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Medicina: come entrare senza test

15 Marzo 2019 | Autore:
Medicina: come entrare senza test

Medicina senza test di ingresso: è possibile iscriversi alla facoltà di medicina anche senza superare il test d’ingresso? Ecco cosa sapere e come fare

Il sogno di molti studenti è quello di iscriversi alla facoltà di Medicina e diventare medici. Questo sogno, però, molto spesso non diventa realtà, poiché non si riesce a superare il test di medicina. Come tutti sanno, infatti, per accedere alla facoltà di medicina è necessario affrontare un test di ingresso, considerato tra i più difficili da superare e caratterizzato da un’affluenza che negli ultimi anni sta toccando picchi sempre più elevati. Sul punto, infatti, è bene sapere che mentre le università private sono libere di scegliere in autonomia le data e le modalità del proprio test di ingresso, la data del test di ingresso per entrare in  medicina nelle università pubbliche è soltanto una su tutto il territorio nazionale.

E così, ogni anno, migliaia di studenti “restano fuori”. Per molti aspiranti medici, infatti, la strada è sbarrata in partenza dal tanto agognato numero chiuso. Molti studenti, dunque, rinunciano per sempre al sogno di diventare medici; altri optano, invece, per il cosiddetto “piano b”: si iscrivono in facoltà affini a quella di medicina (quali, ad esempio, biotecnologie, farmacia, scienze biologiche, CTF, ecc.) con la speranza di superare, l’anno successivo, il test di ingresso e, finalmente, immatricolarsi in Medicina. E allora ci si domanda Medicina: come entrare senza test? E’ sempre obbligatorio il test di ingresso? Se si proviene da corsi di laurea ad indirizzo sanitario, si può accedere a Medicina senza sostenere il test d’ammissione? Chi ha frequentato altre facoltà, sostenendo esami in materie comuni a quelle del corso di laurea in medicina può convalidare i relativi crediti formativi, senza dover per forza affrontare l’ostacolo del test di medicina? A tanto risponderemo nel presente articolo. Scopriremo, infatti, come entrare in medicina senza test di ingresso, quali sono i requisiti per il passaggio diretto al corso di medicina e come fare per immatricolarsi. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Si può entrare in medicina senza test di ingresso?

Forse non tutti sanno che per entrare in medicina non è sempre obbligatorio superare il test di ingresso. Ed infatti, se si proviene da altri corsi di laurea dell’area sanitaria e quindi affini alla facoltà di medicina (ad esempio, biotecnologie, farmacia, scienze biologiche, Ctf, ecc.) è possibile immatricolarsi in Medicina senza aver superato il test d’ammissione.

Tutto ciò per una semplice ragione: il test di ingresso alla facoltà di Medicina ha lo scopo di accertare la predisposizione dei candidati agli studi da intraprendere. Detto accertamento non è necessario, invece, per chi ha già seguito un percorso formativo che lo ha portato al superamento di esami in corsi di laurea affini a quello di medicina ed al conseguimento di crediti formativi “spendibili” anche in quest’ultima facoltà.

Chi può entrare in Medicina senza test di ingresso?

Per entrare in Medicina senza test di ingresso sono necessari alcuni importanti requisiti.

In particolare, possono effettuare il passaggio diretto (dunque, senza sostenere il test d’ingresso)  al corso di Medicina tutti i laureandi; i laureati; o gli iscritti almeno al terzo anno di un corso di laurea affine a quello di medicina  (Ctf , Farmacia, Chimica, Imat, Biologia, Veterinaria, ecc.) a patto che abbiano maturato almeno 25 Cfu in materie convalidabili nel corso di laurea in Medicina.

Entrare in medicina: test di ingresso e crediti formativi

Ciò in quanto, secondo la più recente giurisprudenza, il test di ammissione ha minor valore rispetto ai risultati già ottenuti dagli studenti in materie presenti anche nel corso di laurea al quale si aspira.

Più in particolare, la limitazione relativa al previo superamento dei test di ingresso è legittima solo con riferimento all’accesso al primo anno del corso di studi e non invece per quanto riguarda le richieste di trasferimento ad anni successivi al primo. In tali casi, infatti, il principio regolante l’iscrizione è unicamente quello del riconoscimento dei crediti formativi già maturati [1].

