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Eredità tra cugini: come funziona?

11 Aprile 2019 | Autore:


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Quando muore un cugino senza parenti stretti e senza aver fatto testamento, a chi viene devoluta la sua eredità?

Muore un vecchio cugino. Uno di quelli che non frequentavi neanche tanto, ma del quale hai comunque dei bei ricordi soprattutto legati all’infanzia. Insomma, al di là di ciò che poteva rappresentare per te, la questione che ti riguarda non è di poco conto: tuo cugino, infatti, è morto senza lasciare figli, un genitore, fratelli o sorelle e/o nipoti di ogni sorta. Si in effetti era sposato parecchi anni orsono, ma dalla predetta moglie si era ormai divorziato da molto tempo. Pertanto con la morte di tuo cugino, non avendo egli fatto alcun testamento per stabilire la sorte del suo patrimonio, si è aperta una successione ereditaria. Questa potrebbe toccare anche te e la cosa ti interesserebbe non poco, come è ovvio che sia.

La questione della successione, in un’ipotesi come quella presa ad esempio, è effettivamente particolare visto che non ci sono parenti strettissimi del defunto e considerando che quelli di grado lontano potrebbero invece essere abbastanza. In casi come questi, non sempre al cittadino comune appare chiaro chi possa ereditare e in che misura. Ed allora le domande che potresti porre in questa situazione sono le seguenti: cosa accade se un parente lontano muore senza aver fatto testamento? In tal caso, quali sono le regole che la legge stabilisce per dividere il patrimonio ereditario del defunto? In particolare, a proposito di un’eredità tra cugini, come funziona la successione ereditaria? Se rinunciassi all’eredità, i miei figli potrebbero subentrare nel mio diritto ereditario?

La successione legittima: cos’è?

Case, gioielli, denaro non possono restare senza un titolare. Quando muore qualcuno, tutto ciò che compone il suo patrimonio deve avere un successore. È la legge a stabilire quanto detto, prevedendo regole che consentono il passaggio giuridico dei beni del defunto ai suoi potenziali eredi [1]. Ed allora devi sapere che si parla di successione legittima, allorquando chi muore non ha fatto alcun testamento e deve pertanto intervenire, in tutto e per tutto, la legge a regolare questa situazione.

Ovviamente, nel prevedere chi possa ereditare, vengono in primo luogo privilegiati i parenti più stretti della persona deceduta:

  • figli o discendenti dei medesimi;
  • coniuge;
  • genitore;
  • fratelli o sorelle o discendenti dei medesimi.

Sono questi i parenti più stretti ai quali, secondo le regole della successione legittima, dovranno andare i beni costituenti il patrimonio ereditario. Qualora questi soggetti dovessero mancare, come sembra nel caso qui esaminato, la situazione deve inevitabilmente essere risolta tra i parenti più lontani: ma come?

Eredità: quando tocca ai parenti lontani?

Sembra veramente poco piacevole affermarlo, ma se muore un lontano cugino, senza aver fatto testamento e senza aver lasciato alcun parente strettissimo, si tratta evidentemente di un caso particolare ed anche fortunato per gli eredi in questione.

In questa ipotesi, le regole della successione legittima [2] prevedono che l’eredità vada ai parenti più lontani, anche se rispettando due principi fondamentali:

  • i parenti di grado più vicino escludono quelli più lontani;
  • non possono ereditare parenti oltre il 6° grado.

Nel caso preso ad esempio, trattandosi di un cugino, purtroppo deceduto praticamente solo e sconsolato, stiamo parlando di un parente di 4° grado e pertanto, in assenza di parenti più vicini al defunto, potrai tranquillamente ereditare il patrimonio di tuo cugino, magari in concorso con altri cugini dello stesso.

Diverso, invece, sarebbe il discorso, se fossero in vita degli zii di tuo cugino. Essi, infatti, essendo parenti di terzo grado, sarebbero in grado di succedere al nipote, escludendoti dall’eredità. Una vera disdetta, soprattutto se tuo padre, anch’egli zio del defunto, sia già morto. In questo caso, infatti, quali discendenti di uno zio del defunto non potreste subentrare nel diritto ereditario ormai perso dal medesimo: ma perché, ti chiederai?

La rappresentazione: cos’è?

Si tratta di quella regola prevista dalla legge [3] secondo la quale se un potenziale erede non può (ad esempio muore prima) o non vuole accettare l’eredità, possono subentrare in questo potenziale diritto ereditario i figli del medesimo. È una regola particolare che, però, non si applica in tutti i casi, ma soltanto quando si ha che fare con i discendenti di un discendente del defunto oppure di un fratello (o una sorella) del medesimo: e se tu fossi il figlio di uno zio?

Beh, in questo caso, evidentemente la legge non ha ritenuto opportuno estendere i diritti ereditari ai discendenti in questione. Nel caso preso in esame, se hai degli zii di tuo cugino viventi, questi erediteranno a tuo discapito e la circostanza che tuo padre, anch’egli zio diretto del defunto, sia premorto al medesimo, non comporterà che tu possa ereditare in rappresentazione di tuo padre.

Varrà pertanto la regola che il parente lontano, ma di grado più vicino, ad esempio uno zio diretto di 3° grado, escluderà quello più lontano, quale potrebbe essere un cugino che invece ha un grado di parentela più elevato.

note

[1] Artt. 565 e seg. cod. civ.

[2] Art. 572 cod. civ.

[3] Artt. 467 e seg. cod. civ.


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