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Come dare le dimissioni

17 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Marzo 2019



Come scrivere la lettera di dimissioni, come inviare le dimissioni telematiche, termini di preavviso, revoca.

Devi rassegnare le dimissioni e non sai quali sono gli adempimenti da mettere in atto? Le dimissioni si possono presentare solo online, oppure è sempre obbligatorio inviare la lettera di dimissioni? Qual è il termine di preavviso entro il quale presentare le dimissioni al datore di lavoro? I dubbi, in materia di dimissioni dal lavoro, sono veramente numerosi, soprattutto da quando sono state introdotte le dimissioni telematiche, cioè che devono essere presentate online. Non tutti i lavoratori, comunque, sono obbligati a presentare le dimissioni telematiche: se non si rientra tra gli obbligati, l’unico modo di recedere dal rapporto di lavoro è presentare la lettera di dimissioni. Questa lettera, in ogni caso, può essere presentata anche da chi deve inviare le dimissioni online. Se hai difficoltà nell’invio delle dimissioni online, puoi sempre rivolgerti a un intermediario: un patronato, un’organizzazione sindacale, un consulente del lavoro, l’Ispettorato territoriale del lavoro, un ente bilaterale o una commissione di certificazione. Ma procediamo per ordine e vediamo come dare le dimissioni: online o tramite lettera, termini di preavviso, motivo delle dimissioni.

Quando si possono dare le dimissioni?

Il lavoratore può rassegnare le dimissioni senza che vi siano particolari motivi o vincoli (salvo che il contratto collettivo o il contratto di lavoro individuale dispongano diversamente), e senza che sia necessaria l’accettazione da parte del datore di lavoro.

Bisogna però osservare il periodo di preavviso stabilito dal contratto collettivo o individuale, nel caso in cui sia stato firmato un patto di stabilità.

Si possono dare le dimissioni se c’è il patto di stabilità?

Se il contratto di lavoro contiene una clausola di durata minima garantita, cioè il cosiddetto patto di stabilità, a favore del datore di lavoro, la facoltà del lavoratore di rassegnare le dimissioni è limitata per un certo periodo di tempo fissato nel patto.

Durante questo periodo le parti possono recedere dal contratto solo per giusta causa. In caso di dimissioni anticipate rispetto al termine di durata garantita, il lavoratore è tenuto a risarcire il danno al datore.

Come si devono dare le dimissioni?

Le dimissioni devono essere formalizzate esclusivamente attraverso una procedura telematica, fatta eccezione per alcune categorie di lavoratori esonerate dall’adempimento.

Nulla vieta al lavoratore di inviare, in aggiunta alle dimissioni telematiche, una lettera di dimissioni.

Chi non deve inviare le dimissioni online?

Non sono obbligati all’invio delle dimissioni telematiche:

  • i lavoratori domestici;
  • i lavoratori marittimi;
  • i dipendenti pubblici;
  • i collaboratori;
  • i lavoratori in prova;
  • i genitori lavoratori;
  • i lavoratori che si dimettono nelle sedi protette.

Come si presentano le dimissioni non telematiche?

Se si rientra tra i lavoratori che non devono inviare le dimissioni telematiche, l’unico modo per comunicare il recesso al datore di lavoro è presentare la lettera di dimissioni.

Quali dati deve contenere la lettera di dimissioni?

La lettera di dimissioni deve rispettare i seguenti requisiti:

  • deve essere scritta su carta semplice;
  • deve essere spedita a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno oppure consegnata a mano;
  • deve contenere le seguenti informazioni: dati del dipendente, dati dell’azienda, data di assunzione, volontà di concludere il rapporto di lavoro, data di decorrenza delle dimissioni.

Per maggiori dettagli, puoi osservare il nostro modulo / fac-simile di lettera dimissioni:

Nome e cognome dipendenteIndirizzo

Cap e città

Spett.le Azienda

Indirizzo

Cap e città

Città, Data

Oggetto: dimissioni volontarie

Con la presente, sono spiacente di doverLe comunicare in data odierna le mie dimissioni volontarie per motivi personali.

