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Se perdo l’avviso di giacenza: che fare?

11 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Marzo 2019



Posso ritirare una raccomandata senza il foglio lasciato dal postino? Cosa devo portare all’ufficio postale? Entro quando mi consegnano la lettera?

Immagina di avere ricevuto un avviso di giacenza di una raccomandata: il postino, infatti, è passato da casa tua a consegnarti la lettera mentre eri al lavoro e, come da prassi, ti ha inviato un avviso di giacenza non potendo consegnare la raccomandata a nessun altro. Hai ritirato l’avviso e ti sei promesso di passare in posta quanto prima per procedere al ritiro. Vuoi farlo qualche giorno dopo ma hai un problema: hai perso l’avviso di giacenza. Non lo trovi più, eri sicuro di averlo appoggiato sulla solita mensola in cui tieni i documenti pendenti da archiviare o da sbrigare, ma lì non c’è. Forse l’avevi messo in tasca e ti è caduto per strada quando tiravi fuori la chiave dell’auto o il portafoglio o semplicemente salterà fuori nel luogo più impensabile quando ormai non servirà più. Ma nel frattempo, che fare?

L’istinto direbbe di recarsi nell’ufficio postale e di pregare in ginocchio di cercare una busta indirizzata a te. Chi l’ha spedita? Non lo sai. Che cosa contiene? Non sai nemmeno questo. Potrebbe essere una cartella esattoriale, una multa, la copia di un contratto o una comunicazione formale della tua azienda. Sai soltanto di avere ricevuto una raccomandata e di avere perso l’avviso di giacenza. Quello che non sai è come comportarti. Vediamo che fare in un caso come questo.

Raccomandata: l’avviso di giacenza

Quando il postino passa da casa tua per consegnare una raccomandata e, dopo aver suonato al tuo campanello, non trova nessuno, ti lascia il cosiddetto avviso di giacenza. Si tratta di un cartoncino o di un foglietto bianco simile ad uno scontrino fiscale.

Si chiama avviso di giacenza perché quel pezzo di carta, appunto, ti avvisa che la raccomandata resterà in giacenza presso un determinato ufficio postale per 30 giorni. In quell’arco di tempo, puoi andare a ritirare la raccomandata o il plico presso l’ufficio indicato nell’avviso senza dover pagare nulla per il deposito.

Ti dice almeno altre due cose. La prima, dal suo colore:

  • se è verde, significa che contiene atti giudiziari, come un provvedimento del tribunale o notificato da uno studio legale, una multa, un altro tipo di sanzione, ecc.;
  • se è bianco, vuol dire che la raccomandata può contenere una diffida, una lettera, una richiesta di pagamento, ecc.

L’altra cosa che può dirti l’avviso di giacenza la si trova nel codice riportato e, più nel dettaglio, nelle prime cifre di questo codice, che corrispondono alla disdetta di un contratto, ad una multa, ad una lettera di licenziamento, ecc. Per sapere dal codice che cosa contiene una raccomandata, leggi questo articolo.

Raccomandata: la compiuta giacenza

Quindi 30 giorni di giacenza per una lettera raccomandata. Superato quel termine, se nessuno si è fatto vivo, la missiva tornerà al mittente con l’indicazione «compiuta giacenza». Significa che il tempo per ritirare la lettera presso l’ufficio postale è scaduto e si dà per stabilito che il destinatario è a conoscenza dell’esistenza di quella raccomandata anche se non ha voluto ritirarla.

La notifica, infatti, si intende valida, con tutto ciò che comporta da un punto di vista legale: ad esempio, se nella busta c’era una multa poco chiara, il tempo per contestarla non si interrompe.

Se in un primo momento hai deciso di rifiutare la raccomandata ma ci ripensi entro 30 giorni, puoi recarti nell’ufficio postale a ritirarla entro quel termine.

Raccomandata: l’avviso di giacenza perso

Che succede, però, se il postino ha lasciato nella tua cassetta delle lettere l’avviso di giacenza di una raccomandata e, come dicevamo all’inizio, non lo trovi più? Niente. Non succede assolutamente nulla. Perché?

Perché quando vai all’ufficio postale a ritirare la raccomandata che il postino non ha potuto consegnarti o che hai respinto in un primo momento, non è necessario che tu esibisca l’avviso di giacenza. Quel pezzo di carta, infatti, serve solo a comunicarti che «C’è posta per te», giusto per scomodare una nota trasmissione televisiva. Che presso l’ufficio postale, insomma, ti attende una lettera o un plico giusto a tuo nome per raccomandata. E basta, però. Non serve teoricamente ad altro.

Che fare, allora? Basta che ti rechi in posta con un documento di identità chiedendo di ritirare la raccomandata. L’impiegato postale, a questo punto, deve consegnartela. Va da sé che se porti l’avviso è meglio, in quanto potrebbe essere più veloce la ricerca della busta. Il fatto di non portarlo non deve essere un impedimento per il ritiro.

Raccomandata: chi deve dimostrare l’avvenuta consegna?

Se, nonostante il postino abbia lasciato l’avviso di giacenza, il destinatario non ritira la raccomandata, chi deve dimostrare che il tentativo di consegna è stato effettuato? Lo deve dimostrare il mittente, cioè la persona che ha inviato la raccomandata e al quale sarà stato recapitato l’avviso di ricevimento.

Quest’ultimo consente di dimostrare che il destinatario ha ricevuto l’opportuna comunicazione. Così come costituisce una prova la lettera originale che torna al mittente con su scritto «compiuta giacenza». Non a caso (come la Cassazione ha confermato) quando una raccomandata non viene ritirata dal destinatario, la prova coincide con la data riportata sull’avviso di giacenza [1].

note

[1] Cass. sent. n. 6527/2015 del 24.04.2015.


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