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Separazione e spese ordinarie: ultime sentenze

14 Aprile 2019


Separazione e spese ordinarie: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 14 Aprile 2019



Differenza tra spese ordinarie e spese straordinarie; assegno di mantenimento; spese mediche e scolastiche dei figli.

Il provvedimento con cui si stabilisce che il genitore non affidatario deve pagare le spese ordinarie costituisce titolo esecutivo.

Spese ordinarie e spese straordinarie per i figli minori

Per l’esatta individuazione delle spese straordinarie il giudice deve operare le seguenti considerazioni: per quanto riguarda quelle attinenti al profilo scolastico/educativo del minore, occorre rilevare che entrano tra le ‘‘spese ordinarie’’, anche se parametrate nell’arco di un anno e non di carattere giornaliero, quelle effettuate per l’acquisto di libri scolastici, di materiale di cancelleria, dell’abbigliamento per lo svolgimento dell’attività fisica a scuola. Tutto ciò, ovviamente, basandosi sulla considerazione che la frequenza scolastica da parte del minore non è qualcosa di eccezionale ed imprevedibile ma, al contrario, di obbligatorio e fondamentale.

Anche le spese mensili per la frequenza scolastica con annesso semiconvitto deve essere considerata una ‘‘spesa ordinaria’’ in relazione al normale standard di vita seguito dal minore fino al momento della crisi familiare, con eventuale possibilità di aumentare l’assegno di mantenimento precedentemente disposto per far fronte a tale esigenza.

Per quanto riguarda, invece, i viaggi studio all’estero la partecipazione alle gite scolastiche e le ripetizioni scolastiche o gli sport, esse debbono essere ricondotte alla categoria delle ‘‘spese straordinarie’’. Per quanto concerne, poi, le eventuali e future spese per la formazione universitaria (tasse e libri scolastici), dovranno intendersi quali ‘‘spese ordinarie’’, tali da giustificare una richiesta di modifica in aumento dell’assegno periodico non trattandosi, infatti, di spese di carattere saltuario e eccezionale o comunque imprevedibile ma, al contrario, assolutamente normali e durevoli nel tempo. Relativamente, ancora, alle esigenze sanitarie della prole le quali, a seconda della loro natura, vengono a volte ricomprese nelle ”spese ordinarie” ed altre volte qualificate come ”spese straordinarie”, si deve ritenere che rientrino tra le prime, le c.d. ”cure ordinarie”, come le visite pediatriche, l’acquisto di medicinali da banco o comunque di uso frequente, visite di controllo routinarie.

Diversamente dovranno essere qualificate come ”straordinarie” le spese concernenti un improvviso intervento chirurgico, dei trattamenti psicoterapeutici, dei cicli di fisioterapia necessari in seguito ad un incidente stradale od altro ed, infine, quanto erogato per acquistare un paio di occhiali da vista al minore o l’apparecchio ortodontico.

Infine, considerando che la vita del minore, ovviamente, si compone anche di essenziali momenti ludici e di svago, i genitori, nei limiti ovviamente della loro situazione economico-reddituale, sono chiamati a soddisfare tali esigenze ricreative. Così l’acquisto di un computer o quello di un motorino, dovrà essere qualificato come ”spesa straordinaria”, od anche le somme necessarie per giungere a conseguire la patente di guida ed a pagare, successivamente, eventuali contravvenzioni dovute a violazione del codice della strada da parte dei figli.

Tribunale Savona, 29/01/2019, n.84

Spese ordinarie e straordinarie per i figli: esempi

L’assegno di mantenimento è comprensivo delle voci di spesa caratterizzate dall’ordinarietà o comunque dalla frequenza, in modo da consentire al genitore beneficiario una corretta ed oculata amministrazione del budget di cui sa di poter disporre. Al di fuori di queste spese ordinarie vi sono le spese straordinarie, cosiddette non soltanto perché oggettivamente imprevedibili nell’an, ma altresì perché, anche quando relative ad attività prevedibili sono comunque indeterminabili nel quantum ovvero attengono ad esigenze episodiche e saltuarie.

Tra le spese comprese nell’assegno di mantenimento sono da considerare: vitto, abbigliamento, contributo per spese dell’abitazione, spese per tasse scolastiche (eccetto quelle universitarie) e materiale scolastico di cancelleria, mensa, medicinali da banco (comprensivi anche di antibiotici, antipiretici e comunque di medicinali necessari alla cura di patologie ordinarie e/o stagionali), spese di trasporto urbano, carburante, ricarica cellulare, uscite didattiche organizzate dalla scuola in ambito giornaliero; prescuola, doposcuola e baby sitter se già presenti nell’organizzazione familiare prima della cessazione della convivenza; trattamenti estetici (parrucchiere, estetista, ecc.).