Considerando il preavviso di [..giorni], come stabilito dalle norme contrattuali, il rapporto di lavoro con la Vostra azienda avrà termine il [giorno……]. Da questa data cesseranno le mie prestazioni lavorative.

RingraziandoVi per l’opportunità concessami , Vi porgo i miei più cordiali saluti,

(nome e cognome dipendente)

Firma

Per accettazione

(datore di lavoro)

Firma

Che cosa serve per presentare le dimissioni online?

Se sei obbligato all’invio della comunicazione telematica di dimissioni, per prima cosa devi procurarti il pin dispositivo dell’Inps, oppure l’identità unica digitale Spid.

Come ottenere il pin dell’Inps?

Puoi richiedere all’Inps le tue credenziali per l’accesso ai servizi online dell’istituto; queste credenziali sono lo username, che coincide col tuo codice fiscale, e la password, che è costituita da un codice pin rilasciato dall’ente.

È possibile richiedere il pin direttamente online nel portale web dell’Inps: in questo caso la prima metà del codice ti arriva immediatamente sulla mail o sul cellulare, e l’altra metà ti arriva per posta all’indirizzo indicato.

Devi poi convertire il pin ordinario in pin dispositivo, per procedere all’invio delle dimissioni online; oppure, ti puoi recare personalmente presso una sede territoriale dell’Inps (in questo caso ti viene rilasciato direttamente il pin dispositivo).

Come ottenere lo Spid?

Il sistema Spid ti offre la possibilità di avere delle credenziali uniche per accedere ai servizi pubblici online, compresi quelli dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps e del ministero del Lavoro.

Per avere l’identità unica devi rivolgerti ai gestori di identità digitale (Identity Provider): si tratta di soggetti privati accreditati dall’Agid (l’Agenzia per l’Italia digitale) che forniscono al cittadino le identità digitali e le gestiscono, dopo averlo identificato e averne verificato i dati. È possibile effettuare le operazioni di identificazione anche a distanza e online.

Attualmente lo Spid può essere richiesto ai seguenti gestori:

  • Sielte;
  • InfoCert S.p.a;
  • Poste Italiane S.p.a;
  • Intesa;
  • Namirial;
  • Telecom Italia Trust Technologies Srl.

Una volta scelto il provider, puoi sempre cambiarlo; puoi, inoltre, avere più di un’identità digitale.

Come ci si accredita presso un intermediario?

Se vuoi presentare le dimissioni tramite intermediario, devi innanzitutto sapere che sono abilitati all’invio della pratica di dimissioni i patronati, le organizzazioni sindacali, i consulenti del lavoro, l’Ispettorato territoriale del lavoro, gli enti bilaterali e le commissioni di certificazione.

In questo caso, sono gli operatori dell’ente prescelto ad occuparsi delle dimissioni online, previa identificazione del lavoratore dimissionario: devi dunque munirti di un documento d’identità.

Come dare le dimissioni online?

Per presentare le dimissioni online devi:

  • reperire il modulo di dimissioni, o di recesso dal rapporto di lavoro, all’interno del portale del Ministero del lavoro, all’indirizzo lavoro.gov.it, oppure reperire il form online alla voce dimissioni telematiche, direttamente sul portale Cliclavoro;
  • compilare le 5 sezioni da cui è composto:
    • le prime tre sezioni (lavoratore, datore di lavoro, inizio rapporto di lavoro) sono compilate in automatico, in quanto il sistema attinge alle informazioni relative al rapporto lavorativo direttamente dal portale delle comunicazioni obbligatorie (nel quale sono presenti i modelli Unilav, Uniurg, Vardatori, Unisomm), diverso a seconda della Regione; può essere richiesta la compilazione solo se il rapporto di lavoro è iniziato prima del 2008;
    • la quarta sezione del modello deve essere obbligatoriamente compilata dal lavoratore;
    • la quinta sezione è aggiornata automaticamente dal sistema.

