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Malattia di Lyme: invalidità

14 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Marzo 2019



Cause, sintomi e conseguenze della patologia provocata dalla puntura di una zecca infetta. C’è diritto a qualche agevolazione?

Hai mai sentito parlare della malattia di Lyme? Forse non è tra le più conosciute, ma è sicuramente tra le più diffuse. A tal punto che, secondo il New York Times, è la malattia che si diffonde più rapidamente negli Stati Uniti dopo l’Aids. E tutto per colpa del morso di una zecca, a sua volta infetta da un batterio che si chiama Borrelia burgdorferi. Ecco perché la malattia di Lyme è nota anche come borreliosi. Che effetti produce quel morso? Non certo quelli di una semplice puntura di zanzara d’estate. Qui si va da un eritema cutaneo fino alla meningite, passando dalla rigidità del collo alla febbre o alla paralisi facciale. Situazioni molto serie, dunque. Viene da chiedersi se per la malattia di Lyme è prevista una percentuale di invalidità.

Le tabelle ministeriali non lo prevedono. Ma bisogna ricordare che spesso l’invalidità civile si ottiene per le conseguenze di una malattia e non tanto per ciò che l’ha scatenata. Ad esempio, se la malattia di Lyme provoca dei danni fisici o psichici che danno diritto all’invalidità, conviene munirsi della documentazione necessaria a dimostrare cause e conseguenze della patologia e presentarla alla commissione dell’Asl che si occuperà del caso.

Da non trascurare nemmeno la possibilità di avere per tuo figlio l’istruzione scolastica a domicilio quando la malattia di Lyme non gli consenta di frequentare normalmente le lezioni per un determinato periodo di tempo. Vedremo quando e a quali condizioni è possibile usufruire di questo servizio.

Malattia di Lyme: che cos’è?

La borreliosi o malattia di Lyme è una patologia i tipo batterico diffusa in tutto il mondo. In Italia colpisce particolarmente il Carso, il Trentino e la Liguria, anche se qualche caso sporadico è stato segnalato in altre regioni. Il suo nome si deve alla città americana di Lyme, nel Connecticut, dove dal 1975 si verificò un’epidemia che ebbe come conseguenza un insolito aumento dei casi di artrite, specialmente nei bambini.

Alla base della malattia, il morso di una zecca infetta dal un batterio. Una zecca che è più facile incontrare nei boschi, soprattutto in quelli popolati di cervi. L’infezione viene trasmessa all’uomo nel momento in cui la zecca aderisce alla pelle per più di 24 ore. Tempo sufficiente per mordere più volte senza che la sua «vittima» se ne accorga e per trasmettere la malattia nel sangue attraverso il rigurgito, la saliva o le feci.

Malattia di Lyme: che cosa provoca?

Come succede con altre patologie, anche la malattia di Lyme ha diversi stadi, ciascuno con i suoi sintomi ed i suoi problemi.

Un primo stadio è quello in cui si manifesta normalmente con un eritema cronico migrante. Che cosa significa? Che una piccola macchia rossa nella pelle si allarga nell’arco di qualche giorno (se non di qualche settimana) fino a diventare una grande macchia ovale o triangolare, di diametro superiore anche ai 5 centimetri. In questa fase, si possono avvertire febbre, stanchezza, dolori muscolari, mal di testa o rigidità del collo.

Un secondo stadio più severo può comportare dei dolori cardiaci, alle articolazioni o dolori neurologici insieme a giramenti di testa, occhi infiammati e problemi di respirazione.

Infine, nei casi più gravi e, quando la malattia di Lyme è stata trascurata, il soggetto può avere dei danni a lungo termine con lesioni al sistema nervoso o alla pelle. Si citano, ad esempio, la perdita della memoria, l’irritabilità o la difficoltà di concentramento.

Altri sintomi di un’infezione primaria sono:

  • la paralisi facciale;
  • episodi di gonfiore articolare;
  • meningite;
  • acufeni (meno frequenti).

In un’infezione secondaria, invece, può presentarsi l’artrite di Lyme, cioè una forma di artrite cronica o intermittente, e, con minore frequenza:

  • neuroborreliosi (infezione al sistema nervoso provocata dal batterio in questione);
  • cefalea;
  • confusione mentale;
  • depressione;
  • mielite infettiva.

Malattia di Lyme: c’è l’indavilità?

Purtroppo per chi ne è affetto, la malattia di Lyme non è inserita nelle tabelle ministeriali che definiscono le percentuali di invalidità civile. Tuttavia, come abbiamo detto all’inizio, è possibile che questa malattia abbia provocato un disturbo o un’altra patologia derivata dalla prima che diano il diritto di usufruire delle agevolazioni previste per gli invalidi. Che cosa si può fare?

