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Invalido con risparmi: a cosa ho diritto?

17 Marzo 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Marzo 2019



Quali prestazioni di assistenza spettano alle persone con invalidità riconosciuta che hanno delle somme da parte?

Sin da piccolo ti hanno insegnato il valore del risparmio: “risparmiare è bene, spendere è male: non fare come la cicala, fai come la formica!”. Col passare degli anni, hai risparmiato una bella sommetta, con tanti sacrifici, rinunciando a viaggi, svaghi e divertimenti…Per poi scoprire che sarebbe stato meglio aver speso tutto ciò che hai da parte.

Diverse prestazioni di assistenza riconosciute dall’Inps, difatti, sono erogate soltanto a chi ha un patrimonio mobiliare (conti, carte, libretti, depositi…) molto basso, oppure a chi ha un indicatore Isee (l’indicatore della situazione economica della famiglia) inferiore a determinate soglie: ai fini dell’Isee, si tiene comunque conto del patrimonio mobiliare.

Ma le prestazioni spettanti agli invalidi sono ugualmente subordinate alla presenza di risparmi? I risparmi in banca fanno reddito?

Nella generalità dei casi i risparmi, non costituendo un reddito imponibile ai fini Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) non contribuiscono ad aumentare il reddito, non vanno indicati nel 730 o nel modello redditi e non sono tassati (sono tassati, invece, gli interessi, ma con un’imposta sostitutiva applicata dalla banca).

I risparmi non influiscono sul diritto alle prestazioni per gli invalidi non sottoposte alla prova dei mezzi, oppure la cui spettanza si basa sui redditi imponibili ai fini Irpef, come la pensione d’invalidità, o assegno mensile di assistenza per invalidi civili parziali. Possono però influire sulla spettanza delle prestazioni di assistenza subordinate al rispetto di una soglia Isee, come il reddito o la pensione di cittadinanza.

Quindi, per rispondere alla domanda «Invalido con risparmi: a cosa ho diritto?», devi sapere che alcune prestazioni collegate all’invalidità, cioè alla riduzione della capacità lavorativa, ti spettano anche se hai messo da parte parecchio denaro (o se possiedi titoli o partecipazioni di valore elevato), mentre non hai diritto alle prestazioni per la cui spettanza si tiene conto anche del patrimonio mobiliare.

Per quanto riguarda l’Isee, ad ogni modo, in quanto disabile ti sono applicate delle agevolazioni; inoltre, ai fini del diritto al reddito o alla pensione di cittadinanza, le soglie di patrimonio mobiliare, per i disabili, sono aumentate di 5mila euro. Ma procediamo per ordine.

Che cosa c’è nel patrimonio mobiliare?

Chiariamo innanzitutto quali voci sono considerate facenti parte del patrimonio mobiliare:

  • conto corrente;
  • conto corrente postale;
  • depositi;
  • conti di pagamento;
  • conti vincolati/liberi;
  • conti bancari transitori (conto terzi individuale o globale);
  • libretti nominativi ed al portatore, sia bancari che postali;
  • carte prepagate, con e senza iban;
  • titoli;
  • partecipazioni;
  • rapporti finanziari.

La pensione d’invalidità spetta a chi ha risparmi?

La pensione d’invalidità civile (assegno di assistenza per invalidi civili parziali, dal 74%) spetta anche se si hanno risparmi: ai fini della soglia di reddito utile, difatti, sono considerati i soli redditi imponibili ai fini Irpef, al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali.

Lo stesso vale per la pensione d’inabilità civile (per invalidi civili al 100%), le cui soglie di reddito sono comunque più alte.

L’assegno ordinario d’invalidità spetta a chi ha risparmi?

Se l’invalido ha risparmi può ottenere anche l’assegno ordinario d’invalidità (che spetta in presenza d’invalidità superiore a 2/3 e di almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 accreditati nell’ultimo quinquennio). La prestazione, difatti, è cumulabile limitatamente con riguardo ai redditi di lavoro.

La pensione d’inabilità spetta a chi ha risparmi?

La pensione d’inabilità al lavoro, che spetta quando è dichiarata un’inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa, se si possiedono almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 accreditati nell’ultimo quinquennio, è riconosciuta anche quando l’interessato ha parecchi risparmi da parte. Non ci sono, difatti, limiti di reddito per ottenere questa pensione, per la quale è comunque prescritto il divieto di svolgere qualunque attività lavorativa.

L’assegno di accompagnamento spetta a chi ha risparmi?

