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Dipendenti: possibile controllare dati e presenze di un collega?

27 Dicembre 2017 | Autore:
Dipendenti: possibile controllare dati e presenze di un collega?

Accesso civico generalizzato: è possibile chiedere e ottenere dati e informazioni di un pubblico dipendente?

Può capitare che un dipendente pubblico riceva privilegi e vantaggi a discapito degli altri colleghi non destinatari di simili trattamenti di favore. Può succedere, ancor peggio, che un dipendente riceva aumenti stipendiali, bonus o avanzamenti di carriera davvero inspiegabili agli occhi degli altri colleghi, che – almeno sulla carta – sono uguali o addirittura più qualificati rispetto al più “fortunato” dipendente. Ovvio che in questi casi, oltre che la rabbia e talvolta anche l’invidia, si ingeneri una più che giustificata curiosità fra colleghi, i quali vorrebbero poter controllare sulla base di cosa si possa dar luogo a simili discriminazioni o presunte tali. La domanda, dunque, è: nelle ipotesi descritte si è totalmente “impotenti” oppure è possibile fare qualcosa o quantomeno informarsi? È possibile chiedere documenti e informazioni sull’attività di un pubblico dipendente? Si possono controllare dati e presenze di un collega? A tanto risponderemo nel presente articolo. A tal fine, però, è necessario innanzitutto capire cos’è il cosiddetto accesso civico generalizzato.

Accesso civico generalizzato: cos’è

Nei casi analoghi a quelli descritti sopra viene in rilievo l’istituto del cosiddetto accesso civico generalizzato entrato in vigore nel nostro ordinamento il 23.12.2016 [1]. L’accesso civico generalizzato, conosciuto anche come Foia ossia Freedom of Information Act (che significa “Legge sulla libertà di informazione”) è un importante strumento finalizzato a realizzare la trasparenza amministrativa e cioè la comprensibilità e la conoscibilità, dall’esterno ed in particolare dai cittadini,  dell’attività della pubblica amministrazione. Scopo dell’accesso civico generalizzato, dunque, è quello di garantire e realizzare l’imparzialità ed il buon andamento della Pubblica Amministrazione.

Accesso civico generalizzato: come funziona

Con la disciplina dell’accesso civico generalizzato viene assicurata ai cittadini la possibilità di conoscere l’organizzazione e l’attività della pubblica amministrazione anche attraverso l’obbligo ad essa imposto  di pubblicare sui siti istituzionali, nella sezione denominata “Amministrazione trasparente”, i documenti, i dati, e le informazioni concernenti le scelte amministrative operate, ad esclusione dei documenti per i quali è esclusa la pubblicazione, in base a norme specifiche ovvero per ragioni di segretezza. Ma cosa fare se il cittadino vuole venire a conoscenza di informazioni ulteriori, vale a dire di dati che la Pubblica amministrazione non ha provveduto a pubblicare o che comunque non risultano nell’apposita sezione dedicata alla trasparenza? Di seguito la risposta.

Accesso civico: è sempre possibile controllare dati pubblici

È bene sapere che con l’introduzione del Foia nel nostro ordinamento, tutti i cittadini potranno accedere liberamente ai documenti e ai dati pubblici.

Il che ha rappresentato una svolta epocale. Spieghiamo perché.

Prima i cittadini potevano prendere visione degli atti pubblici solo se erano i diretti interessati della vicenda o dei dati contenuti negli atti stessi. Con la riforma entrata in vigore l’anno scorso, invece, non bisogna più seguire interminabili trafile e non è più necessario dimostrare di avere un proprio particolare interesse alla pratica per avere accesso agli atti amministrativi. Facciamo degli esempi. Per verificare i documenti o le valutazioni di un concorso non bisognerà per forza essere uno dei concorrenti, poiché qualsiasi soggetto potrà accedervi. Il curriculum di un collega di lavoro che ha ottenuto un avanzamento di carriera, sarà liberamente visionabile da parte di colui il quale non ha ricevuto tale privilegio. Tutti i cittadini, inoltre, avranno diritto di conoscere a chi e perché vengono concessi dei finanziamenti pubblici, potranno verificare i tempi reali per lo smaltimento delle pratiche, lo stato effettivo di attuazione dei provvedimenti sui servizi pubblici, e così via.  Il tutto anche solo perché si ha una semplice curiosità di sapere come stanno le cose e senza avere  – come succedeva prima – uno specifico interesse da dimostrare. Sarà necessario esclusivamente porre in essere un’apposita e semplice istanza.

In altri termini, la regola è quella della trasparenza. La privacy della Pubblica amministrazione rappresenterà solo l’eccezione e andrà motivata espressamente e per iscritto, sulla base di specifici interessi di riservatezza.

Possibile controllare i dati di un dipendente pubblico?

Alla luce di quanto sin qui detto possiamo rispondere al quesito che ci siamo posti ad incipit del presente articolo, vale a dire: possibile controllare dati e presenze di un collega?

Ebbene, come già scritto sopra, la regola della generale trasparenza ed accessibilità è temperata dalla previsione di eccezioni poste a tutela di interessi pubblici e privati che possono subire un pregiudizio dalla diffusione generalizzata di talune informazioni. In tali casi, le amministrazioni devono o possono rifiutare l’accesso. Affinché l’accesso possa essere rifiutato, tuttavia, il pregiudizio agli interessi pubblici o privati deve essere ingiustificato e concreto e sproporzionato rispetto alle necessità di trasparenza sottese alla richiesta, ma non è questo il caso di chi intenda controllare dati e presenze di un collega. A sancirlo è stato il Tar Campania con una recentissima sentenza [2]. Questo il caso di specie: un privato intendeva visionare dati e fogli di presenza di un collega sul luogo di lavoro. L’amministrazione (una società partecipata dalla Regione) e l’interessato, però, avevano negato l’accesso. Di qui il contrasto, risolto dai giudici dando precedenza al controllo sulle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

D’altronde, come sopra evidenziato, l’istituto dell’accesso civico generalizzato è stato introdotto nel nostro ordinamento al preciso fine di promuovere la partecipazione dei cittadini all’attività amministrativa, favorendo forme di controllo, azionabili da parte di tutti i consociati, sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.


note

[1]  D.lgs. n. 97/2016 del 25.05.2016 in G.U. dell’8.06.2016.

[2] Tar Campania, sez. IV, sent. n. 5901 del 13.12.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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