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Come si paga un f24

20 Marzo 2019 | Autore: Paolo Remer
Come si paga un f24

Come pagare un Modello f24: versamento telematico o operazione manuale? Con cosa si può pagare? Si possono usare assegni e carte? Cosa fare in banca, in posta o dall’agente di riscossione; come avvalersi di un intermediario.

Hai compilato, più o meno faticosamente, il tuo modello f24, oppure lo hai ricevuto già pronto, precompilato dall’Amministrazione finanziaria o predisposto dal tuo commercialista o Caf. Si dice che chi ben comincia è a metà dell’opera: adesso però devi pagarlo e ti serve sapere come e dove andarlo a versare e quali metodi di pagamento puoi utilizzare. E’ possibile pagarlo in contanti, con addebito in conto, con assegno bancario o circolare oppure  mediante carta di credito o di debito? C’è differenza a seconda dell’istituto bancario presso cui mi reco o del servizio, anche telematico o di home banking, che utilizzo? Devi cioè sapere tutto su come si paga un f24 e conoscere le possibilità a tua disposizione in modo da compiere questa operazione nel modo per te più semplice, veloce e comodo. Se sei un privato, cioè non sei titolare di una partita Iva, puoi pagarlo in modalità telematica oppure cartacea, a tua scelta. Se invece hai una partita Iva devi obbligatoriamente utilizzare i servizi telematici cioè i modi di pagamento “canalizzati” che il Fisco impone. Puoi farlo direttamente oppure attraverso un intermediario abilitato, come il tuo commercialista. Vediamo quindi in dettaglio tutti i metodi di pagamento ammessi ed i vari servizi di cui ti puoi avvalere per effettuare questo importante adempimento.

Modello f24: come pagare?

La prima cosa che devi sapere è che se sei un soggetto titolare di partita Iva sarai obbligato a pagare tutti i tuoi Modelli f24 in modalità telematica [1], mentre se sei un privato potrai scegliere tra la modalità telematica e quella cartacea.

Vediamo in concreto in cosa si differenziano questi due tipi di pagamento e come si effettuano.

Pagare f24 in banca, alla posta o agli sportelli dell’agente di riscossione

Se sei un privato potrai portare il tuo modello f24 già compilato (puoi scaricare il modulo base qui)  ad un qualunque sportello di:

  • un agente della riscossione;
  • una banca convenzionata;
  • un ufficio postale.

Il modello f24 è in triplice copia: le prime due vanno, o meglio rimangono, alla banca o all’ufficio postale o all’agente della riscossione dove ti sarai recato per effettuare il versamento; la terza ti verrà restituita con gli estremi dell’operazione effettuata, annotati dall’operatore.

Allo sportello l’impiegato al quale presenterai il modello f24 verificherà il contenuto, cioè i dati ed i codici inseriti e, soprattutto, l’importo dovuto: questa cifra, che corrisponderà a quanto stai per versare, sarà indicata nel campo chiamato saldo finale, posto in basso a destra.

Il saldo finale, a sua volta, sarà rappresentato dalla somma di tutte le voci interne, considerando anche eventuali importi messi in compensazione con i crediti del contribuente.

Ricordiamo infatti che il modello f24 può essere effettuato per compiere più operazioni insieme, con un unico versamento complessivo; nel calcolo potrebbero confluire anche voci che il contribuente vanta a credito e che quindi egli pone in compensazione con i debiti tributari da pagare.

Questo è ammesso, però, solo se i debiti da pagare sono maggiori dei crediti da rimborsare, o al massimo sono uguali fino alla concorrenza del saldo zero: non è consentito utilizzare il modello f24 per ricevere rimborsi monetari.

Quindi, se ad esempio hai un credito di 1.000 euro e devi versare imposte per 800 euro, il tuo modello f24 sarà per forza a saldo zero (non positivo di 200) e il risultato sarà che avrai pagato il tuo debito tributario utilizzando una parte del tuo credito anziché versare materialmente la somma; i 200 euro che residuano a tuo credito potranno essere utilizzati, sempre in compensazione, in occasione del pagamento successivo.

Torniamo al momento in cui sei allo sportello: devi tenere presente che il controllo dell’impiegato bancario o postale sui dati del modello f24 compilato sarà solo esterno e formale. Egli cioè non sarà tenuto a sapere se tu sei effettivamente debitore di quel tributo oppure se il codice è esatto.

