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Pensione d’invalidità, tutte le risposte

10 Maggio 2019 | Autore:
Pensione d’invalidità, tutte le risposte

Come funziona la pensione d’invalidità civile, a chi spetta, requisiti, reddito, a quanto ammonta, domanda, decadenza.

La pensione d’invalidità civile, o assegno mensile di assistenza per gli invalidi civili parziali, è una prestazione riconosciuta dall’Inps alle persone con invalidità civile riconosciuta almeno pari al 74%, disoccupate e con un reddito inferiore a determinate soglie.

Questo trattamento non deve essere confuso con l’assegno ordinario d’invalidità, che è una prestazione riconosciuta dall’Inps in presenza di un minimo di 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio: la pensione d’invalidità, invece, spetta a prescindere dal versamento di contributi.

La pensione d’invalidità civile non deve essere confusa neanche con la cosiddetta pensione d’inabilità civile, che spetta agli invalidi civili totali, con invalidità riconosciuta del 100%: anche se l’importo dei trattamenti è lo stesso, difatti,  e nemmeno con l’assegno di accompagnamento, che è una prestazione spettante agli invalidi civili totali non autosufficienti, non in grado di camminare senza un accompagnatore o di compiere gli atti quotidiani della vita.

Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sulla pensione d’invalidità: tutte le risposte, chi ne ha diritto, quanto spetta, come richiederla, quali sono le soglie di reddito e gli ulteriori requisiti per l’assegno di assistenza, quando si decade dalla prestazione.

A chi spetta la pensione d’invalidità civile?

Per richiedere la pensione d’invalidità civile, o meglio l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, bisogna possedere i seguenti requisiti (validi per il 2019):

  • aver ottenuto il riconoscimento dell’invalidità civile, con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74 e il 99%;
  • essere di età compresa tra i 18 e i 67 anni (l’età limite per richiedere la prestazione originariamente prevista, pari a 65 anni, è stata elevata in base agli incrementi alla speranza di vita media),
  • essere cittadini italiani, europei o extracomunitari legalmente soggiornanti in Italia;
  • avere un reddito annuo non superiore a 4.906,72 euro;
  • essere in stato di disoccupazione.

Con la pensione d’invalidità civile si può lavorare?

Per la pensione d’invalidità civile, il possesso dello stato di disoccupazione non richiede di essere totalmente privi d’impiego, quindi di non svolgere alcuna attività, ma si mantiene, anche se si lavora:

  • se non si superano 8mila euro di reddito su base annua, se l’attività esercitata è di lavoro dipendente o co.co.co;
  • se non si superano 4.800 euro su base annua, se l’attività è di lavoro autonomo;
  • non è più necessario, per ottenere l’assegno dall’Inps, l’obbligo dell’iscrizione nelle liste di collocamento speciali.

In pratica, al beneficiario della pensione d’invalidità civile si richiede lo stato di non occupazione, o disoccupazione parziale, non lo stato di disoccupazione come persona priva d’impiego (ne abbiamo parlato in: Stato di disoccupazione e di non occupazione).

Che cosa succede se si superano i limiti di reddito per la pensione d’invalidità civile?

Se si superano i limiti di reddito, la pensione d’invalidità civile non spetta, anche nel caso in cui si mantenga lo stato di disoccupazione.

Ad esempio, se l’interessato è lavoratore dipendente e supera i 4.906,72 euro di reddito, senza superare 8mila euro su base annua, pur non perdendo lo stato di disoccupazione perde la pensione d’invalidità civile, in quanto oltrepassa il limite di reddito assoluto.

Quali redditi rilevano per la pensione d’invalidità civile?

Ai fini del calcolo del reddito personale annuo rileva solo quello dell’invalido, mentre non si contano i redditi dei familiari.

Nel dettaglio, nella determinazione del reddito rilevante devono essere valutati i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef (imponibile Irpef) al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali.

Quali redditi bisogna dichiarare per la pensione d’invalidità civile?

Ai fini del calcolo dei limiti di reddito per il diritto all’assegno, rileva solo il reddito personale annuo dell’invalido, mentre non si contano i redditi dei familiari.

