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Chi sono gli affini in linea retta?

9 Aprile 2019 | Autore:
Chi sono gli affini in linea retta?

Parentela e affinità: le differenze e gli aspetti comuni, i gradi, le linee e i metodi di calcolo.

Siete parenti tu e tua suocera? Per uno strano scherzo del destino ti sei innamorato della sorella di tua moglie. Se divorzi, la puoi sposare? Se tuo suocero versa in una situazione di bisogno e tuo marito non può aiutarlo economicamente, spetta a te farlo quale nuora? All’interno di un nucleo familiare tra i vari componenti, si creano legami differenti, distinguibili in vincoli di parentela e vincoli di affinità. Sia gli uni sia gli altri si differenziano in gradi e possono essere in linea retta o collaterale. Detto così può sembrare tutto molto difficile ma le informazioni che verranno fornite in questo articolo potranno aiutarti a ricostruire l’albero genealogico della tua famiglia. Per cui se ti stai chiedendo: “Chi sono gli affini in linea retta?” oppure ” Quali sono i parenti di secondo grado?”, qui troverai la risposta. Infatti, potrai calcolare il grado di parentela e quello di affinità facilmente, ricorrendo agli schemi ivi allegati. Ma cosa significa in concreto essere parente o affine di una persona? Il codice civile opera una distinzione fondamentale tra questi due tipi di legami.

Parentela: cos’è?

La parentela [1] è il vincolo che intercorre fra le persone che discendono l’uno dall’altra e sono quindi, legate da consanguineità. L’affinità [2] è il rapporto che lega un coniuge con i parenti dell’altro coniuge e pertanto, tutti i parenti di un coniuge sono affini con l’altro coniuge e viceversa.

Sulla base della definizione data sono parenti il padre con il figlio o il nonno con la nipote mentre sono affini il coniuge con la sorella della moglie o anche la coniuge con il cugino del marito.

Sia per i parenti sia per gli affini si può stabilire un grado. Vediamo prima, come si calcolano i gradi di parentela per poi, passare a quelli relativi all’affinità.

Parenti in linea retta e in linea collaterale e gradi di parentela

Per determinare il vincolo di parentela innanzitutto bisogna distinguere tra parenti in linea retta e parenti in linea collaterale.

Sono parenti in linea retta quelli che discendono l’uno dall’altro (padre e figlio). Esempio: Tizio è il padre di Caio. Tra padre e figlio esiste una parentela in linea retta, poiché Caio discende da Tizio.

Sono parenti in linea collaterale coloro che, pur avendo uno stipite comune, cioè pur discendendo da una stessa persona come il padre o il nonno, non discendono l’una dall’altra (vedi i fratelli o i cugini).

Esempio: Tizio è padre di Caio e Sempronio. Caio e Sempronio, essendo fratelli discendono entrambi da Tizio ma non discendono l’uno dall’altro. Quindi, il grado di parentela tra loro sussistente sarà in linea collaterale e non in linea retta. Altro esempio è quello di Sempronio e Mevio che sono cugini in quanto figli di due fratelli, Tizio e Caio. Entrambi discendono da un unico capostipite, che è il nonno paterno, cioè il padre di Tizio e Caio, ma non discendono l’uno dall’altro. Quindi, anche tra di loro è sussistente una parentela in linea collaterale.

Una volta stabilita la differenza tra parenti in linea retta e parenti in linea collaterale, è possibile calcolare il grado di parentela, aiutandoci con lo schema sotto riportato.

Nella linea retta il grado di parentela si calcola contando le persone sino allo stipite comune, senza calcolare il capostipite. In altre parole si contano le generazioni che separano i due parenti eliminando il capostipite.

Sono quindi, parenti in linea retta di primo grado i genitori e i figli.

Il conteggio del grado di parentela è presto fatto: padre + figlio = 2 – 1 (lo stipite in comune, che è rappresentato dal padre) = 1; quindi, il grado di parentela è primo.

Esempio: Tizio è padre di Caio. Tizio (padre) + Caio (figlio) = 2 – 1 ( Tizio, lo stipite in comune) = 1.

