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Separazione con addebito tradimento: ultime sentenze

19 Marzo 2019
Separazione con addebito tradimento: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: separazione dei coniugi; inosservanza del dovere di fedeltà e addebito; tradimento e prova dell’adulterio; crisi coniugale.

La violazione dell’obbligo di fedeltà determina l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza. In sede di separazione, è necessario provare l’esistenza del nesso di causalità tra l’infedeltà e la crisi del rapporto di coppia per giustificare l’addebito al coniuge responsabile, a meno che quest’ultimo non dimostri che l’adulterio non sia stato la causa della crisi familiare, in quanto la convivenza era ormai diventata da tempo meramente formale.

L’adulterio giustifica l’addebito al coniuge responsabile?

In tema di separazione giudiziale dei coniugi, si presume che l’inosservanza del dovere di fedeltà, per la sua gravità, determini l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, giustificando così, di per sé, l’addebito al coniuge responsabile, salvo che questi dimostri che l’adulterio non sia stato la causa della crisi familiare, essendo questa già irrimediabilmente in atto, sicché la convivenza coniugale era ormai meramente formale.

Tribunale Monza, 07/01/2019, n.6

Separazione coniugale e violazione del dovere di fedeltà

In tema di addebito della separazione coniugale per violazione del dovere di fedeltà, le dichiarazioni rese dai figli spontaneamente o in sede di deposizione testimoniale da cui emerge da un lato, l’instaurazione di una relazione extraconiugale ad opera di uno dei genitori e, dall’altro, che i contrasti e le discussioni pesanti tra gli stessi avevano avuto avvio solo successivamente alla scoperta, da parte dell’altro coniuge, di detta relazione – escludendo, dunque, la preesistenza al tradimento di una crisi coniugale -, costituiscono prova efficace ed esauriente della violazione del dovere suddetto.

Corte appello Cagliari sez. I, 16/10/2018, n.869

Come provare l’esistenza della crisi familiare?

In tema di separazione giudiziale dei coniugi si presume che l’inosservanza del dovere di fedeltà, per la sua gravità, determini l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, giustificando così, di per sé, l’addebito al coniuge responsabile, salvo che questi dimostri che l’adulterio non sia stato la causa della crisi familiare, essendo questa già irrimediabilmente in atto, sicché la convivenza coniugale era ormai meramente formale.

Ciò sta a significare che, a fronte della prova dell’adulterio, il richiedente l’addebito abbia assolto all’onere della prova su di lui gravante solo dando prova della condotta dell’altro coniuge, non essendo egli onerato anche della dimostrazione dell’efficienza causale dal medesimo svolta; spetta, di conseguenza, all’altro coniuge di provare, per evitare l’addebito, il fatto estintivo e cioè che l’adulterio sopravvenne in un contesto familiare già disgregato.

Tribunale Modena sez. II, 13/07/2017, n.1248

Messaggi: sono prova dell’adulterio?

In tema di separazione giudiziale dei coniugi, la prova dell’adulterio (nella specie, del marito) ben può fondarsi su messaggi (Sms) estratti dal telefono cellulare dell’uomo, di cui la moglie è entrata in possesso, essendo recessivo, rispetto al diritto di difesa in giudizio, quello alla inviolabilità della corrispondenza.

Tribunale Roma, 17/05/2017

Addebito della separazione al coniuge infedele: cosa occorre provare?

In tema di separazione giudiziale dei coniugi, ai fini dell’addebito della stessa al coniuge infedele, nonostante la violazione dell’obbligo di fedeltà costituisca senza alcun dubbio una violazione particolarmente grave, che determina l’intollerabilità della convivenza e rappresenta una circostanza idonea e sufficiente a determinare la pronuncia di addebito a carico del coniuge responsabile, si ritiene necessaria la sussistenza del nesso di causalità fra l’infedeltà e la crisi del rapporto di coppia.

Infatti, non giustifica l’addebito della separazione l’accertamento della preesistenza di una crisi coniugale già irrimediabilmente in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale. Ciò posto, nel caso di specie, il Tribunale ha pronunciato l’addebito nei confronti del marito in quanto era emerso in giudizio che, prima della scoperta del tradimento da parte di costui, il rapporto di coniugio non fosse già definitivamente compromesso e che la moglie credesse ancora di poter salvare l’unione.

