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Mancata notifica cartella esattoriale: termini per il ricorso

21 Marzo 2019
Mancata notifica cartella esattoriale: termini per il ricorso

Come contestare l’estratto di ruolo e cancellare i debiti presenti negli archivi di Agenzia Entrate Riscossione: il facsimile di ricorso contro la cartella non arrivata a destinazione. 

È stata di recente pubblicata una interessante sentenza, da parte della Commissione Tributaria Provinciale di Siracusa [1], che spiega quali sono i termini per il ricorso in caso di mancata notifica della cartella esattoriale. Si tratta di una decisione che, nel solco di quanto avevano già detto nel 2015 le Sezioni Unite della Cassazione [2], chiarisce un aspetto di fondamentale importanza: se il contribuente, una volta accertata la presenza di un debito a proprio carico tramite la lettura dell’estratto di ruolo, deve attivarsi subito per chiederne la cancellazione oppure può farlo anche diverso tempo dopo.

Per spiegare meglio quali sono i termini pratici del problema, toccherà ricorrere al solito esempio tratto dalla pratica di tutti i giorni, quella che purtroppo vede i contribuenti alle continue prese con le inefficienze di Agenzia Entrate Riscossione, con i difetti di notifica delle cartelle esattoriali, con le richieste in autotutela perennemente disattese e con la necessità di ricorrere a un giudice per ottenere quella tutela che, invece, la pubblica amministrazione dovrebbe garantire già in partenza. Ma tant’è. 

Come cancellare le cartelle mai notificate

Immagina di aver ricevuto, negli scorsi anni, alcune cartelle esattoriali e di non aver potuto, a suo tempo, pagare. Decidi di verificare a quanto è salito, con gli interessi e le sanzioni, il debito complessivo, anche al fine di verificare la fattibilità di un piano di pagamento rateizzato; così ti rechi allo sportello di Agenzia Entrate Riscossione e chiedi la stampa di una situazione aggiornata. Ti viene consegnato quello che tecnicamente viene chiamato estratto di ruolo, un documento che sintetizza la tua posizione per come riportata negli archivi dell’agente della riscossione. In esso trovi tutte le cartelle a tuo carico non ancora saldate, i relativi importi, la natura del debito (imposte, sanzioni, ecc.), l’anno di iscrizione a ruolo, l’ultima data di notifica. Ed è proprio qui che ti soffermi: ti accorgi infatti che sono riportate delle cartelle che non hai mai ricevuto. Ne sei sicuro perché, a casa tua, vive anche tua madre, disabile e sempre pronta ad aprire al postino. Così decidi di fare ricorso. 

Qui però ti trovi dinanzi a un problema. Sai bene che il ricorso tributario è ammissibile solo contro determinati atti, le cartelle ad esempio. E sai anche che ci sono solo 60 giorni per l’impugnazione; dopodiché c’è la decadenza. Ma è anche vero che la cartella non è mai stata notificata ed, allora, il termine dei 60 giorni non può essere decorso. Come esci fuori da questo ginepraio?

Molto semplice. Secondo le Sezioni Unite della Cassazione [2], il contribuente può impugnare l’estratto di ruolo e, con esso, le cartelle che non gli sono mai state notificate. Se, infatti, di regola l’estratto di ruolo non è un atto impugnabile, in quanto si tratta di un documento interno all’agente della riscossione, non si può negare tuttavia una tutela al contribuente che abbia preso conoscenza di un debito a lui mai notificato proprio attraverso la lettura di tale documento. 

Ed allora, chi si accorge di avere sul “groppone” delle cartelle che il postino non gli ha mai consegnato – a prescindere da quali siano le ragioni dell’omessa notifica – può ricorrere al giudice e, con l’estratto di ruolo, chiedere la cancellazione dei debiti in questione. 

Se vuoi scaricare il facsimile del ricorso per mancata notifica della cartella esattoriale clicca sul link. Potrai utilizzare il modello da depositare – a seconda del giudice competente – presso la Commissione Tributaria Provinciale (per le cartelle relative a imposte), il giudice di pace (per le cartelle relative a sanzioni amministrative o contravvenzioni stradali), il tribunale sezione lavoro (per i contributi previdenziali dovuti all’Inps o assistenziali dovuti all’Inail).

