Figlia malata: è giustificabile l’eccesso di velocità?

10 Maggio 2019 | Autore:
Figlia malata: è giustificabile l’eccesso di velocità?

Cosa succede se si oltrepassano i limiti del codice della strada per curare gli urgenti problemi di salute di un proprio caro?

Il codice della strada e, con esso, le forze dell’ordine sono molto rigidi nel far rispettare i limiti di velocità stabiliti dal legislatore. D’altronde, di mezzo, c’è una sicurezza delle strade da salvaguardare e, quindi, la tutela alla salute dei cittadini, diritto costituzionalmente garantito. Tuttavia, capita che alle volte questo limite possa essere violato per l’esistenza di un interesse giuridicamente più importante, quale potrebbe essere la necessità di arrestare un evasore, o l’urgenza di trasportare qualcuno in ospedale perché in pericolo di vita. In questo caso, potresti ottenere l’annullamento della contravvenzione ricevuta, dimostrando la causa di giustificazione che ha resto impossibile rispettare la legge. Dopo aver conosciuto i limiti di velocità e le conseguenze del mancato rispetto degli stessi, vedrai quando è possibile violare legittimamente i limiti di velocità imposti e, in particolare, analizzeremo un caso di violazione in presenza di figlia malata: è giustificabile l’eccesso di velocità?

Che funzione hanno i limiti di velocità?

Disciplinando la velocità su strada, il legislatore ha inteso tutelare la vita delle persone e proteggere la sicurezza della circolazione in generale. Quei limiti scaturiscono da uno studio preventivo basato sulle caratteristiche delle singole strade, al fine di verificare gli spazi di frenata, le vie di fuga, gli agenti atmosferici più frequenti e quant’altro possa servire a salvaguardare la sicurezza delle strade.

A queste caratteristiche, s’aggiungono altre variabili umane, quali il traffico, le condizioni della strada, il peso del veicolo: tutti elementi che servono alla legge per stabilire i tempi di arresto necessari ad ogni singolo veicolo per evitare incidenti.

Quali sono i normali limiti di velocità su strada?

I limiti di velocità non sono universali e possono mutare da nazione a nazione, anche in presenza di medesime condizioni strutturali e atmosferiche. Ecco perché, per le medesime strade, potrai scoprire un diverso limite di velocità in Italia o in America: la valutazione, soggettiva, è rimessa alle convinzioni politiche e culturali chi governa.

I nostri limiti di velocità non sono rigidi, se rapportati ad altri ordinamenti giuridici [1]. Ad esempio, per le autostrade molti paesi anglosassoni prevedono un limite massimo di 110 km/h, mentre da noi il limite – come ben sai – è di 130 km/h, nonostante il manto stradale, alle volte, non all’altezza di tale limite. Sarai sorpreso nel sapere che la legge prevede addirittura un aumento della velocità fino a 150 km/h se l’autostrada è dotata di tre corsie, più la corsia di emergenza, per ogni senso di marcia e sia dotata di apparecchiature omologate per il calcolo della velocità media (davvero raro in Italia!).

Per le altre strade, i limiti, per ovvie ragioni, sono più bassi. Avremo così:

  • i 110 km/h per le strade extraurbane principali;
  • i 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali;
  • i 50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali.

Sono poi previsti dei limiti di velocità dipendenti dalla presenza o meno di agenti atmosferici avversi (pioggia forte, vento):

  • 110 km/h per le autostrade;
  • 90 km/h per le strade extraurbane principali.

Inoltre, per evitare il paradosso, è previsto che il conducente non debba circolare a velocità talmente ridotta da costituire intralcio o pericolo per la sicurezza di altri.

Esistono limitazioni speciali per vetture speciali?

