche con riguardo alle scelte più importanti per il minore, quali salute, educazione, istruzione, residenza abituale, dando luogo al cosiddetto affido superesclusivo che, in ipotesi del genere, ben può essere disposto anche d’ufficio. Una tale concentrazione di genitorialità in capo a uno solo dei genitori non rappresenta, tuttavia, un provvedimento che incide sulla titolarità della responsabilità genitoriale, poiché ne va a modificare solo l’esercizio.

Nel caso di specie, il tribunale, preso atto della certificata irreperibilità del padre e del suo disinteresse alle sorti del giudizio di separazione, ha ritenuto di affidare il minore in via superesclusiva alla madre.

Tribunale Milano sez. IX, 20/06/2018, n.6910

Inadempimento dei provvedimenti giudiziali relativi alla prole

Il risarcimento dei danni, previsto a carico del genitore che non abbia adempiuto i provvedimenti giudiziali relativi alla prole, ovvero abbia comunque tenuto condotte pregiudizievoli per il figlio minore, ha natura sanzionatoria, sicché prescinde dal concreto accertamento del pregiudizio arrecato ed è invece rapportabile ai danni punitivi (nella specie, il tribunale ha condannato il padre, che esercitava del tutto sporadicamente il diritto di visita ed era assente dalla vita del figlio minore, con conseguente sofferenza di quest’ultimo, al risarcimento dei danni, in favore del figlio stesso, quantificati equitativamente in un importo corrispondente a quello dovuto per il suo mantenimento a decorrere dall’udienza presidenziale nel giudizio di separazione, disponendone infine l’affido esclusivo alla madre).

Tribunale Venezia, 18/05/2018

Come assicurare al minore una tutela piena e immediata?

Il giudice può, con provvedimento d’urgenza, anche prima dell’instaurazione del contradditorio, statuire sull’affidamento di un minore, al fine di assicurargli tutela piena e immediata (nella specie, è stato disposto l’affido esclusivo alla madre di una minore, figlia di genitori non coniugati, il cui padre vive all’estero, in Guatemala, e non se ne prende cura da anni, non essendo stato possibile notificargli tempestivamente il ricorso introduttivo).

Tribunale Roma, 04/12/2017

Abbandono del domicilio e disinteresse per i figli

In tema di separazione giudiziale, il giudice rilevato che  la  prosecuzione  della  convivenza  tra  i  coniugi  è divenuta obiettivamente impossibile, qualora vi sia stato l’allontanamento consolidato dal domicilio coniugale da parte del resistente, che non ha nemmeno fornito ai suoi  familiari (per come emerso anche dalle escussioni testimoniali)  dati relativi al luogo della  sua  nuova  abitazione per essere  rintracciato, stante l’assenza di contatto con i minori e il disinteresse per le loro esigenze dichiara la separazione dei coniugi ed in ordine all’affidamento dei minori dichiara l’affido esclusivo dei minori al madre, in considerazione del conclamato e radicato allontanamento dal paese da parte del padre senza fornire informazioni relative al luogo di attuale residenza in un paese straniero ed il disinteresse e l’abbandono anche materiale dei minori, per quanto  dichiarato dalla ricorrente ed emerso dalle escussioni testimoniali.

Tribunale Salerno sez. I, 02/11/2017, n.4984

Presenza incostante del padre e affido esclusivo alla madre

Va accolta la richiesta di affido esclusivo dei minori alla madre qualora sia accertato che il padre sia una presenza incostante (il padre si assenta per lunghi periodi per svolgere attività commerciali all’estero).

Tribunale Ravenna, 09/08/2017, n.757

Padre non rispetta le visite e non adempie ai doveri di mantenimento

Merita accoglimento la domanda di affidamento esclusivo della prole alla madre, qualora il padre non adempia ai suoi doveri genitoriali di mantenimento e, ancor più rilevante, non rispetti il regime delle visite violando così il primario diritto dei figli minori di mantenere rapporti continuativi con entrambi i genitori.

Tribunale Caltanissetta, 30/12/2015

Violenza assistita e affidamento esclusivo del minore

La regola dell’affidamento condiviso, prevista dall’art. 337 ter c.c., introdotto dal d.lg. n. 154/2013, è derogabile solo ove la sua applicazione risulti pregiudizievole per l’interesse del minore, qualora i comportamenti inadempienti degli obblighi genitoriali siano sintomatici della inidoneità del genitore ad affrontare le maggiori responsabilità che l’affido condiviso comporta (nel caso di specie è stata provata la manifesta carenza genitoriale del padre concretatasi in principal modo nell’aver agito violenza nei confronti della madre alla presenza del bambino. La violenza assistita costituisce di per sé elemento idoneo a disporre l’affidamento esclusivo alla madre).

Tribunale Roma sez. I, 27/01/2015, n.1821

Coppia omosessuale e affidamento esclusivo del minore

È inammissibile, per difetto di specificità, il ricorso per Cassazione – per violazione di legge – avverso la sentenza di separazione giudiziale dei coniugi che aveva confermato l’affidamento esclusivo di un minore alla madre, la quale intratteneva una relazione con la convivente, in mancanza di concreti riferimenti alle ripercussioni negative per il minore stesso, sul piano educativo e della crescita, in ragione del suo inserimento in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale.

Cassazione civile sez. I, 11/01/2013, n.601

Conflittualità tra genitori

La l. 54/2006 ha introdotto la disciplina dell’affidamento condiviso, fondato sul pieno consenso di gestione e sulla condivisione; tuttavia, ciò non esclude che il minore possa essere prevalentemente collocato presso uno dei genitori, anche se l’altro dovrà avere ampia possibilità di vederlo e tenerlo con sé. L’affidamento monogenitoriale costituisce eccezione rispetto alla regola generale dell’affidamento condiviso, tanto è vero che l’art. 155 bis c.c. richiede, per l’affidamento a uno solo dei genitori, un provvedimento motivato, non richiesto, invece, per l’affidamento a entrambi.

(Nella specie, la Suprema Corte, in applicazione del riferito principio di diritto, ha cassato la sentenza di merito che aveva giustificato l’affidamento esclusivo alla madre sulla base della conflittualità tra i genitori).

Cassazione civile sez. I, 24/07/2012, n.12976

Cure eccessive e stress del minore

L’affidamento condiviso dei figli minori costituisce la regola generale anche in tema di filiazione naturale e può essere derogata dal giudice con la previsione dell’affidamento esclusivo ad un solo genitore, ritenuto idoneo, allorché sia provata, in negativo, l’inidoneità dell’altro genitore, tale da rendere in concreto l’affido condiviso pregiudizievole per il minore (nella specie, la Suprema Corte ha confermato il provvedimento di merito che aveva disposto l’affido esclusivo alla madre la figlia minore, in ragione dell’inidoneità del padre, desunto dal fatto che questi, con le sue cure eccessive, sottoponeva la bambina ad uno stress continuo, non consentendole una vita armonica e serena).

Cassazione civile sez. I, 19/05/2011, n.11068


note

Autore immagine: madre e figlia di Syda Productions


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