La data di decorrenza delle dimissioni da indicare è quella a partire dalla quale, decorso il periodo di preavviso, il rapporto di lavoro termina: in pratica, devi indicare la data relativa al giorno successivo all’ultimo giorno di lavoro.

Terminata la compilazione di tutte le sezioni, il sistema attribuisce una data di trasmissione al modulo, tramite una marca temporale, contenente un codice identificativo.

Il modulo è poi inoltrato alla casella di posta elettronica certificata o di posta elettronica del datore di lavoro e all’ispettorato territoriale del lavoro (Itl) competente, che lo visualizza tramite un apposito cruscotto.

Come si compila il form di dimissioni online?

Vediamo, nel dettaglio, come compilare il form online di dimissioni:

  • effettuare l’accesso all’applicazione Dimissioni telematiche, su Cliclavoro, utilizzando il pin Inps dispositivo o lo Spid;
  • andare alla voce: Nuovo;
  • specificare se il rapporto di lavoro è iniziato prima del 2008, o dal 2008 in poi, con l’apposito flag;
  • specificare il rapporto di lavoro per il quale vuoi presentare le dimissioni (tra quelli proposti);
  • oppure, se il rapporto è precedente al 2008, inserire:
    • codice fiscale, e-mail o pec datore di lavoro;
    • comune sede di lavoro;
  • sezione 3: rapporto di lavoro- inserire:
    • data inizio;
    • tipologia contrattuale (a tempo indeterminato, determinato, etc.);
  • sezione 4: recesso dal rapporto di lavoro:
    • data di decorrenza delle dimissioni;
    • tipo di comunicazione: dimissioni volontarie o per giusta causa;
    • clicca su Conferma o Torna alla lista, per annullare le modifiche apportate.

Alla fine, appare il messaggio: “La richiesta è stata elaborata con successo. È stata inviata notifica tramite e-mail della sua richiesta al datore di lavoro e all’ITL di competenza.”

Il form di dimissioni può essere stampato e salvato in formato Pdf.

Le dimissioni sono notificate al datore di lavoro anche senza pec?

Le dimissioni online sono valide anche se manca la pec del datore di lavoro, purché almeno sia stata indicata la mail ordinaria corretta: la comunicazione al datore di lavoro, in caso di mancata conferma della ricezione, è inviata più volte.

Non si ritiene valida, invece, la consegna a mano di copia cartacea della comunicazione inviata via raccomandata o consegnata direttamente al datore.

Dimissioni protette

Per quanto riguarda le dimissioni o la risoluzione consensuale durante il periodo di gravidanza e nei primi 3 anni di vita del bambino (in questo caso per padre e madre), queste restano soggette alla speciale procedura di convalida presso l’Ispettorato territoriale del lavoro.

Le dimissioni durante il primo anno di matrimonio, invece, vanno presentate online e successivamente convalidate presso l’Itl.

Come revocare le dimissioni?

Tramite la stessa procedura prevista per l’invio delle dimissioni, è possibile, per il lavoratore, effettuare la revoca, entro 7 giorni dall’inoltro della comunicazione originaria.

È disponibile, a tal fine, un apposito modulo di revoca all’interno del portale Clic Lavoro, alla stessa sezione Dimissioni telematiche.

Come cambiare la data delle dimissioni?

Se, dopo la presentazione delle dimissioni online, il lavoratore e il datore di lavoro si accordano per una data di cessazione diversa da quella comunicata (ad esempio perché il dipendente viene esonerato dal preavviso, o perché è stata indicata una decorrenza sbagliata), non è necessario revocare le dimissioni e presentare una nuova comunicazione online.

La procedura telematica, difatti, riguarda la sola manifestazione della volontà di dimettersi da parte del dipendente (sostituisce, cioè, la vecchia lettera di dimissioni, che comunque, come osservato, può essere inviata in aggiunta alla procedura telematica).

Datore e lavoratore sono pertanto liberi di accordarsi per modificare la data di decorrenza, dunque la durata del preavviso, senza intervenire sulle dimissioni telematiche.

Il datore di lavoro deve inviare la comunicazione di cessazione?