Per la precisione, nella determinazione del reddito rilevante devono essere valutati i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef (imponibile Irpef) al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali.

Una recente informativa dell’Inail [1], analizzate le fonti normative in materia, chiarisce che, ai fini dell’assegno di assistenza per invalidi civili parziali (e della pensione d’inabilità civile) i redditi da considerare sono i seguenti:

• stipendi, pensioni, terreni, fabbricati, redditi da impresa e da lavoro autonomo, assegno di mantenimento pagato al coniuge separato o divorziato, etc.:
• redditi soggetti a tassazione separata riferiti ad anni precedenti a quelli di effettiva corresponsione;
• redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (interessi derivanti da depositi bancari o postali, BOT e CCT, etc.);
• redditi prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero assoggettabili all’Irpef;
• redditi da lavoro, conseguiti presso enti internazionali operanti in Italia e non soggetti alla normativa tributaria italiana;
• redditi da pensione concessa da organismi esteri o enti internazionali;
• redditi relativi a indennità corrisposte ai cittadini colpiti da tubercolosi;
• trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sugli stessi.

In base a quanto indicato dall’Inps nelle istruzioni del modello AP70 (Dati socio-economici necessari per la concessione e l’erogazione delle prestazioni d’invalidità civile), ossia nella dichiarazione dei dati rilevanti per la concessione dell’assegno d’invalidità e della pensione d’inabilità, devono essere indicati, tra i vari redditi, anche gli arretrati, i conguagli, le indennità di fine rapporto, e le eredità.

Gli importi dei redditi da indicare sono, come chiarito dalla Cassazione, quelli corrispondenti all’imponibile fiscale, indipendentemente dal loro ammontare, anche se inferiori alle soglie limite.

Quali redditi non rilevano per la pensione d’invalidità civile?

I redditi esclusi dal computo sono invece i seguenti:
• pensioni, assegni e indennità corrisposti o da corrispondere agli invalidi civili, essendo prestazioni esenti dall’Irpef;
• rendite infortunistiche Inail con natura risarcitoria;
• assegni per l’assistenza personale continuativa;
• rendita Inail ai superstiti in caso di morte del titolare;
• assegno funerario;
• rendite di passaggio per silicosi e asbestosi;
• pensioni di guerra di ogni tipo, assieme alle relative indennità accessorie;
• assegni annessi alle pensioni privilegiate ordinarie;
• pensioni annesse alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia;
• soprassoldi concessi ai decorati al valore militare;
• sussidi e prestazioni assistenziali pagati dallo Stato e da altri Enti pubblici;
• sussidi a carattere assistenziale e prestazioni assimilate;
• rendite corrisposte in Italia dall’ assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera AVS.

Se ho un reddito la pensione d’invalidità civile si riduce?

La pensione d’invalidità è riconosciuta sempre in misura piena se non si superano le soglie reddituali: non è prevista l’attribuzione in misura parziale per chi produce redditi.

La pensione d’invalidità civile è compatibile con le altre prestazioni d’invalidità?

La pensione d’invalidità civile è incompatibile con le prestazioni dirette di invalidità a qualsiasi titolo riconosciute. La legge 407  stabilisce infatti che le prestazioni pensionistiche riconosciute dall’Inps (in precedenza, da ministero dell’Interno), non sono compatibili con prestazioni a carattere diretto, concesse a seguito di invalidità, escluse quelle erogate ai ciechi civili, ai sordomuti e agli invalidi totali.

Il beneficiario della pensione d’invalidità civile non può, dunque, cumulare il trattamento con le prestazioni per invalidità, e non ha nemmeno la facoltà di scegliere il trattamento più favorevole.

La pensione d’invalidità civile è compatibile con le altre pensioni?

La pensione d’invalidità civile è pienamente compatibile con le pensioni non d’invalidità, fermo restando il rispetto delle soglie di reddito.

A quanto ammonta la pensione d’invalidità civile?

