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Sintomi emicrania

4 Aprile 2019 | Autore: Maria Teresa Biscarini
Sintomi emicrania

Disponibile anche in Italia un anticorpo monoclonale che potrà aiutare a rendere gestibile l’emicrania.

Una pioggia di stelle quale preavviso di un imminente attacco di emicrania. Sì, hai capito bene. A riferire di questa inondazione di scintille addirittura un dottore della chiesa. La stessa Ildegarda di Bingen, naturalista e guaritrice tedesca, passata alla storia anche per l’insolito piglio che la rese una donna di spicco per le battaglie e le ricerche a beneficio dell’essere umano, sembra andasse soggetta a frequenti emicranie con aura. E’ ormai un fatto notorio che nell’aura, vale a dire la fase che a volte precede il mal di testa, possano presentarsi allucinazioni visive, accompagnate da strane immagini come forme geometriche distorte o linee spezzate che, a tratti, potrebbereo anche ricordare le merlature dei castelli medievali. Non a caso, la santa del dodicesimo secolo riferiva di vedere una sorta di “città di Dio”. Ma se da quelle sante visioni si passa al giorno d’oggi, quale vita si profila per le persone sofferenti di emicrania? Visioni a parte, tu lo sai quanti e quali sono i sintomi dell’emicrania? E ancora, l’emicrania è una malattia riconosciuta a livello sociale o è considerata di serie b, data la sua natura invisibile? Quali inoltre gli alleati utili per chi soffre di emicrania ai fini di una vita dignitosa? Se senti di non saperne abbastanza in fatto di ultime scoperte e nuovi approcci ad una malattia invisibile, ma debilitante, continua a seguirci. Potresti scoprire cosa potrebbe rendere più gestibile l’emicrania.

Emicrania complessa con aura: quali sono i sintomi?

Prendendo le mosse dagli scritti di Ildegarda, dottore non solo della chiesa ma anche in medicina, l’aura può rientrare nella fase sintomatica di alcune tipologie di emicrania che, non a caso, viene definita complessa. Chi ne è affetto, oltre a doversela vedere con lancinanti crisi di mal di testa, va incontro ad una spesso nutrita serie di sintomi premonitori a carattere neurologico che anticipano l’attacco emicranico.

Tra questi a titolo meramente esemplificativo ricordiamo:

  • flash a zig zag di tipo luminso;
  • alterazioni della sensibilità (quali ad esempio sensazioni simili a punture di spilli o a formicolii a livello della bocca, delle dita e della lingua);
  • alterazioni del linguaggio: potrebbero rientrare nella casistica, episodi in cui la persona è in difficoltà ad articolare una parola o inspiegabilmente ne pronuncia una diversa da quella pensata;
  • diminuzione progressiva delle forze;
  • intenso fastidio causato dall’esposizione alla luce.

Quali sono i sintomi che in genere si associano all’emicrania?

Emicrania con aura, a parte, passiamo ora in rassegna i vari sintomi che chi soffre di emicrania ben conosce.

Il sintomo più caratteristico, anche se non sempre rintracciabile, è un forte dolore caratterizzato da:

  • intensità variabile da moderata a grave;
  • coinvolgimento limitato a un lato della testa o esteso ad entrambi i lati;
  • effetto pulsante;
  • progressivo peggioramento con l’attività fisica;
  • interferenza significativa con l’espletamento delle normali attività quotidiane.

Accanto al dolore si possono verificare varie sensazioni, tra le quali si annoverano

  • sensazioni a livello fisico:
    • voglia di dolci o altri cibi specifici;
    • aumento della sete;
    • aumento della frequenza nella minzione;
    • rigidità muscolare che colpisce soprattutto il collo;
    • stitichezza o diarrea;
    • sonnolenza associata a frequenti sbadigli;
    • ipersensibilità verso odori;
    • ipersensibilità verso rumori;
  • sensazioni a livello emotivo:
    • improvvisi stati euforici;
    • stati di intensa e immotivata energia;
    • irritabilità;
    • depressione.

