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Bollette a 28 giorni: via ai rimborsi

25 Dicembre 2017
Bollette a 28 giorni: via ai rimborsi

Bollette: si torna a 30 giorni, ma resta comunque fermo il diritto degli utenti di chiedere i rimborsi

Uno dei temi più dibattuti di quest’ultimo periodo è stato sicuramente quello concernente la fatturazione a 28 giorni. Stiamo parlando del famosissimo “trucchetto” ideato da molte compagnie telefoniche (tra cui Tim, Wind, Tre, Vodafone e Fastweb e anche dalla pay tv Sky) per lucrare ai danni degli utenti, che – del tutto ignari – hanno contribuito a gonfiare le tasche delle aziende telefoniche svuotando le proprie. Questa pratica è stata finalmente dichiarata illegittima, anche se non è stato facile metterla al bando. Sul punto, infatti, è dovuta intervenire dapprima l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) [1] ed in seguito anche il Governo [2]. Solo così si è potuta porre la parola «fine» a quello che, per lungo tempo, ha rappresentato un vero e proprio inganno. Ed infatti, pagare una bolletta telefonica ogni 28 giorni anziché con cadenza mensile ha rappresentato per molto tempo la normalità ed è parso quasi indifferente per gli utenti. In realtà – calcolatrice alla mano – così facendo, ogni utente ha letteralmente regalato ogni anno alla propria compagnia telefonica il pagamento di una bolletta non dovuta. Pagare una bolletta telefonica ogni 28 giorni anziché con cadenza mensile, a conti fatti, significa pagarne 13 e non 12 in un anno. Tradotto in denaro: il rincaro per il cittadino si aggira intorno all’8,6% in più ogni anno, mentre l’illegittimo guadagno per la compagnia telefonica corrisponde ad una vera e propria tredicesima.

Siamo quindi al colmo: se non tutti i lavoratori (purtroppo) percepiscono una tredicesima, al contrario tutte le compagnie telefoniche (o almeno le più importanti) si sono letteralmente accaparrate questo diritto. Si tratta, a ben vedere, di una tredicesima al contrario (e dunque ancora più assurda), atteso che in questo caso non è erogata dal datore di lavoro, ma dal consumatore.

Bollette a 28 giorni: il diritto al rimborso

È del tutto evidente, quindi, il diritto degli utenti a chiedere ed ottenere il rimborso di quando indebitamente versato nel tempo e di quanto pagato in eccedenza.  Come già detto nel nostro articolo  Bollette a 28 giorni illegittime e diritto al rimborso,  le compagnie telefoniche devono restituire le somme indebitamente percepite da parte dagli utenti in caso di violazione dell’obbligo di cadenza mensile, con l’obbligo per l’operatore di pagare al consumatore interessato dalla illegittima fatturazione un indennizzo forfettario, non inferiore a 50 euro. Non solo: l’indennizzo sarà maggiorato di 1 euro per ogni giorno di fatturazione illegittima ed è prevista, altresì, la corresponsione degli interessi maturati sulle somme ingiustamente versate.

Bollette a 28 giorni: come chiedere il rimborso

Per chiedere il rimborso di quanto illegittimamente pagato si hanno due possibilità:

  • rivolgersi ai Co.re.com, ossia i comitati regionali per le comunicazioni. Si tratta di organi funzionali all’Agcom, che hanno il compito di tentare una conciliazione nelle controversie in materia di telecomunicazioni tra utenti e operatori;
  • inviare direttamente un reclamo alla propria compagnia telefonica con richiesta di rimborso di quanto versato in eccedenza.

note

[1] Delibera n. 121/17/Cons del 15.03.2017.

[2] Cfr. D.l. n. 148/2017. La conversione in legge del decreto fiscale, infatti, ha definitivamente bloccato la fatturazione a 28 giorni per le compagnie telefoniche, ristabilendo le scadenze mensili o per multipli di mese.


