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Come presentare domanda di invalidità civile

15 Marzo 2019 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 15 Marzo 2019



Dal certificato medico alla presentazione della domanda per l’assegno di invalidità civile: tutta la procedura amministrativa.

La procedura che verrà esaminata nel presente capitolo riguarda tutte le domande per il riconoscimento dello stato di invalidità civile, cecità civile, sordità, disabilità e handicap; tuttavia per brevità si utilizzerà in modo onnicomprensivo l’espressione «invalidità civile», riservando di volta in volta le specificazioni rese necessarie. Con il D.L. n. 78/2009, conv. in L. n. 102/2009 (art. 20), sono state apportate modifiche sostanziali alle norme sul procedimento per il riconoscimento della invalidità civile e prestazioni correlate, modifiche che insistono sia sul piano amministrativo che su quello giudiziario, per cui, prima della analitica esposizione sequenziale del procedimento stesso, si ritiene opportuno fornire un quadro d’insieme delle novità apportate da questa legge.

La struttura della norma

La struttura dell’articolo de quo si presenta duplice. I primi quattro commi contengono disposizioni volte a modificare l’attuale assetto della procedura amministrativa di riconoscimento dell’invalidità civile e, completando la linea di sviluppo avviata con le leggi 326/2003 e 248/2005, accentrano nell’Inps le diverse fasi che, fin dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, erano state ripartite tra Regione, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Inps. Tali modifiche sono operative dal 1° gennaio 2010.

Estremamente importante — ed in vigore sin dal 1° luglio 2009 — è la disposizione (commi 5 e 5bis) che interviene essenzialmente sul procedimento giudiziario, in particolare in materia di notifiche, litisconsorzio e consulenza tecnica ponendo riparo ad alcune delle incongruenze emerse nei più recenti provvedimenti legislativi.

Sulle modifiche al procedimento giudiziario in vigore dal 1° gennaio 2012, si rinvia al Cap. 6.

Il sesto e ultimo comma preannuncia una modifica, non ancora realizzata, delle vigenti tabelle — approvate con D.M. 5 febbraio 1992 — utilizzate per il riconoscimento e l’attribuzione delle percentuali di invalidità civile.

Il ruolo dell’Inps

Si è realizzato così un accentramento gestionale completo delle pratiche di invalidità civile nelle mani dell’INPS, indubbiamente più razionale della fino ad allora lamentata frammentarietà di competenze tra soggetti diversi. Si va dalla presentazione della domanda alla tenuta dei fascicoli, al giudizio medico definitivo in seno alle commissioni mediche di prima istanza, all’accertamento della permanenza dei requisiti sanitari, per finire con la rappresentanza processuale dell’ente quale unico soggetto legittimato passivo.

L’Istituto previdenziale ha sottolineato come il legislatore, con la nuova norma che riguarda in modo diretto il complesso delle attività «legate al contenzioso sia per gli aspetti legali che per quelli medico legali», ha completato il percorso intrapreso con il D.L. n. 203/2005, che già aveva individuato nell’Inps «il centro di responsabilità per la gestione coordinata delle attività e delle informazioni gestionali ed economiche connesse al processo di riconoscimento degli stati di invalidità civile»

(circolare 20 luglio 2009, n. 93).

In tal senso, anche nella Documentazione per l’esame di Progetti di legge, sia pure con riferimento all’auspicato risparmio di spesa pubblica derivante dalle nuove norme, si legge che esse sono dirette a integrare il processo di razionalizzazione delle competenze amministrative nell’iter di riconoscimento e concessione dei trattamenti di invalidità civile (già delineato dall’art. 42 del D.L. n. 269/2003, conv. in L. n. 326/2003, dall’art. 10 del D.L. n. 203/2005, conv. in L. n. 248/2005, nonché, in attuazione di tali disposizioni, dal D.P.C.M. 30 marzo 2007).

