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Contestazione bolletta

15 Marzo 2019 | Autore: Lorena Parma


Contestazione bolletta

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Marzo 2019



Errori di calcolo, contatori guasti, servizi non richiesti. I motivi per contestare una bolletta possono essere molti, ma non sempre è chiara la procedura da seguire. 

Ti è mai capitato di aprire una bolletta e trovare un importo dovuto troppo alto rispetto ai tuoi consumi? O di leggere tra i servizi usufruiti delle voci mai richieste? O di non trovare spiegazioni attendibili e complete che giustifichino la cifra da sborsare? Per tutti questi casi, è possibile contestare la fattura, seguendo una procedura precisa (anche se quasi mai le compagnie fornitrici dei servizi si assicurano che i clienti la conoscano). In questo articolo, scoprirai come contestare una bolletta. In particolare, verranno analizzati i tre casi più frequenti: bolletta del telefono, di luce e gas e dell’acqua.

Come contestare la bolletta del telefono

Una delle fatture che più spesso danno problemi è quella telefonica. Tuttavia, esiste un iter considerato “amichevole” da seguire prima di intentare causa alla compagnia telefonica (cosa che avviene raramente).

Questo procedimento è stato messo a punto, infatti, proprio per evitare di intasare le aule di tribunale con contenziosi che, molto spesso, riguardano cifre di poco conto. Per questo motivo, se dovessi passare alle vie legali prima di aver tentato il procedimento di conciliazione, riceveresti un netto rifiuto da parte del giudice di pace.

Se invece tieni a rispettare tutte le tappe, per contestare una bolletta telefonica devi:

  • inviare una lettera di reclamo alla compagnia telefonica, che comprenda i tuoi dati anagrafici; le ragioni per cui ritieni che la bolletta non sia corretta; il tuo codice cliente; una fotocopia della bolletta in questione. Il reclamo deve essere inviato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure via e-mail (però devi possedere un indirizzo certificato pec, pena l’invalidità dell’esposto). Ricorda di conservare l’avviso di ricevimento. Non è sempre facile capire a quale sede inviare il reclamo, ma puoi trovare le informazioni utili sul sito della compagnia;
  • in caso di risposta mancata o non soddisfacente da parte della società telefonica, puoi rivolgerti a un ente di mediazione, come le associazioni di consumatori, il Co.re.com della propria Regione (Comitato regionale per le comunicazioni) o la camera di commercio. Questo ente si occuperà (in forma gratuita) di organizzare uno o più incontri di conciliazione tra te, un mediatore e un rappresentante della compagnia, al fine di trovare un accordo pacifico per risolvere il problema. Se l’accordo viene trovato, esso è vincolante e non potrà più essere modificato, come se fosse una sentenza del giudice. La conciliazione deve essere conclusa entro un mese, altrimenti verrà ritenuta fallita;
  • se neanche gli incontri di conciliazione dovessero funzionare, allora potrai rivolgerti al giudice di pace intentando causa alla società telefonica.

Per conoscere tutti gli enti mediatori a cui puoi chiedere assistenza, visita il sito dedicato ai mediatori (dove troverai un accurato registro dei mediatori).

Come contestare una bolletta di luce e gas

Per quanto riguarda l’energia elettrica e il gas, è utile fare una premessa. È sempre bene non fidarsi ciecamente delle letture fatte dal fornitore dei servizi, ma controllare di persona i propri consumi sul contatore, facendo delle autoletture distribuite omogeneamente nel tempo. In questo modo, potrai contestare a ragion veduta delle indicazioni di consumo errate.

In particolare, per contestare una bolletta di luce e gas devi:

  • inviare una lettera di reclamo alla società fornitrice (tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o via e-mail da indirizzo pec), che contenga tutte le informazioni utili per far capire quale problema stai denunciando. Quindi il tuo codice cliente, il numero di matricola del tuo contatore, il codice Pod o Pdr (a seconda se l’errore da segnalare riguarda l’elettricità oppure il gas), gli estremi della bolletta contestata e una sua fotocopia, e i dati personali del titolare del contratto;
  • dalla data di ricezione del reclamo, la società ha 40 giorni per verificare i calcoli e rispondere. Se riconosce l’errore, ha 90 giorni di tempo per ricalcolare la bolletta e rimborsarti (se avevi già pagato). Se invece la risposta della compagnia non arriva o non è soddisfacente, devi chiedere all’Arera (Autorità di regolazione per l’energia, le reti e l’ambiente) di cominciare la procedura di conciliazione, da effettuare entro un anno dall’invio del reclamo. Se preferisci, puoi rivolgerti anche a una camera di commercio convenzionata o ad altri mediatori autorizzati. Anche in questo caso, è obbligatorio passare da questa fase prima di fare causa alla compagnia, pena il rifiuto a procedere da parte del giudice di pace. Il mediatore che ti affiancherà dovrà organizzare un primo incontro (da 10 a 30 giorni dopo la richiesta) con un responsabile del fornitore, a cui seguiranno altri se necessario;
  • se tutti gli incontri risulteranno fallimentari, allora potrai intentare una causa alla compagnia energetica davanti al giudice di pace. In alternativa, da quando è stato abolito il mercato tutelato (quindi dallo scorso anno), l’Arera può sostituire il giudice amministrativo diventando un ente risolutivo. Ciò non toglie che, se preferisci, puoi comunque rivolgerti anche a un giudice.

Non dimenticare che il reclamo può essere presentato anche per motivi diversi da una cifra esagerata da pagare. Ad esempio, se le voci di spesa non sono documentate e giustificate in modo chiaro e completo, o se ti accorgi che la società ha attivato dei servizi aggiuntivi a tua insaputa (o che comunque non avevi chiesto). In questi casi, nella lettera di reclamo devi chiedere maggiori spiegazioni oppure chiedere esplicitamente l’interruzione dei servizi indesiderati. Se la compagnia non obbedisce, riprendi la procedura come sopra indicato.

Nel frattempo, consigliamo di pagare la bolletta solo per l’importo ritenuto corretto. Se invece l’hai già pagata per intero, puoi chiedere un rimborso alla compagnia entro 5 anni dalla data di emissione della fattura. Anche organi collettivi come le associazioni dei consumatori possono presentare reclami come quello appena citato.

Nel caso, più frequente di quanto si pensi, in cui la società energetica ti chieda di pagare una bolletta che hai già pagato, allora nella lettera di reclamo devi allegare anche la ricevuta (o altra attestazione) che certifichi l’avvenuto pagamento. Inoltre, se la compagnia dovesse minacciare di interrompere la fornitura dei servizi, devi subito tutelarti rivolgendoti all’Arera o ad un’associazione di consumatori.

Come contestare una bolletta dell’acqua

Veniamo ora alla terza fattura. È utile sapere che la bolletta dell’acqua è composta da più voci, alcune delle quali sono spese fisse (pertanto, non contestabili): consumo effettivo dell’acqua, variabile e misurato dal contatore apposito; canone; addebito per i servizi di fognatura e depurazione; corrispettivo del prelievo di acqua (calcolato in base al volume). Inoltre, la tariffa forfettaria per l’acqua è stata dichiarata illegittima dalla Cassazione [1], perché i Comuni possono chiedere il pagamento solo per l’acqua effettivamente distribuita.

L’unico caso in cui il metodo di stima è ancora valido è quello in cui il letturista della compagnia sia impossibilitato a leggere i consumi effettivi (dopo più tentativi, in giorni e orari diversi) e il cliente non fornisca alla società alcuna autolettura.

Per contestare una bolletta dell’acqua devi:

  • presentare una lettera di reclamo alla società erogatrice (di persona, tramite raccomandata A/R o via e-mail certificata pec), con i tuoi dati anagrafici, l’indirizzo dell’utenza in questione, il numero di matricola del contatore, il numero della bolletta da contestare (oltre a una sua fotocopia), e una tua autolettura del contatore. Inoltre, devi comunicare quali pensi che siano gli eventi che hanno portato all’errore (guasto dell’apparecchio, perdite occulte…). In più, a differenza dei casi analizzati sopra, devi anche dimostrare che i consumi in eccesso non sono dipesi da tue cattive abitudini o dall’incuria che hai riservato al contatore. Da parte sua, il fornitore deve poter dimostrare che invece l’apparecchio funziona senza problemi;
  • entro 30 giorni dalla ricezione del reclamo, la compagnia deve verificare la correttezza della fattura e, se effettivamente c’è stato uno sbaglio, deve stornare la bolletta, ricalcolarne una nuova corretta e inviartela. Se avevi già pagato la fattura, il rimborso deve avvenire entro 60 giorni lavorativi dalla ricezione del reclamo. Se il rimborso arriva, ma dopo i 60 giorni, avresti anche diritto a un indennizzo automatico di €30 nella bolletta successiva. In caso di risposta negativa della società, devi avviare la procedura di conciliazione facendo ricorso allo sportello del consumatore (istituito nel 2009 dall’Arera).

È utile sapere che se la bolletta costosa è stata causata da tuoi sprechi (anche inconsapevoli) la compagnia non è responsabile, perciò non potrai contestarla. Però esistono delle agevolazioni dedicate alle famiglie numerose e poco abbienti, che prevedono tariffe agevolate a determinate condizioni reddituali. Oppure, se la bolletta ha un importo così alto da impedirti di pagarla tutta subito, puoi chiedere un pagamento rateale (se l’importo è più alto del solito e se è frutto di un conguaglio).

Novità da sapere: la Legge di Bilancio

Ti farà piacere sapere che, dall’1 gennaio 2018, il termine di prescrizione delle bollette di energia elettrica, gas e acqua è di 2 anni (non più di 5). Questo significa che le compagnie erogatrici non possono più fare conguagli per consumi effettuati prima di due anni fa (e così si mette fine all’abitudine frequente di fare maxi conguagli che racchiudono molti anni addietro).

Lo ha stabilito la Legge di Bilancio del 2018 [2]. Devi sapere, però, che se entro i due anni ricevi un avviso di sollecito, il termine della prescrizione a quel punto ricomincia da capo (a partire dalla data di ricezione del sollecito). Inoltre, questa modifica nella prescrizione non interessa le bollette telefoniche. Per approfondire l’argomento, consulta la legge dedicata.


Di Lorena Parma

note

[1] Cass. sent. n. 12870 del 22.05.2017.

[2] L. n. 205/2017 del 27.12.2017.

Autore immagine: bolletta di wutzkohphoto


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