Al di fuori di tale elenco, sono da comprendere tra le spese straordinarie: spese scolastiche: iscrizioni e rette di scuole private e, iscrizioni, rette ed eventuali spese alloggiative ove fuori sede, di università pubbliche e private, ripetizioni, viaggi di istruzione organizzati dalla scuola; spese di natura ludica o parascolastica: corsi di lingua o attività artistiche (musica, disegno, pittura), corsi di informatica, centri estivi, viaggi di istruzione, vacanze trascorse autonomamente senza i genitori, spese di acquisto e manutenzione straordinaria di mezzi di trasporto (mini-car, macchina, motorino, moto); spese sportive: attività sportiva comprensiva dell’attrezzatura e di quanto necessario per lo svolgimento dell’eventuale attività agonistica; spese medico sanitarie: spese per interventi chirurgici, spese odontoiatriche, oculistiche e sanitarie non effettuate tramite SSN, spese mediche e di degenza per interventi presso strutture pubbliche o private convenzionate, esami diagnostici, analisi cliniche, visite specialistiche, cicli di psicoterapia e logopedia.

Essendo stato disposto l’affidamento esclusivo della minore, la madre sarà la sola a decidere l’effettuazione della spesa, e il padre dovrà corrispondere il 60 % della spesa sostenuta previa esibizione di idoneo giustificativo di spesa.

Tribunale Grosseto, 14/01/2019, n.19

Mantenimento dei figli e suddivisione delle spese

In tema di mantenimento dei figli e suddivisione delle spese ordinarie e straordinarie, le spese mensili per la frequenza scolastica con annesso semi-convitto deve essere considerata una ‘‘spesa ordinaria’’ in relazione al normale standard di vita seguito dal minore fino al momento della crisi familiare, con eventuale possibilità di aumentare l’assegno di mantenimento precedentemente disposto per far fronte a tale esigenza.

Per quanto riguarda, invece, i viaggi studio all’estero , la partecipazione alle gite scolastiche e le ripetizioni scolastiche o gli sport esse debbono essere ricondotte alla categoria delle ‘‘spese straordinarie’’.

Per quanto concerne, poi, le eventuali e future spese per la formazione universitaria (tasse e libri scolastici), dovranno intendersi quali ‘‘spese ordinarie’’, tali da giustificare una richiesta di modifica in aumento dell’assegno periodico non trattandosi, infatti, di spese di carattere saltuario e eccezionale o comunque imprevedibile ma, al contrario, assolutamente normali e durevoli nel tempo.

Tribunale Savona, 11/01/2019, n.34

Coniuge affidatario: non ha l’obbligo di concordare le spese straordinarie

In tema di spese per il mantenimento di un minore, le ”spese ordinarie” sono quelle destinate a soddisfare i bisogni quotidiani del minore, mentre, quelle ”straordinarie”, sono costituite dagli “esborsi necessari a far fronte ad eventi imprevedibili o addirittura eccezionali, ad esigenze non rientranti nelle normali consuetudini di vita dei figli minori fino a quel momento, o comunque spese non quantificabili e determinabili in anticipo o di non lieve entità rispetto alla situazione economica dei genitori.

Pertanto, non è configurabile a carico del coniuge affidatario un obbligo di informazione di concertazione preventiva con l’altro, in ordine alla determinazione delle spese straordinarie (nella specie, spese di soggiorno negli U.S.A. per la frequentazione di corsi di lingua inglese da parte di uno studente universitari di lingue) costituente decisione “di maggiore interesse” per il figlio, sussistendo, pertanto, a carico del coniuge non affidatario un obbligo di rimborso qualora non abbia tempestivamente addotto validi motivi di dissenso.

Tribunale Trani, 09/03/2018, n.612

Spese sanitarie ordinarie dei figli

Qualora l’affidamento di un minore non sia congiunto, il genitore non affidatario è obbligato a contribuire alla metà delle spese straordinarie, le quali se attinenti alla salute del minore possono essere ritenute tali solo se venga accertato il loro carattere di imprevedibilità. Diversamente, le spese sanitarie ordinarie debbono ritenersi ricomprese nell’assegno di mantenimento.

Cassazione civile sez. VI, 17/01/2018, n.1070

Genitore non affidatario paga pro quota le spese ordinarie

Il provvedimento con il quale, in sede di separazione, si stabilisce che il genitore non affidatario paghi “pro quota” le spese ordinarie per il mantenimento dei figli costituisce idoneo titolo esecutivo e non richiede un ulteriore intervento del giudice in sede di cognizione.

