Diritto e Fisco | Articoli

Preavviso di ipoteca e mancata indicazione immobile

20 Marzo 2019
Preavviso di ipoteca e mancata indicazione immobile

Cartelle esattoriali: è valida l’ipoteca iscritta da Agenzia Entrate Riscossione se nel preavviso manca l’indicazione del debito e del bene?

Tra i poteri dell’agente per la riscossione esattoriale vi è quello di iscrivere ipoteca sugli immobili del contribuente che non ha onorato le cartelle di pagamento. Può farlo però solo se il debito scaduto supera 20mila euro e dopo aver inviato un preavviso. Questo avvertimento, che deve arrivare almeno 30 giorni prima dell’iscrizione ipotecaria, serve per consentire al debitore di saldare il dovuto o, in alternativa, di chiedere una rateazione. Ma che succede se tale atto dovesse essere lacunoso e non indicare alcuni dati come, ad esempio, gli estremi del bene da ipotecare o il debito maturato sino ad allora? A spiegare quali conseguenze scattano per la mancata indicazione dell’immobile nel preavviso di ipoteca è una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Basilicata [1].

Per comprendere meglio come stanno le cose facciamo un esempio. Immagina di avere due case intestate e un debito con Agenzia Entrate Riscossione di cui non ricordi l’importo preciso. Un giorno arriva un postino e ti consegna una raccomandata da parte dell’esattore. In essa c’è l’avvertimento che, se non pagherai entro 30 giorni il «debito scaduto» verrà iscritta ipoteca su uno dei tuoi immobili per un valore pari al doppio del debito stesso. Non sei però né in grado di sapere quale sia la casa che verrà ipotecata, né quanto ti tocca pagare per evitare questa drammatica conseguenza. Ritieni perciò che tanto il preavviso quanto la successiva ipoteca siano nulli. È davvero questa una valida ragione per fare ricorso?

La mancata indicazione dell’immobile nel preavviso di ipoteca non è causa di nullità di tale preavviso. È questa la tesi sposata dalla Ctr Basilicata. E ciò perché la legge non prevede alcun obbligo in tal senso.

L’ente di riscossione non è obbligato a indicare nella comunicazione preventiva il debito del contribuente né il bene da sottoporre a ipoteca: l’iscrizione, dunque, è legittima.

Del resto non viene leso il diritto di difesa del contribuente che, da un lato, ben potrebbe conoscere il residuo debito facendo un accesso alla propria posizione tramite il sito dell’esattore o chiedendo un estratto di ruolo allo sportello; dall’altro ben conosce quali sono le sue proprietà immobiliari ed è del tutto indifferente sapere su quale di queste verrà iscritta l’ipoteca.

Proprio per tali ragioni le omesse indicazioni non inficiano affatto l’iscrizione ipotecaria perché la comunicazione preventiva non prevede l’obbligatorietà dell’indicazione sul debito e la specificazione del bene sottoposto a gravame.

Il testo di legge, infatti, indica che l’agente di riscossione è tenuto a notificare al contribuente la comunicazione contenente l’avviso e che, in mancanza del pagamento delle somme, viene poi iscritta ipoteca.

C’è anche da dire che, per evitare l’ipoteca non è necessario pagare tutto il debito o rateizzarlo. Posto infatti che l’agente per la riscossione non può rifiutare pagamenti parziali del debito, il contribuente – a patto che l’ipoteca non sia già stata iscritta – può versare solo quella parte necessaria e sufficiente ad abbassare l’esposizione al di sotto di 20mila euro e, quindi, a riportare il debito complessivo sotto la “soglia” prevista dalla legge per l’iscrizione dell’ipoteca.

Da tenere distinto è, invece, rispetto all’ipoteca, il successivo – ed eventuale – pignoramento immobiliare. Esso infatti può scattare solo se il debito è superiore a 120mila euro e il valore di tutte le proprietà immobiliari, tra loro sommate, superi 120mila euro. Resta fermo il divieto di pignoramento immobiliare qualora il contribuente sia proprietario di un solo immobile, adibito a civile abitazione e luogo di residenza. In tal caso, infatti, vige il divieto di pignoramento della cosiddetta “prima casa”. L’acquisizione di un successivo immobile, anche per donazione o successione testamentaria, rende pignorabile sia il primo che il secondo.


note

[1] CTR Basilicata sent. n. 415/2018

Autore immagine: 123rf com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube