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Cambio residenza: quando farlo?

18 Marzo 2019
Cambio residenza: quando farlo?

Agevolazioni fiscali sulla casa: per non perdere il bonus, dopo quanto tempo dall’acquisto del nuovo immobile si può cambiare la residenza?

Una volta effettuato il cambio residenza in un Comune c’è un tempo minimo prima di poterla spostare altrove? Il trasferimento della residenza deve avvenire entro termini stabiliti dalla legge oppure ciascun cittadino è libero di modificare le dichiarazioni fornite all’anagrafe comunale in qualsiasi momento? Cosa succede se ci si trasferisce in un altro luogo già dopo pochi mesi: si può mutare residenza così celermente oppure si resta vincolati dalla scelta in precedenza effettuata?

Un’operazione semplice e apparentemente banale come il cambio residenza, se non svolta nei tempi prescritti dalla legge, può comportare una sanzione di diverse migliaia di euro. Possibile? Sì, se in mezzo c’è anche la “prima casa” e le agevolazioni fiscali sull’acquisto. Ecco perché è bene sapere non solo quando fare il cambio residenza ma anche dopo quanto tempo la si può nuovamente spostare in un altro Comune. 

Di questo si parla poco; spesso sono nozioni che conoscono solo i commercialisti e i consulenti fiscali, ragion per cui è facile che il contribuente commetta degli errori. La buona fede però non lo salva dall’accertamento dell’Agenzia delle Entrate, dal recupero delle imposte e dalle conseguenti “multe”. Ecco perché abbiamo deciso di realizzare questa guida per rispondere a domande comuni e frequenti come: entro quanto tempo posso cambiare residenza? C’è un tempo minimo entro il quale non si può trasferire la residenza da un luogo a un altro? Chi ha il bonus prima casa e ha cambiato residenza in un determinato Comune, dopo quanto tempo la può spostare in un secondo Comune? Procediamo con ordine.

Quando spostare la residenza?

Ogni cittadino è libero di spostare la propria residenza, quando vuole, da un Comune a un altro o, all’interno dello stesso Comune, da una via a un’altra: l’importante è che la dichiarazione fornita all’anagrafe corrisponda sempre a verità. In altri termini l’unico divieto consiste nel non indicare, come propria residenza, un luogo ove non si dimora effettivamente. Dimora e residenza devono quindi sempre coincidere. Non è possibile, ad esempio, nel caso di una coppia di coniugi proprietari di due immobili, che i due, pur convivendo sotto lo stesso tetto, dichiarino di essere residenti in due abitazioni diverse (scelta che spesso si opera per ottenere le agevolazioni fiscali). 

Chi dà all’anagrafe dichiarazioni non veritiere rischia non solo di vedersi revocare la residenza – e, con essa, anche il diritto al voto e all’assistenza sanitaria – ma anche di subire un processo penale per il reato di falso in atto pubblico.

Se una persona sposta la propria residenza in un luogo e, dopo solo un mese, si trasferisce altrove, non solo può, ma anzi deve spostare nuovamente la propria residenza lì dove va a vivere.

Cambio residenza: tempi

Il cambio di residenza diviene automaticamente definitivo – senza bisogno di una conferma o di una comunicazione – dopo 48 ore da quando l’interessato si reca in Comune e deposita il modulo con la richiesta di cambio di residenza. Nei 40 giorni successivi il Comune può inviare la polizia municipale per eseguire controlli nel luogo indicato dal cittadino come propria residenza (per verificare se, all’interno dell’abitazione, questi vi vive davvero) e, all’esito, inviare una comunicazione per confermare il cambio di residenza.

Agevolazione fiscale prima casa: termini entro cui cambiare residenza

Chi acquista la “prima casa” può usufruire di agevolazioni fiscali molto consistenti, andando a risparmiare diverse migliaia di euro di imposte. Ciò però solo se:

  • non ha altre abitazioni all’interno dello stesso Comune ove acquista la nuova casa; diversamente dovrà venderle o donarle prima del rogito;
  • non è proprietario di un’altra abitazione già acquistata con il bonus prima casa; diversamente ha un anno di tempo dal nuovo rogito per venderla o donarla;
  • trasferisce la propria residenza, entro i successivi 18 mesi dal rogito, nel Comune ove si trova l’immobile acquistato. Se questo non avviene, si perdono le agevolazioni usufruite per l’acquisto del nuovo immobile e, oltre alle maggiori imposte e ai relativi interessi, si dovrà pagare una sanzione del 30%.

Cambio residenza: quando farlo?

Abbiamo appena detto che, in caso di acquisto di un immobile con il bonus prima casa, c’è un termine massimo di 18 mesi entro cui spostare la propria residenza all’interno del Comune ove si trova la nuova abitazione. Attenzione: non è necessario che la residenza si trovi proprio all’interno di quest’ultima, ben potendo essere situata in un’altra via. Ciò significa che si può acquistare un immobile con l’agevolazione prima casa nonostante si intenda darlo in affitto.

Ora affrontiamo un ulteriore, e altrettanto importante, problema. Dopo quanto tempo si può trasferire di nuovo la residenza, se si è beneficiato del bonus prima casa? In altri termini, se è vero che entro 18 mesi dal rogito bisogna risultare residenti nel Comune ove si trova l’immobile, c’è un termine minimo da rispettare entro cui non si può cambiare residenza o la si può trasferire già dopo pochi mesi o, addirittura, settimane dalla firma della compravendita?

Da una circolare dell’Agenzia delle Entrate [1] si evince l’opinione dell’amministrazione finanziaria secondo cui si verifica la decadenza dalle agevolazioni “prima casa” se la residenza varia in un Comune differente prima dei tre anni dall’acquisto del fabbricato, o dal trasferimento della residenza (se successivo all’acquisto). Si tratta, tuttavia, di un indirizzo interpretativo opinabile, poiché il cambio di residenza non è espressamente previsto dalla legge tra le cause di decadenza dai benefici in oggetto. In buona sostanza nessuna legge stabilisce quando fare il cambio residenza dopo il precedente trasferimento imposto dall’agevolazione fiscale in commento. Quindi, in caso di contestazione da parte del fisco, si può fare ricorso al giudice: difatti le circolari dell’Agenzia delle Entrate sono meri atti interni, che non hanno alcun valore di legge né quindi sono vincolanti per il cittadino.

Ad esempio, se una persona acquista casa usufruendo dei bonus fiscali e, entro 18 mesi, così come imposto dalla legge, trasferisce la propria residenza nello stesso Comune, già al 20° mese potrebbe di nuovo spostarla altrove (sempre a condizione che ciò corrisponda a un effettivo trasferimento) senza decadere dai benefici.


note

[1] Ag. Entrate circolare n. 69/E del 14 agosto 2002


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