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Conguaglio acqua: prescrizione

17 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Marzo 2019



Entro quanto tempo il fornitore del servizio idrico può pretendere da te un pagamento? Se hai versato dei soldi non dovuti c’è il rimborso?

Anche il tuo fornitore dell’acqua può avere problemi di memoria. E può anche ricordarsi con qualche anno di ritardo che gli devi un conguaglio arretrato. Così, tira fuori dal cassetto una vecchia bolletta e te la spedisce a casa pretendendo che tu paghi ciò che dovevi 2, 3 o 5 anni fa. Facendo finta di ignorare che anche per il conguaglio dell’acqua c’è la prescrizione. E che, pertanto, non sei tenuto a versare alcunché, se non un po’ di acqua in un bicchiere sicuro di non annegarci dentro.

La legge di Bilancio 2018 [1] prevede, infatti, che quando ti arriva a casa una bolletta dell’acqua che riguarda un consumo di più di un certo periodo di tempo tu abbia il diritto di ignorarla e di cestinarla perché il debito è, ormai, prescritto. E, siccome perseverare è umano, se la società insiste perché tu paghi nonostante tutto, minacciando ti lasciarti a secco, puoi anche chiedere la sospensione della bolletta.

Qual è la particolarità di questa legge? Il punto significativo è che accorcia per le bollette dell’acqua (come per quelle di luce e gas) di più della metà la prescrizione fissata dal Codice civile [2] sui debiti da pagare con cadenza fissa, ad esempio una volta l’anno oppure una volta ogni mese, ogni bimestre, ecc. Significa i pagamenti di altre utenze come telefono, pay-tv, Internet, ecc. restano con la prescrizione lunga mentre per il conguaglio dell’acqua e delle bollette energetiche tutto finisce molto prima. Vediamo quando e a che cosa hai diritto nel caso in cui si pretenda da te un conguaglio prescritto.

Bolletta dell’acqua: quando va in prescrizione?

La data chiave, dunque, era quella del 1° gennaio 2018. Da quel giorno, infatti, la bolletta dell’acqua, insieme a quelle di luce e gas, vanno in prescrizione non dopo 5 ma dopo 2 anni. È questa la deroga prevista dalla legge di Bilancio di allora all’articolo del Codice civile che fissa in un quinquennio la prescrizione dei pagamenti cadenzati, come possono essere tutte le altre utenze di casa (telefono, Adsl, pay-tv ed altro). La nuova normativa riguarda le bollette emessa a partire da quella data. Significa che se ne hai ricevuta una del 1° dicembre 2017, cade in prescrizione solo 5 anni dopo, quindi il 30 novembre 2022. Mentre le bollette del 1° gennaio 2018 si prescrivono il 31 dicembre 2019.

Quando si parla di prescrizione della bolletta dell’acqua si intende non soltanto il conguaglio ma anche le singole fatture che ricevi durante l’anno. E, oltre a quelle per il consumo domestico, anche le bollette delle piccole imprese, dei professionisti e delle società.

Si tratta, dunque, di un periodo pari a meno della metà rispetto a quanto stabilito prima per conservare obbligatoriamente le bollette e poter, così, dimostrare in caso di contestazioni di avere pagato fino all’ultima goccia d’acqua consumata. Pertanto, trascorsi i due anni l’utente non è più tenuto a dimostrare alcunché, oltre a non essere vincolato a pagare alcunché.

Conguaglio dell’acqua: quando va in prescrizione?

Come le singole bollette che ricevi ogni mese oppure ogni bimestre, anche il conguaglio dell’acqua (e della luce e del gas) cade in prescrizione dopo 2 anni. Vuol dire che pure in questo caso, trascorsi i 24 mesi dall’anno di riferimento, il tuo fornitore non potrà pretendere nulla da te riguardo i vecchi consumi anche se l’accertamento viene fatto successivamente.

Conguaglio dell’acqua: quando si interrompe la prescrizione?

