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Come uscire dai debiti senza soldi

17 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Marzo 2019



Come saldare i debiti senza avere liquidità? Cos’è il prestito cambializzato? Cos’è la procedura di sovraindebitamento?

I debiti rappresentano, con tutta probabilità, la preoccupazione maggiore per chi si trova in condizioni di ristrettezze economiche: il pensiero di dovere dei soldi a qualcuno tormenta le notti di quanto hanno accumulato debiti. Per ripianare la propria situazione occorre restituire ciò che si deve, questo è ovvio; ma come uscire dai debiti senza soldi? È possibile? Sembra quasi una contraddizione in termini ma, come vedremo, non è proprio così: ed infatti, oggi esistono degli strumenti che consentono di far fronte alle proprie passività anche senza avere liquidità. Non si tratta solamente del classico prestito, ma anche di procedure previste dalla legge per aiutare chi ha contratto debiti ma dimostra di voler pagare in qualche modo. Non credi che tutto ciò sia possibile? Allora prosegui nella lettura di questo articolo: vedremo insieme, in modo semplice e chiaro, come uscire dai debiti senza soldi (ma anche senza miracoli).

Prestiti per pagare i debiti: come fare?

Il primo modo utile che puoi utilizzare per uscire dai debiti senza avere soldi tuoi è quello di chiedere un prestito. Ovviamente, nessun istituto di credito ti farà un prestito o ti concederà un mutuo senza delle garanzie: per tale ragione, per ottenere un prestito avrai bisogno di un fideiussore, cioè di una persona che ti faccia da garante e che assicuri alla banca che la somma prestata venga restituita. In alternativa, puoi offrire anche una garanzia di tipo reale: se possiedi un immobile, puoi ipotecarlo per ottenere il denaro di cui hai bisogno per uscire dai debiti.

In alternativa a queste tipologie “classiche” di prestito, potresti pensare di ricorrere anche ai prestiti cambializzati. Cosa sono? Te lo spiego nel prossimo paragrafo.

Prestiti cambializzati: cosa sono?

I prestiti cambializzati si differenziano dai prestiti sopra visti per la modalità di restituzione delle somme ricevute: invece del tradizionale Rid (rapporto interbancario diretto) con addebito bancario o postale, infatti, la restituzione del denaro avviene a mezzo cambiali, che vanno pagate con cadenza mensile fino all’estinzione del prestito.

Il prestito cambializzato è dedicato proprio a quelle persone che, nell’immediato, non hanno i soldi per uscire di debiti e, pertanto, nemmeno un conto in banca cospicuo; in buona sostanza, il prestito cambializzato va incontro a chi non ha i requisiti per ottenere un comune prestito. D’altro canto, però, il prestito cambializzato agevola l’istituto erogante in quanto, grazie all’estinzione tramite promesse di pagamento, fornisce ai creditori la possibilità di rifarsi su possibili insolvenze pignorando i beni dell’inadempiente, così da rientrare immediatamente nelle spese sostenute. In caso di inadempienza, il debitore verrà protestato.

Pagare i debiti offrendo il proprio lavoro

Puoi uscire dai debiti senza soldi offrendo al tuo creditore, anziché del danaro, la tua prestazione professionale. Se sei specializzato in qualcosa, se eserciti (o esercitavi) un mestiere o, comunque, ritieni di essere molto bravo in un’attività, puoi dedicarti a questa per pagare i tuoi debiti.

Ad esempio, puoi metterti in pari con i piccoli debiti che hai accumulato nel tempo offrendo la tua manodopera per effettuare qualche lavoro, portando la contabilità della società di cui sei debitore, offrendo consulenze in cambio del ripianamento delle passività. Insomma: se sai fare qualcosa, falla gratuitamente per la persona a cui devi del denaro.

Uscire dai debiti con la procedura di sovraindebitamento

La legge consente ai debitori che vogliano onorare i propri impegni ma che non hanno alcun modo per poterlo fare di ottenere una riduzione delle proprie passività: si tratta della pratica di composizione della crisi, che può essere chiesta al giudice nel caso di sovraindebitamento. Si tratta di una legge del 2012 (la famosa legge salva suicidi, emanata in piena crisi economica) [1] che ha consentito ai comuni cittadini, oberati da debiti a cui non possono far fronte, di raggiungere un accordo con i creditori e di pagare solamente una parte dei debiti. Perché i creditori dovrebbero rinunciare ad una parte della loro pretesa? Per il semplice fatto che è inutile intraprendere esecuzioni forzate nei confronti di chi non ha nulla: si perde tempo e denaro. Meglio ottenere una somma minore, ma almeno certa.

Sovraindebitamento: cos’è?

Con la procedura di sovraindebitamento il debitore può chiedere al giudice di accedere ad una procedura che è molto simile a quella che la legge ha sempre concesso alle imprese fallite: quello di proporre un accordo che soddisfi la maggioranza dei creditori. Il debitore deve essere meritevole di questo sconto, nel senso che la situazione di morosità non dev’essere stata provocata da una condotta rimproverabile (ad esempio, la perdita di danaro al gioco), ma da cause non attribuibili ad una colpa.