Allo stesso modo sono parenti in linea retta di secondo grado il nonno e i nipoti. Infatti, nonno + padre + nipote = 3 – 1 (il capostipite che in questo caso è il nonno) = 2.

Esempio: Tizio è padre di Caio, il quale a sua volta ha come figlio Gigi. Tizio (nonno) + Caio (figlio) + Gigi (nipote) = 3 – 1 (Tizio, il capostipite) = 2.

Nella linea collaterale il conteggio dei gradi va fatto partendo da uno dei due parenti, salendo sino allo stipite comune, che va comunque escluso, e da questo discendendo all’altro parente. Con gli esempi il conteggio sarà più chiaro.

Sono parenti in linea collaterale di secondo grado i fratelli e le sorelle.

Infatti, fratello + genitore + fratello = 3 – 1 (genitore, che in quanto stipite in comune non si conta) = 2.

Esempio: Caio è figlio di Tizio, il quale è genitore anche di Sempronio. Pertanto, si parte da Caio (fratello) + si sale a Tizio (genitore) + per poi, ridiscendere a Sempronio (fratello) = 3 – 1 (Tizio, il capostipite) = 2

Sono parenti in linea collaterale di terzo grado gli zii e i nipoti. In tal caso il calcolo è il seguente: nipote + genitore + nonno + zio = 4 – 1 (nonno) = 3.

Esempio: Gigi è il nipote di Sempronio, figlio di suo fratello Caio. A loro volta Caio e Sempronio sono figli di Tizio. Quindi, partendo da Gigi (nipote) + si sale a Caio (genitore di Gigi), + si continua a salire fino a Tizio (nonno) + per poi scendere a Sempronio (zio) 1 = 4 – 1 (nonno) = 3.

Ancora, sono parenti in linea collaterale di quarto grado i cugini. In tal caso il conteggio è il seguente: cugino + genitore cugino + nonno + genitore cugino + cugino = 5 – 1 ( il nonno quale capostipite) = 4.

Esempio: Gigi e Mevio sono cugini perché figli di due fratelli, rispettivamente di Caio e di Sempronio. A loro volta Caio e Sempronio sono figli di Tizio.

Si parte da Gigi (cugino) + si sale sino a suo padre (Caio) + si sale ancora fino a Tizio (nonno) + per poi ridiscendere a Sempronio (padre di Mevio) + e ancora più giù sino a Mevio (cugino) = 5 – 1 ( Tizio, il nonno) = 4.

Il legame di parentela è riconosciuto per legge sino al sesto grado e non oltre.

Affinità e gradi

Concentriamoci ora sull’affinità, che è il vincolo il quale si viene a creare tra il coniuge e i parenti dell’altro coniuge per effetto del matrimonio. Non si tratta di un vincolo di sangue come accade per la parentela. Tuttavia, il grado di affinità del coniuge con i parenti dell’altro coniuge è corrispondente a quello della parentela e quindi, sia nella linea retta sia in quella collaterale, il grado di affinità si determina allo stesso modo del grado di parentela.

Sono affini in linea retta di primo grado la nuora con il suocero o il genero con la madre della moglie.

Esempio: Tizio e Mevia sono marito e moglie. Tizio è figlio di Sempronio e Caia mentre Mevia è figlia di Gigi e Lara. Poiché Tizio e Sempronio sono parenti in linea retta di primo grado, essendo figlio e padre, analogamente Mevia (nuora) e Sempronio (suocero) sono affini in linea retta di primo grado.

Allo stesso modo Tizio (genero) e Lara (suocera) sono affini in linea retta di primo grado in quanto Mevia e Lara sono parenti di primo grado, essendo figlia e madre.

Sono affini in linea retta di secondo grado il nonno con la moglie del nipote.

Esempio: Tizio e Mevia sono marito e moglie. Carlo è il nonno di Tizio. Caio e Tizio sono parenti in linea retta di secondo grado in quanto nonno e nipote. Allo stesso modo Carlo (nonno di Tizio) e Mevia (moglie di Tizio) sono affini in linea retta di secondo grado.

Sono affini in linea collaterale di secondo grado i cognati.