La circostanza che il precetto non solo non alleghi, ma nemmeno indichi i documenti (successivi alla formazione del titolo esecutivo giudiziale) in base ai quali è stato determinato l’importo del credito azionato “in executivis” non può essere sanata dal creditore procedente nel giudizio di opposizione agli atti esecutivi. Quest’ultimo, infatti, ha lo scopo di verificare la correttezza del “quomodo” dell’esecuzione e non può costituire una rimessione in termini atipica a favore del creditore per sanare le mende dell’atto di precetto.

Cassazione civile sez. III, 20/10/2016, n.21241

Spese scolastiche ordinarie

Il provvedimento con il quale, in sede di separazione, si stabilisce che il genitore non affidatario paghi, sia pure “pro quota”, le spese mediche e scolastiche ordinarie relative ai figli costituisce idoneo titolo esecutivo e non richiede un ulteriore intervento del giudice in sede di cognizione, qualora il genitore creditore possa allegare e documentare l’effettiva sopravvenienza degli esborsi indicati nel titolo e la relativa entità, salvo il diritto dell’altro coniuge di contestare l’esistenza del credito per la non riconducibilità degli esborsi a spese necessarie o per violazione delle modalità d’individuazione dei bisogni del minore.

Cassazione civile sez. VI, 02/03/2016, n.4182

Contributo mensile per il mantenimento

Non può essere ingiunto al genitore non affidatario del figlio minore il pagamento di ulteriori somme rispetto a quelle giudizialmente stabilite a titolo di contributo mensile per il mantenimento, ad eccezione delle c.d. spese straordinarie caratterizzate dalla imprevedibilità, eccezionalità, non quantificabilità anticipata e non lievità (rispetto alla condizione economica dei genitori) rimborsabili pro-quota, che vanno distinte dalle c.d. spese ordinarie da ricomprendersi nel suddetto contributo e dalle spese che attengono a scelte straordinarie o di maggior interesse per il minore, dovendo queste ultime essere adottate sempre di comune accordo tra i genitori.

Tribunale Teramo, 02/10/2014, n.1308

Tenore di vita della famiglia e capacità economiche dei genitori

Ritenuto che in tema di spese per il mantenimento dei figli vanno considerate straordinarie le spese, assai spesso ingenti, dipendenti da situazioni, scelte, o fatti di carattere eccezionale, mentre sono ordinarie le spese relative al loro mantenimento, alle loro cure ordinarie ed alla loro istruzione, mentre a tale categoria non appartengono le spese conseguenti ad eventi eccezionali della loro vita, con particolare riferimento alla salute; e ritenuto, in particolare, che per spese straordinarie devono intendersi, di regola, tutte quelle spese non ragionevolmente prevedibili e preventivabili perché non rientranti nella consuetudine e nelle normali esigenze di vita dei figli e che non possono considerarsi esigue in rapporto al tenore di vita della famiglie rapportato alle capacità economiche dei genitori, per cui dall’ambito di tali spese vanno escluse le spese ordinarie per l’abbigliamento, per le normali visite pediatriche di controllo della crescita, per l’acquisto di libri scolastici o di antipiretici e per i normali raffreddori invernali, nonché le spese di importo esiguo sia in rapporto alla natura delle stesse, in quanto non determinate da eventi eccezionali, sia perché ripetitive e risalenti nel tempo trattandosi di spese prevedibili in un determinato assetto di vita (acquisto di libri scolastici); quanto premesso e ritenuto, va riaffermato che in tema di separazione consensuale omologata tra coniugi la natura negoziale dell’accordo dà sostanza e fondamento alla separazione e nel decreto di omologazione – inidoneo ad assumere efficacia di giudicato sostanziale – non è ravvisabile una funzione sostitutiva od integrativa della volontà delle parti.

Pertanto, all’accordo si rendono applicabili i criteri esegetici dettati per i negozi giuridici, per cui va confermata l’interpretazione resa dai giudici di merito che, relativamente ad una clausola per cui “il padre dovrà contribuire alle spese straordinarie, scolastiche e mediche per la figlia, previa comunicazione da parte della madre, nella misura del 50%”, avevano limitato al 50% delle sole spese straordinarie di indole medica e scolastica l’apporto paterno di pertinenza della figlia.

Cassazione civile sez. I, 01/10/2012, n.16664

Provvedimento sul mantenimento della prole

Nel giudizio di separazione dei coniugi, consensuale o giudiziale, il provvedimento sul mantenimento della prole, provvisorio o definitivo, che condanna il genitore non affidatario a pagare, sia pure “pro quota”, le spese mediche e scolastiche ordinarie, costituisce titolo esecutivo anche in relazione a queste allorché ne sia opportunamente documentata l’effettiva sopravvenienza ed entità.

Cassazione civile sez. III, 23/05/2011, n.11316

note

Autore immagine: spese ordinarie di zimmytws


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