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Legittima difesa domiciliare

19 Marzo 2019 | Autore:
Legittima difesa domiciliare

Quando è legittima difesa domiciliare? Cos’è la proporzione tra difesa e offesa? Cosa sono l’eccesso colposo e lo stato di grave turbamento?

La legittima difesa, insieme alla prescrizione, è probabilmente uno degli evergreen nell’ambito delle discussioni aventi ad oggetto il diritto penale; se ne parla ovunque: in televisione, sui giornali, nei salotti televisivi (da persone più o meno competenti). Il problema sollevato è sempre lo stesso: se qualcuno entra in casa mia, posso difendermi come ritengo più opportuno, oppure devo chiamare i carabinieri? Nella mia proprietà posso essere considerato il signore e padrone indiscusso? In soldoni: posso sparare a chi viola il mio domicilio? La risposta a queste domande è sempre stata piuttosto incerta: puoi difenderti, ma solamente con mezzi proporzionati e se c’è pericolo concreto per la tua incolumità o per quella della tua famiglia. Ma questo sembrava non bastare e, perciò, nel 2019 la legittima difesa domiciliare è stata nuovamente riformata, dopo il restyling del 2006.

Cos’è la legittima difesa domiciliare? Non è altro che il diritto di potersi difendere da un’aggressione all’interno delle mura di casa; ma non solo: per domicilio va inteso, in senso ampio, non solo l’abitazione, ma anche l’ufficio ove si lavora, la pertinenza di una casa, lo studio, ecc. Con la nuova legittima difesa domiciliare, è stata introdotta l’automatica e invincibile presunzione di proporzionalità tra difesa e offesa ogniqualvolta vi sia una violazione di domicilio. Ma non solo: considerato che la persona che si vede entrare in casa un malintenzionato viene inevitabilmente scossa, è stata anche esclusa la punibilità dell’eccesso colposo. Seguimi nei prossimi paragrafi: ti spiegherò di cosa sto parlando e come funziona la legittima difesa domiciliare.

Legittima difesa: cos’è?

Non ti spiegherò, ora, tutti i tratti significativi della legittima difesa: per approfondire l’argomento, ti rinvio alla lettura di questo articolo. Prima di parlarti della legittima difesa domiciliare, però, devo obbligatoriamente spiegarti, seppur brevemente, cos’è la legittima difesa in generale.

La legittima difesa è una scriminante, nel senso che la legge rinuncia a punire una condotta che, in diverse circostanze, costituirebbe reato. Ad esempio, se una persona ti aggredisce per strada e tu, per difenderti, la spintoni facendola rovinare a terra e provocandole alcune ferite, non potrai essere imputato per il reato di lesioni personali, poiché la tua condotta (apparentemente antigiuridica) in realtà è stata giustificata dall’aggressione altrui.

La legittima difesa rappresenta una forma residuale di autotutela che la legge ha riservato al cittadino che non abbia tempo per poter rivolgersi alle autorità: se qualcuno ti aggredisce, non sempre avrai il tempo necessario per chiamare aiuto. Per questa ragione, la legittima difesa tutela tutti i cittadini, ma solamente al ricorrere di condizioni precise.

I presupposti della legittima difesa

Rinviandoti sempre alla lettura dell’articolo sopra indicato per una rassegna più esaustiva, prima di addentrarci nella legittima difesa domiciliare vorrei dirti che, secondo la legge, non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa [1]: è questa la definizione di legittima difesa fornita dalla legge.

La difesa, pertanto, è legittima quando:

  • colui che si è difeso vi è stato costretto a causa dell’aggressione altrui;
  • la difesa è stata necessaria, nel senso che non c’erano altre possibilità per potersi salvare (nemmeno quella di fuggire);
  • la difesa è servita a tutelare un diritto proprio oppure di altri (si può pertanto agire anche per salvare qualcun altro);
  • l’aggressione o il pericolo di essa deve essere attuale, nel senso che deve persistere al momento della condotta difensiva: sparare a chi ci ha voltato le spalle perché sta andando via esporrebbe a responsabilità penale;
  • l’offesa deve essere ingiusta, nel senso che la parte che aggredisce non deve essere legittimato a sua volta;
  • la difesa deve essere proporzionata all’offesa, non tanto nel senso degli strumenti utilizzati (pistola contro coltello, per intenderci), ma del bene giuridico tutelato: non puoi mettere in pericolo la vita di un ladro se questi si limita a rubare. La proporzionalità è il campo su cui si gioca la partita della legittima difesa domiciliare in quanto, come ti spiegherò, nel caso di violazione di domicilio la proporzione tra difesa e offesa si intende sempre esistente, a prescindere da un’indagine effettiva.

Legittima difesa domiciliare: cos’è?