Ad esempio, nel pagare la tua Imu per mero errore potresti aver indicato il codice di un Comune diverso da quello in cui sono ubicati gli immobili, oppure un importo che non corrisponde a quanto dovresti pagare effettivamente: il funzionario della banca o della posta si limiterà a recepire le voci che gli hai indicato e ad accettare un pagamento che sarà formalmente corretto, ma nella sostanza sbagliato e potrebbe non esserti riconosciuto come valido e liberatorio dall’Ente creditore.

Per questo occorre porre la massima attenzione nel compilare bene il Modello f24: eventuali errori potrebbero comportare che il versamento si considererà omesso e sarà anche difficoltoso ottenere il rimborso di quanto pagato ad un Ente impositore verso il quale non avevamo alcun debito d’imposta oppure per un tributo diverso.

Siccome il Modello f24 è unificato – e dunque consente di pagare una grande quantità di tributi, contributi, interessi e sanzioni – è necessario indicare esattamente cosa stiamo pagando con quell’operazione, indicando con precisione i codici delle imposte e l’anno di riferimento.

Pagare f24 con il versamento telematico

Se sei un titolare di partita Iva devi utilizzare utilizzare esclusivamente questa modalità e non quella manuale; se invece sei un privato puoi scegliere l’una o l’altra.

Il pagamento telematico può avvenire direttamente a cura del contribuente oppure tramite un intermediario abilitato.

Il pagamento diretto si effettua mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Si tratta dei canali chiamati “F24 web” e “F24 online“: si accede utilizzando, rispettivamente, i canali “Entratel” e “Fisconline“.

Entrambi questi servizi richiedono la preventiva registrazione per poter essere utilizzati: sarà l’Agenzia delle Entrate, dopo aver ricevuto la richiesta, a rilasciare le credenziali di accesso e da quel momento si potrà iniziare ad operare.

La differenza tra F24 Web ed F24 online consiste essenzialmente nel fatto che il primo consente di trasmettere il modello direttamente, cioè senza necessità di scaricare sul proprio computer alcun software, mentre il secondo richiede di installare preliminarmente un apposito programma, messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Questi due sistemi sono gratuiti ed inoltre offrono il vantaggio di risparmiare sulle spese bancarie o postali, cioè le commissioni che questi istituti applicano in occasione di ogni versamento effettuato presso di loro.

Se non disponi direttamente di uno di questi due servizi, potrai comunque pagare il tuo modello f24 tramite gli intermediari autorizzati, che sono i professionisti del settore, a partire dai commercialisti, ma anche le associazioni di categoria ed i Caf (centri di assistenza fiscale).

Questi soggetti infatti devono essere abilitati al canale telematico Entratel e aderiscono a una specifica convenzione, chiamata ” servizio f24 cumulativo”, che consente loro di pagare gli f24 per conto dei loro clienti, iscritti o aderenti; essi dispongono anche dei servizi di internet banking messi a disposizione dagli agenti della riscossione.

In ogni caso dovrai preventivamente aver comunicato all’intermediario da te scelto gli estremi del tuo conto corrente, bancario o postale, sul quale saranno effettuati gli addebiti dei modelli f24 telematici; non è possibile pagare l’intermediario in contanti o con altre forme, perchè il versamento è tuo e deve essere direttamente tratto dal tuo conto.

Se poi tu stesso hai un conto corrente, bancario o postale, abilitato alla modalità home banking cioè ad effettuare operazioni tramite internet, potrai pagare i tuoi modelli f24 anche in questo modo, seguendo le istruzioni della tua banca per la compilazione e l’invio.

Modello f24: con quali strumenti si può pagare?

Ci rimane ora da sapere in che modi possiamo effettuare i pagamenti del modello f24, per essere premuniti nel momento in cui ci rechiamo ad eseguire l’operazione.

Ci sono delle differenze nei modi in cui è possibile pagare a seconda che si utilizzi la modalità manuale oppure quella telematica.

Con che cosa si può pagare allo sportello?

Con la modalità manuale potrai pagare il tuo modello f24, a scelta:

  • in contanti allo sportello;
  • con la tua carta Bancomat (se lo sportello dove ti rechi è abilitato a ricevere il pagamento in questo modo, cioè se dispone di terminali elettronici Pos);
  • se sei all’ufficio postale, con carte Postamat o Postepay o con addebito sul tuo conto corrente;
  • se sei alla tua banca, con addebito diretto sul tuo conto corrente;
  • con assegni bancari o postali: gli assegni devono essere tratti dal contribuente a favore di se stesso (il beneficiario sarà “m.m.”, me medesimo);
  • con assegni circolari, o vaglia postali, emessi all’ordine del contribuente stesso.

