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Si può pagare una fattura elettronica in contanti?

11 Marzo 2019


Si può pagare una fattura elettronica in contanti?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Marzo 2019



Pagamenti con strumenti tracciabili e con cash: i vecchi limiti di legge con le nuove norme sulla fatturazione elettronica.

Potrà sembrare strano ma, da quando esiste la fattura elettronica, sono risaliti a galla tutti i più antichi dubbi e le domande più frequenti in materia di pagamenti. Anche quelli più elementari come, ad esempio: si può pagare una fattura elettronica in contanti? Si tratta degli stessi quesiti che, con riferimento invece alla fattura tradizionale di carta, avevano già trovato una risposta. Ora, però, tutto viene rimesso in discussione. Ed è chiaro che è necessario ritornare sull’argomento per evitare equivoci o false convinzioni.

Del resto è noto che, quando si ha a che fare con lo Stato italiano, non bisogna mai dare nulla per scontato: le sanzioni per chi non conosce bene la normativa o la interpreta male sono sempre dietro l’angolo. Né si può addossare la colpa alla propria incompetenza in materia legale o fiscale perché – come noto – la legge non ammette ignoranza, anche quando si è mal consigliati dal proprio consulente commerciale o dall’avvocato.

In quest’ottica, è bene ritornare sui temi già noti e, con la scusa, rinfrescarli a chi li dimentica con facilità. Per stabilire, pertanto, quando una fattura elettronica si può pagare in contanti e quando, invece, richiede bonifico, assegno o carta di credito dovremo fare una serie di esempi pratici.

Pagamento fattura elettronica: come?

La legge che istituisce, dal 1° gennaio 2019, l’obbligo di fare la fattura elettronica si occupa solo della sua “emissione” e non anche del ricevimento. La stessa, infatti, può essere anticipata informalmente al contribuente anche per via cartacea o con un’email (così come molti software gestionali prevedono ora). Il contribuente, così, non ha l’obbligo di collegarsi al sistema Spid per verificare la presenza di fatture elettroniche da pagare. Si tratta comunque di copie di cortesia che non hanno alcun valore legale o tributario.

Non è quindi cambiato nulla in merito al pagamento della fattura elettronica che può avvenire secondo le regole tradizionali che già conosciamo. Dunque, in generale, si può pagare una fattura elettronica in contanti solo a condizione che l’importo non superi 2.999,99 euro. Da 3.000 euro in poi è necessario corrispondere la somma solo con strumenti tracciabili ossia con bonifico bancario, carte di debito (bancomat) o di credito, assegni non trasferibili.

Nessuna soglia è prevista per trasferimenti tracciati, eseguiti tramite banche, Poste italiane ed altri istituti a cui la legge riconosce capacità di memorizzare le transazioni, al fine di favorire l’intercettazione degli illeciti finanziari.

Quando si può pagare una fattura elettronica in contanti

Medesimo discorso vale per i pagamenti rateali, anche se il costo complessivo del bene acquistato o della prestazione ricevuta – e quindi la relativa fattura elettronica – risulta superiore a 3.000 euro. Così, ad esempio, se il dentista emette una fattura elettronica di 4.000 euro per un trattamento in più sedute, in accordo col professionista si potrà versare l’importo in singole rate in contanti, purché ciascuna non superiore a 2.999,99 euro.

Per quanto riguarda i professionisti, sono ammessi più pagamenti in contanti delle fatture elettroniche. Stando infatti al Dipartimento del Mef, non c’è violazione nell’ipotesi di più pagamenti mensili per un’unica prestazione della durata, per esempio, di un anno. L’esempio pratico è degli odontoiatri, che possono svolgere un unico lavoro per un ammontare complessivo di oltre 3.000 euro. In questo caso il professionista potrà ottenere mensilmente il pagamento di una rata senza dover fare ricorso a diversi sistemi di pagamento tracciabili.

Lo stesso dicasi tutte le volte in cui il pagamento rateale è stato concordato in contratto o appaia naturale per quello specifico tipo di prestazione. Si pensi a una ditta di ristrutturazioni della casa che emette un’unica fattura alla fine dei lavori, ma di volta in volta viene pagata a SAL (stati di avanzamento lavori): se la singola rata è inferiore a 3.000 euro può essere pagata in contanti; se invece è superiore va versata con strumenti tracciabili.

Allo stesso modo, risulta sempre legittimo pagare acquisti di beni o servizi in parte in contanti ed in parte in assegno purché, in tal caso, il contante sia inferiore alla soglia di 3.000 euro.

Rimane invece fermo il divieto per il trasferimento in denaro effettuato con più pagamenti inferiori alla citata soglia che appaiono artificiosamente frazionati al solo fine di eludere la legge (si pensi alla fattura di una vendita corrisposta in più pagamenti in contanti).

Ed ancora i canoni di locazione di un negozio o un’unità abitativa, anche se fatturati dalla società proprietaria con la fattura elettronica, possono essere pagati in contanti fino a 2.999,99 euro. Da 3.000 euro in su con bancomat, carte di credito, assegni, bonifici ecc.


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