Inoltre, le predette norme «sono funzionali, in primo luogo, a potenziare il grado di conseguibilità degli obiettivi di economia ad esse associati e scontati nelle previsioni a legislazione vigente. In secondo luogo, introducendo aspetti innovativi di semplificazione e razionalizzazione, tali disposizioni appaiono suscettibili di recare effetti positivi per la finanza pubblica anche in termini di minori erogazioni di prestazioni non dovute, al momento non puntualmente quantificabili, in grado comunque di compensare anche i possibili effetti di riduzione dei tempi di liquidazione delle nuove prestazioni anche per le semplificazioni adottate» (Schede di lettura n. 187 del 6 luglio 2009).

Ulteriori semplificazioni sono contenute nel decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 convertito dalla legge 11 agosto 2014 n.114 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari).

La norma, novellando il previgente sistema, ha come obiettivo primario la semplificazione degli adempimenti sanitari e amministrativi relativi alla concessione dei benefici spettanti ai cittadini in possesso di verbali con rivedibilità e consente di superare, anche alla luce della prevista conservazione di tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura (almeno fino alle risultanze della visita di revisione), il sistema dell’eventuale doppia visita (circ. Inps n. 10/2015).

Le fonti

L’attuale disciplina giuridica del procedimento amministrativo — procedimento complesso, diviso in fasi rigidamente consecutive, tutte necessarie per ottenere il riconoscimento dei benefici connessi con lo status di invalido — risiede nella L. 3 agosto 2009, n. 102, di conversione del D.L. 1 luglio 2009, n. 78, che all’articolo 20 ha scardinato l’impianto preesistente, che rimane tuttavia di riferimento, per quanto non espressamente modificato o abrogato.

Tra i testi di seguito elencati in ordine cronologico un ruolo fondamentale spetta alla L. 15 ottobre 1990, n. 295, confermata dal D.P.R. n. 698/94 emanato in attuazione della L. n. 537/93:

  • legge 21 novembre 1988, n. 508 – Norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti;
  • decreto legislativo 23 novembre, 1988, n. 509 – Norme per la revisione delle categorie delle minorazioni e malattie invalidanti, nonché dei benefici previsti dalla legislazione vigente per le medesime categorie, ai sensi dell’art. 2, comma 1, della legge 26 luglio 1988, n. 291;
  • legge 15 ottobre 1990, n. 295 – Modifiche e integrazioni all’articolo 3 del D.L. 30 maggio 1988, n. 173, convertito con modificazioni, dalla legge 26 luglio 1988, n. 291, e successive modificazioni, in tema di revisione delle categorie delle minorazioni e malattie invalidanti;
  • decreto ministeriale 5 agosto 1991, n. 387 – Regolamento recante le norme di coordinamento per l’esecuzione delle disposizioni contenute nella legge 15 ottobre 1990, n. 295, in materia di accertamento dell’invalidità civile;
  • decreto ministeriale 5 febbraio 1992 – Approvazione della nuova tabella indicativa delle percentuali d’invalidità per le minorazioni e malattie invalidanti;
  • art. 2 decreto legge 27 agosto 1993, n. 324 convertito dalla legge 27 ottobre 1993, n. 423 – Proroga dei termini di durata in carica degli amministratori straordinari delle unità sanitarie locali, nonché norme per le attestazioni da parte delle unità sanitarie locali della condizione di handicappato in ordine all’istruzione scolastica e per la concessione di un contributo compensativo all’Unione italiana ciechi;
  • decreto Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 698 – Regolamento recante norme sul riordinamento dei procedimenti in materia di riconoscimento delle minorazioni civili e sulla concessione dei benefici economici;
  • decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 – Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed enti locali;
  • art. 42 legge 24 novembre 2003, n. 326 – Disposizioni in materia di invalidità civile;
  • art. 10 legge 2 dicembre 2005, n. 248 – Trasferimento all’INPS di competenze in materia di invalidità civile e certificazione di regolarità contributiva ai fini dei finanziamenti comunitari;
  • art. 6 legge 9 marzo 2006, n. 80 – Semplificazione degli adempimenti amministrativi per le persone con disabilità;
  • decreto Presidente Consiglio dei Ministri 30 marzo 2007 – Attuazione dell’articolo 10 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, concernente il trasferimento di competenze residue dal Ministero dell’economia e delle finanze all’INPS;
  • art. 80 legge 6 agosto 2008, n. 133 – Piano straordinario di verifica delle invalidità civili;
  • decreto ministeriale 29 gennaio 2009 – Attuazione di un piano straordinario di verifica delle invalidità civili;
  • art. 20 legge 3 agosto 2009, n. 102 – Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile;
  • art. 35 legge 27 febbraio 2009, n. 14 – Disposizioni in materia di prestazioni collegate al reddito;
  • legge 3 marzo 2009, n. 19 – Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità;
  • art. 2 comma 159 legge 23 dicembre 2009, n. 191 – Programma di verifiche nei confronti di titolari di benefici economici di invalidità civile per l’anno 2010;
  • legge 24 giugno 2010, n. 107 – Misure per il riconoscimento dei diritti alle persone sordocieche;
  • artt. 10 e 13 legge 30 luglio 2010, n. 122 – Riduzione della spesa in materia di invalidità. Casellario dell’assistenza;
  • determinazione presidenziale INPS 2 luglio 2010, n. 47 – Regolamento per la definizione dei termini di conclusione dei procedimenti a norma dell’art. 2 della legge 7 agosto 1990 n. 241, così come modificata dall’art. 7 della legge n. 69 del 2009;
  • art. 23 legge 4 novembre 2010, n. 183 – Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro.

