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Forma della donazione

12 Marzo 2019


Forma della donazione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Marzo 2019



Come si realizza una donazione: la donazione formale, informale e la donazione indiretta. Le conseguenze della donazione di non modico valore fatta senza notaio.

Avrai già sentito parlare della donazione. Si tratta di ciò che tutti chiamano “regalo”: un atto spontaneo, fatto a scopo di generosità, da cui la legge fa derivare il passaggio di proprietà di un bene, da un soggetto a un altro, senza bisogno di alcun pagamento. Questa circostanza caratterizza la funzione tipica della donazione e la distingue da molti altri contratti, come la vendita. Perciò si dice che la donazione è un “contratto a titolo gratuito”. Il fatto che, con la donazione, un soggetto si impoverisca e l’altro si arricchisca ha fatto sì che il codice civile richiedesse, per la validità della donazione stessa, la presenza del notaio. Ma ciò solo quando il bene regalato è di valore consistente. Per tutti gli altri casi, la donazione può avvenire anche in forma ferbale o con un semplice gesto (la consegna dell’oggetto). Ebbene, quando si parla della modalità con cui la donazione deve essere eseguita per essere valida ci si riferisce, tecnicamente, alla forma della donazione.

Può sembrare un concetto giuridico difficilmente intuibile per chi non ha studiato giurisprudenza. Ma non è così, anzi. Tutti abbiamo a che fare con la “forma” di un contratto quando, ad esempio, andiamo dal notaio a costituire una società o a comprare un terreno, oppure ci rechiamo in banca per firmare un mutuo o per accendere un conto corrente. In questi casi, la forma del contratto non è altro che quel pezzo di carta con cui si estrinseca il contratto stesso.

Ecco, quando si parla di forma della donazione ci si riferisce proprio alle modalità che le parti devono obbligatoriamente rispettare affinché il trasferimento della titolarità del bene regalato sia valido per la legge, per l’ordinamento e quindi per i “terzi”. Terzi come, ad esempio, i familiari del donante i quali, mancando il rispetto delle regole sulla forma, potrebbero contestare la donazione in qualsiasi momento, anche a molti anni di distanza.

Di tanto parleremo nel seguente articolo: ti spiegheremo cioè, con linguaggio semplice e adatto anche a chi non è un giurista, cos’è la forma della donazione, come si realizza e quali adempimenti le parti (donante e donatario) devono svolgere affinché il loro atto sia valido.

La donazione è un contratto

Quando si pensa a una donazione si ha subito l’idea di un gesto con cui un soggetto, consegnando a un altro un proprio bene, glielo regala. Si immagina, cioè, la sostanza della donazione. Ma la donazione può avere anche una forma, ossia può essere rappresentata da un documento di carta che ufficializzi il passaggio di proprietà.

Qui dobbiamo subito chiarire un equivoco in cui molti cadono: la donazione è un comune contratto.

Se questa affermazione ti è apparsa strana è perché, come tante altre persone, stai associando i contratti a quegli accordi in cui entrambi i firmatari si impegnano ad eseguire una propria prestazione (ad esempio una vendita dove, a fronte del trasferimento della proprietà c’è il pagamento di un prezzo; un mandato dove, a fronte dell’esecuzione di un incarico, viene corrisposta la parcella, ecc.). Invece il contratto si realizza nel momento in cui si incontrano le volontà dei contraenti: si tratta, quindi, di una nozione molto più ampia. Ebbene, anche se, come dice il detto, «a caval donato non si guarda in bocca», affinché una donazione sia valida è sempre necessario consenso del donatario. Tale accettazione è volta ad evitare che quest’ultimo resti vincolato alla proprietà di un bene che non vuole. Senza contare il fatto che una persona potrebbe non essere interessata a ricevere regali da un’altra (si pensi a una inimicizia o a un soggetto con precedenti penali). Infine, anche il donatario ha un’obbligazione che gli deriva dall’aver accettato una donazione: l’obbligo di versare gli alimenti al donante qualora questi dovesse trovarsi in condizioni di estrema necessità economica.

Ecco dunque perché la donazione, per essere valida, va accettata e pertanto va qualificata come un regolare contratto.

Come si fa una donazione?

Vediamo ora gli aspetti più pratici dell’argomento e cerchiamo di capire come si fa una donazione. Ci sono due modi (ossia “forme”) per regalare un oggetto, una somma di denaro o qualsiasi altro bene a un soggetto.

La donazione informale

Il primo modo è “informale” e si esprime solo con una semplice dichiarazione («Voglio regalarti il mio televisore»), che può anche essere implicita in un gesto (un bonifico a un amico che si trova in difficoltà economica). Ad essa deve sempre seguire l’accettazione da parte del beneficiario, accettazione che può essere anche desunta dall’avvenuta ricezione del bene donato o dal fatto che l’abbia trattenuto presso di sé.