Conviene, innanzitutto, tenere tutta la documentazione che fa riferimento alla malattia: esami, visite, referti, terapie, ecc. Quindi, nel momento in cui ci viene diagnosticata una patologia cronica che potrebbe dare diritto all’invalidità, presentare la domanda all’Inps allegando il certificato del medico curante e portare quella documentazione alla commissione che si occuperà del tuo caso, farà l’opportuna visita e valuterà ciò a cui hai diritto.

Nel caso in cui ti venga riconosciuta l’invalidità, ricorda che potrai beneficiare di alcune agevolazioni a seconda della percentuale, cioè:

  • fino al 33% non hai diritto a nulla;
  • dal 34% si ha diritto ad ausili e protesi;
  • dal 46% l’iscrizione al collocamento obbligatorio;
  • dal 51% congedo per cure fino a 30 giorni all’anno;
  • dal 67% esenzione dal pagamento del ticket sanitario;
  • dal 74% assegno mensile di invalidità per chi non supera un reddito di 4.906,72 euro;
  • con il 100% di invalidità, si ha diritto ad una pensione mensile purché non venga superato il reddito annuo di 16.814,34 euro. Se c’è impossibilità di deambulare o di compiere gli atti ordinari della vita, è prevista anche l’indennità di accompagnamento.

Malattia di Lyme: che fare se il bambino non può andare a scuola?

I ragazzi che sono in età di frequentare la scuola dell’obbligo e che, a causa della malattia di Lyme, non riescono a seguire il regolare percorso degli studi (visite, periodi di ricovero, ecc.) hanno la possibilità di chiedere e di ottenere l’istruzione in ospedale o l’istruzione domiciliare.

A differenza delle tabelle di invalidità, questa volta la malattia di Lyme sì rientra nell’elenco delle patologie che danno diritto all’istruzione domiciliare. A quali condizioni?

Innanzitutto, il ragazzo o bambino deve frequentare una scuola di ogni ordine e grado che non sia la scuola dell’infanzia, quindi da quelle che conoscevamo come «elementari» in su.

Gli altri requisiti per poter avere l’istruzione domiciliari sono:

  • essere reduce da un ricovero;
  • essere sottoposto a terapie che non consentono la frequentazione della suola per almeno 30 giorni.

Il ragazzo, inoltre, deve essere affetto da una di queste malattie, opportunamente certificate dalla struttura in cui è stato ricoverato:

  • patologia cronica invalidante che provocano un periodico allontanamento dalla scuola;
  • patologie onco-ematologiche;
  • patologie o traumi acuti temporaneamente invalidanti;
  • patologie che necessitano di terapie immunosoppressive prolungate dopo il ricovero e che impediscono una vita sociale normale per il rischio di infezioni.

Per accedere all’istruzione domiciliare, la struttura sanitaria pubblica o convenzionata in cui è stato ricoverato il paziente oppure il medico di base devono compilare il modello S per certificare il motivo della richiesta ed il periodo in cui l’alunno non può frequentare la scuola. Periodo che, come detto, non può essere inferiore a 30 giorni.

Nel frattempo, la famiglia deve compilare il modello G grazie al quale si rende disponibile a ricevere l’istruzione domiciliare per il ragazzo.

I due modelli vanno inviati alla scuola dell’alunno, la quale realizza un progetto formativo e svolge l’attività con questa frequenza:

  • 4 o 5 ore settimanali per gli alunni della scuola primaria;
  • 6 o 7 ore settimanali per gli alunni della scuola secondaria di 1° e 2°grado.

Queste attività di istruzione domiciliare, così come quelle svolte eventualmente a distanza, sono valide ai fini del riconoscimento dell’anno scolastico [1].

note

[1] DPR n. 122/2009.

Immagine: Eritema da malattia di Lyme, autore LightField Studios


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4 Commenti

  1. Salve. Non sapevo dell’esistenza della malattia di Lyme. Utile le indicazioni sull’invalidità.

  2. Potete darmi maggiori informazioni sugli acufeni? Ringrazio tutti voi della legge per tutti per il servizio a favore del cittadino che offrite ogni giorno

    1. Buongiorno Rosario. Gli acufeni sono un fastidioso disturbo che si accompagna a quadri clinici differenti ma esistono numerosi rimedi per risolvere il problema. Per saperne di più leggi i nostri articoli:
      -Acufeni: quali rimedi https://www.laleggepertutti.it/251418_acufeni-quali-rimedi
      -I diritti di chi soffre di acufeni. Sentire fischi, ronzii o suoni nell’orecchio è una patologia che da diritto a invalidità civile ed Inail, e in certi casi è coperto il costo delle terapie. https://www.laleggepertutti.it/171028_i-diritti-di-chi-soffre-di-acufeni

  3. Sono terribilmente spaventata dalle zecche…. infatti quando mi propongono scampagnate in montagna o in campagna indosso calze, jeans, praticamente una tuta impermeabile, e sto con gli occhi spalancati per timore della puntura di zecche.

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