Medicina: come entrare senza test di ingresso

Il principio sopra esposto è stato da ultimo ribadito dal Tar Lazio, che con una recentissima pronuncia [2] ha accolto il ricorso di una studentessa che, iscritta al terzo anno di Chimica e tecnologie farmaceutiche, aveva chiesto il passaggio a Medicina.

In effetti il principio stabilito dal Tribunale amministrativo, non può non esser condiviso anche alla luce del fatto che per via del numero chiuso restano vacanti un numero elevatissimo di posti.

Ora, attesa la carenza di personale medico e stante l’allarme lanciato dall’ordine e dai sindacati sul numero insufficiente di medici, risulta del tutto illogico che i numerosi posti vacanti non possano essere riempiti da chi desidera diventare medico e ha già intrapreso un percorso di studi affine.

In realtà, la pronuncia appena citata prende le mosse da alcune decisioni prese, sempre dal Tar Lazio, nel 2012 e nel 2013. In effetti, già in precedenza, il Tar Lazio aveva riconosciuto che, nel caso di passaggio da altro corso di laurea non è obbligatorio sostenere la prova di ammissione, la quale, invece, è obbligatoria per coloro che intendono immatricolarsi al primo anno, atteso che questa prova è necessaria al fine di verificare l’attitudine degli aspiranti medici al ciclo di studi che si apprestano a compiere.

Da ciò ne consegue che chi è già iscritto ad una facoltà ad indirizzo sanitario ha già avuto modo di dimostrare la propria attitudine alla materia attraverso il superamento delle materie previste dal piano di studi.

Nel caso di specie il Tar aveva riconosciuto la possibilità per i laureati in odontoiatria di accedere al corso di laurea in Medicina e viceversa. L’utilità del test di ammissione, infatti, è quella di accertare l’attitudine dell’aspirante medico  e per comprendere le sue conoscenze di base, che devono essere sufficienti per affrontare un percorso di studi che, di certo, non è semplice. Chi ha già affrontato o sta affrontando un percorso di studi affine ha già dimostrato di avere questi requisiti: sia con il superamento del test, alcuni anni prima, sia con gli esami sostenuti durante il corso di laurea e sia con il conseguimento della laurea.

Medicina senza test d’ingresso: chi può iscriversi?

Sulla scorta di questa epocale decisione del Tar, si può affermare che possono immatricolarsi a Medicina senza effettuare il test d’ingresso ed usufruendo di uno dei tantissimi posti vacanti per anni successivi al primo tutti i laureandi, laureati o iscritti almeno al terzo anno di uno dei seguenti corsi di laurea: Farmacia, Chimica, Imat, Biologia, Veterinaria, Ctf, ecc. a patto che abbiano maturato almeno 25 Cfu in materie convalidabilinel corso di laurea in Medicina.

Medicina senza test d’ingresso: come fare per entrare

Sul punto, i passaggi da seguire per ottenere il trasferimento diretto al corso di Medicina sono i seguenti:

  • verificare quali sono i bandi degli atenei nei quali può essere previsto un contingente di posti liberi per i trasferimenti e/o le immatricolazioni ad anni successivi al primo. Sul punto si consideri, inoltre, che i bandi per l’accesso a medicina prevedono che i posti non esauriti dagli studenti stranieri possono essere utilizzati per i trasferimenti;
  • contattare la segreteria studenti di Medicina dell’università in cui ci si vuole immatricolare (sempre che, come detto sopra, vi siano posti disponibili), allegando il proprio piano di studi e chiedendo una valutazione e un riconoscimento preventivo della propria carriera universitaria ai fini dell’immatricolazione ad anni successivi al primo;
  • presentare istanza di immatricolazione o trasferimento diretto all’università.

In caso di rigetto, o mancata risposta da parte dell’ateneo, sarà necessario rivolgersi al giudice amministrativo con apposito ricorso per far valere il proprio diritto allo studio.

 

note

[1] Cfr. Tar Lazio, sez. III, n. 2468 del 23.02.2016; nello stesso senso Tar Lombardia, sez. III, n. 1441 del 25.05.2016; idem n. 1823 del 18.09.2017; Cons. Stato, sez. VI, n. 2746 del 04.06.2015.

[2] Tar Lazio, ord. cau. n. 1015 del 22.02.2018.


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