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Come ottenere la residenza senza contratto di affitto

19 Marzo 2019 | Autore:
Come ottenere la residenza senza contratto di affitto

Si può abitare stabilmente in una casa senza esserne proprietario e senza locazione? Quali sono le conseguenze di vivere come ospite o di ospitare qualcuno?

Devi trasferirti per un periodo di tempo in un’altra città ma non vuoi né affittare una casa né tanto meno comprarla: non sai quanto tempo ti fermerai, forse un po’ di mesi, al limite un paio di anni. Quello che sai è che hai bisogno di ottenere la residenza e che non vorresti firmare un contratto di locazione. Come si fa?

In questo caso, chi trova un amico trova una soluzione. Puoi trasferirti da lui come ospite e chiedere, così, la residenza senza che il contratto di locazione sia intestato a te. Lui ne sarà felice perché, in questo modo, potrà dividere le spese con qualcuno. Tu, invece, che vincoli troverai con questa scelta? Ci saranno dei risvolti anche per il tuo amico? Dipende come vi organizzate.

Nel caso in cui tu voglia ottenere la residenza senza contratto d’affitto vivendo come ospite da qualcuno, dovrai, ad esempio, precisare se fai parte o meno del suo stesso nucleo familiare, il ché farà la differenza quando si tratterà di fare una dichiarazione Isee. Ma anche tenere in considerazione il fatto che ti toccherà pagare delle tasse, pur non essendo né il proprietario dell’immobile né l’intestatario dell’eventuale contratto d’affitto. È il caso della Tari, la tassa sui rifiuti, calcolata anche sul numero di persone che abitano in una casa.

Ricorda anche che ci sono delle differenze tra la residenza e il domicilio: non necessariamente devono coincidere.

Nel caso tu sia, invece, la persona che ospita un amico, sappi che i cambiamenti in vista non riguarderanno solo il vantaggio di poter dividere le spese con qualcuno: sarai tenuto a verificare altri elementi che, se non precisati, potrebbero complicarti la vita anziché rendertela più facile.

Vediamo, allora, come puoi cambiare la residenza senza dover sottoscrivere un contratto d’affitto, quali sono le conseguenze di questa scelta e quali gli aspetti da non trascurare.

Differenza tra residenza e domicilio

Partiamo proprio da qui, dalla differenza tra residenza e domicilio. Formalmente, la residenza è il luogo in cui un cittadino ha la sua dimora abituale, cioè il luogo in cui vive normalmente. Può succedere, infatti, che tu abbia una dimora temporanea, come, ad esempio, la casa in cui trascorri le vacanze in montagna o al mare. Non sarà questa la tua residenza ma quella a cui tornerai finite le vacanze. Così come non potrai fisare ufficialmente la residenza solo per una questione di comodo in un appartamento che non frequenti mai.

Per domicilio, invece, si intende il luogo in cui hanno sede i tuoi affari o i tuoi interessi. Per esempio, abiti a Roma con la tua famiglia ma lavori a Viterbo e hai deciso di prendere lì un appartamento per non fare il pendolare ogni giorno. Ogni fine settimana, però, torni a Roma dalla famiglia. Sarà qui che avrai la residenza mentre a Viterbo puoi stabilire il domicilio.

Considera che puoi stabilire la tua residenza in un solo Comune ed in un solo indirizzo. Saranno quelli che risulteranno nelle liste elettorali o quelli a cui farà riferimento il Fisco. Ma anche quelli che ti consentiranno di usufruire delle agevolazioni a cui ha diritto la popolazione di quel municipio.

Residenza: quando si può cambiare senza contratto?

Venendo all’eventualità in cui tu voglia ottenere la residenza senza essere proprietario di un immobile e senza un affitto, c’è da precisare che cosa vieta e che cosa consente la legge.

Innanzitutto, non è possibile optare per la situazione più comoda, cioè: occupare una casa abusivamente prendendovi la residenza e chiedendo gli allacciamenti alle utenze di acqua, luce e gas. In altre parole, ci deve essere un proprietario o un inquilino a cui fare riferimento, non basta che ci sia il primo che capita con le chiavi di casa in mano.

Ecco, allora, che si arriva a ciò che la legge consente. Puoi cambiare residenza senza contratto se ti trasferisci come ospite nell’abitazione di una persona che possiede quell’immobile o che vi abita in affitto o in comodato d’uso. Puoi scegliere, quindi, quell’indirizzo come dimora abituale. Devi, però, dichiararlo esplicitamente all’anagrafe quando vai a chiedere il cambio di residenza, mostrando l’atto di proprietà o il contratto di locazione di chi ti ospita.

Ovviamente, puoi farlo anche quando vai a vivere con una persona che appartiene al tuo nucleo familiare o alla quale sei legato sia da un vincolo affettivo sia dallo stato di famiglia. Significa che puoi chiedere il cambio di residenza senza contratto di affitto quando vai a convivere nella casa della tua fidanzata o del tuo fidanzato ed è lei o è lui chi detiene la proprietà o chi ha firmato l’affitto della casa.

Come ottenere la residenza senza contratto

A questo punto, dunque, se hai trovato la persona che possiede una casa o che vive in affitto ed è disponibile ad ospitarti, come ottenere la residenza in quell’indirizzo?

La prima cosa da fare è presentare una domanda compilando l’apposito modulo da consegnare o da spedire anche via fax, via posta o per e-mail al Comune in cui vuoi andare a vivere, allegando una copia di un tuo documento di identità. Nel momento in cui la domanda viene accettata, diventerai residente dalla data in cui hai presentato la domanda.

