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Cambio residenza: ultime sentenze

15 Aprile 2022
Cambio residenza: ultime sentenze

Mancata comunicazione del cambio di residenza; trasferimento del dipendente pubblico; revoca del permesso di soggiorno; falsità ideologica del privato in atto pubblico.

E’ invalida la notifica effettuata al precedente indirizzo qualora il soggetto abbia comunicato il cambio di residenza presso il Comune.

Maltrattamenti e cambio di residenza

Il convivente alcolista che ha commesso il reato di maltrattamenti in famiglia contro la propria compagna può essere sottoposto a misure che ne limitano la libertà personale, al fine di scongiurare il rischio di reiterazione della condotta criminosa. Tuttavia, la gradazione della limitazione della libertà personale deve essere approfonditamente valutata al momento dell’adozione della misura. A ricordarlo è la Cassazione bocciando la decisione del Tribunale del riesame che, nel confermare la misura cautelare degli arresti domiciliari, non aveva preso in considerazione alcune circostanze di fatto che potevano far propendere per l’applicazione di una misura di sicurezza come l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla parte offesa e ai luoghi da essa frequentati oppure il divieto di dimora nel medesimo Comune della vittima. Nel caso di specie, infatti, vi era stata la fine della convivenza, il cambio di residenza e la presa di contatto con il Sert del luogo della nuova dimora, tutti elementi che non sono stati in alcun modo valorizzati dai giudici.

Cassazione penale sez. VI, 18/01/2022, n.4213

Congedo straordinario e requisito della convivenza

In tema di congedo straordinario, il dato della convivenza, in senso giuridico, sussiste in presenza di un legame stabile che può prescindere dal dato della coabitazione.

Nel caso di specie, il giudice osserva che la sussistenza degli elementi di fatto (da cui era deducibile che negli ultimi anni vi era stata un’assistenza in via continuativa) risultano idonei, senza la necessità di procedere ad un cambio di residenza, a dimostrare l’esistenza di una relazione di continua assistenza e sostegno familiare a soggetto portatore di handicap qualificabile come convivenza, viste le finalità di tutela strettamente connesse agli artt. 2; 29; 30 e 32 della Costituzione.

Tribunale Napoli Nord sez. lav., 26/11/2021, n.5192

Agevolazioni prima casa: mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi

In tema di imposta di registro, la fruizione delle agevolazioni cd. “prima casa” postula, nel caso di acquisto di immobile ubicato in un comune diverso da quello di residenza dell’acquirente, il trasferimento della residenza entro il termine di diciotto mesi dall’atto di compravendita, salva la ricorrenza di una situazione di forza maggiore sopravvenuta rispetto alla stipula, ravvisabile a fronte di impedimento oggettivo caratterizzato dalla non imputabilità, anche a titolo di colpa, inevitabilità ed imprevedibilità dell’evento.

(Nella specie, la S.C. ha escluso la ricorrenza dell’esimente nel fatto costituito dal rigetto, da parte degli uffici comunali, del cambio di residenza a seguito della constatata inabitabilità dell’immobile acquistato per suo mancato completamento).

Cassazione civile sez. VI, 08/11/2019, n.28838

Variazione del domicilio fiscale senza cambio di residenza

Ai sensi degli artt. 58 e 59 D.P.R. n. 600 del 1973 il domicilio fiscale coincide con la residenza anagrafica, mentre le richieste di variazione di tale domicilio per motivi diversi dal cambio di residenza devono essere accolte con provvedimento motivato dell’Amministrazione finanziaria, con effetto dal periodo di imposta successivo.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XXIV, 31/01/2019, n.486

Trasferimento della residenza del dipendente pubblico

Per il dipendente pubblico, l’indennità di prima sistemazione costituisce un contributo forfettario per le maggiori spese affrontate, dal lavoratore e dalla sua famiglia, per il cambio di residenza o di domicilio, conseguentemente, ai fini del suo riconoscimento, non è sufficiente il solo provvedimento amministrativo che dispone il cambio della sede di servizio, essendo necessario anche un effettivo trasferimento della residenza o del domicilio del dipendente, in mancanza del quale la concessione del beneficio diventerebbe un illecito arricchimento.

Tar Torino, (Piemonte) sez. I, 03/12/2018, n.1316

Indennità per scioglimento del contratto di lavoro

L’art. 3 comma I Direttiva 2008/94/CE (tutela dei lavoratori subordinati in caso d’insolvenza del datore di lavoro) deve essere interpretato nel senso che, qualora, secondo la normativa nazionale applicabile, certe indennità legali dovute per scioglimento del contratto di lavoro per volontà del lavoratore, al pari delle indennità dovute per licenziamento per ragioni oggettive, come quelle cui fa riferimento il giudice del rinvio, rientrino nella nozione di «indennità a seguito dello scioglimento del rapporto di lavoro» ai sensi di tale disposizione, devono rientrare in questa stessa nozione anche le indennità legali dovute per scioglimento del contratto di lavoro per volontà del lavoratore a causa del trasferimento del luogo di lavoro da parte del datore di lavoro, trasferimento che obblighi il lavoratore a cambiare luogo di residenza.

Corte giustizia UE sez. VII, 28/06/2018, n.57

Invalidità della notificazione al contravventore

La notificazione al contravventore effettuata al precedente indirizzo risultante dagli archivi non aggiornati, qualora questo ultimo abbia assolto alla comunicazione del cambio di residenza presso il Comune, è invalida.