La donazione formale

Il secondo modo per fare una donazione è invece “formale” e richiede il cosiddetto atto pubblico, ossia l’atto notarile. A tal fine bisogna andare dal notaio e dichiarare di voler regolare il bene davanti a due testimoni (di solito messi a disposizione dallo stesso studio notarile) e alla presenza del beneficiario stesso (il quale, come detto, deve accettare il regalo).

Quale forma della donazione bisogna scegliere?

Non sei però tu a scegliere quale forma deve avere la donazione. È la legge che ti impone la forma dell’atto pubblico tutte le volte in cui la donazione è di «non modico valore». Negli altri casi, invece, la donazione può avvenire in modo informale. Chiaramente nulla toglie che, anche per un bene di scarsa importanza, si possa andare dal notaio; è invece impossibile regalare un terreno, una casa o una consistente somma di denaro senza il notaio.

Cosa significa donazione di modico valore?

Ora sono sicuro che ti starai chiedendo: cosa significa “donazione di modico valore”? A partire da quale valore bisogna andare dal notaio? La legge questo non lo dice: tutto dipende dalle condizioni economiche del donate. La ragione è semplice. Eccola spiegata. Scopo del notaio è fare in modo che il donante ponga attenzione alle conseguenze del proprio atto, per evitare gesti istintivi di generosità che lo potrebbero impoverire (come nel caso di donazione di una casa). È dunque chiaro che, tanto più “vale” l’oggetto regalato in relazione al patrimonio residuo, tanto più è importante la presenza del notaio affinché il donante rifletta su ciò che sta facendo.

Tanto per fare un esempio, se una persona dona 10mila euro ma ne guadagna 30 al mese, la donazione può anche essere informale. Se invece si tratta di un pensionato che riceve un sussidio dall’Inps di 500 euro mensili, il notaio è fondamentale.

In questo possiamo dire che tutte le donazioni di beni immobili richiedono sempre il notaio, anche perché l’atto deve essere trascritto nei pubblici registri immobiliari affinché sia valido per i terzi.

Che succede se la donazione non rispetta la forma?

Se una donazione di non modico valore viene fatta senza rispetto della forma dell’atto pubblico è nulla. La sua nullità può essere fatta valere da chiunque, senza limiti di tempo, senza cioè prescrizioni o decadenze. Per renderti più chiare le conseguenze di tale situazione, ti farò un esempio. Immagina che tuo padre abbia regalato a tua sorella tutti i risparmi che aveva sul conto corrente, accumulati nel corso degli ultimi 10 anni di vita. Lo ha fatto con un semplice bonifico senza andare dal notaio. Lo scopri dopo 4 anni dalla morte di tuo padre. Ebbene, puoi impugnare la donazione e riprenderti una parte di quei soldi secondo le regole dell’eredità.

La donazione indiretta

C’è una particolare donazione che, sinora, non abbiamo menzionato. È la donazione indiretta. Riuscirai a capire meglio di cosa si tratta da un esempio pratico.

Immagina che tuo padre voglia regalarti una casa perché ancora non lavori. Lo può fare in tre modi.

Se l’immobile è già di sua proprietà, te lo donerà davanti dal notaio; si realizza quella che viene detta “donazione diretta” secondo le regole che abbiamo visto nei precedenti paragrafi.

Se l’immobile invece deve essere ancora acquistato, il padre potrà agire in due modi diversi:

  • o pagare direttamente il venditore, chiedendogli di intestare a te la casa;
  • oppure bonificare sul tuo conto corrente la somma da versare poi al venditore.

In questi ultimi due casi si ha la donazione indiretta. “Indiretta” perché avviene con un differente atto (il bonifico o il pagamento al venditore).

Ebbene, la Cassazione a sezioni unite ha detto che il bonifico sul conto corrente finalizzato a realizzare una donazione indiretta non richiede la presenza del notaio. E questo a condizione che l’atto successivo di acquisto indichi esplicitamente la provenienza dei soldi dal donante (nel nostro esempio, il padre).

Si può revocare una donazione?

Una volta accettata una donazione non può essere più revocata né da parte del donante, né da parte del donatario. Il primo può eccezionalmente riprendersi il bene solo in caso di nascita di un nuovo figlio di cui non aveva conoscenza all’atto della donazione o in caso di indegnità del donatario (quando questi cioè si è macchiato di crimini particolarmente gravi nei confronti del donante o dei suoi familiari). Invece il beneficiario può revocare l’accettazione della donazione solo fino a quando tale accettazione non è venuta a conoscenza del donante.


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