In caso di pagamento con assegni, essi dovranno essere girati per l’incasso alla banca o alla posta dove ti sei recato, apponendo la firma nell’apposito spazio presente sul retro del titolo.

Ricorda che gli assegni dovranno essere di importo pari al saldo finale del modello f24, non possono essere di importo diverso: il pagamento deve essere intero ed esatto.

Cosa succede se l’assegno è scoperto o per qualunque causa non risulta pagabile? Il versamento effettuato mediante assegni si considera sempre fatto “salvo buon fine”, cioè presuppone che l’operazione abbia avuto buon esito ed alla fine l’assegno venga pagato.

Se questo non avviene, il versamento si considererà omesso, con tutte le conseguenze del caso a carico del contribuente, a partire dall’applicazione delle dovute sanzioni, degli interessi per ritardato pagamento e della eventuale perdita dei benefici concessi (ad esempio rateizzazioni che possono decadere, accertamenti con adesione che se non pagati precludono la possibilità di estinguere la controversia e sanare le sanzioni, ecc.).

Come pagare in modalità telematica

Nella modalità telematica, il pagamento non viene effettuato tramite carta di credito e tantomeno in contanti, ma con un “ordine di addebito” a beneficio dell’Agenzia delle Entrate: in pratica i soldi vengono trasferiti in accredito all’Agenzia in quanto prelevati dal conto corrente bancario o postale del contribuente.

Quando vengono prelevate le somme? I termini di versamento per gli f24 telematici sono uguali a quelli previsti per i pagamenti effettuati con i mezzi tradizionali, ma c’è il vantaggio che l’addebito effettivo sul conto corrente del contribuente viene eseguito alla data di scadenza del versamento indicata dal contribuente stesso, anche se la richiesta di pagamento viene trasmessa in anticipo.

Invece in modalità manuale il pagamento è sempre immediato, cioè la data di effettuazione dell’operazione coincide con quella dell’addebito. Questo significa che se ti rechi allo sportello in anticipo rispetto alla scadenza del tuo tributo, perderai qualche giorno di valuta, cioè di disponibilità della somma sul conto, perché essa viene prelevata subito.

Un altro vantaggio della modalità telematica è che, in caso di errore nella compilazione o nei calcoli, è possibile richiedere l’annullamento dei pagamenti fino a due giorni lavorativi prima della data di scadenza, cioè della data di versamento indicata nell’f24, correggerlo e inviarlo nuovamente.

Attenzione: in modalità telematica i versamenti si considerano eseguiti solo nel momento in cui il saldo da pagare risulta addebitato regolarmente sul conto corrente bancario, o postale, di riferimento. Non basta disporre l’operazione, serve che i soldi vengano effettivamente prelevati dal conto e così accreditati all’Agenzia delle Entrate.

Questo significa che alla data di esecuzione del versamento:

  • il conto corrente deve risultare regolarmente aperto, cioè non chiuso o bloccato;
  • il conto deve presentare una disponibilità finanziaria sufficiente a fronteggiare l’addebito dell’intero importo versato con il modello f24;
  • l’intestatario del conto corrente, da cui i soldi vengono prelevati, deve corrispondere al soggetto che ha effettuato il versamento (ovviamente per evitare frodi, facendo pagare la somma ad altri).

L’errore più comune è quello di “dimenticarsi” di aver inviato un modello f24 e nel frattempo di aver effettuato altre operazioni in uscita sul conto, cosicché alla data di scadenza, e dunque di prelievo automatizzato, il sistema non troverà sul conto corrente la cifra sufficiente a pagare l’addebito.

In tal caso l’intero versamento sarà considerato invalido e omesso: non è possibile, cioè, procedere a un addebito parziale neppure se sul conto ci fosse una parte o la maggior parte della somma necessaria, ma non tutta.

Ad esempio se alla data di scadenza prefissata sul conto vi sono 1.500 euro di saldo disponibile, ma l’importo del modello f24 da pagare è di 2.000 euro, l’intera operazione verrà rigettata e non sarà considerata eseguita: l’f24 deve passare solo per l’intero importo.



Di Paolo Remer

note

[1] Art. 37, comma 49, D.L. 4 luglio 2006, n.223 e art. 73 D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917 (Testo unico imposte sui redditi).

Autore immagine: Modello f24 di lucadp


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