Termini per impugnazione omessa notifica cartella

Qui si pone un secondo problema. Se è vero che, dalla notifica della cartella, decorrono sempre 60 giorni per l’impugnazione, quali sono i termini per il ricorso in caso di omessa notifica della cartella? In altri termini, c’è un tempo massimo per contestare l’estratto di ruolo davanti al giudice? Le sentenze, sul punto, sono state di alterna interpretazione. Secondo la pronuncia della Ctp siciliana, citata in apertura, questo termine è sempre di 60 giorni e inizia a decorrere dalla consegna al contribuente dell’estratto di ruolo. In buona sostanza, il contribuente ha circa 2 mesi, da quando l’agente per la riscossione gli ha consegnato l’estratto di ruolo, per impugnare tale documento davanti al giudice e chiedere l’annullamento delle cartelle mai ricevute. Ed è questo anche l’orientamento delle Sezioni Unite della Cassazione [2].

Alcuni giudici hanno però ritenuto che tale limite è pressoché inutile. Difatti, una volta decorso il termine di 60 giorni, nulla vieterebbe al contribuente di farsi rilasciare un nuovo estratto di ruolo e rimettersi così nei termini per il ricorso.

C’è comunque da dire – ed è questo l’aspetto essenziale della sentenza in commento – che, una volta scaduti i 60 giorni, se è vero che il contribuente non può più impugnare l’estratto di ruolo, può sempre far valere il difetto di notifica delle cartelle contestando i successivi atti “ufficiali” dell’Agenzia Entrate Riscossione. Che significa? Torniamo all’esempio precedente. Dopo aver ricevuto l’estratto di ruolo, il contribuente non si attiva e lascia decorrere il termine per il ricorso (che abbiamo detto essere di 60 giorni). Dopo un anno riceve un fermo amministrativo o un pignoramento. Ebbene, contro questo nuovo atto può fare ricorso eccependo la mancanza di notifica della cartella su cui esso è fondato [3]. 

Omessa notifica cartella: come appurarlo

Visto che abbiamo ormai affrontato il tema dell’omessa notifica della cartella, sarà anche bene fornire al lettore un importante consiglio. Spesso succede che il postino passi quando il destinatario della cartella è temporaneamente assente e che questi, al rientro, non si accorga che nella buca delle lettere c’è l’avviso di giacenza. Stesso discorso può verificarsi con la seconda raccomandata informativa che la posta è tenuta a inviare in caso di mancata consegna della cartella. Ebbene, per evitare di fare un “buco nell’acqua” ossia di proporre un ricorso infondato (basato su una presunta omessa notifica) e pagare così le spese processuali, prima dell’avvio della causa sarà meglio presentare una istanza di accesso agli atti amministrativi. Con essa il contribuente chiede di poter visionare le prove della notifica in mano all’esattore per verificare, in anticipo, quali carte di difesa questi potrà esibire nel corso del processo. È una precauzione importante che eviterà di perdere il ricorso. 


note

[1] CTP Siracusa sent. n. 666/19 del 4.03.2019.

[2] Cass. S.U. sent. n. 19704/2015. «Il contribuente può impugnare, con l’estratto di ruolo, il ruolo e la cartella di pagamento che non siano mai stati notificati, non essendo a ciò di ostacolo il disposto dell’art. 19, comma 3, ult. parte, del d.lgs. n. 546 del 1992, perché una lettura costituzionalmente orientata impone di ritenere che la previsione, ivi contenuta, dell’impugnabilità dell’atto precedente non notificato unitamente all’atto successivo notificato non costituisca l’unica possibilità di far valere la mancanza di una valida notifica dell’atto precedente, del quale il contribuente sia comunque venuto legittimamente a conoscenza, e non escluda quindi la possibilità di far valere tale mancanza anche prima, giacché l’esercizio del diritto alla tutela giurisdizionale non può essere compresso, ritardato, reso più difficile o gravoso, ove non ricorra la stringente necessità di garantire diritti o interessi di pari rilievo, rispetto ai quali si ponga un concreto problema di reciproca limitazione.

[3] Il mancato esercizio del diritto di difesa contro l’estratto di ruolo non determina la conseguenza della preclusione di contestare successivamente i ruoli/cartelle esattoriali non notificati, ma la tutela giurisdizionale facoltativa, che si traduce nell’impugnazione dei «documenti atipici», deve essere esercitata tempestivamente, nel termine perentorio di 60 giorni (art. 21 dlgs 546/92) a decorrere dalla «effettiva conoscenza» del documento rilasciato, che è onere del ricorrente darne prova.


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