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Assegno bancario e assegno circolare: che differenze?

27 Dicembre 2017 | Autore:
Assegno bancario e assegno circolare: che differenze?

Come funziona l’emissione di ciascun assegno? Regole e differenze da conoscere per ridurre i rischi

L’assegno, sia esso un assegno bancario o un assegno circolare, costituisce un titolo di credito ovvero un titolo in forza del quale è possibile vantare un credito di importo pari alla cifra su di esso indicata e, di conseguenza, pretenderlo e riscuoterlo. L’assegno è un valido strumento di pagamento alla stessa stregua del denaro contante e costituisce uno strumento comodo per il debitore, anche per i profili di sicurezza rispetto all’uso di contanti. Tuttavia, dal lato del creditore, il livello di sicurezza dipende anche dalla tipologia di assegno emesso. Per questo motivo può essere importante precisare le differenze tra assegno bancario e assegno circolare. Per quanto queste possano sembrare scontate, la differenza tra l’assegno circolare e l’assegno bancario, è fondamentale. Eccone dunque i tratti fondamentali.

Assegno bancario: come funziona?

L’assegno bancario è un titolo di credito emesso dal titolare del conto corrente cui l’assegno fa riferimento. Il titolo viene coperto con i fondi che sono presenti sul conto. Quando ci si presenta per la riscossione, i soldi che vengono corrisposti a fronte di quel titolo provengono, dunque, direttamente dal conto del debitore che ha emesso l’assegno. Per quanto riguarda la sua emissione, l’assegno bancario viene dato nella diretta disponibilità del titolare del conto corrente, attraverso l’emissione di un carnet numerato. La banca collega il carnet al conto corrente e il titolare ne ha la piena responsabilità: dunque in caso di smarrimento è tenuto a denunciarne la scomparsa e a darne evidenza alla banca che provvede ad annullare gli assegni contenuti in quella serie assegnata al cliente.

Assegno bancario: rischio scopertura

L’assegno scoperto è il rischio principale dell’assegno bancario: se, infatti, l’assegno viene emesso dal debitore in assenza di una effettiva copertura sul conto corrente, allora l’operazione viene bloccata. La banca provvede a inviare un immediato sollecito al cliente che deve provvedere alla copertura nei successivi 60 giorni. In questo caso, il pagamento non viene effettuato e pertanto il creditore della somma di denaro contenuta nell’assegno rimane insoddisfatto. Ciò spiega chiaramente perché la tutela del creditore nell’assegno bancario è limitata dalla presenza di fondi sul conto del debitore.

Assegno circolare: come funziona?

Il rischio di scopertura appena visto per l’assegno bancario è inesistente nel caso di assegno circolare. L’assegno circolare, infatti, è un titolo di credito che ha un livello di sicurezza maggiore, perché non è in diretto possesso del titolare del conto corrente e non viene cioè rilasciato attraverso dei carnet. In una transazione, il debitore per potere pagare attraverso assegno circolare deve difatti presentarsi allo sportello della banca e richiedere che venga emesso un assegno a fronte del quale la copertura viene verificata al momento stesso dell’emissione. Una volta che l’assegno viene emesso la banca di solito provvede all’invio di una copia al beneficiario, che potrà così verificare che il pagamento verrà effettivamente effettuato.

Di solito l’uso dell’assegno circolare è collegato al pagamento di transazioni di un valore elevato o di un’importanza elevata, ovvero a pagamenti per i quali il rischio di inadempimento deve essere ridotto al minimo. Generalmente l’assegno circolare deve essere riscosso nell’arco di 30 giorni dalla data di emissione, tuttavia i termini di prescrizione delle somme sono più ampi. In ordine al suo contenuto, la legge stabilisce che ogni assegno circolare deve contenere:

  • la denominazione di assegno circolare;
  • la firma della banca emittente;
  • la promessa di pagare a vista una somma determinata;
  • l’indicazione della data e del luogo nel quale l’assegno circolare è stato emesso;
  • l’indicazione del beneficiario.

Assegno circolare: quando scade?

Il creditore che ha ricevuto in pagamento un assegno circolare è preferibile che provveda ad incassarlo o cambiarlo entro 8 o 15 giorni dal suo ricevimento, a seconda che si viva nello stesso Comune in cui esso è stato emesso o in un Comune diverso. Superato tale termine, infatti, l’assegno circolare non perde validità ma l’emittente è libero di revocarlo.



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