Ovviamente, non possono essere previsti – per il principio di uguaglianza sostanziale – medesimi limiti di velocità per differenti tipologie di veicoli. Per i ciclomotori, ad esempio, è previsto un limite massimo di circolazione di 45 km/h; per gli autobus e filobus di un certo peso il limite è di 80 km/h fuori dei centri abitati e 100 km/h sulle autostrade, così come per gli autoveicoli utilizzati per il trasporto delle merci pericolose, che potranno circolare ad un massimo di 50 km/h fuori dai centri abitati e 30 km/h nei centri abitati se viaggiano carichi.

Proprio per i mezzi pesanti è previsto anche l’obbligo di indicazione, nella parte posteriore, delle velocità massime consentite per consentire alla polizia stradale di verificare l’ottemperanza agli obblighi previsti dal Codice della strada.

Quali sono i rischi del superamento dei limiti?

Nessun obbligo, senza una conseguente sanzione, è realmente un obbligo.

È così che il legislatore, per far rispettare i limiti di velocità, prevede per i guidatori alcune rilevanti imposizioni, economiche e non [1]:

  • violare non oltre i 10 km/h i limiti provocherà la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 41 a € 169;
  • se la violazione supera di oltre i 10 km/h, ma rientra nei 40 km/h di eccesso, allora la sanzione economica varierà tra gli € 169 e gli € 680;
  • andando oltre i 40 km/h ma al di sotto i 60 km/h di violazione, allora oltre al pagamento di una somma variabile dai € 532 ai € 2.127, ci sarà la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, mentre superati i 60 km/h, la sanzione amministrativa varierà da € 829 a € 3.316 e, in più, sarà prevista la sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi.

Esistono cause di non punibilità?

In alcuni casi, il legislatore ha previsto l’impunibilità del guidatore che, per circostanze urgenti e imprevedibili, sia costretto a superare i limiti di velocità previsti dal codice della strada [2].

Pertanto, dovrà essere annullata la contravvenzione ricevuta nel caso in cui, per stato di necessità (grave problema di salute), o legittima difesa (in fuga da un criminale), si sia costretti a superare i relativi limiti.

Tuttavia, non sussiste l’esclusione per stato di necessità nel caso in cui si accerti che la persona trasportata in ospedale non sia in pericolo di salute tale da mettere in pericolo la sicurezza del traffico veicolare [3].

Giustificati dalla violazione dei limiti di velocità sono pure i carabinieri, la polizia e, in generale, tutte le forze dell’ordine che si trovino costrette, nell’adempimento di un dovere (ad esempio, inseguire un soggetto in fuga). a violare tali regole [2].

Eccesso di velocità e figlia malata

Da ultimo, la giurisprudenza [4] ha trattato un caso particolare di contravvenzione per eccesso di velocità: particolare poiché la genitrice procedeva a velocità elevata per raggiungere la figlia malata e così poterle approntare le cure mediche necessarie.

Secondo la madre, infatti, procedere attraverso l’ausilio dell’ambulanza avrebbe impiegato troppo tempo, alla luce dell’ubicazione della casa, difficile da raggiungere e della distanza da percorrere, di circa 40 chilometri dal punto di partenza dei soccorsi.

Tuttavia, il ragionamento in esame non è stato condiviso dai giudici che, senza girarci intorno, hanno fermamente negato l’esistenza della causa di giustificazione addotta dalla madre, specificando come quest’ultima avrebbe dovuto richiedere comunque l’intervento del 118, non essendo dimostrato né l’effettivo pericolo, né tanto meno il prolungarsi dei tempi per l’arrivo dell’ambulanza necessitata.

E così, alla madre non resta che il pagamento della contravvenzione e delle spese legali, oltre alla consapevolezza che, la prossima volta, sarà opportuno affidarsi, comunque, ai servizi del pronto intervento.


note

[1] Art.142 cod. str.

[2] Art.4 legge n.689/1081

[3] Cass. sent. n. 18394/06 del 24.08.2006

[4] Cass. sent. n. 5650/2019 del 26.02.2019


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