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Come uscire dal nucleo familiare

20 Marzo 2019
Come uscire dal nucleo familiare

Come avere un proprio Isee e uscire dal nucleo familiare dei genitori senza cambiare residenza o trasferendosi altrove.

Perché mai bisognerebbe chiedersi come uscire da un nucleo familiare? A farsi questa domanda è, di solito, chi è disoccupato e non ha alcuna entrata, ma tuttavia convive ancora con i genitori e, proprio a causa del reddito di questi ultimi, non può accedere a sussidi e benefici assistenziali. Questo perché, ai fini del calcolo dell’Isee – appunto l’indicatore della ricchezza della famiglia – il reddito dei genitori si somma a quello dei figli. E non importa che questi ultimi non abbiano una propria entrata o che mamma e papà siano solo pensionati e che, con l’assegno dell’Inps, riescano a malapena a pagare le spese mediche per loro stessi. L’Isee, insomma, mette in un unico calderone tutti i soldi di chi convive sotto lo stesso tetto, a prescindere dal fatto che provengano da un solo soggetto, da alcuni o da tutti: si fa una banalissima addizione e si considera solo il risultato.

Pertanto, se sei nello stesso nucleo familiare dei tuoi genitori, sei considerato dalla legge “benestante” quando il reddito di questi ultimi supera i tetti dell’Isee prefissati dalle singole normative per accedere alle prestazioni socio-assistenziali. Non importa se, nella realtà dei fatti, tuo padre e tua madre si limitano a darti solo il vitto e l’alloggio e che, quando chiedi loro un aiuto economico, te lo negano; non importa neanche il fatto che, non potendo pagare nulla perché non hai un tuo reddito, sei sostanzialmente squattrinato quasi al pari di chi vive da solo. Non potrai quindi ottenere l’accesso al gratuito patrocinio e dovrai pagare l’avvocato coi tuoi soldi; non potrai partecipare ai bandi indetti dal Comune in favore dei più indigenti; non avrai la possibilità di avere gli sconti sulla mensa o sui trasporti pubblici, ecc. Tutto questo perché i tuoi genitori guadagnano e tu no.

Ecco allora che, per ottenere tutti i benefici che lo Stato sino ad ora ti ha negato, hai una sola chance: quella di uscire fuori dal nucleo familiare dei tuoi genitori. Già, sembra una cosa facile, ma non lo è. Non si tratta di una semplice dichiarazione da presentare in Comune come quando cambi residenza. Non si tratta neanche di compilare un’autocertificazione con cui dichiari che i tuoi genitori non ti danno un euro per vivere. Ed allora come uscire dal nucleo familiare? Ecco alcuni suggerimenti che fanno al caso tuo.

Cos’è il nucleo familiare?

Il nucleo familiare è l’insieme delle persone che vivono sotto lo stesso tetto e che sono fiscalmente a carico di un’unica persona anche se non conviventi.

Si tratta dunque di due categorie di soggetti distinti. Più nel dettaglio, il nucleo familiare è costituito, ai fini Isee [1]:

  • dai soggetti componenti la famiglia anagrafica, ossia quelli iscritti nello stesso stato di famiglia al Comune, alla data di presentazione della Dichiarazione sostitutiva unica. Sono le persone conviventi, legate da un vincolo di matrimonio, di parentela, di affinità, di tutela o semplicemente affettivo (quindi vi rientrano anche i conviventi, ma non anche gli amici o i colleghi di lavoro);
  • da coloro che sono fiscalmente a carico dell’interessato anche se non conviventi. In particolare, sono considerati “soggetti a carico” il coniuge (purché non separato), i figli, i nipoti, i genitori, i fratelli, le sorelle qualora abbiano un reddito lordo annuo inferiore a 2.840,51 euro che per i figli minori di 24 anni è aumentato fino a 4.000,00 euro. Dunque, i figli maggiorenni non conviventi con i genitori e a loro carico ai fini Irpef, se non sono coniugati e non hanno figli, fanno parte del nucleo familiare dei genitori. Non rilevano infatti eventuali diverse abitazioni di fatto. Per cui fanno parte del nucleo familiare dei genitori anche i figli che vivono in un’altra città per scopi di studio.

Nel caso in cui i genitori appartengano a nuclei familiari distinti, il figlio maggiorenne, se a carico di entrambi, fa parte del nucleo familiare di uno dei genitori, da lui identificato.

Chi non rientra nel nucleo familiare?

Ragionando al contrario, possiamo dire che non rientra nel nucleo familiare chi:

  • va a vivere da solo e cambia residenza;
  • oppure presenta un reddito superiore alla soglia di 2.840,51 euro se ha almeno 24 anni o superiore a 4.000 euro se ha meno di 24 anni.

Come uscire dal nucleo familiare?