Esempio: Tizio e Mevia sono marito e moglie. Tizio è fratello di Ugo. Poiché Tizio e Ugo sono parenti in linea collaterale di secondo grado in quanto fratelli, Mevia (cognata) e Ugo (cognato) sono affini in linea collaterale di secondo grado.

Gli affini di due coniugi non sono affini tra loro e la dimostrazione è data dal grafico sopra riportato laddove è evidente che non vi è alcuna intersezione tra gli affini dei coniugi Tizio e Mevia.

Allo stesso modo è corretto affermare che i coniugi degli affini non sono affini tra loro. Infatti, le mogli di due fratelli non sono affini tra loro poiché il rapporto di coniugo non è un rapporto di parentela in senso stretto. Ritornando all’ultimo degli esempi sopra riportati, consegue da ciò che se Ugo (affine in linea collaterale di secondo grado di Mevia in quanto cognato) fosse sposato con Sara, quest’ultima non avrebbe alcuna affinità con Mevia ma solo con Tizio, in quanto fratello di suo marito.

Obblighi e divieti comuni tra parentela ed affinità

Anche se parentela ed affinità costituiscono vincoli differenti, tuttavia in parte sono assimilabili almeno per quanto riguarda alcuni obblighi (diritto agli alimenti) e divieti (divieto di contrarre matrimonio) comuni ad entrambi.

La legge [3] ha previsto il diritto agli alimenti in favore del familiare che versa in uno stato di bisogno e non riesce a provvedere a sé con le proprie sostanze. A questi infatti, devono provvedere i parenti, ciascuno in relazione alle proprie capacità economiche. Pertanto, il  nostro legislatore ha stabilito l’ordine dei parenti o degli affini tenuti al versamento degli alimenti e più precisamente ad iniziare dal parente più prossimo:

  • il coniuge;
  • i figli e, in loro assenza, i discendenti prossimi (ad esempio i nipoti);
  • i genitori e, in loro assenza, gli ascendenti prossimi (ad esempio i nonni);
  • i generi e le nuore (affini);
  • il suocero e la suocera (affini);
  • i fratelli e le sorelle.

Il soggetto bisognoso deve quindi, rivolgersi in primis al parente più vicino e se questi non è in grado di prestare gli alimenti, dovrà rivolgersi a quello successivo, passando da parente a parente secondo l’elenco sopra riportato.

La prestazione alimentare potrà essere in natura, ad esempio accogliendo nella propria casa il parente bisognoso oppure mediante il versamento periodico di una somma di denaro.

Esempio: Caio è malato e con la sua pensione non riesce a vivere e contemporaneamente a pagare le cure di cui ha bisogno. La moglie è morta e l’unico figlio è scomparso da casa ormai da anni. Pertanto, si rivolge alla nuora Mevia, perché questa in qualità di affine, provveda al versamento degli alimenti in suo favore. Mevia accoglie in casa il suocero provvedendo alle cure ed all’assistenza dovute.

La legge [4] inoltre, ha previsto il divieto a contrarre matrimonio tra affini in linea retta e affini in linea collaterale in secondo grado.

Pertanto, non possono sposarsi tra loro il genero e la suocera o il cognato e la sorella della moglie.

L’impedimento matrimoniale tra affini in linea retta continua a sussistere anche nel caso in cui il matrimonio da cui deriva l’affinità, venga dichiarato nullo o sciolto o cessino gli effetti civili con il divorzio, salva la possibilità di ottenere l’autorizzazione del tribunale in alcuni limitati casi.

Quando viene meno l’affinità?

L’affinità tra il coniuge e i parenti dell’altro non viene meno in caso di morte, anche senza prole, del coniuge da cui deriva (pur con alcune eccezioni). E’ opinione di parte della dottrina che tale vincolo non cessi neanche con il divorzio ma solo nel caso in cui sia accertata e dichiarata la nullità del matrimonio.

Pertanto, fatti salvi alcuni casi limite, il grado di affinità con i parenti del proprio coniuge è per sempre.


note

[1] Art. 74 cod. civ.

[2] Art. 78 cod. civ.

[3] Art. 433 cod. civ.

[4] Art. 87 cod. civ.

Autore immagine: parenti e affini di Ihnatovich Maryia


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