Tribunale Roma sez. XII, 01/09/2017, n.16635

Notifica dell’avviso di accertamento al portiere dello stabile e cambio di residenza

E’ legittima e corretta la notifica dell’avviso di accertamento a mani del portiere dello stabile. Fanno prova, fino a querela di falso, le attestazioni contenute nella cartolina di ritorno, dalle quali emerga che è stata spedita comunicazione di avvenuta notifica. Non sembra, invece, verosimile che il portiere riceva raccomandate di un soggetto che abbia mutato residenza, senza un’autorizzazione. Il contribuente deve provare l’avvenuta comunicazione del cambio di residenza agli uffici.

Comm. trib. prov.le Milano sez. XIII, 30/05/2017, n.3826

Notifica eseguita presso la residenza risultante dal Pra: quando è valida?

Posto che l’art. 201 ultima parte c.d.s. stabilisce la validità della notifica eseguita presso la residenza risultante dal PRA, irrilevante appare la circostanza che l’appellato abbia effettuato il cambio di residenza, tra l’altro in epoca immediatamente successiva alla violazione, – avendo il Comune regolarmente effettuato la notifica del verbale all’indirizzo risultante da un pubblico registro alla data dell’infrazione.

Tribunale Bari sez. III, 07/06/2016, n.3096

Comunicazione del cambio di residenza

È corretta la notifica (degli avvisi di irrogazione delle sanzioni) ex art. 140 c.p.c. presso l’ultimo domicilio fiscale risultante all’ufficio e regolarmente comunicato dal contribuente, qualora risulti che quest’ultimo non abbia comunicato il cambio di residenza e l’ufficio abbia diligentemente effettuato le ricerche prodromiche ex art. 60 d.P.R. n. 633/1972.

Comm. trib. reg. Ancona, (Marche) sez. III, 25/08/2015, n.270

Dichiarazione del falso in atto pubblico

In tema di falsità ideologica del privato in atto pubblico, il dolo generico postula la sola coscienza e volontà da parte dell’agente di dichiarare il falso. (Nel caso di specie, l’imputato aveva dichiarato in un’autocertificazione che era residente in un luogo ove non vi era più da cinque anni avendo cambiato residenza per ben tre volte).

Tribunale La Spezia, 19/01/2015, n.35

Cambio di residenza e inadempimento del Comune

Premesso che dall’esame dell’art. 6, commi 7 e 8, del D.Lg. n. 286/1998 non emerge che la mancata comunicazione del cambiamento di residenza possa comportare sic et simpliciter il diniego del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno, appare evidente che un cittadino extracomunitario regolarmente soggiornante, in quanto munito di permesso di soggiorno, sia semplicemente onerato ad effettuare le iscrizioni e le variazioni anagrafiche alla stessa stregua dei cittadini italiani. Assolto a tale onere, è l’ufficio che ha curato la modifica anagrafica a dover comunicare la stessa alla questura territorialmente competente, sicché non può colpevolizzarsi il ricorrente per un eventuale inadempimento da parte del Comune che ne ha curato il cambio di residenza.

Tar Palermo, (Sicilia) sez. II, 11/11/2014, n.2784

Revoca di agevolazioni edilizie: quando si producono gli effetti?

Gli effetti della revoca di agevolazioni edilizie non possono che decorrere dalla data dell’accertata violazione (nella fattispecie, gli effetti erano stati, invece, fatti decorrere dalla data del precedente cambio di residenza e non da quella del sopraluogo che ha consentito di accertare le intervenute modifiche).

Tar Bolzano, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 10/07/2012, n.241

Cambio di residenza del trasgressore

Va distinta la fase della identificazione da quella della ricerca della residenza anagrafica del trasgressore; i termini di cui all’art. 201, c. strad. vanno fatti decorrere dalla prima; non a caso infatti il legislatore ha voluto concedere il lungo termine di gg. 150 alla p.a. per la ricerca anagrafica del trasgressore e notificazione dopo la sua identificazione.

Il disguido della prima notifica infruttuosa, pertanto, per cambio di residenza del trasgressore o del proprietario del veicolo, non può ricadere sul cittadino avendo la p.a. gli strumenti di accertamento sufficienti ed immediati per determinare l’esatto luogo per procedere alla notificazione degli atti nelle forme e modalità di legge. La prova della notifica in base alla data di identificazione del proprietario deve essere indicata e dimostrata dal Comune.

Giudice di pace Bari, 10/10/2011, n.5597

Mancata comunicazione del cambio di residenza all’anagrafe tributaria

Nel caso il contribuente non abbia comunicato all’anagrafe tributaria il cambio di residenza e l’invito preventivo sia stato di conseguenza notificato in luogo diverso dalla residenza anagrafica, la compensazione integrale delle spese è giustificata, perché l’Ufficio non era a conoscenza, prima dell’emissione dell’avviso impugnato, di quanto evidenziato e documentato dal contribuente solo in sede contenziosa.

Comm. trib. prov.le Macerata sez. II, 25/08/2011, n.269

Revoca del permesso di soggiorno per falsa dichiarazione del cambio di residenza

Il rilascio del permesso di soggiorno agli extracomunitari irregolarmente presenti in Italia, è subordinato alla rigorosa verifica della documentazione prodotta dallo straniero a corredo dell’istanza; è legittima; pertanto, la revoca del permesso di soggiorno per non veritiera dichiarazione del cambio di residenza.

Tar Campobasso, (Molise) sez. I, 09/05/2011, n.275


note

Autore immagine: cambio residenza di Africa Studio


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