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Pagamento decreto ingiuntivo senza spese legali

15 Marzo 2019


Pagamento decreto ingiuntivo senza spese legali

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Marzo 2019



Il pagamento, parziale o totale, del debito fa venir meno il decreto ingiuntivo ma le spese legali sono sempre dovute se, nel frattempo, il giudice ha emesso il provvedimento.

Chi riceve un decreto ingiuntivo fa la triste scoperta che l’importo da pagare è sempre superiore al debito originario. Questo perché, oltre agli interessi, ci sono anche le spese legali. Spese che è necessario corrispondere perché non derivano da una autonoma e unilaterale quantificazione del creditore, ma costituiscono parte della condanna del giudice, il quale ha già accertato la correttezza degli importi, e sono quindi “inglobate” nel decreto ingiuntivo stesso. Insomma non si può arbitrariamente scindere il contenuto del decreto ingiuntivo pagandone solo una parte. Di qui il tentativo di ricorrere a vari espedienti pur di risparmiare qualche centinaio di euro: c’è chi fa finta di nulla e paga solo la sorte capitale, lasciando al creditore l’onere di richiedere anche le spese legali (nella speranza che questi, ottenuto il dovuto, dimentichi il resto); c’è chi invece fa opposizione al decreto ingiuntivo sfruttando un minimo errore di importo, nella speranza che, dall’annullamento del provvedimento, derivi anche lo sconto. Ma è davvero così facile il pagamento di un decreto ingiuntivo senza spese legali?

Una recente sentenza del tribunale di Milano [1] affronta la questione con riferimento all’ambito condominiale; i principi però sono validi in ogni campo e, quindi, val la pena di sintetizzarli qui di seguito. I medesimi principi erano stati già affermati, in passato, dalla Cassazione [2].

Cercheremo allora di capire qual è la sorte del decreto ingiuntivo se il debitore ha pagato (interamente o parzialmente) il capitale prima del deposito del ricorso e cosa succede, invece, se tale pagamento avviene prima dell’emissione del decreto ma dopo il suo deposito. 

Per rendere la questione più concreta e attuale facciamo un esempio pratico. Immaginiamo che uno dei condomini di uno stabile non abbia pagato le proprie quote. Sicché l’amministratore gli invia un paio di raccomandate di sollecito. Il moroso prende tempo così, nelle settimane successive, viene delegato un avvocato per il recupero del credito. Il legale deposita un ricorso per decreto ingiuntivo in tribunale. Venuto a sapere informalmente di ciò, l’interessato si affretta a bonificare l’arretrato sul conto del condominio. L’amministratore però vuol anche le spese legali sostenendo di aver ormai dato incarico all’avvocato e di aver anticipato a questi i costi del procedimento (parcella e contributo unificato). Il moroso invece non ne vuol sapere: sostiene di non aver ricevuto ancora nulla. Chi ha ragione?

Tutto dipende da quando è intervenuto il pagamento. Cerchiamo dunque di tracciare le linee di confine.

Pagamento prima del deposito del decreto ingiuntivo

Se il debitore paga prima che l’avvocato – benché già delegato dal cliente – depositi il ricorso per decreto ingiuntivo, sono dovuti solo la sorte capitale e gli eventuali interessi nel frattempo maturati. Le spese legali non vanno corrisposte perché ancora non effettivamente sostenute dal creditore.

Pagamento dopo il deposito del decreto ingiuntivo ma prima dell’emissione

Immaginiamo ora che l’avvocato abbia già depositato il ricorso per decreto ingiuntivo – deposito che oggi avviene in via telematica – ma il giudice non abbia ancora emesso il provvedimento. Il debitore paga in questo frangente. Ciò nonostante, il creditore chiede anche le spese legali. 

In questa ipotesi, come chiarito dal giudice milanese, bisogna tenere conto del seguente principio: «la legittimità dell’ingiunzione va valutata al momento dell’emissione del decreto e non alla data del suo deposito». Pertanto, il decreto ingiuntivo è illegittimo e, se dovesse essere ugualmente notificato, potrebbe essere opposto. Il debitore non è neanche tenuto a pagare le spese legali proprio perché il suo adempimento è avvenuto prima che il giudice firmasse il decreto. 

In buona sostanza, se il debitore paga tutto il debito prima che il tribunale emetta il decreto ingiuntivo questi è esonerato dal rimborsare le spese legali successivamente quantificate nell’ingiunzione.

Se il pagamento dovesse essere parziale, ossia dovesse coprire solo una parte del capitale, il decreto ingiuntivo sarebbe ugualmente illegittimo. Nell’ipotesi in cui venga notificato, il debitore potrebbe fare opposizione e, nel conseguente giudizio, il giudice – accertato il parziale adempimento – dopo aver revocato l’originario decreto, emette una sentenza di condanna per il residuo dell’importo. Le spese legali, anche in questo caso, non sono dovute. L’opposizione ha quindi lo scopo di evitare le spese legali: ma ne vale davvero la pena in termini economici (se non per prendere tempo)?

Pagamento decreto ingiuntivo dopo l’emissione ma prima della notifica

Se è vero che, ai fini della validità del decreto ingiuntivo, conta il momento in cui viene materialmente emesso e, quindi, firmato dal giudice, tutti i pagamenti intervenuti dopo tale data – parziali o totali – non fanno venire meno il diritto del creditore di esigere anche le spese legali. Spese che, quindi, sono dovute. 

Se il debitore dovesse, anche in questo caso, pagare solo parzialmente e poi presentare opposizione, il decreto verrebbe annullato e, con la sentenza di condanna, il giudice gli impone il versamento del residuo, comprensivo però – questa volta – anche delle spese legali.

Pagamento dopo la notifica del decreto ingiuntivo

A maggior ragione anche in questo caso le spese legali sono dovute visto che il debitore è nettamente in ritardo e, anche quando effettua il pagamento, è al corrente dell’ingiunzione e delle spese legali.

note

[1] Trib. Milano sent. n. 894/19 del 28.01.2019.

[2] Cass. sent. n. 21432/2011.

Autore immagine soldi e orologio di Stmool


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