Tieni d’occhio, però, la cassetta della posta e, se la possiedi, alla tua casella Pec. Il conguaglio dell’acqua cade in prescrizione se nei 2 anni che trascorrono dall’anno di riferimento non ricevi alcuna comunicazione dal tuo fornitore in cui ti viene sollecitato di corrispondere quanto dovuto. In altre parole, ti va bene se la compagnia non ti manda un sollecito di pagamento nell’arco di quei 24 mesi tramite raccomandata a/r o via Pec (posta elettronica certificata).

Se ricevi tale comunicazione, la prescrizione dei 2 anni si interrompe e ricomincia dall’inizio, cioè ripartono altri 2 anni prima che il conguaglio cada in prescrizione. La tua unica salvezza quale sarebbe? Che, ad esempio, il conguaglio si prescriva il 31 maggio ed il postino ti consegni la raccomandata il 1° giugno.

Conguaglio dell’acqua acqua: che cos’è la sospensione del pagamento?

Sempre la legge di Bilancio 2018, oltre alla drastica riduzione dei termini di prescrizione del conguaglio dell’acqua, ha disposto un importante diritto dell’utente. In pratica, se il consumatore avverte un comportamento anomalo o, per meglio dire, scorretto da parte del fornitore, può chiedere la sospensione del pagamento della bolletta in attesa che le circostanze vengano chiarite da chi di dovere.

Più nel dettaglio, l’utente ha la possibilità di appellarsi a questo diritto quando:

  • riceve una fattura per conguagli che riguardano un periodo superiore a 2 anni (sempre per effetto della modifica ella prescrizione, si può dedurre);
  • l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (l’Antitrust o Agcm che dir si voglia) apre un procedimento per accertare eventuali violazioni del Codice del consumo in merito alle rilevazioni dei consumi e del modo in cui sono stati eseguiti i conguagli e/o le fatturazioni. Va aggiunto che, in questo caso, il fornitore è tenuto ad informare l’utente dell’apertura del procedimento.

Pertanto, ed in sintesi: se hai presentato un reclamo all’Arera (l’Autorità che si occupa dell’energia e della rete idrica) che riguarda il conguaglio dell’acqua, hai diritto a vedere sospeso il pagamento della bolletta fino a quando il comportamento del tuo fornitore non sarà stato chiarito.

Conguaglio dell’acqua non dovuto: c’è il rimborso?

Nel caso in cui tu abbia pagato un conguaglio dell’acqua non dovuto (sempre che tu non l’abbia fatto per cause imputabili ad una tua responsabilità) hai diritto a ricevere un rimborso entro 3 mesi. Si fa riferimento sia al pagamento di un conguaglio nonostante sia caduto in prescrizione, sia a quello di una bolletta per la quale è in atto la sospensione del pagamento.

Come ottenere il rimborso?

Nel caso in cui tu ti renda conto di avere pagato dei consumi eccessivi o di avere versato un conguaglio non dovuto, puoi chiedere il rimborso della somma in eccesso presentando un reclamo tramite raccomandata a/r al tuo fornitore, indicando:

  • nome e cognome;
  • indirizzo e luogo di residenza;
  • il tuo codice di cliente;
  • il numero di riferimento della bolletta.

Evi anche allegare la ricevuta del versamento, se hai già pagato la bolletta o il conguaglio.

Il fornitore ha 40 giorni di tempo per darti una risposta. Se non si fa vivo entro quel periodo, hai diritto ad un indennizzo di 25 euro per la mancata risposta.

Sempre in assenza di risposta o di fronte ad argomenti che non ti convincono, puoi avviare la procedura di conciliazione, che va attivata esclusivamente online presso il sito dell’Arera, l’Autorità che gestisce le reti di acqua, luce e gas. Il Garante fisserà un incontro di conciliazione tra le parti (sempre online).

Questo passaggio è obbligatorio se, in mancanza di un accordo, intendi procedere per via giudiziaria.

note

[1] Legge n. 205/2017 del 27.12.2017.

[2] Art. 2948 cod. civ.


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1 Commento

  1. Buona sera, ma non era dal 2019 che si applicava la nuova normativa sulla prescrizione per la fornitura dell’acqua?
    Saluti

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