Va tenuto presente che il D.L. 6 luglio 2011, n. 98 convertito in L. 15-7-2011, n. 111, cd. manovra economica 2011, ha previsto che per la razionalizzazione ed unificazione del procedimento relativo al riconoscimento dell’invalidità civile, della cecità civile, della sordità, dell’handicap e della disabilità, le Regioni, anche in deroga alla normativa vigente, possono affidare all’Inps, mediante la stipula di convenzioni, le funzioni relative all’accertamento dei requisiti sanitari (art. 18, comma 22).

Risponde ad una esigenza di semplificazione la previsione contenuta nell’art. 4 del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5 convertito in L. 4 aprile 2012, n. 35 (cd. decreto semplificazioni) diretta ad implementare il contenuto dei verbali delle

Commissioni mediche integrate. Su questa scia si muove anche il già citato decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 convertito dalla legge 11 agosto 2014, n.114 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari) che all’articolo 25 detta norme dirette ad una generale semplificazione dell’iter sanitario-amministrativo (circ. INPS n. 10/2015).

Meritano infine di essere ricordate la Legge 18 agosto 2015, n.134 (Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie) e la Legge 22 giugno 2016, n. 112 (Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare).

Informatizzazione della procedura

Caratteristiche generali della procedura

Caratterizza il sistema procedurale vigente dal 1° gennaio 2010 l’utilizzo esclusivo del mezzo telematico, difatti:

  • la certificazione medica è compilata on line dal medico certificatore;
  •  la domanda è compilata on line e deve essere abbinata al certificato medico precedentemente acquisito;
  • completato l’abbinamento informatico tra certificato medico e domanda, il sistema consente l’inoltro della domanda all’Inps attraverso Internet. Il medesimo sistema fornisce dapprima l’avviso di avvenuta ricezione, successivamente gli estremi del protocollo informatico e, eventualmente, i riferimenti della convocazione a visita.

L’accesso all’apposita applicazione telematica, disponibile sul sito internet www. inps.it, è consentito solo agli utenti abilitati da apposito codice di identificazione personale pin rilasciato dall’ente.

I soggetti che possono richiedere il pin, con diversi livelli di autorizzazione, sono:

  • i cittadini richiedenti e/o i soggetti da questi autorizzati;
  • i medici certificatori;
  • gli enti di patronato;
  • le associazioni di categoria dei disabili;
  • i presidenti delle commissioni mediche Asl ed il personale amministrativo delle Asl preventivamente individuato dai responsabili delle Asl;
  • i medici dei Centri Medico Legali dell’Inps;
  • i dirigenti delle sedi Inps;
  • i dipendenti delle unità organizzative Inps addetti allo specifico settore dell’invalidità civile.

Fra tali soggetti, però, oltre al diretto interessato, solo gli enti di Patronato, tramite pin, sono abilitati all’utilizzo della procedura per seguire l’intero procedimento, fino all’eventuale erogazione della prestazione (msg. Inps 29 gennaio 2010, n. 2816).

