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Fai il tuo testamento digitale: email, profilo Facebook e dati segreti dopo la morte

15 aprile 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 aprile 2013



Avete pensato alla fine che faranno, dopo la vostra dipartita, l’account email, i messaggi personali, il profilo Facebook e ogni altro dato da te disperso sulla rete? La necessità di un testamento telematico si rende oggi più che mai necessaria.

La legge non consente di fare testamento con il computer: le ultime volontà devono necessariamente essere scritte e firmate a mano. Ma Google consente di superare l’ostacolo.

La questione nasce da un problema di non poco conto.

Pensare alla morte non piace, non è di buon auspicio e, soprattutto, come diceva il buon Cicerone, “nessuno è talmente vecchio da non credere di campare almeno un altro anno”. Perciò, la gente non ama organizzare, sin d’ora, la cancellazione dei propri dati diffusi in rete per il giorno che non ci sarà più.

Che fine allora faranno, dopo la nostra dipartita, l’account di posta elettronica, l’archivio di email, i contenuti privati diffusi sulla rete, il profilo Facebook con tutti i messaggi, gli allegati ricevuti per posta, i video su Youtube? Chi ha assistito all’inaspettata morte di un amico conosce quanta tristezza si nasconda dietro un account “social” rimasto vuoto, a galleggiare sul web come un legno secco in mare.

Adesso però c’è una soluzione. Google – almeno per quanto riguarda i propri servizi di email (Gmail), video (YouTube) e social (G+, Blogger) – dà la possibilità, ad ogni iscritto, di impostare la cancellazione automatica dei propri dati o l’invio degli stessi a determinati soggetti (gli “eredi telematici”), dopo un periodo di inattività predeterminato dall’utente. In altre parole, ogni cittadino potrà ordinare alla società americana, qualora quest’ultima rilevi un mancato utilizzo dei propri servizi per oltre un anno, di disporre l’oblio immediato dei contenuti o di inviarli a parenti o amici.

Nell’auspicio che l’esempio di BigG venga al più presto condiviso da tutti gli altri operatori di servizi sul web, in ultimo vorrei rinviare ad alcuni consigli forniti dal Consiglio Nazionale del Notariato, primo tra tutti, nel nostro Paese, a sollevare la questione.

1. Social network, posta elettronica, dischi remoti, insomma tutti i servizi online che usate sono basati in Italia? Se la risposta è no, ricordate che, se non provvedete per tempo, recuperare i vostri dati potrebbe comportare per i vostri cari costose controversie con elementi internazionali.

2. Alcuni servizi online prevedono che, in caso di morte, tutti i dati vengano distrutti. Anche se è proprio questo ciò che desiderate, attenzione: alcuni giudici americani hanno ordinato la consegna dei dati agli eredi.

3. Affidate a una persona di fiducia le vostre credenziali d’accesso (username e password per es.) con istruzioni chiare su cosa fare in caso di decesso: distruggere i dati in tutto o in parte, o consegnarli a soggetti indicati da voi. Si chiama mandato post mortem ed è ammesso dal nostro diritto. Se cambiate le password, come è buona regola di sicurezza, ricordate di aggiornare le istruzioni.

4. Se una volta i documenti venivano conservati nelle casseforti e per recuperarli si faceva ricorso a un fabbro, oggi, allo stesso modo, ci si può comportare per i dati conservati sotto password in risorse fisiche, come computer, tablet, smartphone, chiavette USB, dischi esterni. Se nessuno dispone delle password, ci si può rivolgere a servizi specializzati che possono tentare di violare le protezioni e accedere ai dati. L’inconveniente è che questo tipo di servizi è molto costoso. Meglio affidare questi dati a una persona di fiducia.

5. Alcuni siti web promettono, in caso di morte, di recapitare le password alle persone da voi indicate (ad esempio Deathswitch o My Last Email).

6. Condividere la password con il proprio partner non sembra essere una buona idea, in genere.

7. Attenzione ai conti correnti online. Affidarne la password a qualcuno non significa lasciargli le somme in caso di morte: un conto online non è altro che l’estensione virtuale di un conto reale. Quindi, per esempio, in una coppia non sposata e senza figli, saranno comunque fratelli sorelle e genitori ad ereditare la giacenza sul conto on line, se manca un testamento.

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