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Fattura elettronica: chi non ha il computer può riceverla?

12 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Marzo 2019



Chi non ha la partita Iva è obbligato a ricevere la fattura elettronica anche se non è in possesso di un pc?

La fattura elettronica è un nuovo obbligo al quale si stanno abituando, con fatica, imprese e professionisti: predisposizione della fattura in formato xml, firma digitale (nei casi in cui è obbligatoria), controllo, sigillo, invio e monitoraggio del file, per quanto siano operazioni veloci, aggravano ulteriormente i già numerosi adempimenti ai quali sono tenuti coloro che hanno una partita Iva. Molti non sanno, però, che imprese e professionisti sono obbligati all’invio della fattura elettronica non solo a chi opera nell’esercizio di un’impresa, arte o professione (business to business, o B2B), ma anche ai consumatori finali (B2C). Ma il consumatore finale è obbligato a ricevere la fattura in forma elettronica, o può riceverla in forma analogica/ cartacea? E, nel caso in cui sia obbligato alla ricezione del documento elettronico, come può fare se non ha il pc o un device idoneo? Pensiamo a una persona anziana, che non utilizza né il computer, né lo smartphone o il tablet? È obbligato ad acquistare uno di questi apparecchi, dal momento che la legge prevede l’obbligo, per chi vende un bene o presta un servizio, di emettere fattura elettronica anche nei confronti del consumatore finale? Il consumatore finale, per ricevere le fatture elettroniche, è obbligato ad avere un indirizzo pec? Facciamo il punto della situazione sulla fattura elettronica: chi non ha il computer può riceverla, obblighi e adempimenti del fornitore e dell’acquirente.

Chi non ha la partita Iva aperta può ricevere la fattura elettronica?

Come abbiamo osservato, imprese e professionisti obbligati all’invio della fattura elettronica non sono esonerati se il documento deve essere emesso al consumatore finale. Come mai, considerando anche il fatto che al consumatore finale la fattura non serve, in quanto non può dedurre il costo dai redditi o detrarre l’Iva?

La finalità di quest’obbligo è limitare il più possibile i fenomeni di evasione: solo in questo modo, tenendo traccia di ogni operazione, anche nei confronti dei consumatori finali, l’Agenzia delle Entrate può essere a conoscenza dei reali ricavi dell’impresa o del professionista.

Ma come può il consumatore finale ricevere la fattura? È obbligato ad avere il pc, lo smartphone, il tablet e ad installare un apposito programma o un’app?

Come si invia la fattura elettronica a chi non ha la partita Iva?

Per chi non ha la partita Iva aperta, ad esempio un consumatore finale, un condominio, un ente non commerciale (come un’associazione) privo di partita Iva, la fattura elettronica deve riportare come codice destinatario il codice convenzionale “0000000” e deve essere inviata, con le consuete modalità, al sistema Sdi (vedi la nostra guida: Come inviare fattura elettronica).

Come può ricevere la fattura elettronica chi non ha la partita Iva?

Il sistema d’interscambio (Sdi) mette la fattura a disposizione del cliente attraverso le seguenti modalità:

  • servizi telematici dell’Agenzia delle entrate (cassetto fiscale);
  • posta elettronica certificata (pec).

Il cliente, dunque, anche se non ha la partita Iva aperta, può visionare il documento dal sito web delle Entrate (se possiede l’identità unica digitale Spid, pin e password per l’accesso ai servizi Fisconline o la Cns, la carta nazionale dei servizi), oppure dalla pec.

Ma che cosa deve fare il cliente che non possiede le credenziali per l’accesso al sito delle Entrate, né la pec? È obbligato ad attivare una cartella pec, o a richiedere le credenziali per l’accesso al portale web dell’Agenzia delle entrate?

Come può ricevere la fattura elettronica chi non ha il computer?

Chi non ha un pc, uno smartphone, un tablet o un altro device nel quale è possibile installare le app delle Entrate, o comunque dal quale si può accedere al portale web dell’amministrazione finanziaria, non è obbligato a procurarsi un dispositivo per effettuare queste operazioni.

Il fornitore che emette la fattura elettronica, difatti, è obbligato ad inviare al consumatore finale una copia cartacea del documento, o ad inviare una copia in formato pdf, anche tramite mail (si tratta della cosiddetta copia di cortesia).

Solo se il cliente, al momento dell’acquisto, rinuncia alla copia del documento, il fornitore è esonerato dall’obbligo della messa a disposizione della copia di cortesia.

Queste copie hanno valenza fiscale e giuridica, limitatamente ai soggetti privati e simili (sono quindi valide per la detrazione del costo).

Sulla copia cartacea deve essere indicato: “Copia analogica della fattura elettronica inviata allo SdI. In caso di difformità tra il contenuto della copia analogica rispetto alla fattura elettronica, restano validi i dati di quest’ultima.”

Quando si considera recapitata la fattura elettronica al consumatore finale?

L’emissione vera e propria della fattura elettronica si ha solo una volta che il documento supera i controlli formali realizzati dal sistema d’interscambio: viene confermata tramite invio all’emittente, al momento della consegna al destinatario, di una ricevuta contenente il buon esito del recapito o messa a disposizione del file, nonché la data di consegna della fattura.

La fattura si considera emessa nella data indicata sulla fattura stessa; fino al 30 giugno 2019 la data della fattura è la data in cui è effettuata l’operazione; dal 1° luglio 2019, se diverse, vanno indicate sia la data di effettuazione dell’operazione che la data di trasmissione al sistema Sdi.

Se la fattura non supera i controlli, viene scartata dal sistema con invio all’emittente (o a chi trasmette, se diverso), con lo stesso canale da cui ha ricevuto la fattura, di una ricevuta di scarto, entro 5 giorni dalla trasmissione.

In questo caso la fattura si considera non emessa, ma l’emittente ha 5 giorni di tempo per ritrasmettere la fattura corretta, mantenendo la stessa data e numero, senza violare le disposizioni sul momento di effettuazione dell’operazione.

Il momento del recapito al consumatore finale, invece, coincide con il momento di messa a disposizione della fattura nella sua area riservata, a cui può accedere con le credenziali di Fisconline: la presa in visione della fattura non rileva. Quanto esposto vale anche per chi aderisce al regime forfettario o di vantaggio.


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