Tribunale Milano sez. IX, 19/06/2017, n.6831

Dissoluzione del consorzio familiare

Non ricorrano gli estremi per l’addebito della separazione ad entrambi i coniugi. Nel caso di specie, è risultato ben evidente che il marito non solo ha tollerato la infedeltà, ma ha addirittura voluto ricostruire l’unità familiare. Ed è evidente che in questo contesto è ontologicamente esclusa la possibilità che il tradimento abbia in qualche modo causato la dissoluzione del consorzio familiare.

Nei confronti della moglie, le due sole testimonianze evidenziano circostanze in modo del tutto generico e che, al più, confermano la sussistenza di un clima di dissoluzione della consorteria e dell’affectio coniugalis, dovuta al reciproco allontanamento di entrambi i coniugi dai loro doveri coniugali.

Tribunale Bari sez. I, 16/03/2016, n.1486

Volontà riconciliativa del coniuge tradito

In tema di separazione e addebito, una generica affermazione di volontà riconciliativa da parte del coniuge che ha subito il tradimento non elide, di per sé, la gravità del vulnus subito, a maggior ragione quando essa non determini un effettivo ristabilimento dell’armonia coniugale. Allorchè, in presenza di una condotta univocamente trasgressiva e gravemente lesiva dei doveri coniugali, alla volontà di riconciliazione non corrisponde un positivo riscontro, si palesa come evidente la persistenza della situazione di crisi e la conseguente intollerabilità della convivenza.

Cassazione civile sez. VI, 27/06/2013, n.16270

Sospetti di infedeltà e offesa all’onore

La relazione di un coniuge con estranei rende addebitabile la separazione ai sensi dell’art. 151 cod. civ. quando, in considerazione degli aspetti esteriori con cui è coltivata e dell’ambiente in cui i coniugi vivono, dia luogo a plausibili sospetti di infedeltà e quindi, anche se non si sostanzi in un adulterio, comporti offesa alla dignità e all’onore dell’altro coniuge.

Cassazione civile sez. I, 12/04/2013, n.8929

Nesso causale tra crisi coniugale e tradimento

In tema di separazione tra i coniugi, l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale, determinando normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, deve ritenersi, di regola, circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge responsabile, sempre che non si constati la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale mediante un accertamento rigoroso ed una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, tale che ne risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.

Tuttavia tale ultimo elemento non si ravvisa nel caso in cui, dalle risultanze probatorie, risulti che il coniuge abbia accolto la notizia del tradimento come un avvenimento del tutto inaspettato, a riprova del fatto che la vita coniugale fino a quel momento non aveva conosciuto una crisi e meno che mai che essa fosse stata palesata.

Tribunale Milano sez. IX, 07/09/2012, n.9832

Deterioramento del rapporto tra coniugi

L’allontanamento dalla casa familiare, senza il consenso dell’altro coniuge e confermato dal rifiuto di tornarvi, costituisce violazione di un obbligo matrimoniale; conseguentemente è causa di addebitamento della separazione poiché porta all’impossibilità della coabitazione. Tuttavia, non sussiste tale violazione qualora risulti legittimato da una “giusta causa”, da ravvisare anche nei casi di frequenti litigi domestici della moglie con la suocera convivente e nel conseguente progressivo deterioramento dei rapporti tra gli stessi coniugi, e ciò anche in assenza di tradimento o di violenze da parte del marito.

Cassazione civile sez. I, 24/02/2011, n.4540

Separazione giudiziale dei coniugi

In tema di separazione giudiziale dei coniugi, l’addebito non può essere pronunciato per condotte, pur di per sé integranti la violazione di diritti nascenti dal matrimonio, poste in essere da uno dei coniugi, successive però alla cessazione della convivenza, divenuta ormai intollerabile (nella specie, la separazione è stata pronunciata con addebito al marito per adulterio, che aveva determinato la cessazione della convivenza tra i coniugi, mentre è stato ritenuto irrilevante il successivo compimento, da parte della moglie, di condotte pur illegittime, avendo ella impedito gli incontri del marito con i figli minori ed essendosi la stessa impossessata di beni del marito medesimo).

Corte appello Napoli, 02/11/2012


note

Autore immagine: tradimento di fizkes


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