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Lettera di licenziamento: ultime sentenze

4 Aprile 2019
Lettera di licenziamento: ultime sentenze

Lettera di licenziamento e presunzione di conoscenza; comunicazione del licenziamento tramite e-mail e con lettera raccomandata. La consegna della lettera di licenziamento fuori dell’orario e dei luoghi di lavoro non è idonea a produrre i suoi effetti.

Lettera di licenziamento: riferimento a fatti minori

Il mero e generico riferimento, nella lettera di licenziamento, ad altri minori fatti, pur disciplinarmente rilevanti, in presenza della chiara intenzione di recedere a causa di un grave episodio correttamente individuato nella lettera di contestazione disciplinare, non può viziare il recesso, trattandosi di argomenti evidentemente di contorno, sicché una volta accertata l’esistenza del fatto principale chiaramente contestato e posto alla base del licenziamento, la discrasia o l’aggiunta di altri comportamenti disciplinarmente rilevanti, tra la contestazione e le ragioni poste alla base del recesso, non possono viziare quest’ultimo, rilevando che dipendente sia stato licenziato in base al fatto contestato e chiaramente individuato, ripetuto nella lettera di licenziamento e giudizialmente accertato.

Cassazione civile sez. lav., 11/12/2018, n.31993

Lettera di licenziamento e indicazione delle norme violate

Il principio dell’immutabilità della contestazione dell’addebito disciplinare mosso al lavoratore ai sensi dell’art. 7 L. 300/70 non riguarda la qualificazione giuridica dei fatti stessi, in relazione all’indicazione delle norme violate, avvenuta con la lettera di licenziamento. Il provvedimento di recesso  per motivi disciplinari non va fondato su fatti ulteriori rispetto a quelli oggetto di contestazione.

Tribunale Ivrea, 26/11/2018, n.365

Lettera di licenziamento e procedimento disciplinare a carico del lavoratore

Nel procedimento disciplinare a carico del lavoratore, l’essenziale elemento di garanzia in suo favore è dato dalla contestazione dell’addebito, mentre la successiva comunicazione del recesso ben può limitarsi a richiamare quanto in precedenza contestato, non essendo tenuto il datore di lavoro a descrivere nuovamente i fatti in contestazione per rendere puntualmente esplicitate le motivazioni del recesso e per manifestare come gli stessi non possano ritenersi abbandonati o superati.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che, pur dando atto che nella lettera di contestazione era ritualmente descritta la regolare deambulazione e l’uso dei mezzi senza difficoltà quale elemento fattuale qualificante la condotta di abusiva fruizione dei permessi, non l’ha poi sottoposta a riscontro fattuale e non l’ha considerata al fine della valutazione complessiva, malgrado nella lettera di licenziamento fosse contenuta la formula “richiamando quanto già dettagliatamente a lei contestato”).

Cassazione civile sez. VI, 07/11/2018, n.28471

Licenziamento intimato con lettera raccomandata

Un atto unilaterale recettizio, qual è il licenziamento, si presume conosciuto – ai sensi dell’art. 1335 c.c. – nel momento in cui è recapitato all’indirizzo del destinatario e non nel diverso momento in cui questi ne prenda effettiva conoscenza; ne consegue che, ove il licenziamento sia intimato con lettera raccomandata a mezzo del servizio postale, non consegnata al lavoratore per l’assenza sua e delle persone abilitate a riceverla, la stessa si presume conosciuta alla data in cui, al suddetto indirizzo, è rilasciato l’avviso di giacenza del plico presso l’ufficio postale, restando irrilevante il periodo legale del compimento della giacenza e quello intercorso tra l’avviso di giacenza e l’eventuale ritiro da parte del destinatario.

Cassazione civile sez. lav., 28/09/2018, n.23589

Lettera di licenziamento e avviso di ricevimento

La presunzione di conoscenza di un atto – nella specie la lettera di licenziamento – del quale sia contestato il suo pervenimento a destinazione, non è integrata dalla sola prova della spedizione della raccomandata, essendo necessaria, attraverso l’avviso di ricevimento o l’attestazione di compiuta giacenza, la dimostrazione del perfezionamento del procedimento notificatorio.

(In applicazione del principio, è stata esclusa l’operatività della presunzione legale di conoscenza ex art. 1335 c.c. in assenza delle attestazioni circa le attività svolte dall’agente postale incaricato della consegna, con conseguente declaratoria di inefficacia del recesso datoriale).

Cassazione civile sez. VI, 19/07/2018, n.19232

Licenziamento con lettera anonima senza contestazione dell’addebito: illegittimo

È illegittimo il licenziamento intimato per mezzo di lettera anonima priva di specifico addebito disciplinare poiché in tal modo non si consente al lavoratore incolpato l’immediata difesa.

Cassazione civile sez. lav., 30/05/2018, n.13667

Mancata ricezione della lettera di licenziamento

Qualora risulti provato che il lavoratore non ha mai ricevuto la lettera di licenziamento e che la conoscenza del recesso sia avvenuta solo a seguito di pec da parte del curatore del fallimento, stante la natura ricettizia della comunicazione di licenziamento, il rapporto di lavoro deve ritenersi formalmente cessato solo da questo secondo evento, dal quale decorre il termine previsto dall’art. 2, commi 12 e 13, della Legge n. 92/2012 per la presentazione della domanda amministrativa tesa al riconoscimento dell’Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI).