A questo punto vediamo come uscire dal nucleo familiare dei propri genitori. Certamente la cosa più semplice è cambiare la propria residenza in un’altra abitazione. Qui però si pone subito un problema: premesso che fornire all’anagrafe una residenza falsa, ove cioè di fatto non si vive, costituisce un reato, è necessario davvero traslocare. E se l’interessato sta cercando di ottenere benefici assistenziali è verosimile che, poiché disoccupato, non abbia neanche i soldi per vivere da solo. Dovrebbe allora andare a vivere da un amico o da qualche lontano parente squattrinato disposto ad accoglierlo nella propria dimora. Ovviamente anche l’ospitante, se si tratta di un parente o un affine, non deve presentare un reddito elevato; diversamente, il problema della sommatoria dei redditi dei conviventi ai fini Isee si ripresenta tale e quale per come si era posto all’origine con i genitori.

Esiste allora un modo per uscire dal nucleo familiare senza trasferirsi? Ossia come uscire dal nucleo familiare dei genitori senza cambiare residenza?

La risposta è semplice: bisogna frazionare l’immobile in due appartamenti autonomi e differenti. In buona sostanza bisogna avviare una pratica edilizia in Comune per creare due abitazioni distinte. Il tutto deve essere fattibile tecnicamente; non si può infatti eseguire un frazionamento virtuale se l’immobile non è divisibile in natura. Solo in questo modo è possibile avere due nuclei familiari all’interno della stessa residenza in quanto facenti capo a due diverse unità abitative e, quindi, teoricamente, con due residenze distinte (anche se strettamente confinanti).

Si tratta di una pratica legale che, tuttavia, presenta i normali costi di una ristrutturazione edilizia conseguente alla divisione dell’appartamento, duplicazione degli impianti, creazione di un secondo accesso, ecc.


note

[1] Art. 3 Dpcm 159/2013, regolamento attuativo della riforma introdotta con l’articolo 5 del Dl 201/2011.

Autore immagine: uomo e donna chiavi e lucchetto Di igor kisselev


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50 Commenti

  1. Salve la contatto in merito all’uscita dal nucleo famigliare. Io sono attualmente studente e senza impiego, iscritto al centro per l’impiego e vivo nella seconda casa dei miei genitori, ed ho la residenza presso questa seconda casa. Ma non sono fuori dal nucleo, e non percepisco nemmeno sussidi vari. Posso uscire dal nucleo? Quali sono gli eventuali svantaggi nel caso di uscita? Grazie rimango in attesa di risposta

    1. Gli svantaggi sarebbero che comunque i tuoi genitori andranno ad avere spese maggiori. I vantaggi potrebbero essere quelli elencati su per usufruire ad esempio di borse universitarie (che a livello etico, io lascerei prima a chi ne ha davvero bisogno e non farei troppi giri per prendersi quel buono pasto! – non è riferito a te, ma un messaggio che mi viene in mente nello scrivere questa risposta)

      1. Chiedo scusa, in che senso spese maggiori? Io vivo con i miei, e vorrei andare a vivere nella loro seconda casa per uscire dal nucleo familiare, intanto è fattibile? E quali sarebbero i contro per i miei genitori? grazie

  2. Io ho 60 ani e vivo in affitto con mia figlia mio genero e mia nipotina. Come posso uscire dal loro nucleo familiare? E

  3. Volevo info se si volesse uscire dal nucleo familiare risiedendo con i fratelli nella stessa casa(per reddito di uno dei fratelli non hanno diritto a nulla gli altri )
    Si può fare stato di famiglia a parte lui con il figlio in questa stessa casa risiedendo tutti insieme?

  4. Salve, io e il mio compagno conviviamo, ma non abbiamo stipulato l’atto scritto di convivenza davanti un notaio o un avvocato, io lavoro, lui è disoccupato da tempo, nonostante non può ricevere benefici, bonus, è stato escluso dal reddito di cittadinanza perché io lavoro, p. S. Non prendo neanche assegni per lui perché non siamo sposati e su atto scritto non siamo conviventi.E’assurdo tutto ciò

  5. siamo alle solite storie per uscire dal nucleo famigliare devi attenerti alle regole, per poter avere le agevolazioni che ti competono devi avere un reddito ed un isee basso,se sei in attesa di occupazione e convivi con i tuoi genitori,ma hai superato il limite di eta non puoi uscire,se vuoi crearti un tuo stato di famiglia ed hai una casa devi frazionarla,con altro sborso di denaro.Come la giri la e volti sei fottuto è proprio un sistema obsoleto,fatto di sola burocrazia che ti manda da un ufficio all’altro senza che giunca ad un dunque,poi ti scocci e mandi a quel paese,il sistema è contento perché ha raggiunto il suo obbiettivo e tu paghi.Viva la terra del Sol

  6. Salve, io attualmente vivo e lavoro nel Lazio, mentre i miei vivono in un’altra regione.
    Non ho ancora avuto la possibilità di portare la residenza nella città dove vivo in quanto sto in affitto e i proprietari sono restii nel farmi prendere la residenza nella casa che mi affittano.
    Avendo avuto da poco un contratto a tempo indeterminato sto iniziando a muovermi per comprare casa e volevo poter accedere alle agevolazioni statali introdotte da poco. Purtroppo da quello che ho letto l’Isee non deve superare un certo valore.
    Avendo ancora la residenza con i miei facciamo cumulo e quindi non potrei accedere alle agevolazioni statali per l’acquisto della casa.
    La mia domanda è: posso staccare il mio isee da quello dei miei? se si come? cosa dovrei fare?

    Grazie,
    Aldo

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