Il debitore deve dimostrare la propria buona volontà a voler saldare quel che può: da un lato, quindi, deve fornire la prova di poter pagare almeno una minima percentuale del debito, attingendo da propri o altrui beni (si pensi, per esempio, alla vendita della casa dei genitori o alla cessione di parte del Tfr). Dall’altra parte, deve anche attestare che, pur con un lavoro a tempo pieno, non sarebbe capace di ricoprire la parte restante. Il debitore, insomma, deve offrire un saldo e stralcio del debito misurato in base alle sue effettive possibilità.

Pagare i debiti cedendo i propri beni

Infine, puoi pensare di uscire dai debiti pur non avendo soldi trovando un accordo con i tuoi creditori e offrendo loro la vendita di un tuo bene. Se possiedi qualche piccola proprietà (non necessariamente un immobile, ma anche un’autovettura, una motocicletta, ecc.) potresti cederla in cambio dell’estinzione del debito. Fondamentale è trovare un accordo con il creditore e mettere tutto nero su bianco, di modo che alla tua cessione possa corrispondere la liberazione dal vincolo debitorio.

Uscire dai debiti affittando una proprietà

Un buon modo per trovare liquidità per uscire dai debiti è quello di dare in locazione un bene immobile che non si utilizza: pensa a chi è proprietario di un piccolo vano ad uso commerciale che, però, non può utilizzare perché troppo piccolo per viverci. In un’ipotesi come questa, è possibile far “fruttare” i propri beni concedendoli in locazione a terzi che ne hanno bisogno e, ovviamente, facendosi pagare il canone mensile.

note

[1] Legge n. 3/2012.


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6 Commenti

    1. Buongiorno Daniele. Chi vuol pagare con saldo e stralcio alle migliori condizioni possibili dovrebbe sempre accompagnare la richiesta con un dettagliato supporto documentale ove vengono evidenziate le proprie disponibilità. Non solo la dichiarazione dei redditi ma anche una certificazione dell’ufficio di registro circa gli eventuali immobili intestati, i componenti il nucleo familiare, eventuali altri finanziamenti o mutui in corso, ecc. La proposta al creditore potrà essere fatta dal debitore stesso o da un suo rappresentante (il commercialista, un legale, ecc.). Se però il creditore è già difeso da un avvocato – che per esempio ha notificato un decreto ingiuntivo o una citazione in causa – sarà a quest’ultimo che bisognerà rivolgersi. Chiaramente, come in un mercanteggio di vecchi tempi, si deve partire da una offerta che sia quanto più vantaggiosa per sé, al fine poi di poter concedere qualche margine alla controparte nel corso della trattativa. Così, ad esempio, dinanzi a un debito con la banca di 10mila euro si inizierà ad offrirne 4mila per chiudere magari a 6mila. Il saldo e stralcio avrà maggiori margini di successo quanto più il creditore è sfibrato dal tentato recupero delle proprie somme. Il che di solito avviene ad esecuzione forzata già iniziata e risultata inutile. Anche a un soggetto completamente privo di beni sarà facile raggiungere un’intesa vantaggiosa, ben sapendo il creditore che null’altro potrà strappargli per le vie giudiziali. Tieni conto di un’altra importantissima questione. Quando proponi un saldo e stralcio non stai facendo altro che ammettere l’esistenza e la consistenza del tuo debito. Per cui, se il creditore non dovesse accettare la tua offerta, non potrai poi contestare la sua azione legale sostenendo che il pagamento non è dovuto o che l’importo richiesto è esagerato. Difatti, avanzando una domanda di saldo e stralcio non stai facendo altro che riconoscere il diritto altrui. Per evitare questo effetto, che per te potrebbe essere fortemente pregiudizievole nel caso in cui le trattative non dovessero raggiungere un risultato, ti consigliamo di specificare, in ogni missiva, la seguente dicitura: «La presente offerta non costituisce ammissione del debito ma solo un tentativo di definizione bonaria per evitare il contenzioso giudiziale».

      1. Buongiorno per quanto riguarda il prestito cambializzato vale anche per persone iscritte in CAI e chi li eroga?
        Grazie e buona giornata.

        1. La centrale di allarme interbancaria, anche chiamata Centrale Rischi, è un archivio informatico presso la Banca d’Italia in cui vengono iscritti coloro che emettono assegni a vuoto o che utilizzano carte di credito revocate. Cosa fare quando si finisce in sovraindebitamento e non si ha denaro abbastanza per uscirne? Dal prestito con garante al lavoro fino al condono. Leggi i nostri articoli:
          -La Centrale Rischi interbancaria, CAI https://www.laleggepertutti.it/129934_la-centrale-rischi-interbancaria-cai
          -Come pagare debiti senza soldi https://www.laleggepertutti.it/282700_come-pagare-debiti-senza-soldi

    1. I debiti dei figli maggiorenni non ricadono mai sui genitori. Padre e madre non saranno quindi responsabili del fallimento dell’attività del figlio, del suo mancato pagamento delle utenze, dei creditori rimasti insoddisfatti, ecc. Le cose si complicano se il figlio maggiorenne convive ancora con i genitori (e dunque ha residenza presso la stessa casa). Se i creditori propongono un pignoramento mobiliare, l’ufficiale giudiziario si recherà presso la comune abitazione. In tal caso, secondo costante giurisprudenza, si presume che i beni presenti in casa appartengono al debitore; ecco allora che anche in caso di figlio maggiorenne i genitori potrebbero trovarsi a rispondere dei debiti da questo contratti.

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