Corte appello L’Aquila sez. lav., 21/12/2017

Legittima la comunicazione del licenziamento via mail

Il requisito della forma scritta deve intendersi assolto, in assenza della previsione di modalità specifiche, con qualunque modalità che comporti la trasmissione al destinatario del documento scritto nella sua materialità (nella specie, la lettera di licenziamento era stata inviata come allegato a messaggio di posta elettronica, il cui ricevimento non era stato contestato).

Cassazione civile sez. lav., 12/12/2017, n.29753

Fase conclusiva della procedura di mobilità

E’ fondato il motivo di impugnazione sull’errata considerazione della comunicazione di chiusura della procedura di mobilità come valida e sufficiente, avvenuta invece in violazione dell’art. 4, co. 9, L. n. 223/1991, per la mancata indicazione delle modalità con cui erano stati applicati i criteri di scelta dei lavoratori da licenziare nella comunicazione di chiusura della procedura di mobilità. Ed effettivamente in tale comunicazione non vi è alcuna specificazione delle modalità applicative dei criteri legali di scelta, richiamati, peraltro, in modo soltanto generico nella lettera di licenziamento.

Corte appello Roma sez. lav., 24/07/2017, n.3916

Produzione tardiva in giudizio della lettera di licenziamento: inammissibile

Qualora l’estinzione del rapporto per licenziamento sia circostanza non controversa tra le parti, rimanendo dubbie le modalità dello stesso è il datore di lavoro a dover dimostrare la sussistenza di tutti i requisiti formali e di efficacia del recesso che afferma di aver ritualmente intimato e, non adempiendovi il licenziamento rimane illegittimo (nel caso di specie la Corte di Appello ha evidenziato che la produzione tardiva in giudizio della lettera di licenziamento “rinvenuta casualmente” è stata ritenuta inammissibile con declaratoria dell’oralità del licenziamento ed inefficacia dello stesso).

Corte appello Potenza sez. lav., 16/05/2017, n.53

Consegna della lettera di licenziamento fuori dell’orario e dei luoghi di lavoro

Il licenziamento in esame non si è perfezionato il quanto il dipendente si è legittimamente rifiutato di ricevere e sottoscrivere detta (asserita) lettera di licenziamento in quanto la consegna avveniva fuori del luogo ed orario di lavoro, con la conseguenza che detto licenziamento non appare idoneo a produrre i suoi effetti in quanto, quale atto recettizio, produce i suoi effetti quando giunge a legittima conoscenza del destinatario. Non si può, infatti, ravvisare un obbligo del lavoratore di ricevere comunicazioni fuori dal luogo e dall’orario di lavoro. Inoltre, il licenziamento orale può essere legittimamente rinnovato (con effetto ex nunc dalla nuova manifestazione di volontà datoriale di porre fine al rapporto di lavoro) ma non può essere convalidato (id est: confermato) con effetto ex tunc, a ciò ostandovi il disposto dell’art. 1423 c.c.

Corte appello Bologna sez. lav., 27/02/2017, n.247

Assenza per malattia e svolgimento dell’attività lavorativa

Deve essere confermata la decisione dei giudici del merito, secondo la natura dell’attività svolta dal dipendente, quale “disc -jockey” in diverse manifestazioni, durante l’assenza per malattia, era in contrasto coi doveri posti in primo luogo dall’art. 54 del Ccnl di settore – che vietava al dipendente assente per infortunio o malattia lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa, gratuita od onerosa – e, dall’altro, dagli artt. 2104 – 2105 c.c. – che imponevano il rispetto dei principi di buona fede, diligenza e fedeltà – che, nella fattispecie, si traducevano nel dovere di astenersi da qualsiasi comportamento, anche solo potenzialmente idoneo a pregiudicare la rimessione in salute e la ripresa del lavoro, nonché con gli interessi della società che gli imponevano di astenersi da qualunque condotta foriera di pregiudizio, anche solo potenziale, ad una pronta guarigione, come stabiliva senza deroghe la citata disposizione collettiva e come chiarivano sia la lettera di contestazione che quella di licenziamento.

Cassazione civile sez. lav., 28/09/2016, n.19187


Autore immagine: lettera licenziamento di fizkes


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1 Commento

  1. Sapete cosa ho dovuto affrontare di recente? Una situazione assurda. Mi hanno fatto firmare un contratto a TEMPO INDETERMINATO con la clausola che per due anni dovevo lavorare solo per questa azienda. Io ovviamente, a fronte di un ottimo stipendio con orari di lavoro di mezza giornata, non potevo fare altro che firmare al volo. Mi sono consultata anche con il mio legale e mi ha detto che era tutto ok. Si tratta di un’azienda che ha rilevato la nostra a seguito di una lunga trattativa. Dopo soli 3 mesi di lavoro, un bel giorno mi chiamano in ufficio e mi consegnano una bella letterina di licenziamento. Sono rimasta sbigottita. Sono pazzi! hanno licenziato me ed altre 4 persone. Motivazione? Riduzione del personale! Tutti i miei progetti sono andati in fumo. Sono letteralmente disperata. Ora, abbiamo messo la nostra situazione in mano al mio avvocato. Siamo certi di riuscire a recuperare tutto, ma al di là dei pagamenti, pensavo di essere finalmente riuscita a trovare un posto stabile, perché nel mio settore è davvero difficile. Finché questa situazione non si sarà risolta sto nell’ansia più totale.

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