Per legittima difesa domiciliare si intende la legittima difesa esercitata, nei modi e nei limiti che ti specificherò, entro le mura di casa o nel luogo ove si svolge di solito la propria vita. Si tratta di un particolare tipo di difesa poiché, come vedremo di qui ad un istante, la maggiore pericolosità causata dalla violazione di domicilio legittima chi si trova in casa a difendersi senza dover rispettare tutti i requisiti elencati in precedenza.

Secondo la legge, nel caso di violazione di domicilio (dovendosi intendere per tale non solo l’abitazione, ma anche ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale), sussiste sempre il rapporto di proporzione tra difesa ed offesa se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

  • la propria o la altrui incolumità;
  • i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

Legittima difesa domiciliare: caratteristiche

La legittima difesa domiciliare si differenzia da quella “tradizionale” per le seguenti caratteristiche:

  • presuppone la violazione di domicilio o di luogo ad esso equiparato;
  • si ritiene per legge sempre sussistente la proporzione tra difesa e offesa. Ciò significa che il giudice non dovrà verificare se il proprietario di casa, nel tutelarsi, abbia utilizzato mezzi proporzionati all’offesa, né che vi fosse necessaria proporzione tra i beni giuridici in gioco (con i limiti che si vedranno nel successivo punto);
  • la difesa in casa è legittima se si utilizza un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendersi, purché vi sia il pericolo per la propria incolumità (nel caso di aggressione fisica, ad esempio) oppure per i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è concreto pericolo d’aggressione (un ladro viene scoperto mentre si sta impossessando dell’argenteria; nonostante gli venga intimato di allontanarsi, si avvicina con fare minaccioso, magari brandendo un’arma).

La legittima difesa domiciliare secondo la riforma del 2019

La legittima difesa domiciliare, introdotta come fattispecie a sé stante nel 2006, è stata ulteriormente modificata nel 2019. Oltre ad aver previsto che la proporzionalità tra difesa e offesa è «sempre» presunta, viene aggiunto un nuovo comma che stabilisce che agisce sempre per legittima difesa (e quindi non è punibile) chi respinge un’intrusione violenta. Non vengono invece toccati i paletti cui la presunzione di proporzionalità è legata, ossia la difesa dell’incolumità, propria o altrui e la tutela dei beni (sempreché non vi sia desistenza).

Nello specifico, la nuova norma sulla legittima difesa dice che, nei casi di violazione di domicilio, agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone. Questo non significa, però, che sei legittimato a fare fuoco in ogni circostanza: continua ad essere reato sparare alle spalle colui che si sta dando alla fuga, così come è sempre reato utilizzare armi quando non vi sia nessun pericolo per la propria incolumità.

Eccesso colposo nel caso di legittima difesa domiciliare

La riforma del 2019 ha modificato anche la norma del Codice penale che disciplina l’eccesso colposo: ora la norma dice che la punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito trovandosi in condizione di particolare vulnerabilità ovvero in stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo in atto [2]. Cosa significa? Te lo spiego subito.

In linea di massima, l’eccesso colposo punisce la condotta di chi, pur difendendosi, supera i limiti del consentito: ad esempio, per allontanare un ladro che hai trovato in casa, pensi di esplodere un colpo in aria; tuttavia, a causa dell’agitazione del momento o di altra ragione non prevista né voluta, anziché sparare al cielo colpisci alla spalla il malintenzionato.

Prima della riforma del 2019, in un caso del genere avresti risposto di lesioni colpose, cioè di lesioni che non avresti voluto provocare; ora, nel caso di legittima difesa domiciliare, non sei più punibile per eccesso colposo, se la tua condotta è ricollegabile al grave turbamento emotivo derivante dall’altrui invasione.

Di conseguenza, tornando all’esempio appena fatto, se intendi spaventare il ladro sparando in aria ma, per sbaglio, lo colpisci alla spalla, non sarai punibile nemmeno a titolo di colpa per le lesioni provocate.

Risarcimento nel caso di legittima difesa domiciliare

Nei casi di legittima difesa domiciliare è sempre esclusa la responsabilità civile di chi si è difeso: questo vuol dire che l’autore del fatto, se assolto in sede penale, non può essere chiamato a risarcire il danno derivante dallo stesso fatto.

Nei casi di legittima difesa, quindi, i parenti del ladro, ad esempio, non potranno più chiedere risarcimenti per le lesioni.

Legittima difesa domiciliare e gratuito patrocinio

Sempre la riforma del 2019 ha esteso la portata del patrocinio a spese dello Stato a tutti coloro nei cui confronti sia stata disposta l’archiviazione o il proscioglimento o il non luogo a procedere per fatti commessi in condizioni di legittima difesa. Questo per evitare il rischio che, a chi sia stata riconosciuta la legittima difesa, venga chiesto di pagare le spese processuali.

note

[1] Art. 52 cod. pen.

[2] Art. 55 cod. pen.

Immagine: persona armata in casa di Christopher Slesarchik


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