Diritto e Fisco | Articoli

Rubare soldi ai genitori è reato?

13 Marzo 2019


Rubare soldi ai genitori è reato?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Marzo 2019



Causa di non punibilità: il figlio che prende banconote dal portafogli del padre o della madre non può essere denunciato.

Convivi ancora con i tuoi genitori e, sebbene hai un tuo piccolo stipendio – frutto di alcuni lavoretti occasionali – sei di fatto mantenuto da loro che provvedono a pagare le utenze di casa, a fare la spesa, ad aiutarti quando hai bisogno di soldi. Un giorno, però, hai trovato il portafogli di tuo padre sul tavolo dell’ingresso e, senza dirgli nulla, hai preso alcune banconote di taglio grosso. Lo hai fatto per pagare un vecchio debito a cui non riuscivi a far fronte da diverso tempo. Al suo rientro non gli hai detto nulla, un po’ per vergogna, un po’ perché temevi che potesse alterarsi e chiederti la restituzione della somma. Ora però sei attanagliato dai dubbi: qualora tuo padre dovesse accorgersi di essere stato “derubato”, potrebbe fare qualcosa contro di te? Potrebbe, ad esempio, tagliarti i viveri e magari buttarti fuori di casa? Rubare soldi ai genitori è reato? Cosa prevede la legge? 

Di tanto parleremo nel seguente articolo.

Prendere soldi dal portafogli di un familiare è reato?

La soluzione al tuo dubbio è contenuta in un semplice – e spesso sconosciuto – articolo del Codice penale. In questa norma vengono disciplinati i rapporti tra familiari (conviventi e non) nel momento in cui uno di questi attenta al patrimonio dell’altro commettendo un reato come il furto, il danneggiamento, la frode.

Vediamo dunque cosa può fare un padre, una madre, il coniuge, un figlio e anche un fratello convivente nel momento in cui si accorge di essere stato derubato proprio dal proprio consanguineo.

La legge stabilisce che non è punibile chi ha commesso un reato contro il patrimonio nei confronti di: 

  • coniuge, ossia il marito o la moglie (purché non sia già intervenuta la separazione); 
  • ascendenti o discendenti, ossia un genitore, un nonno, un figlio, un nipote;
  • affini linea retta, ossia il suocero o la suocera, il genero, la nuora; 
  • un fratello o una sorella ma solo se conviventi.

Il reato è invece punibile, dietro querela, se commessi a danno del coniuge legalmente separato, oppure del fratello o della sorella che non convivano con l’autore del fatto, ovvero dello zio o del nipote o dell’affine in secondo grado con lui conviventi.

Questo significa che se un figlio ruba i soldi ai genitori non commette reato e non può essere querelato. Né il genitore può, di conseguenza, adottare comportamenti di ritorsioni, come ad esempio interrompere l’obbligo di mantenimento o buttare fuori di casa il giovane (anche se non così giovane). E la ragione è semplice: per disposizione del Codice civile il padre e la madre sono tenuti a garantire il mantenimento del figlio finché questi non è in grado di badare a sé stesso, non è cioè indipendente dal punto di vista economico.

Prendere la carta di credito o il bancomat di un genitore è reato?

Le implicazioni di questa regola sono infinite: ad esempio non è punibile il figlio che prende un oggetto da casa e lo rivende per tenersi il prezzo così ricavato. Tuttavia, secondo la Cassazione [2] è invece punibile il figlio che prende la carta di credito o la tessera del bancomat del genitore per prelevare denaro dal suo conto corrente; in tal caso infatti il reato trascende la dimensione “familiare” della lesione e coinvolge valori riconducibili all’ambito dell’ordine pubblico, economico e della fede pubblica.

Per non essere punito il figlio deve essere per forza convivente con il genitore? 

Questo discorso vale anche nel caso in cui il figlio non sia più convivente con i genitori. La norma infatti stabilisce la non punibilità per il solo fatto che sussista un legame di sangue tra vittima e colpevole, a prescindere dal fatto che questi coabitino. Solo se il reato è commesso nei confronti di un fratello o di una sorella è richiesta la convivenza come causa di esclusione della punibilità. 

Si punisce il figlio che usa violenza sul genitore per prendergli i soldi

La causa di non punibilità appena descritta non opera nel caso in cui il figlio strappi dalle mani del genitore il portafogli o qualsiasi altro oggetto di cui vuole appropriarsi. Questo perché la norma in questione non si applica alla rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di estorsione e ad ogni altro delitto contro il patrimonio commesso con violenza sulle persone.  

Figli adottivi come figli naturali

La legge non fa alcuna distinzione tra figli: quindi la stessa regola vale sia per i nati da coppia sposata che per quelli nati da una coppia di fatto, sia per i figli adottivi che per quelli naturali. E identiche conclusioni valgono anche per il figlio di uno dei due genitori nato da precedente rapporto, in quanto questi rientra nella categoria dell’affine in linea retta dell’altro coniuge. 