In concomitanza con alcune di queste situazioni sovraesposte, a rendere ancora più complesso il quadro generale di chi soffre di emicrania possono comparire anche altri disturbi:

  • nausea con o senza vomito;
  • sudorazione più o meno intensa;
  • peggioramento della capacità di concentrazione;
  • sensazione di caldo o freddo;
  • dolore addominale.

Emicrania e le donne

Nella purtroppo svariata gamma di emicranie di cui si ha notizia, ne esiste anche una che sembra avere una predilizione particolare per il gentil sesso. Qual è? L’emicrania con aura di cui sopra. Le statistiche al riguardo parlano chiaro. Stando alle ultime rilevazioni sembra che l’emicrania con aura colpisca le donne in un rapporto di quattro volte superiore rispetto agli uomini.

Questo dato sembra poi essere ancora più intenso nella fascia di età che va dai 15 ai 40 anni. Per cui donne che siete in ascolto, è bene sapere che l’aura può avere una durata variabile da una decina/ventina di minuti circa fino ad un massimo di un’ora. A questa farà poi seguito l’attacco di emicrania, caratteristico per un dolore di tipo pulsante che nel 50% dei casi, stando alle ricerche effettuate, aggredisce solo metà del capo.

Quindi, in buona sostanza, l’aura che precede l’emicrania non è ancora accompagnata da dolore, ma da sensazioni ed emozioni piuttosto sgradevoli.

Quali partners istituzionali per chi soffre di emicrania?

L’esercito delle persone che va incontro in modo periodico ad attacchi di emicrania, in base a recenti stime si aggirerebbe attorno ai sette milioni di individui, di cui in prevalenza donne. Una schiera numericamente di tutto rispetto per la quale però c’è ancora molto da fare a livello di diritti e tutele, ma forse è proprio da questa urgenza sociale che ha preso le mosse il social Manifesto italiano per i diritti della persona con cefalea, peraltro il primo in assoluto per il nostro Paese. Il Social Manifesto porta le firme di importanti partners di settore quali:

  • Sisc (Società italiana per lo studio delle cefalee);
  • Anircef(Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee);
  • Federdolore-Sicd (Società italiana dei clinici del dolore);
  • Federfarma (Federazione nazionale unitaria titolari di farmacia);
  • Lic onlus (Lega italiana cefalgici);
  • Aic onlus (Associazione italiana per la lotta contro le cefalee);
  • Al.ce foundation onlus (Alleanza cefalgici).

Merita inoltre una menzione particolare il fatto che tale iniziativa abbia ottenuto il patrocinio dell’Associazione di Iniziativa Parlamentare per la Salute e la Prevenzione, nell’ambito dell’Italian Migraine Project, dove migrain sta per emicrania.

Dunque un manifesto di diritti per chi soffre di emicrania inserito all’interno di un più amplio progetto italiano che ha come focus principale la ricerca e la lotta per debellare questa invalidante malattia. l’Italian Migraine Project, è infatti un’alleanza contro le cefalee che vede coinvolti associazioni di pazienti, società medico-scientifiche come Federdolore (di cui Isal è socia fondatrice) e Federfarma che ha realizzato il primo social manifesto [1].

Quali prospettive per chi soffre di emicrania? 

Gli obiettivi espressi nel manifesto, di cui sopra, possono così sintetizzarsi:

  • riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale;
  • creazione di percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali, adeguati alle necessità del singolo paziente e ispirati a determinati standard assistenziali;
  • formazione adeguata a livello dei vari operatori sanitari;
  • informazione del paziente in merito alla gestione della sua patologia e a come orientarsi all’interno dei servizi sanitari.