La pensione d’invalidità civile nel 2019 ammonta a 285,66 euro al mese, cioè a 3.713,58 euro annui, in quanto è riconosciuta per 13 mensilità.

Come si chiede la pensione d’invalidità civile?

Per richiedere la pensione d’invalidità civile, è indispensabile che all’interessato sia stata riconosciuta, dall’apposita commissione medica, l’invalidità civile in misura almeno pari al 74%.

È dunque necessario, dopo aver ottenuto il certificato medico introduttivo dal proprio medico curante, inviare all’Inps, tramite portale web, call center o patronato, la domanda d’invalidità, per richiede gli accertamenti sanitari. Qui la Guida alla domanda d’invalidità per conoscere, passaggio per passaggio, la procedura.

Una volta ottenuto il verbale di riconoscimento dell’invalidità dalla commissione medica, si deve richiedere la pensione attraverso il servizio online, disponibile nel portale dell’Inps, “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”, modello AP 70. In alternativa, la domanda può essere inoltrata tramite call center o patronato.

Come confermare il diritto alla pensione d’invalidità?

Per verificare il requisito della disoccupazione, una volta ottenuto l’assegno, il beneficiario deve presentare all’Inps ogni anno, con la compilazione del modulo Iclav, una dichiarazione sostitutiva, che attesti di prestare o non prestare attività lavorativa.

Nel dettaglio, nel modello Iclav devono essere dichiarati i dati necessari per verificare la permanenza dei requisiti previsti per l’assegno mensile d’invalidità, sulla base dei redditi prodotti nell’anno richiesto e della mancanza di prestazione lavorativa.

Chi deve presentare il modello Iclav?

Il modello Iclav deve essere presentato, per indicare gli eventuali redditi conseguiti nel periodo di riferimento della dichiarazione, dai seguenti beneficiari della pensione d’invalidità:

  • invalidi parziali, non ricoverati, con solo assegno;
  • invalidi parziali, ricoverati, con solo assegno;
  • invalidi parziali, non ricoverati, titolari di altro reddito, con solo assegno;
  • invalidi parziali, ricoverati titolari di altro reddito, con solo assegno;
  • invalidi parziali, privi di perequazione automatica ma con limite di reddito personale pari o inferiore a quello stabilito per legge.

Quali redditi si devono dichiarare nel modello Iclav?

Nel modello Iclav è necessario dichiarare:

  • i redditi di lavoro dipendente, anche derivanti da contratti a tempo determinato e part time;
  • i redditi derivanti da lavoro parasubordinato, come co.co.co e co.co.pro;
  • i redditi derivanti da lavori socialmente utili;
  • i redditi derivanti da lavoro autonomo
  • i redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente, lavoro autonomo occasionale, redditi d’impresa o professionali conseguiti dagli aderenti al regime forfettario o dei contribuenti minimi;
  • i redditi presunti, appartenenti alle tipologie elencate, relativi all’annualità in corso.

Gli importi da indicare sono quelli corrispondenti all’imponibile fiscale, indipendentemente dal loro ammontare, anche se inferiori alle soglie limite.

Che cosa fare se si superano le soglie di reddito per la pensione d’invalidità?

Se l’interessato supera la soglia di reddito annuale prevista, entro 30 giorni deve inviare un’immediata comunicazione all’Inps del venir meno dei requisiti richiesti per il diritto alla pensione d’invalidità.

La comunicazione può essere inviata attraverso il patronato, o il servizio online, disponibile nel portale dell’Inps, “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”, modello AP 70. Lo stesso modello può essere utilizzato per comunicare il sopraggiungere di una situazione di incompatibilità: l’assegno mensile, difatti, è incompatibile con le altre pensioni di invalidità, con le pensioni per invalidi di guerra, lavoro e servizio. L’invalido può scegliere comunque la pensione a lui più favorevole.

Che cosa succede se si compie l’età pensionabile?

Al compimento dei 67 anni (limite di età valido per il 2019), la pensione d’invalidità civile si trasforma automaticamente in assegno sociale sostitutivo dell’invalidità civile.

note

[1] Informativa Inail 13/02/2019.


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