Il genitore che ruba al figlio può essere punito?

Ma come non sono punibili i figli che rubano ai genitori, non lo sono neanche i genitori che si comportino nello stesso modo nei confronti dei figli. Quindi un figlio non può querelare il padre o la madre che fruga nel suo portafogli o si appropria di un oggetto presente in casa sua. 

note

[1] Art. 649 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 15834/2011. 

Autore immagine figlio ruba portafogli di KaroKatitca


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

9 Commenti

  1. C’è stato un periodo in cui nel portafoglio mi mancavano diverse banconote. Chiedevo a mia moglie se li avesse presi per fare la spesa o altri acquisti e lei rispondeva di no. Poi, un giorno sentivo puzza di fumo nel bagno di casa. Né io e né mia moglie abbiamo mai toccato una sigaretta… Ecco, abbiamo scoperto che di quei piccoli ammanchi nel portafoglio era responsabile nostro figlio… Una bella punizione e si è tolto il vizio di prendere banconote. Purtroppo, ancora stiamo “combattendo” con il suo vizio da sigarette. Non capisce che può provocare danni alla salute e soprattutto ai polmoni…

  2. E’ successo anche a me di non trovare un paio di volte soldi nel portafoglio. Sono andato a rovistare Tra le cose di mio ed ho scoperto scontrini di gioielleria. Aveva una fidanzatina e si imbarazzava nel chiedermi soldi per farle i regali.

  3. Mia figlia non rubava i soldi nel portafoglio, ma quando acquistava qualcosa mi diceva che costava di più e li teneva. Io non ci davo peso, anzi le spiegavo l’importanza di risparmiare e mettere da parte il resto per altre piccole spese. Ahimé, ho scoperto che fumava e lei non dovrebbe: soffre d’asma.

  4. Mio figlio ha il vizio delle macchinette… Quanti soldi si è bruciato, miei e suoi per questo dannato vizio… Aveva iniziato a fare qualche lavoretto non appena diplomato. Gli avevo detto di metterli da parte per prendersi la patente e lui si è giocato i suoi risparmi.

  5. Un giorno ho visto che mancavano 50 euro dal portafoglio… Avevo prelevato i soldi dal bancomat la mattina ed ho pensato di averne prelevati di meno. Vado a leggere lo scontrino ed effettivamente quei 50 euro in più li avevo prelevati… Allora che fine avevano fatto? Ho scoperto che li aveva presi mia figlia, appena patentata, per pagare una multa per aver lasciato l’auto sulle strisce blu. L’ho rimproverata, ma poi ci siamo fatti una risata.

  6. Mia madre non si rende conto dell’età che ha. Viene in camera mia, rovista nel mio armadio e indossa i miei vestiti senza chiedermi il permesso. E’ una cosa che mi fa infuriare! E sapete quante volte mi ha detto: no non l’ho preso io!? E poi lo trovo nei panni sporchi. Ma perché? Dovrebbe fare la mamma non l’oca!!!

  7. Io lavoro, sono un figlio indipendente e abito con i miei. Mio padre è disoccupato da un po’… Un giorno l’ho beccato a frugare fra le mie cose. Aveva bisogno di soldi. Dopo quella volta, gli ho dato un po’ di soldi per aiutarlo.. Qualche volta mi ha chiesto dei prestiti. E’ mio padre, come potrei negarglieli?! Purtroppo è un po’ depresso e capisco il suo disagio nel non riuscire a mandare avanti la famiglia…

  8. I primi tempi sposata,alcune volte trovavo degli ammanchi nel portafoglio,lui era perplesso,dopo scoprii che alcune volte comprava qualcosa ai suoi genitori. In seguito,l’intera sua famiglia daccordo con i miei “GENITORI ADOTTIVI E’ I LORO PARENTI SERPENTI”,misero zizzania anzicche’ pace e’ continuano,sotto svariate forme ad arrafare il denaro che mi spetta da svariate strutture.

  9. Visto che non sono state mai create “strutture” idonee ad educare,(ed in seguito a punire),svariate anomalie volontariameno ho involontariamente commesse,casi relativi all’articolo in questione accadono spesso. Difatti,circa “quattro” anni fa’,una cricca di malaffare,avendo tramato a priori,si apprio’ degli arretrati della pensione di una ultrasettantenne;in seguito a tale derubata le chiesero il “rimborso” del valore di circa “ventotto mila euro”,nonostante si tratta di denaro mai ottenuto in piu’,inoltre oltre la meta’ come predetto rubato dalla cricca di malaffare. Inoltre e’ non da meno,tramitie imbrogli,cavilli,crudelta’,ingiustizia,ecc.,ecc.,alla derubata da oltre “TRE ANNI” non le erogano la pensione, costringelola ad elemosinare per non morire di freddo e’ di fame;il tutto,nonostante sia una persona che ha sempre fatto e’ fa del bene,inoltre e’ non da meno,e’ alle soglie dei “SETTANTACINQUE ANNI”.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA