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Auto d’epoca: si paga l’imposta di bollo?

27 Dicembre 2017
Auto d’epoca: si paga l’imposta di bollo?

Quali adempimenti fiscali sono dovuti per le auto d’epoca?  Il bollo auto va pagato? Vediamolo insieme

Fino al 31 dicembre 2014 per i veicoli con più di 20 anni e di particolare interesse storico e collezionistico era prevista l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica purché in possesso dell’attestato di storicità. Dal 1 gennaio 2015 [1], invece la disciplina riguardante il bollo auto per i veicoli d’epoca è cambiata e bisogna distinguere fra un’auto d’epoca e un veicolo storico: le due tipologie di autovetture, infatti, non coincidono.

Dunque: bisogna pagare il bollo auto per le auto d’epoca? Iniziamo col dire che il bollo auto, come noto, è una tassa sulla proprietà dei veicoli il cui importo è determinato sulla base della potenza e dell’impatto ambientale del veicolo stesso. Il suo pagamento è un obbligo di legge annuale che deve essere assolto da chiunque possieda un veicolo, a prescindere dal fatto che se ne serva per circolare o che decida di non utilizzare il mezzo di trasporto.

Tuttavia, per alcune particolari tipologie di veicoli, sono previste determinate esenzioni dal pagamento del bollo auto, e tra queste ipotesi c’è anche quella che riguarda le auto d’epoca e storiche. Bisogna però al riguardo fare delle precisazioni, in quanto dal 2015 la disciplina ha subito delle modifiche circa le esenzioni e in relazione alle autovetture che possono usufruirne. Iniziamo, dunque, col distinguere cosa si intende con le espressioni auto d’epoca e veicolo storico?

Auto d’epoca e auto storiche: differenze

Quando si parla di auto d’epoca non bisogna cadere nell’errore di confonderle con le auto storiche, in quanto sono due tipologie di vetture diverse, a prescindere dall’uso che se ne faccia nel linguaggio comune.

L’auto storica è un’autovettura che circola su strada, nonostante sia stato riconosciuto il suo valore storico. È pertanto iscritta al pubblico registro automobilistico (Pra), dato che continua a transitare su strada, e deve aver ottenuto il certificato di rilevanza storica e collezionistica per poter essere considerata un’autovettura storica. Diversamente, per potersi parlare di veicolo d’epoca, la vettura deve presentare determinate caratteristiche, quali:

  • essere iscritta in uno specifico elenco istituito presso il dipartimento dei trasporti;
  • essere cancellata dal pubblico registro automobilistico;
  • essere inadeguata, sotto il profilo dei requisiti tecnici e degli equipaggiamenti previsti per legge, alla circolazione su strada, salvo in particolari occasioni come ad esempio le manifestazioni, per le quali occorre in ogni caso una apposita autorizzazione preventiva.

Fino a pochi anni fa la distinzione tra auto d’epoca o auto storica non aveva molta importanza ai fini del pagamento del bollo auto: prima del 2015, infatti, i veicoli storici con più di vent’anni e quelli ultratrentennali beneficiavano dell’esenzione dal pagamento del bollo auto. A seguito della riforma, invece, l’esenzione dal pagamento del bollo auto fa esclusivamente riferimento ad un criterio di natura temporale, in quanto per non pagare il bollo auto dovuto sull’autovettura occorre che il veicolo sia stato costruito da almeno 30 anni. Ne consegue che le auto storiche che abbiano fra i 20 e i 29 anni sono soggette al pagamento del bollo auto. Per i veicoli ultratrentennali l’esenzione opera automaticamente, non occorrendo l’iscrizione a un registro storico. Va precisato, però, che nel caso in cui il veicolo venga utilizzato su una pubblica strada, e quindi circoli, è soggetto al pagamento di una tassa di circolazione chiamata mini-bollo pari a 28,40 euro per gli autoveicoli ed a 11,36 euro per i motoveicoli.


note

[1] Legge n. 190 del 23.12.2014.


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