Avvio dell’iter: il certificato medico introduttivo

Il primo passo che deve compiere chi intende richiedere il riconoscimento dello stato di invalidità civile, è quello di recarsi da un medico abilitato alla compilazione telematica del certificato medico introduttivo su modulo predisposto dall’Inps che attesta le infermità invalidanti.

Compilazione del certificato medico

È cura del medico abilitato la compilazione del certificato medico, completo di tutti i dati necessari, quali:

  • dati anagrafici del cittadino, completi di codice fiscale e di numero della tessera sanitaria;
  • dati clinici (anamnesi, obiettività);
  • diagnosi, con l’indicazione obbligatoria dei codici nosologici internazionali (ICD-9);
  • indicazione dell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o della impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua (in caso di richiesta di indennità di accompagnamento);
  • indicazione di eventuali patologie oncologiche in atto, per usufruire del contenimento dei tempi di convocazione entro 15 giorni (art. 6, comma 3bis, L. n. 80/2006);
  • indicazione di eventuali patologie gravi previste nell’allegato al D.M. 2 agosto 2007 che danno titolo alla non rivedibilità (ex L. n. 80/2006);
  • indicazione della finalità del certificato (per invalidità civile, cecità, sordità, handicap ex L. n. 104/92 e disabilità ex L. n. 68/99).

Trasmissione ed adempimenti del medico

Il certificato viene poi trasmesso dallo stesso medico per via telematica all’Inps.

La procedura genera quindi il numero di certificato da consegnare al paziente e che va riportato sulla domanda.

Il medico provvede, altresì, alla stampa e al rilascio del certificato introduttivo firmato in originale, che il cittadino dovrà esibire all’atto della visita.

Qualora il medico non sia abilitato alla procedura telematica o non ne abbia la connessione può utilizzare un modello cartaceo con lo stesso schema del certificato medico telematico.

La responsabilità dei medici

La lotta ai falsi invalidi ha trovato un nuovo strumento di contenimento nella previsione dell’art 10, comma 3, del D.L. n. 78/2010, conv. in L. n. 122/2010.

Questa norma tratta le sanzioni da irrogare ai medici qualora, in conseguenza di loro false attestazioni sanitarie, siano messe in pagamento prestazioni non spettanti, successivamente revocate. In tal caso, fermo quanto previsto dal codice penale, si applicano le disposizioni di cui all’art. 55quinquies, comma 1, del D.Lgs. n. 165/2001 che prevedono la reclusione da uno a cinque anni e la multa da € 400 a € 1.600.

Inoltre, nei predetti casi il medico, ferme la responsabilità penale e disciplinare e le relative sanzioni, è obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di trattamenti economici di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità nei periodi per i quali sia accertato il godimento da parte del relativo beneficiario, nonché il danno all’immagine subiti dall’amministrazione.

Gli organi competenti alla revoca sono tenuti ad inviare copia del provvedimento alla Corte dei Conti per eventuali azioni di responsabilità.

Al medico sono altresì estese la sanzione disciplinare della radiazione dall’albo e, se dipendente di una struttura sanitaria pubblica o se convenzionato con il servizio sanitario nazionale, il licenziamento per giusta causa o la decadenza dalla convenzione (art. 55quinquies, comma 3, del D.Lgs. n. 165/2001).

La presentazione della domanda

Nel termine di 90 giorni (msg. Inps 9 novembre 2010, n. 28110) dall’invio del certificato, l’interessato deve inoltrare telematicamente all’Inpsla domanda; in caso di superamento di tale termine, è necessario ricominciare la procedura con un nuovo certificato medico.

Le modalità di presentazione della domanda

Per la presentazione della domanda sono possibili due vie a seconda che il soggetto abbia o meno la possibilità di utilizzare personalmente la procedura telematica.

Nel primo caso, deve farsi rilasciare dall’INPS l’apposito PIN (codice di identificazione personale) utilizzando il sito dell’INPS (www.inps.it) o contattando il contact center o rivolgendosi direttamente agli uffici INPS.

Una volta in possesso del PIN è possibile compilare la domanda on line collegandosi al sito dell’INPS seguendo la procedura ivi indicata.

