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Stipendio statali: cresce del 4,5% più il bonus di 570 euro

27 Dicembre 2017
Stipendio statali: cresce del 4,5% più il bonus di 570 euro

Contratto statali: aumenta del 4,5% lo stipendio dei dipendenti pubblici. È in arrivo inoltre il bonus di 570 euro

Dopo anni e anni di “blocco contrattuale” e trattative lunghissime, è stato siglato – nella notte dell’antiviglia di Natale – l’accordo  per il rinnovo del contratto degli statali. L’intesa riguarda circa 240mila lavoratori ministeriali, dipendenti delle agenzie fiscali e di altri enti pubblici come l’Inps,  l’Inail, l’Enac o il Cnel. Si prevedono, in particolare:

  • aumenti lineari che faranno crescere di circa il 4,5% lo stipendio fisso degli statali con incrementi effettivi netti variabili a seconda della posizione economica di ogni dipendente;
  • bonus temporanei da 21-25 euro per dieci mesi previsti per le retribuzioni più basse;
  • il bonus arretrati, che sarà pari a 570 euro.

Ma procediamo con ordine.

Rinnovo contratto statali: gli aumenti stipendiali

Il nuovo contratto degli statali era atteso da quasi un decennio.  I dipendenti pubblici, infatti, per anni (8 per la precisione) non hanno avuto nessun adeguamento stipendiale rispetto all’aumento del costo della vita. Le cose finalmente cambieranno e gli aumenti in busta paga stanno per arrivare. Il mese interessato dagli aumenti stipendiali sarà, con molta probabilità, marzo 2018, in cui si prevede anche l’inserimento in busta paga del cosiddetto bonus arretrati. I lavoratori del pubblico impiego riceveranno un aumento retributivo medio di 85 euro. Gli aumenti, in particolare, vanno da un minimo di 63 euro ad un massimo di 117 a seconda della posizione economica di ogni dipendente.

Stipendio statali: cresce del 4,5%

È stato calcolato che l’aumento dello stipendio sarà pari al 4,5% con qualche piccolo aggiustamento fra categoria e categoria. L’aumento del 4,5% non si spiega in base all’inflazione afferente al periodo contrattuale, pari soltanto al 2,5%, ma in ragione di una volontà atta a guardare anche al passato. Come detto, infatti, il contratto degli statali è rimasto fermo per molti anni. Gli incrementi previsti, dunque, puntano anche a recuperare e sanare almeno un pezzo di quanto perso dai lavoratori negli anni passati.

Bonus per le retribuzioni più basse

Il nuovo accordo, dunque, prevede una forbice di aumenti sullo stipendio base che va dai 63 ai 117 euro mensili lordi. Per le retribuzioni più basse è previsto l’assegno erogato per dieci mensilità tra i 21 e i 25 euro, mentre alcune amministrazioni potranno prevedere anche un bonus supplementare.

Bonus arretrati 2016-2017

Per il biennio 2016-2017 saranno, inoltre, riconosciuti gli arretrati. Sullo stipendio dei dipendenti pubblici, dunque, è in arrivo anche un aumento a titolo di arretrati. La somma andrà ad arricchire “una tantum” la busta paga dei dipendenti pubblici. Il cosiddetto bonus arretrati si spiega perché il rinnovo contrattuale del pubblico impiego è stato previsto su base triennale con decorrenza dal 2016. Quindi, oltre all’aumento stipendiale pari ad 85 euro in media, ogni dipendente avrà diritto a tutti gli arretrati, che verranno corrisposti in un’unica soluzione e, dunque, “una tantum” (per l’appunto). In sostanza, il cosiddetto bonus arretrati “una tantum” altro non è che la somma derivante dagli scatti stipendiali dei dipendenti pubblici e spettante loro a titolo di arretrati relativi al biennio 2016/2017. Attenzione però: il bonus arretrati una tantum, recupera gli effetti del rinnovo solo sul 2016 e 2017.  La cifra che verrà corrisposta dipende dallo stanziamento complessivo. Se lo stipendio interessato, come anticipato, sarà quello di marzo 2018, per un dipendente medio (area seconda, posizione economica F4) l’una tantum sarà pari a circa 570 euro lordi.

Bonus 80 euro: resta fermo per il futuro

È bene ricordare che la Legge di Bilancio 2018 ha mantenuto fermo anche il bonus Irpef di 80 euro, conosciuto anche come Bonus Renzi, che resta fermo anche per il futuro. Il mantenimento del bonus di 80 euro si è reso necessario poiché altrimenti per gli statali la manovra avrebbe rappresentato una vera e propria beffa: da una parte i dipendenti pubblici avrebbero ottenuto, in media, 85 euro di aumento; ma dall’altra ne avrebbero persi 80 di bonus.


note

Autore immgine: Pixabay.com


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