L’invio delle dimissioni telematiche non annulla l’obbligo di inviare la comunicazione di cessazione ai servizi per l’impiego: il datore deve sempre inviarla, entro 5 giorni dalla data effettiva in cui il rapporto è terminato: non ha alcuna rilevanza, a tal fine, la data indicata nelle dimissioni telematiche.


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8 Commenti

  1. Come posso dare le dimissioni per motivi di salute? Avete una guida che mi consenta di seguire tutti i passaggi per scrivere una lettera di dimissioni (cartacea oppure online)? Vi ringrazio in anticipo

    1. Ricorda che nel periodo in cui aspetti un bambino ed in quello immediatamente successivo al parto fino al nono mese del bambino, hai diritto alla tua retribuzione, anche se quando finisce l’astensione obbligatoria dal lavoro ed inizia quella facoltativa lo stipendio si riduce notevolmente. Ma, comunque, qualche soldo ti entra in casa e mantieni il posto di lavoro. Quindi, vale davvero la pena dare le dimissioni per maternità? Può darsi che tu abbia fatto quattro conti e che abbia concluso che prendi più di Naspi che di retribuzione durante il periodo di astensione facoltativa. Ma per avere diritto al sussidio di disoccupazione, occorre tornare alla domanda di partenza: presentare le dimissioni per maternità è giusta causa? Per saperne di più, leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/277137_dimissioni-per-maternita-e-giusta-causa

    1. Le dimissioni devono dipendere dalla volontà spontanea del dipendente che ha valutato attentamente la situazione e ha ritenuto non più conveniente la prosecuzione del rapporto di lavoro (a prescindere dalle ragioni che hanno portato a tale conclusione: siano esse dipendenti dalla situazione di crisi aziendale o da proprie valutazioni personali). L’azienda non può costringere il dipendente a dimettersi, né con le buone, né con le cattive. Può tutt’al più incentivare tale atto con appositi benefici economici, ma se il dipendente non accetta, tutto ciò che può fare l’imprenditore è valutare se sussistono ragioni organizzative o produttive che consentano di disfarsi del dipendente (è il cosiddetto “licenziamento per giustificato motivo oggettivo”). Leggi sul punto Dimissioni incentivate: se il datore mi chiede di licenziarmi https://www.laleggepertutti.it/180457_dimissioni-incentivate-se-il-datore-mi-chiede-di-licenziarmi

  2. Potete darmi maggiori informazioni sul reddito di cittadinanza e sulle dimissioni? Grazie mille

    1. Niente reddito di cittadinanza per chi presenta le dimissioni, dunque: la finalità di questa previsione è evitare che i lavoratori valutino l’opportunità di lasciare l’impiego per stare a casa e percepire un sussidio. La misura, difatti, è nata per aiutare chi ha bisogno di lavorare, non chi ha un lavoro e decide di lasciarlo. Certamente, se questa limitazione è stata prevista, significa che la tentazione di lasciare il lavoro per percepire il sussidio riguarda molte persone. Ma come mai? Gli italiani sono diventati terribilmente pigri? Purtroppo non è questa la risposta: se 780 euro al mese valgono più di uno stipendio, significa che le retribuzioni mensili sono tremendamente basse. La principale causa di questo gravissimo problema è il cosiddetto lavoro grigio, ossia il lavoro full time pagato come un part time, piaga molto diffusa in tutto il Paese. Attenzione, però: non è detto che il reddito di cittadinanza valga 780 euro al mese a persona. Entrano in gioco, difatti, numerosi fattori: dalla proprietà dell’abitazione, alla percezione di altri redditi da parte di uno o più componenti del nucleo, al possesso di risparmi, alla partecipazione alle iniziative di politica attiva del lavoro. Accedere alla misura è difficile, decadere dal sussidio molto facile. Scopri quali sono i requisiti necessari per ottenere il reddito di cittadinanza https://www.laleggepertutti.it/268249_niente-reddito-di-cittadinanza-per-chi-presenta-le-dimissioni

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