26 Commenti

  1. per inviare un reclamo postale, dite, dovreste darci un pre-stampato, con l’indirizzo degli operatori, (tanto sono 4) e soprattutto se c’è un’ufficio preposto a cui inoltrare la richiesta, altrimenti il vs. articolo è troppo generico, grazie

  2. Perchè il governo non obbliga alle società telefoniche ad effettuare i rimborsi direttamente ed automaticamente a che ne ha diritto?

    1. Sono d’accordo!

      anche questo è l’ennesimo trucco che dimostra la connivenza del governo e della giustizia con questi colossi. Cosi infatti il povero anziano lontano dall’informazione o anche incapace, chi non avrà tempo chi lascerà perdere per la “piccola” cifra non faranno ricorso a tutto beneficio di questi colossi che cosi rimborseranno solo una piccola parte.

      Mi fa schifo la giustizia italiana.
      Mi fa schifo il governo italiano.

      Se un cittadino perde una causa è lui a dover farsi carico di rimborsare pena l’aggravarsi della sanzione; qui invece è esattamente il contrario, è chi vince a doversi fare carico del di richiedere il rimborso sprecando ulteriore tempo.

      VERGOGNA!!

    2. Alessandro sono perfettamente d’accordo con te ! Mi sembra piu’ che logico e onesto restituire il maltolto con un ”ordine” del governo ! Buone feste ,ciao

    3. Sarebbe troppo bello così, almeno così le compagnie telefoniche la maggior parte dei soldi se li tengono, dandoci ancora servizi di me. …

    4. Sarebbe la cosa più logica, considerando l’incapacità della maggioranza a fare i passi giusti.

    5. Perché lo sanno che ci sono contribuenti che non sanno come fare e quindi non avranno indietro cio che hanno versato in più.

  3. dopo essere stati raggirati perché a noi consumatori non ci tutela nessuno ora dobbiamo iniziare un avventura che alla fine ci porta di sicuro a risarcire loro.se si sono approfittati che intervenga il nostro bel governo imponendo i controlli dei pagamenti e chi ne ha pagato 13 che gli venga restituito anche un euro.graxie

  4. Ho qualche dubbio sulla possibilità di chiedere il rimborso. In assenza di una norma che lo vietasse, hanno applicato la tariffazione a 28 giorni. Adesso è stata fatta una legge in proposito che non prevede nè retrattività nè esplicitamente un rimborso, anzi ha dato un certo lasso di tempo alle società per mettersi in regola. Infatti questo tempo se lo stanno prendendo tutto e stanno continuando a tariffare a 28 giorni e continuano a proporre contratti a 28 giorni.
    In questo modo hanno delegittimato anche le sansioni dell’AGCOM … che campioni i nostri legislatori.

    1. Scrivere al corecom della propria regione e contestualmente anche alla compagnia telefonica. Raccomandata e r.r..
      Il co.re.com deve intervenire.

  5. Tutto ciò vale anche per la telefonia mobile ,la cui scadenza della ricarica avviene sempre prima di due giorni alla scadenza effettiva del mese , e poi perchè richiedere la restituzione , deve essere in automatico anche qui si lucra a danno degli utenti

  6. Quello che è ancora oscuro e nessuno, neanche il governo che ha emanato il decreto lo chiarisce è l’argomento “rimborso”, a leggere fra le righe del decreto sarà dovuto solo e solamente se : 1-sono passati i quattro mesi imposti dal governo (che poi io mi chiedo perchè devono passare quattro mesi), 2-quindi sembrerebbe che se ripassano alla fatturazione mensile dopo 3 mesi e 29 giorni nulla sarà dovuto; 3-è una facoltà e non un obbligo

  7. Concordo con Alessandro. Essendo un diritto che spetta praticamente a tutti coloro che posseggono una sim, non ha senso che ognuno provveda per se stesso. Immagino anche il conseguente intasamento del settore per la difformità e il gran numero di richieste di rimborso individuali. Considerando poi le tante persone che non hanno la possibilità di richiederlo, per anzianità o altro…

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