Il codice PIN consente all’interessato di monitorare lo stato della propria pratica durante tutte le fasi del procedimento.

Nel secondo caso è possibile rivolgersi ai patronati o alle associazioni di categoria dei disabili (ANMIC, ENS, UIC, ANFASS).

Il contenuto della domanda

Qualunque sia la modalità di trasmissione utilizzata, la domanda deve contenere:

  • i dati personali e anagrafici, la residenza, l’eventuale stato di ricovero e il tipo di riconoscimento richiesto: «invalidità civile», «stato di handicap» (L. n. 104/92), o quello delle «condizioni di disabilità» (L. n. 68/99), aggravamento;
  • il numero di certificato che è indicato sulla ricevuta del certificato introduttivo.

Se l’interessato è in stato di ricovero, può essere indicato un recapito temporaneo, al fine di consentire la visita sanitaria presso una Asl diversa da quella di appartenenza.

Domande di aggravamento

Nel caso di domande presentate per l’accertamento dell’aggravamento dell’invalidità, si utilizzano gli stessi moduli, ma il certificato medico deve contenere ampia motivazione delle cause che hanno originato le modificazioni del quadro clinico preesistente, corredato da certificazione sanitaria (art. 11 D.Lgs. n. 509/88) da presentare all’atto della visita.

Domande per il collocamento mirato (L. n. 68/99)

Un modello ad hoc, che non richiede abbinamento con previa certificazione medica, è previsto per la presentazione della domanda per il collocamento mirato ex L. n. 68/99 da parte di coloro che sono stati già riconosciuti invalidi con una percentuale superiore al 45%: in tal caso, all’atto della visita dovrà essere presentato il verbale sanitario di riconoscimento della percentuale di invalidità.

Qualora invece il collocamento mirato sia chiesto in occasione della richiesta di riconoscimento della invalidità civile, il soggetto utilizzerà il modello di domanda sbarrando le apposite caselle.

Domanda semplificata per i cittadini non in età lavorativa

Nel quadro delle attività di semplificazione degli adempimenti sanitari e amministrativi relativi alla concessione dei benefici di invalidità civile, l’Inps ha provveduto ad avviare azioni di reingegnerizzazione delle fasi organizzative e procedurali del procedimento di concessione dell’indennità di accompagnamento. In particolare, l’attività di semplificazione è rivolta ai cittadini non in età lavorativa, che presentano una domanda di invalidità civile (messaggio INPS 8 maggio 2018, n. 1930).

Per tale categoria di beneficiari è stato possibile semplificare il procedimento di concessione, con la finalità di ridurre i tempi di erogazione del beneficio, attraverso l’anticipazione dell’invio delle informazioni che di norma sono trasmesse soltanto al termine della fase sanitaria. Tale semplificazione è operativa dal 9 maggio 2018 e, in prima fase di rilascio, riguarda le sole domande trasmesse dai patronati.

Domanda degli eredi

Se prima della visita si verifica il decesso del soggetto che ha presentato la domanda per il riconoscimento della invalidità civile, gli eredi devono presentare apposita domanda ai fini della prosecuzione dell’iter amministrativo.

La domanda, da presentare utilizzando l’apposito modulo (scaricabile dal sito internet dell’Inps) e corredata di documentazione sanitaria del defunto e da certificato di morte, va inoltrata alla sede Inps fuori dalla procedura telematica specifica prevista per le domande di invalidità civile ed è volta alla ripresa appunto dell’iter interrotto.

La pratica verrà esaminata dalla commissione e seguirà la procedura prevista in generale per l’invalidità civile.

Conservazione dei diritti in caso di rivedibilità

La legge n. 114 dell’11 agosto 2014, in sede di conversione del D.L. n. 90 del 24 giugno 2014, con il comma 6bis dell’art. 25 ha introdotto importanti modifiche in materia di accertamento sanitario di revisione, stabilendo che «nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità conservano tutti i diritti acquisti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura» e che «la convocazione a visita, nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità, è di competenza dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale».

