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Società di riscossione tributi enti locali: sono pubblici ufficiali?

17 Marzo 2019


Società di riscossione tributi enti locali: sono pubblici ufficiali?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Marzo 2019



Le fotocopie con le prove della notifica delle cartelle di pagamento possono essere autenticate dal dirigente dell’ufficio?

Ai tempi in cui le tasse venivano riscosse da Equitalia Spa, il quesito era molto più in voga di oggi: l’agente della riscossione esattoriale è un pubblico ufficiale e, come tale, ha la possibilità di certificare la conformità all’originale della copia di un documento? Non era un problema da poco, visto che, quando si andava in causa sostenendo la mancata notifica delle cartelle, il deposito delle fotocopie con gli avvisi di ricevimento delle raccomandate era ritenuto insufficiente. Ed allora era necessaria un’autentica, cosa però che i dipendenti di una società privata – quale appunto Equitalia – non potevano fornire. Così sono stati numerosi i contribuenti che hanno vinto i ricorsi contro le cartelle per difetto di prove contrarie. 

Oggi, con il passaggio di consegne ad Agenzia Entrate Riscossione, tutto sembra risolto nel senso opposto: trattandosi di un ente pubblico, i suoi dipendenti dovrebbero anche rivestire le qualifiche di pubblici ufficiali. La questione tuttavia resta ancora aperta per i Comuni e le Regioni, amministrazioni queste ultime che non si valgono dello stesso esattore delle imposte erariali, ma di società private “convenzionate”, diverse tra loro. Ebbene, poniamoci allora l’antica domanda: le società di riscossione dei tributi degli enti locali sono pubblici ufficiali?

La questione è stata spesso affrontata nelle aule dei tribunali; da ultimo ha trovato una condivisibile soluzione in una sentenza del Giudice di Pace di Palermo [1] di cui parleremo nel corso del seguente articolo. 

Per comprendere, tuttavia, quanto è importante la risposta a tale quesito facciamo prima un esempio pratico.

Immagina di ricevere un sollecito di pagamento per l’omesso versamento dell’Imu di diverse annualità. Nella lettera si fa riferimento ad alcune cartelle che ti sarebbero già state notificate in passato. Nessuna di queste, però, ti è mai arrivata e il sollecito è la prima lettera che arriva a casa. Non avendo mai preso conoscenza del debito e non avendo peraltro potuto difenderti, decidi di fare opposizione. Così, con il tuo avvocato, presenti un ricorso presso la Commissione Tributaria Provinciale. Si costituisce la società di riscossione dei tributi locali producendo una serie di fotocopie con le relazioni di notifica del messo comunale attestanti la consegna delle cartelle; insieme ad esse ci sono anche le copie degli avvisi di ricevimento di alcune raccomandate con ulteriori solleciti. Trattandosi non degli originali, su ognuno di tali fogli è riportata una attestazione del capo ufficio – con tanto di bollo e firma – con cui questi attesta la corrispondenza della fotocopia all’originale medesimo. Di qui il crocevia: se dovessimo ritenere che l’autentica apposta a mano ha valore, l’Ente per la riscossione vincerebbe la causa, avendo fornito la prova della corretta notifica delle cartelle. Viceversa, se il dirigente non è munito di poteri certificatori, il giudice non potrebbe prendere in considerazione i documenti da questi prodotti. E, di certo, tali poteri competono solo quando conferiti dalla legge, ossia ai pubblici ufficiali. 

Qual è la soluzione al caso concreto? I dirigenti delle società di riscossione dei tributi degli enti locali sono pubblici ufficiali?

La risposta fornita dal Giudice di pace di Palermo è negativa. Si tratta infatti di soggetti privati, che svolgono un ruolo a rilevanza pubblica, ma questo non conferisce loro alcun pubblico potere: non hanno, in sintesi, la facoltà di garantire la cosiddetta “pubblica fede” alle proprie dichiarazioni. Sicché anche l’autentica di una fotocopia non ha alcun valore. 

Risultato: le eventuali fotocopie depositate in giudizio dall’esattore e contestate dal contribuente non hanno alcun valore legale e non possono dimostrare alcunché. Non potendo il giudice prenderle in considerazione, e quindi non costituendo prova, esse sono come carta straccia. Di qui l’accoglimento dei ricorsi da parte di coloro che sostengono di non aver ricevuto alcuna notifica. 

Questo discorso vale, come detto, solo per gli enti locali. E difatti i Comuni possono valersi di società di capitali private per il recupero dei propri crediti, ivi comprese le multe non pagate. Queste società non sono enti pubblici come invece lo è l’agente per la riscossione delle entrate statali. Sicché i suoi dipendenti non sono pubblici ufficiali. Ebbene: solo un pubblico ufficiale può avere poteri certificatori e autenticare una copia come appunto quella della relazione di notifica di una cartella o l’avviso di ricevimento della raccomandata con cui tale cartella è stata spedita. Non vale quindi “l’autentica” della relata di notifica proveniente dal dipendente della società di riscossione, in quanto soggetto non abilitato.

note

[1] Gdp Palermo, sent. n. 4538/18.


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