Accanto a questi step funzionali per una miglior gestione degli attacchi di emicrania che, se molto frequenti, possono arrivare ad invalidare non poco la vita delle persone che ne sono affette, vediamo anche quanto è stato fatto a livello di tutela dei diritti.

Quali diritti per chi soffre di emicrania?

Al di là delle pur sempre utili campagne di sensibilizzazione e informazione in materia di emicrania, quali sono i diritti a cui può appellarsi chi ne è affetto, al fine di convivere meglio con questo status fortemente invalidante? Se anche tu senti di non saperne abbastanza, segui il nostro aggiornamento cliccando qui e verrai a conoscenza di quali strumenti la legge riconosce e mette a disposizione del lavoratore affetto da emicrania cronica.

Tra gli step sicuramente di maggiore interesse, sarà utile conoscere:

  • se è possibile assentarsi dal lavoro per emicrania;
  • se la visita fiscale è obbligatoria in caso di assenze lavorative determinate dall’emicrania;
  • se è possibile ottenere l’invalidità per emicrania;
  • se è possibile ottenere la Legge 104 per emicrania;
  • come chiedere l’invalidità e la Legge 104 per emicrania;
  • come accedere alle agevolazioni di legge in caso di cure ricorrenti;
  • se è possibile usufruire delle assenze dal lavoro semplicemente per consentire di effettuare le analisi legate al monitoraggio per l’emicrania;
  • se è possibile chiedere permessi più o meno lunghi dal lavori a causa dell’emicrania.

Un vademecum di tutto rispetto che, se conosciuto, potrà se non risolvere in toto i problemi legati a questo invalidante stato di vita, quantomeno rendere più gestibile la convivenza con una malattia invisibile, ma che si fa sentire e non poco.

Anticorpo monoclonale per il sollievo dall’emicrania: sogno o realtà? 

Realtà è la risposta. A darne le primissime news un’agenzia ansa risalente a qualche mese fa [2]. “Sarà disponibile entro l’anno in Italia un anticorpo monoclonale che potrà aiutare a rendere gestibile la malattia”. Questa la notizia ufficiale diramata nell’estate 2018 e alla quale hanno fatto, via via, seguito nuovi aggiornamenti che meritano un monitoraggio e un approfondimento costante.

In attesa di nuovi passaggi informativi, vediamo però di fare il punto in base agli ultimi dati disponibili. Innanzi tutto è bene premettere che non tutti i mal di testa rientreranno in questo progetto “pilota”. Ragione questa sufficiente per evitare rimedi fai da te e optare per un centro specialistico in grado di fare uno screening accurato sul tipo di emicrania da cui si è affetti. Compiuto questo primo step che richiederà il coinvolgimento del medico di base e dello specialista, la palla passerà al centro specialistico di zona.

Nel dettaglio, da quanto sino ad ora emerso la somministrazione dell’anticorpo contro il mal di testa dovrebbe avvenire con iniezione sottocutanea in diversi cicli di trattamento intervallati da circa 28 giorni l’uno dall’altro. Il primo ciclo di terapie sarà composto da tre dosi di farmaco a cui avranno accesso esclusivamente i soggetti emicranici selezionati e inseriti in apposita lista.

Tra le realtà in cui questa innovativa terapia è già a regime: il Centro cefalee della Fondazione Mondino Istituto Neurologico Nazionale Irccs di Pavia. Trattandosi però di un discorso a carattere nazionale, ogni regione è chiamata ad attrezzarsi magari con tempi e metodi non omogenei. Per questo è consigliabile informarsi preventivamente circa lo stato dell’arte a cui è pervenuto l’iter organizzativo all’interno della propria regione di appartenenza.

Ragione ulteriore per monitorare attentamente i sintomi legati all’emicrania, perché vale la pena di ribadirlo, c’è mal di testa e mal di testa.



Di Maria Teresa Biscarini

note

[1] Febbraio 2014.

[2] Ansa – agosto 2018.

Autore immagine: sintomi emicrania di Mykola Samoilenko


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