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Causa penale: chi paga le spese se l’imputato è nullatenente?

4 Aprile 2019 | Autore:
Causa penale: chi paga le spese se l’imputato è nullatenente?

Quali sono le spese di un processo penale? Qual è la differenza tra spese legali e spese di giustizia? Chi paga le spese della parte civile?

Ogni cosa ha un costo, anche la giustizia: se vuoi intraprendere una causa contro chi ti ha danneggiato oppure non ti ha restituito ciò che è tuo, dovrai anticipare delle spese (definite di giustizia) che andranno a coprire tutto ciò che occorre per mettere in moto una causa. Questo nel processo civile; in quello penale, invece, se denunci una persona e, terminate le indagini, questa viene rinviata a giudizio, non dovrai sostenere alcun costo: al termine del procedimento, se l’imputato verrà condannato, verranno addebitati a lui tutte le spese, sia quelle di giustizia che, nel caso in cui tu ti sia costituito parte civile, quelle legali. Ma se l’imputato è nullatenente, chi paga le spese di una causa penale?

Mettiamo il caso che tu abbia denunciato un individuo perché ti ha derubato: viene celebrato il processo nel quale ti costituisci parte civile per ottenere la restituzione di ciò che era tuo, oltre al risarcimento del danno; al termine, il giudice lo condanna alla reclusione e alla restituzione del maltolto. Il problema è che il malfattore non ha nulla, né beni mobili né immobili. Chi paga le spese della causa penale? Scopriamolo insieme.

Causa penale: quali sono le spese?

Come detto all’inizio, ogni processo ha un costo; pensa a tutto ciò che occorre per mobilitare la giustizia: personale giudiziario, mezzi, esperti tecnici, strutture, ecc. Per renderti l’idea, basta solo immaginare che ogni causa penale coinvolge la Procura, il tribunale, la cancelleria, i tecnici addetti alla fonoregistrazione e altro personale. È più che naturale, quindi, che esistano delle spese processuali.

In una causa penale (così come in una civile) possiamo distinguere due tipi di spese: quelle processuali (o di giustizia) e quelle legali. Queste ultime sono solamente eventuali, nel senso che l’imputato riconosciuto colpevole dovrà pagare quelle sostenute dalla vittima solamente se si sarà costituita parte civile. Ma procediamo con ordine.

Spese di giustizia: cosa sono?

Le spese di giustizia (o spese processuali) sono quelle che riguardano l’attivazione della macchina processuale: costituiscono spese di giustizia i compensi e le indennità spettanti a soggetti terzi (nel processo penale sono terze tutte le persone diverse dalle parti e dal giudice quali, ad esempio, i consulenti tecnici e i testimoni)  liquidati dal giudice.

Come vedremo di qui ad un istante, in caso di sentenza che accerti la responsabilità penale dell’imputato, questi potrà essere condannato anche al pagamento delle spese di giustizia (non delle spese legali, si badi bene) anticipate dall’erario.

Spese legali: cosa sono?

Le spese legali sono quelle che riguardano l’onorario dell’avvocato. In un processo penale, pertanto, avremo due tipi di spese legali: quelle che dovrà sostenere obbligatoriamente l’imputato (a meno che non possa avvalersi del patrocinio a spese dello Stato) per difendersi; quelle dell’eventuale parte civile, cioè della persona danneggiata dal reato che decide di chiedere il risarcimento all’interno del processo penale.

Processo penale: chi paga le spese?

Veniamo ora al nocciolo: chi paga le spese del processo penale? Ce lo dice la legge: la sentenza di condanna pone a carico del condannato il pagamento delle spese processuali [1]. In pratica, l’imputato riconosciuto colpevole paga le spese di giustizia, quelle anticipate dallo Stato all’inizio del processo. Ovviamente, l’imputato deve pagare anche le proprie spese legali, cioè la parcella del suo avvocato (anche se d’ufficio).

Risolto il problema delle spese di giustizia, vediamo ora la sorte delle spese legali sostenute dalla costituita parte civile, cioè dalla persona danneggiata dalla condotta criminosa dell’imputato. Ebbene, anche in questa circostanza, la legge dice che, con la sentenza che accoglie la domanda di restituzione o di risarcimento del danno, il giudice condanna l’imputato al pagamento delle spese in favore della parte civile, salvo che ritenga di disporne, per giusti motivi, la compensazione totale o parziale [2].

In sintesi, quindi, all’imputato condannato verranno addossate tutte le spese: sia quelle processuali che quelle legali, sia della parte civile che proprie. Al contrario, se l’imputato dovesse essere mandato assolto, non solo non dovrà pagare le spese processuali, ma nemmeno le spese legali della parte civile: resta in vece fermo l’obbligo di pagare il proprio avvocato. Anzi: in caso di innocenza, dovrà essere la costituita parte civile a rimborsare le spese processuali sostenute dall’imputato.

La legge dice che, con la sentenza che rigetta la domanda di risarcimento danni o che assolve l’imputato, il giudice, se ne è fatta richiesta, condanna la parte civile alla rifusione delle spese processuali sostenute dall’imputato per effetto dell’azione civile, sempre che non ricorrano giustificati motivi per la compensazione totale o parziale. Se vi è colpa grave, può inoltre condannarla al risarcimento dei danni causati all’imputato o al responsabile civile.

V’è di più: nel caso di assoluzione perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso, quando si tratta di reato perseguibile a querela, il querelante può essere condannato al pagamento delle spese del procedimento anticipate dallo Stato nonché alla rifusione delle spese e al risarcimento del danno in favore dell’imputato [3].

Spese penali: se l’imputato è nullatenente?

Abbiamo detto che le spese processuali e quelle legali vengono pagate dall’imputato, se condannato; in caso contrario, v’è la possibilità che tali spese vengano addossate alla costituita parte civile oppure al querelante. Ritornando alla prima ipotesi, cioè alla condanna dell’imputato, cosa succede se questi è nullatenente?

Ebbene, anche in questa circostanza dobbiamo distinguere a seconda che si tratti delle spese di giustizia o di quelle legali:

  • poiché le spese processuali sono anticipate dallo Stato, nel caso in cui l’imputato condannato sia nullatenente, lo Stato semplicemente rinuncerà alla restituzione, salvo recuperarle quando il condannato non sarà più nullatenente;
  • nel caso delle spese legali dovute alla costituita parte civile, sarà onere di quest’ultima recuperarle, attivandosi con gli ordinari mezzi civili (pignoramento, esecuzione forzata). Ed infatti, il pagamento delle spese legali (e del risarcimento) a favore della parte civile segue le normali regole civilistiche: si tratterà, quindi, di recuperare un normale debito.

note

[1] Art. 535 cod. proc. pen.

[2] Art. 541 cod. proc. pen.

[3] Art. 542 cod. proc. pen.


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