Ci vogliono, però, 45 giorni di tempo affinché il tutto vada a buon fine. Nel senso che, in quel periodo, il Comune effettuerà i dovuti controlli sia sui dati dichiarati sia sul fatto che effettivamente risiedi nel luogo che hai dichiarato. Trascorso quel mese e mezzo circa, l’iscrizione all’anagrafe si perfezione anche in assenza di risposta da parte del Comune (vige la regola del silenzio-assenso, per intenderci).

Che succede, però, se il Comune non accetta la tua domanda di cambio di residenza senza contratto? Può capitare, infatti, che i dati da te riportati non siano corretti o che manchi qualche documento allegato. In questo caso, l’anagrafe ti invierà la relativa comunicazione e ti inviterà a consegnare ciò che manca o a correggere eventuali errori. Se tutto fila liscio, otterrai la nuova residenza e, automaticamente, verrà cancellata quella vecchia dal Comune in cui abitavi prima.

Residenza senza contratto: quali conseguenze per l’ospite?

Pensi che una volta che hai ottenuto la residenza senza contratto di affitto sia tutto risolto? Niente affatto. Fare una scelta di questo tipo comporta delle conseguenze che bisogna tenere ben presenti.

Intanto, se l’ospite sei tu, da quel momento in poi riceverai presso quell’indirizzo le opportune comunicazioni per poter votare, poiché il seggio elettorale viene stabilito nel Comune in cui hai la residenza. Inoltre, potrai beneficiare di tutte le agevolazioni che quell’ente locale riserva ai suoi cittadini.

Altro elemento da non sottovalutare riguarda l’opportunità di dichiarare o meno che tu e la persona che ti ospita fate parte dello stesso nucleo familiare. Se si opta per lo stesso nucleo, ci saranno delle conseguenze sul fronte del 730: il tuo reddito andrebbe ad aggiungersi a quello dell’ospitante. Lo stesso succederebbe con la dichiarazione Isee, nel caso abbiate accesso a qualche agevolazione che richiede la presentazione di tale documento.

Per quanto riguarda, invece, il capitolo tasse e tributi locali, in alcuni casi ci sono dei cambiamenti ed in altri no. Ad esempio, è molto probabile che per quell’appartamento aumenti la Tari, Ricorda, infatti, che la tassa sui rifiuti si calcola sulla superficie dell’immobile come quota fissa ma che c’è anche una quota variabile in base al numero delle persone che ci abitano. Di conseguenza, nel momento in cui arrivi a vivere in quella casa, la Tari è destinata a lievitare.

Diverso il caso del canone Rai. Questa tassa riguarda soltanto il possesso del televisore, indipendentemente da quante persone lo guardino. Quindi, che siete in due o in otto, l’importo dell’abbonamento non cambia. Dovrete solo dividere la spesa.

Residenza senza contratto: quali conseguenze per l’ospitante?

Chiedere di ottenere la residenza senza contratto non ha delle conseguenze soltanto per chi va a vivere come ospite da qualcuno ma anche per chi apre ad un altro la porta di casa sua. Ci sono due possibilità: che questa persona sia il proprietario dell’immobile oppure che ci viva in affitto.

Se è il proprietario della casa, l’unico obbligo che ha è quello di comunicarlo al Comune di residenza. Se, invece, ha un contratto di affitto, deve chiedere al padrone di casa se può ospitare un altro in modo stabile.

Se tu sei l’ospitante, bada bene al passato della persona che metti in casa. Nel senso che il tuo ospite potrebbe portarsi non solo i bagagli ma anche qualche debito. Considera che quando avrà ottenuto la residenza presso casa tua, a quel punto non sarà soltanto un ospite ma sarà a tutti gli effetti una persona residente in quell’appartamento.

Che cosa significa questo? Significa che se ha qualche debito in sospeso, può essere esposto al rischio di un pignoramento. E che i creditori avrebbero tutto il diritto bussare alla porta di quella che sarà diventata la sua residenza, cioè a casa tua, per portarsi via i suoi beni.

Ora, il problema è che bisogna dimostrare a chi viene con l’atto di esecuzione forzata quali sono i beni che appartengono a te e quali sono quelli del tuo ospite. Il rischio, infatti, è che si portino via anche la tua roba in mancanza di un documento che attesti che è di tua proprietà. Se ciò dovesse succedere, hai la possibilità di avviare l’opposizione di terzo, cioè un’azione legale volta a contestare il pignoramento dei tuoi beni.

Per la serie «fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio», conviene che fai firmare al tuo ospite un contratto di comodato d’uso da registrare presso l’Agenzia delle Entrate. Questo documento gli permette di stare a casa tua come ospite, ma riporta anche una descrizione di ciò che l’appartamento conteneva prima del suo arrivo (mobili, elettrodomestici e quant’altro). È cosa buona e gusta che sia il più dettagliato possibile, che tu segni perfino il telecomando del televisore: nel caso in cui qualcuno debba pignorare la roba del tuo ospite, i tuoi beni saranno blindati.

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note

[1] Art. 43 co. 2 cod. civ.


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1 Commento

  1. Vorrei sapere se in caso andassi a vivere a casa di un’amica in condivisione, e residenza, lei potrebbe farmi un contratto di affitto o altro per le spese che sosterrò? grazie Rita

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