L’indennità di accompagnamento, o accompagno, spetta agli invalidi al 100% impossibilitati a camminare senza l’aiuto di un accompagnatore, o a compiere gli atti quotidiani della vita.

Si tratta di una prestazione non sottoposta alla prova dei mezzi, per la quale dunque non ci sono limiti di reddito o di patrimonio mobiliare.

La pensione e il reddito di cittadinanza spettano a chi ha risparmi?

Ai fini della pensione e del reddito di cittadinanza, il patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non può essere superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo.

I massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo.

Per conoscere gli altri requisiti necessari al reddito di cittadinanza e alla pensione di cittadinanza: Guida al reddito di cittadinanza.

Chi è disabile per l’Isee?

Ecco, nella tabella sottostante, chi è considerato disabile ai fini Isee.

Categorie Disabilità Media Disabilità Grave Non autosufficienza
Invalidi civili di età compresa tra 18 e 67 anni – Invalidi 67-99% – Inabili totali – Cittadini di età compresa tra 18 e 67 anni con diritto all’indennità di accompagnamento
Invalidi civili minori di età – Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età (diritto all’indennità di frequenza) – Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età e in cui ricorrano le condizioni di cui alla L. 449/1997, art. 8 o della L. 388/2000, art. 30 Minori di età con diritto all’indennità di accompagnamento
Invalidi civili Over 65 (dal 2019 over 67) – Over 67 con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, invalidi 67-99% – Over 67 con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, inabili 100% ( – Cittadini Over 67 con diritto all’indennità di accompagnamento
Ciechi civili – Art 4 L. 138/2001 – Ciechi civili parziali – Ciechi civili assoluti
Sordi civili – Invalidi Civili con cofosi esclusi dalla fornitura protesica – Sordi pre-linguali
INPS – Invalidi (L. 222/84, artt. 1 e 6 – D.Lgs. 503/92, art. 1, comma 8) – Inabili (L. 222/84, artt. 2, 6 e 8) – Inabili con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa
INAIL – Invalidi sul lavoro 50-79%- Invalidi sul lavoro 35-59% – Invalidi sul lavoro 80-100%- Invalidi sul lavoro -59% – Invalidi sul lavoro con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa
INPS gestione ex INPDAP – Inabili alle mansioni – Inabili (L. 274/1991, art. 13 – L. 335/95, art. 2)
Trattamenti di privilegio ordinari e di guerra – Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla terza ed alla seconda categoria Tab. A DPR 834/81 – Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla prima categoria Tab. A DPR 834/81 – Invalidi con diritto all’assegno di superinvalidità
Handicap – Art 3 comma 3 L.104/92: handicap in situazione di gravità

 Quali sono i vantaggi per i disabili ai fini Isee?

Vediamo ora quali sono i vantaggi per i disabili, ai fini della dichiarazione Isee:

  • possibilità di richiedere l’Isee sociosanitario per richiedere:
    • prestazioni di natura sociale e sanitaria (quali la degenza o il ricovero in determinate strutture, per i soggetti non autosufficienti);
    • prestazioni di assistenza domiciliare, bonus per acquisti ed altri servizi a favore dei disabili;
  • l’Isee sociosanitario prevede:
    • una maggiorazione della scala di equivalenza (che serve come divisore sulla cui base calcolare l’Isee) pari a 0,5 punti;
    • l’esclusione dal calcolo Isee i redditi di natura assistenziale, cioè delle prestazioni di assistenza (accompagnamento, pensione sociale, pensione di invalidità, indennità e assegni per gli invalidi civili, ciechi, sordi, etc.) esenti Irpef: queste entrate, difatti, non costituiscono un incremento di ricchezza, ma si tratta di somme riconosciute per far fronte a situazioni di bisogno;
    • la possibilità di indicare un nucleo familiare ristretto, composto dal beneficiario della prestazione, dal coniuge, dai figli minorenni e dai figli maggiorenni (che vanno inclusi solo se fiscalmente a carico e se non coniugati e senza figli).

Per quanto riguarda il patrimonio mobiliare ai fini Isee, a differenza di quanto osservato per il reddito di cittadinanza, non sono previste franchigie per i disabili.

Le franchigie del patrimonio mobiliare ai fini Isee sono le seguenti:

Franchigia da applicare al patrimonio mobiliare

Base 6000
Aumento per ogni componente successivo al 1° 2000 fino a max 10.000
Aumento per ogni figlio successivo al 2° appartenente al nucleo 1000

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