Ritiene l’Inps che le Commissioni mediche dell’Istituto, in sede di espletamento di tali revisioni, non sono vincolate al disposto dell’art. 2, comma 3, del D.M. n. 293 del 20 settembre 1989 che, limitatamente alle verifiche straordinarie, non permette di riconoscere una percentuale d’invalidità superiore a quella in precedenza determinata. Saranno pertanto chiamate ad esprimersi non soltanto sulla permanenza o meno del grado d’invalidità precedentemente accertato, ma anche sul suo eventuale sopravvenuto aggravamento (circ. Inps n. 10/2015).

Completezza della domanda e irricevibilità

La procedura consente l’invio della domanda solo se completa in tutte le sue parti.

Inoltre, per ogni domanda il sistema esegue tutti i controlli necessari, verificando anche l’assenza di condizioni di irricevibilità.

In proposito, è opportuno ricordare che la L. 18 giugno 2009, n. 69 (art. 56 comma 2) ha esteso alle prestazioni assistenziali per invalidità civile il limite previsto dall’art. 11 della L. n. 222/84 per la presentazione delle domande di invalidità e inabilità erogate dall’Inps su base contributiva (prestazioni previdenziali). Per effetto dell’estensione non è possibile inoltrare ulteriore domanda per la stessa prestazione, finché non sia esaurito l’iter amministrativo di quella in corso, o, se è stata adita l’autorità giudiziaria, fino al passaggio in giudicato della sentenza che conclude il giudizio. Pertanto gli interessati devono dichiarare espressamente di non avere altre domande in corso. Tale dichiarazione è contenuta nel modulo di domanda.

L’Inps dichiara irricevibile la domanda «nel caso in cui esistano precedenti domande non ancora definite ovvero ricorsi amministrativi o giudiziari pendenti» (circ. Inps n. 131/2009).

Ricevuta della domanda

Ad invio correttamente avvenuto il sistema rilascia ricevuta dell’accettazione della domanda contenente tra l’altro il numero di protocollo della domanda e la data di presentazione.

A sua volta l’Inps provvede a trasmettere alle Asl le domande ricevute, attraverso vari sistemi concordati con le ASL stesse con appositi protocolli operativi.

La convocazione a visita medica

Il calendario delle visite

Per ogni Commissione medica integrata (Cmi) è previsto un calendario di visite con l’indicazione del luogo di effettuazione delle stesse e della tipologia della commissione medica.

Relativamente alle visite ordinarie, l’Asl, d’intesa con l’Inps, comunica periodicamente il calendario delle disponibilità della Commissione per i 90 giorni successivi, al fine di consentire la creazione dell’agenda delle visite.

Quando possibile, per il buon funzionamento delle intese tra sede Inps e Asl, fin dal momento dell’inoltro della domanda, nella ricevuta, oltre agli altri dati, potrà essere indicata la data di convocazione a visita.

La visita avrà luogo presso la Asl corrispondente al Capdi residenza o del diverso domicilio eventualmente indicato dal richiedente.

Mancata presentazione alla visita

Il soggetto invalido può, in caso di impedimento, modificare la data di visita proposta dal sistema, ma solo una volta ed entro limiti di tempo predefiniti (msg. Inps 27 maggio 2010, n. 14391).

Se assente alla visita, verrà comunque nuovamente convocato. La mancata presentazione anche alla successiva visita sarà considerata a tutti gli effetti come una rinuncia alla domanda, con perdita di efficacia della stessa.

Visita domiciliare

Se il soggetto convocato non può, per ragioni di salute, presentarsi alla visita ambulatoriale, può motivare, con idonea documentazione medica, la propria impossibilità a presentarsi a visita, indicando la data in cui può essere effettuata la visita domiciliare.

Se lo stesso interessato non è in grado di provvedervi personalmente, anche un familiare convivente può rappresentare l’impossibilità motivata del congiunto a sottoporsi a visita ambulatoriale.

Termini per la fissazione della data della visita medica

In base alle previsioni della determinazione presidenziale Inps 20 ottobre 2009, n. 189, la visita dovrebbe avvenire entro 30 giorni dalla presentazione della domanda ovvero entro 15 giorni per gli affetti da patologie oncologiche (L. n. 80/2006) e per i portatori delle patologie ricomprese nel D.M. 2 agosto 2007.


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