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Pensione quota 100 dipendenti pubblici: preavviso

17 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Marzo 2019



Che cosa succede se la richiesta di cessazione dal servizio per la quota 100 è presentata all’amministrazione senza rispettare il termine di preavviso di 6 mesi?

Il decreto che ha istituito la pensione quota 100 [1] ha previsto, per raggiungere il trattamento, delle finestre, cioè dei periodi di differimento della decorrenza della prestazione, che sono pari a 3 mesi per i dipendenti del settore privato, ed a 6 mesi per i dipendenti pubblici.

Per i dipendenti pubblici, tra l’altro, lo stesso decreto ha previsto la necessità di fornire un preavviso di dimissioni, all’amministrazione presso la quale si presta servizio, almeno pari a 6 mesi.

Ma per la pensione quota 100 il preavviso di 6 mesi alla P.A. è tassativo? L’Inps si rifiuta di liquidare la pensione se i 6 mesi di preavviso non sono rispettati? E, inoltre, i 6 mesi di preavviso vanno sommati ai 6 mesi di finestra, diventando così 12 mesi, o i termini possono decorrere insieme? Esiste un modo per aggirare il semestre di preavviso senza che il diritto alla pensione sia compromesso?

La disposizione del decreto in materia di pensioni che prevede l’obbligo di preavviso di 6 mesi, per i beneficiari della pensione Quota 100 dipendenti dalle pubbliche amministrazioni, sta creando non pochi problemi ai lavoratori che vorrebbero cessare dal servizio quanto prima.

Cerchiamo allora di fare il punto sulla pensione quota 100 dipendenti pubblici: preavviso, come funziona questo nuovo obbligo, ci sono delle eccezioni che consentono di non applicarlo, come funzionano le finestre.

Finestre per la pensione quota 100 dipendenti pubblici

I lavoratori dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni [2] che hanno maturato i requisiti per la pensione Quota 100 entro il 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto-legge in materia di pensioni) conseguono il diritto alla prima decorrenza utile del trattamento pensionistico dal 1° agosto 2019: in pratica, a chi, dipendente pubblico, ha maturato i requisiti per la quota 100 entro il 29 gennaio 2019, si applica una finestra fissa, che “si apre” il 1° agosto 2019.

I dipendenti pubblici che, invece, perfezionano i requisiti dal 30 gennaio 2019, giorno successivo all’entrata in vigore del decreto-legge, conseguono il diritto alla prima decorrenza utile del trattamento pensionistico trascorsi 6 mesi dalla maturazione dei requisiti: in pratica, a chi, dipendente pubblico, ha maturato i requisiti per la quota 100 dopo il 29 gennaio 2019, si applica una finestra mobile, che “si apre” 6 mesi dopo la maturazione dell’ultimo requisito utile per la pensione. In ogni caso, la finestra mobile di 6 mesi non può aprirsi prima del 1° agosto 2019.

Quando è liquidata la pensione quota 100 dei dipendenti pubblici?

Per i dipendenti pubblici, se la pensione quota 100 è liquidata a carico di una gestione esclusiva dell’assicurazione generale obbligatoria (ad esempio dell’ex Inpdap), la prima decorrenza utile del trattamento è fissata il primo giorno successivo all’apertura della finestra.

Ad esempio, se l’interessato matura i requisiti quota 100 il 29 maggio 2019, consegue il diritto alla decorrenza della pensione nel corso del mese, precisamente il 30 novembre 2019.

Per coloro il cui trattamento è liquidato da una gestione non esclusiva dell’assicurazione generale obbligatoria, la prima decorrenza utile della pensione è fissata il primo giorno del mese successivo all’apertura della finestra.

Ad esempio, se l’interessato matura i requisiti quota 100 il 29 maggio 2019, consegue il diritto alla decorrenza della pensione il 1° dicembre 2019.

Finestre quota 100 per il personale della scuola

Per il personale del comparto Scuola ed Afam, si applica la finestra unica annuale anche per la quota 100, come avviene per la generalità delle pensioni, per garantire la continuità in corso d’anno scolastico.

Obbligo di preavviso di 6 mesi per la pensione quota 100 dei dipendenti pubblici

Come inizialmente osservato, il decreto in materia di pensioni ha previsto che i dipendenti pubblici, per il diritto alla pensione quota 100, debbano presentare la domanda di collocamento a riposo all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di 6 mesi. Ma che cosa succede se il preavviso non viene rispettato? La pensione quota 100 si può ottenere ugualmente?

Il decreto non illustra le conseguenze del mancato rispetto del preavviso, limitandosi a stabilire che i dipendenti pubblici possono ottenere la pensione quota 100 nel rispetto di determinate regole, tra le quali rientra anche il preavviso di 6 mesi.

Per come è formulata la norma, dunque, sembrerebbe che, se non si rispetta la disciplina stabilita dal decreto, il diritto alla quota 100 non sorga.

Tra l’altro, come lo stesso decreto specifica, la finalità delle regole particolari per i dipendenti pubblici è quella di garantire la continuità e il buon andamento dell’azione amministrativa. Se l’obbligo del preavviso di almeno 6 mesi non fosse tassativo, si legittimerebbe la cessazione in massa dei dipendenti pubblici dal servizio, creando serie problematiche a livello nazionale.

Le regole osservate trovano applicazione anche nei confronti dei lavoratori dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni contestualmente iscritti presso più gestioni pensionistiche, come specificato dall’Inps nella circolare sulla quota 100 [3].

Quali sono i requisiti per la quota 100?

Ricordiamo ora, brevemente, i requisiti previsti per la quota 100:

  • aver compiuto 62 anni d’età;
  • possedere almeno 38 anni di contributi (dei quali almeno 35 “al netto” di periodi di disoccupazione e malattia non integrata, se la gestione d’iscrizione lo prevede), anche raggiunti attraverso il cumulo dei contributi (con l’esclusione della contribuzione accreditata presso le casse dei liberi professionisti).

Per approfondire e conoscere il funzionamento di tutte le finestre previste, del calcolo della pensione, del cumulo coi redditi di lavoro : Come funziona la quota 100.

note

[1] DL 4/2019.

[2] Art.1, Co. 2, D.lgs. 165/2001.

[3] Inps circ. n.11/2019.


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